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  1. #1
    Tradizional-Socialista
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    Predefinito Sinistra libertaria: errori, orrori e froci

    La sinistra libertaria:
    errori, orrori e froci
    Novi
    Da quello sciagurato 27 marzo, che ha segnato il trionfo delle destre capitalistiche e reazionarie, dal PDS e dalla sinistra laico-libertaria si continuano a levare domande ed interrogativi sui motivi dell'ennesima sconfitta storica! Occhetto è giunto persino al punto di osservare stupito che persino la Grecia aveva portato la sinistra al governo, mentre il popolo italiano continuava a negargli questa dignità. In questa sagra del peggio, degli errori e delle imbecillità, il vertice, come era da attendersi lo ha raggiunto Norberto Bobbio, quando ha detto apertamente, ad un giornalista de "La Repubblica": «che forse la colpa era da addebitarsi alla immaturità politica del popolo italiano".
    Dunque dall'autogoverno delle masse, teorizzato dalla sinistra libertaria sessantottina si passa al classico «popolo bue» su cui potrebbero convergere fior di reazionari come Miglio, Fisichella, ecc.
    Rimane la domanda: «Perché la sinistra in Italia ha sempre perso quando sembrava prossima alla vittoria?»
    Cito un'esperienza personale di vita vissuta per far riflettere i nostri lettori sui motivi della sconfitta, che potrebbero essere forse più banali di quanto pensino gli accademici di filosofia della politica e i loro lacchè raccomandati.
    Faccio l'insegnante e sono un militante rivoluzionario di formazione marxista-leninista. In questo sbandamento totale della sinistra, che si riflette nella nullità culturale e politica delle più giovani generazioni, mi era venuto in mente di organizzare, nella mia quarta liceo, un lavoro estivo sui classici del pensiero rivoluzionario.
    Pensavo di far leggere "Lavoro salariato e capitale di Marx", "L'Imperialismo fase suprema del capitalismo" di Lenin e "Materialismo dialettico - materialismo storico" di Stalin. Dando per scontato che Stalin non lo pubblicasse più nessuno, e orientato a fotocopiare per l'intera classe il mio testo delle "Opere scelte", mi sono informato sulla disponibilità in libreria del testo di Lenin, convintissimo che Editori Riuniti lo stampassero ancora. Vengo a sapere, sconsolato, che le opere di Lenin stanno scomparendo dal catalogo Editori Riuniti, ex-casa editrice del PCI.
    Oggi, 27 aprile, sfogliando il giornale "La Repubblica", leggo la notizia che, al posto delle opere di Lenin, si sta pubblicando un manuale per copie gay sui rapporti anali e orali!
    Da Lenin ai culatoni il passo è veramente enorme.
    E poi osano interrogarsi sulle cause della sconfitta elettorale e sul perché la sinistra perda sempre?!
    Nel lontano '79, quando ancora militavo nel PCI, e già stava avanzando questo marciume liberal-frocesco, avevo avanzato, con i compagni del mio stesso orientamento, una proposta per risolvere la crisi del Partito. Si trattava di organizzare una seduta plenaria del Comitato Centrale al Cremlino, e poi fucilarne seduta stante il 90% dei componenti.
    Forse avevo ecceduto per difetto, ma senz'altro la via era quella!
    Occhetto vergogna!
    Vergogna per tutti coloro che sono morti nella lotta alla borghesia nel nome di Lenin.
    Novi
    Novi
    Chiunque stia dalla parte di una giusta causa non può essere definito un terrorista.
    Yasser Arafat

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    Ruhollāh Mosavi Khomeyni

  2. #2
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    Predefinito Non comunismo libertario,ma liberismo radicaloide

    Non comunismo libertario,
    ma liberismo radicaloide
    GiDì

    Torino 13/7/94

    Ho letto l'articolo di "Novi": «Sinistra libertaria: errori, orrori e froci» di cui condivido quasi totalmente il contenuto. Non accetto soprattutto il termine «libertario» utilizzato per indicare tale «sinistra» da spazzatura.
    In fondo certo pressapochismo tanto della destra come della sinistra ha troppe volte confuso i termini, indicando con il termine libertario, tutto ciò che non è necessariamente marxista-leninista o staliniano.
    Ebbene, senza voler entrare in polemica con l'autore (che stimo molto) vorrei precisare che con il termine libertario si intende, grosso modo, quella sinistra che, partendo dall'utopismo, attraverso i vari filoni anarchici e contestatari, sino a quei gruppi spontaneisti e operaisti che nei primi anni '70 rifuggivano dal dogmatismo marxista-leninista e «piccista», senza, per questo, degenerarsi.
    Uno dei primi libertari può considerarsi Proudhon, i cui concetti sulla famiglia e sulle donne (ripresi, in chiave moderna, negli anni '30 da Camillo Berneri), oggi non li accetterebbe più nessuno.
    È proprio l'anarchico Bakunin, pur non esprimendosi molto sulla morale, ha tuttavia, dell'organizzazione politica, un concetto direi «pre-leninista» (se non «pre-stalinista»).
    Se poi, esaminiamo certa pubblicistica anticlericale italiana, del filone anarchico della fine del secolo scorso, vi troviamo un moralismo e una sessuofobia tale (che sinceramente non accetto), da far apparire Alfonso Dè Liguori (che in un opuscolo viene accusato di «immoralità») una specie di Willhem Reich del '700.
    Libertari sono anche i sindacalisti rivoluzionari, i futuristi (molto dissacratori). Gli stessi D'annunzio, il giovane Mussolini hanno tratti libertari (Benito convive per un non breve periodo con Rachele prima di sposarsi). Libertari sono il giovane Evola, amico di Papini e del giovane Prezzolini, di Giovanni Boine, di Sibilla Aleramo e di Eva Khun Amendola.
    Sull'altro versante, ci sono i vecchi anarchici toscani e romagnoli i quali, anche se in campo etero-sessuale convivono anziché sposarsi (ma non è con un certificato che si misura la morale!), non hanno nulla da spartire con quelli che chiamano i «finocchi» (anzi, per sputtanare un alto membro della RealCasa, malignavano sui suoi veri o presunti rapporti omosessuali con gli attendenti).
    Libertari furono gli anarchici della Catalunya. Ma se da un lato non approvo i loro eccessi bellici (che comunque in una forma o nell'altra sono presenti in qualsiasi schieramento della sanguinosa guerra civile spagnola), so, per sentito dire, che il CNT nel 1936, non era ancora «una luega de drogados y de omosexuales», quale è diventata l'attuale CNT, che di «trabajadores», nelle sue fila, ne conta ben pochi!
    Lo stesso Reich, anche se predica la «rivoluzione sessuale», non sembra concedere molto ai «gay», soprattutto invoca leggi severe per chi si rende responsabile di violenze ai minori.
    Libertari sono infine, i gruppi tipo Potere Operaio (che i giornali «illuminati» "Espresso" e "Panorama", accusano di maschilismo, poiché dichiarano l'omosessualità «segno della putrescenza borghese» e, quando sembra che la Chiesa stia per accettare l'utilizzo degli anticoncezionali, una canzone di Pino Masi ironizza: «la pillola è accettata - nasceran meno cinesi...») o la prima Lotta Continua (quando era ancora composta da militanti provenienti dal sottoproletariato romano e napoletano, oltreché degli operai della Innocenti milanese) a cui dei «diritti dei gay» non gliene fregava assolutamente niente. Questo prima che LC divenisse il covo dei compagni-figli-degli-ingegneri-papà nella capitale subalpina.
    Un mio amico anarchico, infine, non ha mai digerito che due anni or sono, la giunta «progressista» di Torino, stanziasse 100 milioni di lire per il cinema omosessuale.
    Certo i «gay» sono anche in altri schieramenti, e non solo a «sinistra».
    Anche scrittori validi e non-conformisti qualche vizio l'avevano, anche Pier Paolo Pasolini, anche il cattolico Testori, ma costoro avevano il pudore di non mischiare la politica nei loro problemi personali.
    Quindi all'amico o compagno "Novi" suggerisco (senza presunzione alcuna) di definire certa «sinistra» da spazzatura Sinistra Radikaloide di origine liberaldemocratica e occidentalista, che con la Sinistra Libertaria passata ed attuale non ha nulla da spartire.
    GiDì

    L'intervento
    Ultima modifica di Johann von Leers; 26-02-11 alle 16:51
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