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  1. #1
    Bello e dannato
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    Predefinito Il rifiuto della matematica, generazioni senza logica

    Sergio Romano sul Corriere della Sera, Corriere della Sera - IL RIFIUTO DELLA MATEMATICA GENERAZIONI SENZA LOGICA


    Lunedi' 1 Giugno 2009

    IL RIFIUTO DELLA MATEMATICA, GENERAZIONI SENZA LOGICA


    Anche sulla base delle mie esperienze come collaboratore del «Sistema delle Nazioni Unite» per i Programmi di «Salute mentale» le segnalo un argomento di grande interesse già sollevato dal Corriere. Il 10 marzo scorso appariva un articolo del Premio Nobel per la fisica Sheldon Glashow che gettava l’allarme contro la disaffezione verso i numeri. Il titolo era molto suggestivo: «Ecco perché c’è la crisi: nessuno studia matematica». Il 13 maggio il Corriere pubblicava i risultati di una ricerca che registrava i giudizi dei giovani fra i 19 e i 25 anni sui programmi scolastici e che indicava, fra l’altro, la loro «bocciatura» della matematica come materia di studio. L’allarme gettato dal Nobel è stato in pratica confermato dalla ricerca. Più che di un sondaggio potremmo parlare di una vera e propria indagine epidemiologica. Occorrerebbe ora verificare se il diffuso rifiuto della matematica (e, pare, anche della «logica») da parte dei giovani rappresenti soltanto una questione di superficiale «antipatia», eventuale effetto di una scarsa capacità didattica dei docenti, o riveli una difficoltà a capire e, cioè, un vero e proprio difetto cognitivo. Qualora venisse confermata questa ipotesi si aprirebbe la prospettiva di una società futura dove la prevalenza di soggetti portatori di difetti cognitivi sarebbe fonte di una drammatica disgregazione. Su questo tema sarebbe necessaria un’attenzione preventiva da parte dei responsabili delle politiche educative e sociali, a livello nazionale e comunitario.

    Gianni Tibaldi - Responsabile «Segretariato di collegamento internazionale e ricerca sulla salute mentale»




    Caro Tibaldi,
    Negli anni delle scuole medie e del liceo classi*co i miei voti di mate*matica erano appena sufficien*ti. Ma ero abbastanza bravo in geometria e soprattutto sapevo che i numeri non erano soltan*to necessari per «fare i conti». Capivo confusamente che nel calcolo algebrico, nelle equazio*ni e negli algoritmi vi era qual*cosa che potremmo definire con un po’ di retorica l’«ordine dell’universo». E mi rendevo conto che non avrei mai potu*to studiare filosofia, economia, demografia, statistica, ingegne*ria, architettura e persino sto*ria dell’arte, se non fossi riusci*to a migliorare la mia prepara*zione matematica. I numeri in*segnano a ragionare, a trarre conclusioni generali da casi particolari, ad analizzare i fatti, a formulare ipotesi, a verificare teorie, a evitare le trappole dei confronti sbagliati. Se le sue os*servazioni sono esatte, caro Ti*baldi, non è sorprendente che tanti studenti, alla fine del li*ceo, scelgano percorsi accade*mici fumosi, costruiti su vaghe teorie sociologiche. Preferisco*no l’arte della chiacchiera a quella del ragionamento pon*derato perché sono privi di al*cuni strumenti logici fonda*mentali.
    In questo rifiuto della mate*matica vi è un paradosso. La ge*nerazione che non ama i nume*ri conduce una esistenza total*mente dipendente dalla mate*matica. I loro computer, le loro playstation, i loro telefonini, i loro blog e il loro chatting esi*stono grazie alle grandi intui*zioni matematiche degli ultimi decenni. L’algoritmo di Viterbi ha spalancato la porta della tele*fonia cellulare. Altri algoritmi permettono a un motore di ri*cerca di scaricare sullo scher*mo del nostro computer, in po*chi secondi, migliaia di infor*mazioni. I giovani imparano a usare questi strumenti, ma po*chi di essi hanno la benché mi*nima idea delle ragioni per cui possono godere di questi van*taggi. Una generazione che si li*mita a consumare i benefici del passato non sta lavorando per il proprio futuro.
    L'arte di essere P.A.

  2. #2
    Cacciaguida
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    Sono però scettico su soluzioni strategiche tipo: informatica e matematica e vai tranquillo.
    La matematica è pur sempre vile meccanica.
    Però è anche vero che un Bonaparte è stato prima di tutto un ottimo matematico applicato.
    Poi va detto che esiste una mentalità matematica anche non necessariamente introdotta allo specifico della disciplina, penso al mio salumiere.
    Rothbard scrisse che i grandi economisti esprimono in termini concreti quello che i docenti si affannano a complicare in termini cartesiani.
    Cmq credo che anche in questo caso la quantità non sempre si sposi alla qualità.
    Naturalmente non posso concedere nulla ad una superficiale e snobbistica avversione alla matematica che pur spacciandosi per sensibilità umanistico-letteraria è solo la coltre sotto cui la massa dei simil-scolarizzati ama nascondere la propria pigrizia e inettitudine.

  3. #3
    Bello e dannato
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    Predefinito Riferimento: Il rifiuto della matematica, generazioni senza logica

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Naturalmente non posso concedere nulla ad una superficiale e snobbistica avversione alla matematica che pur spacciandosi per sensibilità umanistico-letteraria è solo la coltre sotto cui la massa dei simil-scolarizzati ama nascondere la propria pigrizia e inettitudine.
    Il punto fondamentale è proprio questo.

    Su quanto dice Rothbard, ricorderai che mi ero detto pienamente concorde.
    D'altronde non per forza una profonda conoscienza della matematica presuppone di utilizzarla lì dove non è appropriata.
    Così come un latinista autenticamente grande difficilmente farà citazioni classiche per sentirsi intelligente.

    Ed onestamente devo confessare che la contrapposizione tra sapere scientifico e sapere umanistico l'ho sempre trovata piuttosto forzata, oltre che poco utile nella pratica.
    L'arte di essere P.A.

  4. #4
    Cacciaguida
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    Predefinito Riferimento: Il rifiuto della matematica, generazioni senza logica

    Citazione Originariamente Scritto da Pieralvise Visualizza Messaggio
    Il punto fondamentale è proprio questo.

    Su quanto dice Rothbard, ricorderai che mi ero detto pienamente concorde.
    Perfettamente.

    Citazione Originariamente Scritto da Pieralvise Visualizza Messaggio
    D'altronde non per forza una profonda conoscienza della matematica presuppone di utilizzarla lì dove non è appropriata.
    Così come un latinista autenticamente grande difficilmente farà citazioni classiche per sentirsi intelligente.

    Ed onestamente devo confessare che la contrapposizione tra sapere scientifico e sapere umanistico l'ho sempre trovata piuttosto forzata, oltre che poco utile nella pratica.
    Queste sono osservazioni assai ben meditate.

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Il rifiuto della matematica, generazioni senza logica

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Sono però scettico su soluzioni strategiche tipo: informatica e matematica e vai tranquillo.
    La matematica è pur sempre vile meccanica.
    Però è anche vero che un Bonaparte è stato prima di tutto un ottimo matematico applicato.
    Poi va detto che esiste una mentalità matematica anche non necessariamente introdotta allo specifico della disciplina, penso al mio salumiere.
    Rothbard scrisse che i grandi economisti esprimono in termini concreti quello che i docenti si affannano a complicare in termini cartesiani.
    Cmq credo che anche in questo caso la quantità non sempre si sposi alla qualità.
    Naturalmente non posso concedere nulla ad una superficiale e snobbistica avversione alla matematica che pur spacciandosi per sensibilità umanistico-letteraria è solo la coltre sotto cui la massa dei simil-scolarizzati ama nascondere la propria pigrizia e inettitudine.
    mai dimostrato il teorema di Heine-Pincherle-Borel-Lebesgue sulla copertura degli insiemi?
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Il rifiuto della matematica, generazioni senza logica

    Comunque c'è qualcosa che non va.
    Per carità , ho litigato a lungo con la matematica, eppure mi affascina.
    Nel linguaggio comune ci sono dei passaggi "logici" che lasciano attoniti. Credo siano l'indizio di un ragionamento approssimativo.
    Trasmettere concetti non è facile. C'è sempre qualcosa di troppo.

  7. #7
    Ex Donald ed ex Max50
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    Predefinito Riferimento: Il rifiuto della matematica, generazioni senza logica

    La matematica è impegno e metodo.
    Per quanto riguarda la scuola italiana , rovinosa è stata la riforma del 1997 che , abolendo gli esami di riparazione , introduceva il cosiddetto "debito" , vale a dire lo studente che alla fine dell'anno scolastico si fosse dimostrato insufficiente in una materia , poteva iniziare l'anno successivo nella classe superiore , e avrebbe dovuto colmare il debito nel corso dell'anno.
    Se non lo faceva , questo non era pregiudicante sul suo curriculum.
    Io so ad esempio , parlando proprio di matematica , di studenti che si sono presentati all'esame di stato al 5° anno con il debito in matematica non "colmato" e si sono diplomati.
    In pratica , nella sgangherata scuola italiana , specchio del paese , gli studenti avevano capito che potevano mettere da parte una o due materie , se lo ritenevano opportuno.
    E quali sceglievano : naturalmente quelle che richiedevano impegno e metodo , e soprattutto tempo rubato all'ozio , all'ascoltare musica o quant'altro.
    Da due anni è stato abolito il "debito" nella sua forma precedente , ed è stata introdotta una verifica del debito stesso a fine anno scolastico , ma per carità , che non si chiami esamen di riparazione.
    Funzionerà ?
    E' ovviamente presto per dirlo , anche perchè per il recupero del debito sono necessari corsi , da fare nell'anno scolastico , e non ci sono spesso soldi per pagarli (50 euro all'ora).
    Per i corsi di fine anno , vale anche qui il discorso , in aggiunta al quale si deve però mettere in conto che l'insegnante si guadagna quei soldi , ma deve rinunciare a congrui periodi di vacanza.
    Per cui si ha il paradosso che gli insegnanti che si rendono disponibili ai corsi nell'anno scolastico , non lo fanno per i corsi estivi , che vengono spesso affidati a supplenti.
    In parole povere : sempre peggio.
    Magari dopo , aggiungetevi qualche fumata (non di tabacco) , che inebetisce e rende citrulli , e ditemi come può un giovane trovare passione nelle derivate prime e seconde , nei punti di flesso o negli integrali definiti.
    No , bisogna prendere atto che quando c'è decadenza , c'è decadenza in tutto.

  8. #8
    repubblicano perciò di Sx
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    Predefinito Riferimento: Il rifiuto della matematica, generazioni senza logica

    ho già avuto modo di parlare in PIR di quelli che sono stati i danni causati dall'abbandono dei giochi da tavolo. Credo che giochi come dama , scacchi, briscola, tresette, ecc, aiutassero i bambini al rapporto tra causa ed effetto, al calcolo veloce, ad un sia pur iniziale calcolo delle probabilità, alla concentrazione ( oltre che all'idea della regola ma questo è alto discorso).

  9. #9
    Ex Donald ed ex Max50
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    Predefinito Riferimento: Il rifiuto della matematica, generazioni senza logica

    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    ho già avuto modo di parlare in PIR di quelli che sono stati i danni causati dall'abbandono dei giochi da tavolo. Credo che giochi come dama , scacchi, briscola, tresette, ecc, aiutassero i bambini al rapporto tra causa ed effetto, al calcolo veloce, ad un sia pur iniziale calcolo delle probabilità, alla concentrazione ( oltre che all'idea della regola ma questo è alto discorso).
    Ho colto la sottile (ma non tanto , direi proprio sarcasmo ) ironia del tuo intervento.
    Certo , si può relativizzare tutto.
    Però guarda che alla fine , chi ha soldi e manda i figli nelle scuole private , magari all'estero , alla fine ricrea una frattura culturale e di conoscenze come esisteva decine di anni fa , quando alle scuole superiori o all'università ci andava una esigua minoranza.
    Ora ci vanno tutti , però potrebbe ripetersi la cosa , fra un gruppo ristretto che ha potuto acquisire effettivamente le conoscenze , e la massa , che si trova un diploma o una laurea , ma che ha ben poco da spendere , anzi nulla , perchè ha sprecato per niente gli anni migliori della sua vita solo per "stazionare" nel senso di star seduto passando il tempo in una "scuola" o "università".
    Guarda che capire queste cose non è difficile : ci sono arrivato persino io , pensa.

 

 

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