
Originariamente Scritto da
Edmond Dantes
La magistratura antibelusconiana questa volta l’ha fatta davvero sporca.
I partitelli dell’opposizione dovevano essere coadiuvati perché da soli non sono in grado di rovesciare i ripetuti pronunciamenti delle Urne e del Parlamento in sostegno del Premier Berlusconi.
Allora che si fa?
La macchina giudiziaria, servetta desiderosa di compiacere i poteri forti (lobbies ed oligarchie finanziarie internazionali) e quelli deboli (i miserabili capetti delle opposizioni politiche italiane), motivata dalla contropartita promessa relativa al mantenimento delle attuali impunità e dei privilegi di casta, si è messa in moto per tentare l’ultima mano in questa partita a poker giocata contro Berlusconi.
Non ci sarebbe nulla di male se dominasse l’onestà giuridica tra i giocatori.
Ma, il magistrato bara.
E non si comporta in modo sleale contro Berlusconi, ma contro il Popolo Sovrano e contro il Parlamento.
La disonestà praticata da certa magistratura è intessuta con il filo dell’inganno incrociata con la trama della sopraffazione.
La procura di Milano motu proprio, a dispetto di norme e procedure, ha negato diritto di cittadinanza al Tribunale dei Ministri non trasmettendo, come avrebbe dovuto fare, il fascicolo relativo agli atti inerenti la notizia di reato affichè questo valutasse la NON MINISTERIALITA’ del reato di concussione ascritto al Presidente del Consiglio.
Lo scopo è più che evidente.
Sottrarre la competenza al giudice naturale precostituito per legge, come vuole la costituzione Italiana, per istruire, da sola e senza ostacoli un processo che, giunti a questo punto, contiene tutti gli elementi della illegittimità.
Perché dunque la magistratura di Milano si affanna, glissando le norme, a mantenere la competenza sopra a questo procedimento?
Perché, consapevole della inconsistenza delle imputazioni ascritte a Berlusconi, soccorre l’incapacità delle opposizioni minoritarie in Parlamento affinché queste abbiano il tempo di gettare l’amo alla Lega promettendole il varo del Federalismo in cambio della sfiducia al Premier la cui immagine è stata debitamente appannata dagli schizzi di sterco decollati dal tavolo giudiziario della Procura milanese sul quale campeggia vistoso il ventilatore opportunamente azionato.
E’ il vano tentativo di chi non gode del credito del Popolo Italiano di catturare Bossi al laccio del federalismo pur di costringere Berlusconi alle dimissioni.
Ma c’è qualcosa di oscuro che impercettibilmente avanza.
Cos’è?
E la tetra rappresentazione di uno scenario inquietante che, chi opera nei settori economici del Paese, ha avuto modo di verificare in anteprima.
A seguito della campagna ingiuriosa meritoriamente posta in essere dalle operose manine spargi fango, gli investitori internazionali, chinando il capo, lasciano il nostro Paese portando via quelle preziose risorse che costituiscono oggi il motore della nostra economia.
Perché?
Per due motivi:
1 – Il Potere della Magistratura non garantisce stabilità politica;
2 – Ove questa scellerata operazione dovesse concludersi con un ribaltone, il sacro terrore di una patrimoniale sugli immobili, sigillo delle opposizioni, danneggerebbe quegli investimenti per cui l’Italia fu scelta per l’affidabilità.
Tirando le somme, la magistratura, cagione di terrore per gli investitori, è responsabile del tracollo economico a cui l’Italia sta andando incontro.
A farne le spese non è solo Berlusconi, ma tutto il Popolo Italiano.
Tutti siamo processati dalla procura di Milano.
Sul banco degli Imputati siede il Popolo Sovrano che democraticamente ha designato Berlusconi a governare il Paese.
ncav:
Chi pagherà gli incalcolabili danni economici procurati dai magistrati agli Italiani?