Rif: Risposta ad Adriano Romualdi
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Florian
Io sono un conservatore, di destra. Ma chi conserva oggi qualcosa in Italia? Nessuno, men che meno in area berlusconiana.
Allora essendo venuti meno i normali parametri per un voto politico (dov'è la destra? dov'è la sinistra) non mi rimane altro che prendere posizione circa la figura che la polarizzato l'attuale fase in centrodestra (berlusconiani) e centro/centrosinistra (antiberlusconiani).
Dopo essere stato a lungo con i primi adesso sto coi secondi. Perchè essendo venuta meno ogni motivazione ideologica (il PdL è un coacervo di socialismo e populismo, a me entrambi estranei) resta il giudizio sul leader. Negativo.
Chiaro, però l'Idea è sempre quella: il conservatorismo è conservare le cose belle. Che sia tutto da buttare è un altro discorso, Burke è sempre Burke e se ci si riconosce nella sua filosofia ci si può definire Conservatori al di là delle congiunture particolari.
Quello che non ho capito, è dove va a parare FLI dal punto di vista ideale, visto che tu aderisci a FLI sulle basi di Burke, di Goldwater, della Tatcher, di mille altri pensatori Conservatori di qua e di là della Manica, di qua e di là dell'Atlantico, mentre Apibroker, che non è precisamente l'ultimo sfigato, dice testualmente di schifare i Conservatori, eppure afferma altrettanto chiaramente di essere di Destra.
A questo punto un po' di confusione è naturale, non pensi? :) Ma lo dico (io almeno, non rispondo per gli altri) senza livore, non è sull'etichetta che si consuma un giudizio politico, nè per forza chi si definisce antitetico alla Destra deve riscontrare il giudizio negativo.
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Pieralvise
Più che altro ci si domanda cosa vi è da conservare nell'Italia presente. Da questo punto di vista è meglio il nichilismo devastatore di Berlusconi.
L'unica cosa da conservare nell'Italia attuale è il paesaggio umano, per mere questioni biologiche ovviamente.
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Iannis
Ma infatti forse sono di più gli antiberlusocniani di destra radicale, quelli anti-liberisti, anti-americani, anti-israeliani, ecc
Ma neanche, perché di Berlusconi viene apprezzato proprio l'orientamento in politica estera filo-russo.
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Defender
Chiaro, però l'Idea è sempre quella: il conservatorismo è conservare le cose belle. Che sia tutto da buttare è un altro discorso, Burke è sempre Burke e se ci si riconosce nella sua filosofia ci si può definire Conservatori al di là delle congiunture particolari.
Quello che non ho capito, è dove va a parare FLI dal punto di vista ideale, visto che tu aderisci a FLI sulle basi di Burke, di Goldwater, della Tatcher, di mille altri pensatori Conservatori di qua e di là della Manica, di qua e di là dell'Atlantico, mentre Apibroker, che non è precisamente l'ultimo sfigato, dice testualmente di schifare i Conservatori, eppure afferma altrettanto chiaramente di essere di Destra.
A questo punto un po' di confusione è naturale, non pensi? :) Ma lo dico (io almeno, non rispondo per gli altri) senza livore, non è sull'etichetta che si consuma un giudizio politico, nè per forza chi si definisce antitetico alla Destra deve riscontrare il giudizio negativo.
Mah mi pare che il mio giudizio sullo status quo coincida con quello di Florian. Penso che anche Florian sia favorevole ad un periodo riformista inteso come periodo di riforme economiche, istituzionali e sociali. Conservatorismo non è sinonimo di immobilismo, altrimenti le riforme tacheriane non ci sarebbero state e non si sentirebbe parlare Cameron di green economy, di integrazione e di big society.
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Defender
Un sacco di gente.
Ma voi non eravate a Destra? Io non mi ci raccapezzo più, tra tattica e strategia.
Fuor dai denti, che siete mai?
Se la destra è quella berlusconian-leghista allora non sono etichettabile. Se invece parliamo di destra europea, etc. allora si sono fondamentalmente di destra, specialmente per quanto riguarda il pantheon valoriale anche se sono per il superamento delle definizioni e per un approccio pragmatico ai problemi di un paese che sono unici e difficilmente risolvibili con modelli aprioristici specialmente in campo economico.
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apibroker
Mah mi pare che il mio giudizio sullo status quo coincida con quello di Florian. Penso che anche Florian sia favorevole ad un periodo riformista inteso come periodo di riforme economiche, istituzionali e sociali. Conservatorismo non è sinonimo di immobilismo, altrimenti le riforme tacheriane non ci sarebbero state e non si sentirebbe parlare Cameron di green economy, di integrazione e di big society.
Scusa Api, ma
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apibroker
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Giò91
Di fatto, non esiste un antiberlusconismo di destra che non sia meramente circoscritto a qualche intellettualoide che risente di moltissimi cliches progressisti e liberaloidi non dico tutt'altro che fascisti o tradizionalisti (cosa pretendo?) ma tutt'altro che conservatori.
E pure quelli che, da posizioni di destra, non apprezzano affatto Berlusconi né umanamente né politicamente nella stragrande maggioranza dei casi schifano ancora di più gli anti-berlusconiani (banda finiana inclusa).
Mai quanto noi schifiamo voi.
Qui si evince che ti ributtano i Conservatives. E quindi tutti i ragionamenti che hai fatto su Green-economy, integrazione e "big society" diventano nella migliore delle ipotesi secondari e nella peggiore strumentali, se non c'è una parola di chiarezza.
Ma una parola di chiarezza con valore assolutamente di specificazione e solo in un secondo momento eventualmente di valutazione.
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apibroker
Mah mi pare che il mio giudizio sullo status quo coincida con quello di Florian. Penso che anche Florian sia favorevole ad un periodo riformista inteso come periodo di riforme economiche, istituzionali e sociali. Conservatorismo non è sinonimo di immobilismo, altrimenti le riforme tacheriane non ci sarebbero state e non si sentirebbe parlare Cameron di green economy, di integrazione e di big society.
Concordo. :)
Rif: Risposta ad Adriano Romualdi
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Defender
Scusa Api, ma
Qui si evince che ti ributtano i Conservatives. E quindi tutti i ragionamenti che hai fatto su Green-economy, integrazione e "big society" diventano nella migliore delle ipotesi secondari e nella peggiore strumentali, se non c'è una parola di chiarezza.
Ma una parola di chiarezza con valore assolutamente di specificazione e solo in un secondo momento eventualmente di valutazione.
Schifare i berlusconiani non significa schifare il conservatorismo europeo, anzi, significa amarlo. Inoltre qui non si parla del vero convitato di pietra, cioè la Lega.
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Se ti fa piacere parlarne, buon soliloquio.
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apibroker
Schifare i berlusconiani non significa schifare il conservatorismo europeo, anzi, significa amarlo. Inoltre qui non si parla del vero convitato di pietra, cioè la Lega.
Sul "conservatorismo", di cui mi sono occupato diffusamente nel relativo forum, persiste una gran confusione.
Il primo errore è quello di confondere il conservatore con uno che vuol conservare l'esistente, evidentemente per mantenere la propria rendita di posizione. Ebbene, questa visione del conservatorismo è ottocentesca e se a quel tempo poteva essere difesa oggi non lo è più. Tant'è vero che in "quel" senso il conservatorismo diventa accusa infamante che si scambiano amorevolmente la destra con la sinistra.
Il secondo errore è quello di intendere il conservatorismo alla stregua di un tradizionalismo religioso. Errore grossolano giacchè il tradizionalismo, basandosi su un dogma, è una cultura "radicale" non "conservatrice".
Il terzo errore è quello di non considerare il conservatorismo per quello che solitamente è, ovvero una cultura del limite che agisce in ambito liberale. Il conservatorismo contemporaneo è dunque un liberalconservatorismo che intende "andare avanti, mantenendo". In tal caso questo conservatore, il "vero" conservatore, si prefiggerà di salvaguardare l'essenziale e il vitale della storia e delle tradizioni che gli sono proprie nell'ambito di una continua ricerca di soluzioni (pragmatiche anzichè ideologiche) ai problemi di un quotidiano che oggi è aperto alla civiltà globale.
In taluni casi, quando avrà da agire in realtà di particolare arretratezza il conservatore dovrà abbandonare la sua proverbiale moderazione per imporre misure innovative oltremodo incisive e di fatto rivoluzionarie, che costituiscano la base della conservazione di domani. E' questo il perenne caso dell'Italia, paese in cui i conservatori devono sovente travestirsi da rivoluzionari per piegare ai propri fini la mera conservazione dell'esistente difesa dalle altre forze politiche.