Da qualche giorno, su Repubblica, il vicedirettore Giannini cura una rubrica chiamata “Struttura Delta“. La rubrica tratta dell’apparato politico-mediatico messo a punto dal Premier per risollevare le sorti dell’esecutivo ed innalzare il proprio consenso nell’opinione pubblica, in picchiata nelle ultime settimane.
Ritengo sia il caso di non sottovalutare l’argomento rilanciato da Giannini. Come si è più volte detto, anche su questo blog, quando Berlusconi sembra in trappola , riesce sempre a tirare fuori un colpo da maestro per riportarsi in sella. Sappiamo anche che il “Caimano”, quando braccato, diventa più “pericoloso”. Vorrei farvi riflettere poi su alcuni fatti.
Innanzitutto i numeri in parlamento. La tanto temuta “maggioranza servente” si sta purtroppo palesando, parlamentare dopo parlamentare, acquisto dopo acquisto. Futuro e Libertà nell’ultima settimana ha perso ben cinque parlamentari. Alla Camera dei Deputati la coalizione di Berlusconi si è portata a quota 320, numeri che rendono piu “tranquillo” il futuro del governo.
Da qui la contromossa del Cavaliere, approvare le leggi “liberticide”, ddl intercettazioni, riforma della Giustizia, riforma della Consulta e, azzardo io, in prospettiva anche la legge sulla par condicio.
Per la prima volta dal 2001 Berlusconi non ha piu freni. Non ha piu l’Udc che “complicò la vita” nella legislatura 2001-2006, non c’è più Fini, che ha “frenato” alcune decisioni negli ultimi tre anni. Ora il “Caimano” , Lega e Federalismo a parte, sembra non avere piu ostacoli ai suoi progetti. E c’è da aver paura. Per quanto riguarda i Processi in corso, già si parla di “attendere l’ultimo grado di giudizio” il che fa intendere che il Cavaliere non si dimetterebbe neanche in caso di condanna in primo e secondo grado. Tempo, è solo questione di tempo. Ogni minuto che passa rende Berlusconi piu forte.
Oltre ai numeri però c’è bisogno di “consenso”, di approvazione da parte dell’elettorato. Gli scandali sessuali e la litigiosità del governo hanno incrinato la fiducia nel Premier. Urge un maquillage “mediatico”. E quindi ecco che entra in gioco la Rai. Viale Mazzini ha approvato i nuovi palinsesti per i prossimi mesi. Arrivano Vespa e Sgarbi in prima serata. Per di più il contratto di Fabio Fazio è in scadenza, quello di Serena Dandini è stato approvato in extremis lo scorso settembre e non è dato sapere la sua durata. Tra un anno dovrebbe scadere anche quello di Michele Santoro e di certo la Rai berlusconiana non cercherà di trattenerlo.
In vista delle elezioni 2013 quindi il Cavaliere potrebbe “militarizzare definitivamente” la Rai, escludendo tutti i programmi non allineati e favorendone il rimpiazzo con “copie” di centrodestra. Complice la maggioranza “servente”, lo “sgonfiamento” del terzo polo e forse una nuova legge sulla par condicio, Berlusconi potrebbe avere ancora qualche carta da giocare nelle elezioni, in programma tra due anni. Sempre che nelle amministrative del maggio prossimo non vi sia la capitolazione del Centrodestra.





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