Il terrore rosso in Russia, Paolo Sensini - Francesco Algisi
Un'opera fondamentale per decostruire la leggenda storiografica di una rivoluzione (in realtà un golpe, un colpo di stato) sostanzialmente 'buona', degenerata solo con Stalin.


Il terrore rosso in Russia, Paolo Sensini - Francesco Algisi
Un'opera fondamentale per decostruire la leggenda storiografica di una rivoluzione (in realtà un golpe, un colpo di stato) sostanzialmente 'buona', degenerata solo con Stalin.
Ultima modifica di Marco d'Antiochia; 30-11-10 alle 17:14




interessante
Quello di portare finalmente alla luce – almeno per il pubblico italiano – cosa ha realmente rappresentato in Russia il periodo 1917-1921. Come dicevo prima, la rivoluzione d’ottobre è stata costruita fondamentalmente come un grande mito, una sorta di religio. Nell’Introduzione, ho cercato di spiegare che il termine “rivoluzione”, nei primi anni, non era neppure citato. La stessa letteratura sovietica parlava di “colpo di Stato d’ottobre”. L’espressione “grande rivoluzione socialista d’ottobre” apparve dopo, alla fine degli anni Venti. Quindi, il pregio principale dell’opera di Mel’gunov consiste nell’aver svelato la prassi seguita dai bolscevichi dal punto di vista sociale ed economico in un lasso di tempo che costituisce la spina dorsale di quella che poi sarebbe diventata l’Unione sovietica. A parte la breve parentesi della NEP dei primi anni Venti, Stalin - quando ebbe finalmente le mani libere - riprese la collettivizzazione forzata e la pratica del terrore. Mel’gunov mostra l’efferatezza e la spietatezza con cui i bolscevichi incisero sul corpo vivo dell’Urss. Prima d’ora, in lingua italiana non avevamo testimonianze di questo genere. Vi era stata, nel 1998, la pubblicazione del Libro nero del comunismo, che fece grande scalpore perché si interpolava con la discesa in campo di Berlusconi e con la polemica contro gli epigoni del Pci.


L'unico che aveva capito come si trattano i bolscevichi era il Barone Ungern.
Ultima modifica di Orco Bisorco; 02-12-10 alle 03:14


Ultima modifica di Marco d'Antiochia; 06-12-10 alle 20:47




Che ha ragione.
D'altra parte, i nazisti basavano l'internamento sulla custodia protettiva (la Schutzhaft), cioè un istituto giuridico di origine prussiana, a cui la stessa repubblica di Weimar fece più volte ricorso, creando non solo campi dove vennero internati migliaia di militanti comunisti, ma creando anche, a Cottbus-Selow, un Konzentrationslager fur Auslander che ospitava profughi ebrei orientali e che può essere quindi considerato il primo campo per ebrei del Novecento.
Ultima modifica di Marco d'Antiochia; 07-12-10 alle 07:05




Queste notizie le ho tratte da due testi di Agamben impostati sul rapporto tra biopolitica e stato d'eccezione
Homo sacer. Il potere sovrano e la nuda vita - Agamben Giorgio - Libro - IBS - Einaudi - Piccola biblioteca Einaudi. Nuova serie
Lo stato di eccezione - Agamben Giorgio - Libro - IBS - Bollati Boringhieri -
Il testo cruciale in cui Nolte ha sviluppato la sua tesi sul rapporto gulag-lager è
La guerra civile europea 1917-1945. Nazionalsocialismo e bolscevismo - Nolte Ernst - Libro - IBS - BUR Biblioteca Univ. Rizzoli - Storia


Grazie