L’approvazione della norma, firmata da alcuni consiglieri del Pd, sembra scontata
Cannabinoidi nella terapia del dolore
In Toscana la prima legge che dice sì
Prevede il rimborso totale dei farmaci. L'impiego sarà consentito soltanto durante il ricovero in ospedale


FIRENZE - Sarà la Toscana ad approvare la prima legge sull’uso di sostanze cannabinoidi nella terapia del dolore e di fine vita e a prevedere il rimborso totale dei farmaci. L’approvazione della nuova normativa, firmata da alcuni consiglieri del Pd, sembra essere scontata e l’iter legislativo potrebbe concludersi entro maggio. Una rivoluzione. «Perché la legge nazionale vigente non prevede il rimborso dei medicinali derivati dalla cannabis da parte del servizio sanitario - spiega Enzo Brogi, consigliere regionale del Pd - e dunque di fatto rende quasi inapplicabile il loro uso». Una normativa simile esiste invece in Puglia, ma non si tratta di una legge bensì di una delibera di giunta. Negli articoli del testo della normativa toscana è espressamente previsto che «l’acquisto dei farmaci cannabinoidi è posto a carico del servizio sanitario regionale» e si stabilisce che ogni ospedale «individui un apposito responsabile competente per l’attuazione e il rispetto delle linee guida».

RICOVERO IN OSPEDALE - L’impiego dei nuovi farmaci sarà consentito soltanto durante il ricovero in ospedale (o in altre strutture sanitarie) e la loro somministrazione è prevista «solo quando altri farmaci disponibili si siano dimostrati inefficaci o inadeguati al bisogno terapeutico del paziente». Inoltre i cannabinoidi potranno essere prescritti soltanto da un medico specialista in neurologia, oncologia o specializzato nel trattamento della terapia del dolore. «Sono sempre stato contrario alla cultura del proibire - commenta il primo firmatario della legge, Enzo Brogi - soprattutto quando l’uso di sostanze stupefacenti può aiutare ad alleviare terribili sofferenze. In moltissimi altri Paesi chi è sottoposto a chemioterapia o ad altri trattamenti simili può assumere sostanze cannabinoidi perché, come è provato scientificamente, diminuiscono nausea e vomito e con esse si riduce notevolmente l’assunzione di morfina». Brogi racconta di aver scritto la nuova legge pensando soprattutto alle sofferenze dei malati. «Nel pensarla ho lavorato accanto ad Alessia Ballini, una collega consigliere regionale uccisa pochi giorni fa dal cancro. Combatteva con le unghie e con i denti la sua guerra e mi raccontava quanto fosse importante assumere sostanze cannabinoidi prima di sottoporsi a chemio e per combattere il dolore».

TESTIMONIANZA - E proprio ad Alessia Ballini la nuova legge è stata dedicata. Nella relazione di presentazione stata inserita anche una struggente testimonianza di Alessia. «Da quando convivo con la mia malattia, ribellandomi, accettandola, lottandoci con tutte le energie che ho, la mia dimensione corporea ha assunto tutta la sua materialità, il suo predominio, la sua insopprimibile verità. Che io sono il mio corpo. Che il mio corpo non è separato dal mio spirito. Che sono entrambi miei e sono le uniche cose che possiedo. Guardo il dibattito parlamentare sul testamento biologico, annoto il suo triste esito e rammento che lo Stato sta mettendo le mani sulla mia dignità, presente e futura. Da quando la mia vita ha svoltato e mi hanno consegnato una nuova carta d' identità, quella che ognuno di noi ha in tasca e che chi è fortunato non dovrà mai tirare fuori, ho capito il significato impagabile, incomparabile di una sanità pubblica efficiente e universale. L' istituzione che si fa carico di te, quando tu non puoi. Lo Stato che ti affianca, che ti sorregge, quando ne hai bisogno. Che tu sia ricco o povero. Comunitario o extra. Uomo o donna. Religioso o ateo. Questo è lo Stato che voglio. Che non mi invade, non mi prevarica. Che ha cura di me. Che mi rispetta. Che mi lascia libera. Che lascia libera la mia coscienza di decidere per me, per la mia vita».

Marco Gasperetti
13 febbraio 2011(ultima modifica: 14 febbraio 2011)

Cannabinoidi nella terapia del dolore In Toscana la prima legge che dice sì - Corriere della Sera