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Discussione: Toh, adesso il medioevo è un`età luminosa.

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    Predefinito Toh, adesso il medioevo è un`età luminosa.

    Lo dice anche Eco


    “A chi è venuto nel monastero dalla condizione servile non sia anteposto chi è nato libero”. E’ una delle norme che si trovano nella Regola di San Benedetto. Siamo nella metà del VI secolo dopo Cristo, in pieno Alto Medioevo. Nello stendere le regole per quelle particolari “repubbliche” che erano i suoi monasteri, il grande santo spazzava via ogni differenza di ceto. Varcata la porta, tutti erano uguali e nessuno poteva essere “anteposto” ad un altro. Con più di mille anni di anticipo sull’Illuminismo e la Rivoluzione Francese (che, evidentemente, non hanno inventato niente). Quella di San benedetto fu un’autentica rivoluzione rispetto al mondo antico, dove la schiavitù e la riduzione degli uomini a cose non era solo una pratica comune, ma il sistema stesso su cui si fondavano i regni, le società, le economie.

    Basterebbe solo questa citazione per sottolineare come il Medioevo è stato ben altro da quell’età “buia” che la diffamazione illuminista ci ha tramandato. Anzi, per certi versi fu un’età molto avanzata, e certe sue acquisizioni si sono perse in seguito e solo faticosamente sono state riconquistate.

    Fa piacere che anche un autentico guru della cultura laica come Umberto Eco abbia deciso di rendere il giusto onore all’età medievale, tanto da giocare il proprio prestigio curando la redazione di un’opera sul Medioevo pubblicata, udite udite, dall’Espresso.

    E fa molto piacere che sia proprio lui a fare il panegirico di quell’epoca e che nella sua introduzione elenchi a volo d’uccello una lunga serie di fondamentali creazioni medievali: i mulini ad acqua e a vento; le abbazie romaniche e le cattedrali gotiche; le libertà comunali e un concetto modernissimo di libera partecipazione di tutti i cittadini ai destini della città; l’ università (e qui, da buon laico fazioso, si frega, perché sostiene che essa “si costituisce al di là del controllo sia dello Stato che della Chiesa”, omettendo che fu il Papato a costituirsi, fin dall’inizio, come protettore potente dei diritti delle università, nei confronti tanto del potere secolare quanto di quello vescovile).

    Ma non è finita: c’è la nascita della scienza anatomica e della pratica chirurgica (con Mondino de’ Liuzzi, nel 1316); quella della banca, della lettera di credito, dell’assegno e della cambiale; il camino; la carta che sostituisce la pergamena; i numeri arabi adottati in quell’eccezionale opera che è il “Liber Abaci” di Leonardo Fibonacci (sec. XIII); il canto gregoriano e la prima polifonia e Guido d’Arezzo che dà il nome alle note musicali; e poi c’è l’uso di tavola e forchetta, i primi orologi; e gli ospedali e l’assistenza ai pellegrini (comincia il turismo).

    E la fondamentale invenzione degli occhiali, che prolungò l’attività degli uomini di studio (“è come se le energie intellettuali di quei secoli si fossero di colpo raddoppiate, se non decuplicate”).

    Potremmo aggiungere l’innovativa tecnica della rotazione biennale e triennale dello colture, andrebbe sottolineato che non ci sarebbe stato nessun Umanesimo e Rinascimento se il Medioevo, grazie ai monasteri, non avesse salvato dalla distruzione l’imponente patrimonio culturale dell’età classica.

    In realtà non si tratta di cose molto nuove. La novità è che le dica con tale entusiasmo un Umberto Eco e che l’Espresso faccia uscire una collana sul Medioevo.

    Ma se volete delle riflessioni veramente nuove, allora leggetevi il volume dell’americano Rodney Stark dal titolo “La vittoria della ragione” (Lindau editrice). Qui troverete le invenzioni e le novità che dobbiamo all’età medievale, ma anche e soprattutto una verità già annunciata dal sottotitolo dell’opera, e cioè che fu il Cristianesimo, di cui quell’età era letteralmente impregnata, a consentire quello straordinario progresso, quelle libertà, quella ricchezza.

    Se ad un certo punto l’Occidente recupera il gap iniziale che aveva nei confronti di Cina, India e mondo islamico e raggiunge un livello di sviluppo enormemente superiore, è proprio grazie alla sua religione di riferimento. In quelle altre società le religioni innalzarono delle vere e proprie barriere che impedirono lo sviluppo e il progresso, mentre “il successo dell’Occidente, inclusa la nascita della scienza, si appoggiò interamente su fondamenta religiose e venne determinato da devoti cristiani”. Fu la “vittoria della ragione”, perché il Cristianesimo (checché se ne dica) non si è mai costruito contro la ragione umana. E Stark cita Tertulliano, Clemente di Alessandria, Agostino, Tommaso, i filosofi scolastici che “nutrivano molta più fiducia nella ragione dei filosofi contemporanei”.

    E’ solo in Europa che l’alchimia si evolvette in chimica, che l’astrologia condusse all’astronomia, che il sapere pratico divenne scienza. Perché? Lo spiegò ad Harvard nel 1925 il filosofo e matematico Alfred North Whitehead: “Il grande contributo del Medioevo alla formazione del movimento scientifico fu la fede inespugnabile che v’è un segreto, e questo segreto può essere svelato”. Dante, nella Divina Commedia, dice che la ragione umana lo può giugner. Questa convinzione, proseguiva Whitehead, “non può provenire che dalla concezione medievale, che insisteva sulla razionalità di Dio, al quale veniva attribuita l’energia personale di Yahweh e la razionalità di un filosofo greco”.

    Aspettarsi che anche Eco lo riconosca è forse chiedergli troppo.

    Per ora godiamoci il suo entusiastico elogio del Medioevo. E’ già molto.

    Autore: Gianluca Zappa
    Curatore: Nerella Buggio
    Fonte: CulturaCattolica.it
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  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Toh, adesso il medioevo è un`età luminosa.

    Ci vuole sempre il tempo necessario per elaborare con saggezza ciò che ci lasciamo alle spalle, la superficialità con cui l'Illuminismo ha bollato le epoche passate è spaventosa
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  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Toh, adesso il medioevo è un`età luminosa.

    Citazione Originariamente Scritto da niocat55 Visualizza Messaggio

    Se ad un certo punto l’Occidente recupera il gap iniziale che aveva nei confronti di Cina, India e mondo islamico e raggiunge un livello di sviluppo enormemente superiore, è proprio grazie alla sua religione di riferimento. In quelle altre società le religioni innalzarono delle vere e proprie barriere che impedirono lo sviluppo e il progresso, mentre “il successo dell’Occidente, inclusa la nascita della scienza, si appoggiò interamente su fondamenta religiose e venne determinato da devoti cristiani”. Fu la “vittoria della ragione”, perché il Cristianesimo (checché se ne dica) non si è mai costruito contro la ragione umana. E Stark cita Tertulliano, Clemente di Alessandria, Agostino, Tommaso, i filosofi scolastici che “nutrivano molta più fiducia nella ragione dei filosofi contemporanei”.

    E’ solo in Europa che l’alchimia si evolvette in chimica, che l’astrologia condusse all’astronomia, che il sapere pratico divenne scienza. Perché? Lo spiegò ad Harvard nel 1925 il filosofo e matematico Alfred North Whitehead: “Il grande contributo del Medioevo alla formazione del movimento scientifico fu la fede inespugnabile che v’è un segreto, e questo segreto può essere svelato”. Dante, nella Divina Commedia, dice che la ragione umana lo può giugner. Questa convinzione, proseguiva Whitehead, “non può provenire che dalla concezione medievale, che insisteva sulla razionalità di Dio, al quale veniva attribuita l’energia personale di Yahweh e la razionalità di un filosofo greco”.

    Aspettarsi che anche Eco lo riconosca è forse chiedergli troppo.

    Per ora godiamoci il suo entusiastico elogio del Medioevo. E’ già molto.

    Autore: Gianluca Zappa
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    Fonte: CulturaCattolica.it[/SIZE]
    Il fatto che il cristianesimo abbia ereditato la filosofia Greca è sicuramente importante, ma dire che la convinzione di un ordine cosmico razionale conoscibile provenga dal medioevo, come sostiene Whitehead, è una palese sciocchezza, il medioevo ha mantenuto questa concezione portata alla luce dalla filosofia classica ed è alla filosofia classica che si deve lo sviluppo degli strumenti concettuali che hanno portato allo sviluppo della tecnica.
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  4. #4
    puttuio!
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    Predefinito Riferimento: Toh, adesso il medioevo è un`età luminosa.

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Ci vuole sempre il tempo necessario per elaborare con saggezza ciò che ci lasciamo alle spalle, la superficialità con cui l'Illuminismo ha bollato le epoche passate è spaventosa
    Sono d'accordo.
    L'imitazione è la più sincera forma di adulazione.(Charles Caleb Colton)

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Toh, adesso il medioevo è un`età luminosa.

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Il fatto che il cristianesimo abbia ereditato la filosofia Greca è sicuramente importante, ma dire che la convinzione di un ordine cosmico razionale conoscibile provenga dal medioevo, come sostiene Whitehead, è una palese sciocchezza, il medioevo ha mantenuto questa concezione portata alla luce dalla filosofia classica ed è alla filosofia classica che si deve lo sviluppo degli strumenti concettuali che hanno portato allo sviluppo della tecnica.
    Beh, che io sappia non è proprio così.
    Ad esempio, la concezione del tempo.

    E poi è necessario ricordare che sì, alune scuole filosofiche greche (e di conseguenza latine) ebbero intuizioni fondamentali, grazie alle quali l'elaborazione concettuale della teologia cristiana poté procedere spedita verso la scolastica.
    Però molte di queste idee filosofiche classiche appunto in quanto tali non ebbero nella realtà la possibilità di permeare una società pagana, raffinata intellettualmente ma di sicuro non aristotelica...

    Ben diverso ruolo, anche sociale, ebbe la religione cristiana ed il suo bagaglio culturale. Non pensi?
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  6. #6
    Mi perdoni?
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    Predefinito Riferimento: Toh, adesso il medioevo è un`età luminosa.

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Il fatto che il cristianesimo abbia ereditato la filosofia Greca è sicuramente importante, ma dire che la convinzione di un ordine cosmico razionale conoscibile provenga dal medioevo, come sostiene Whitehead, è una palese sciocchezza, il medioevo ha mantenuto questa concezione portata alla luce dalla filosofia classica ed è alla filosofia classica che si deve lo sviluppo degli strumenti concettuali che hanno portato allo sviluppo della tecnica.
    Però mi pare che i greci considerassero "ordinato" solo il cosmo sopra le loro teste, non la terra sotto i loro piedi.
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Toh, adesso il medioevo è un`età luminosa.

    che spavento, pensavo fosse tornato niocat...:sofico:

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Toh, adesso il medioevo è un`età luminosa.

    Eco è abbastanza noto per spigolare fra i testi antichi da cui stralcia aneddoti e notizie che spaccia per ricerca storica.
    Non ci credete? Chi di voi avesse letto(certamente siete fra questi) il" Nome della Rosa",che è un po' la summa del suo orgoglio di narratore letterato ,avrà notato che l'episodio della cavalcatura( Brunello) è stato tratta tale e quale dal libretto di Voltaire " Zadig".
    Naturalmente gli ho fatto una garbata critica ma si è tratto d'impaccio dicendo che pure Voltaire l'aveva tratta da un letterato italico sconosciuto ai più,di nome Sermonti o qualcosa di simile ( se rammento ancora).,ammettendo implicitamente che prendere spunto da testi precedenti non è propriamente plagio ma un onesto esercizio di indagine filologica del testo.

  9. #9
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    Predefinito Riferimento: Toh, adesso il medioevo è un`età luminosa.

    Il medioevo un'età luminosa? Forse a patto, però di essere monaco o nobile, i contadini non se la passavano niente bene, e neanche i piccoli artigiani urnabi, senza contare una mortalità infantile terrificante ed una aspettativa di vita intorno ai 33 anni...

  10. #10
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    Predefinito Riferimento: Toh, adesso il medioevo è un`età luminosa.

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Beh, che io sappia non è proprio così.
    Ad esempio, la concezione del tempo.

    E poi è necessario ricordare che sì, alune scuole filosofiche greche (e di conseguenza latine) ebbero intuizioni fondamentali, grazie alle quali l'elaborazione concettuale della teologia cristiana poté procedere spedita verso la scolastica.
    Però molte di queste idee filosofiche classiche appunto in quanto tali non ebbero nella realtà la possibilità di permeare una società pagana, raffinata intellettualmente ma di sicuro non aristotelica...

    Ben diverso ruolo, anche sociale, ebbe la religione cristiana ed il suo bagaglio culturale. Non pensi?
    La concezione ciclica del tempo era coerente rispetto alla convinzione che non vi fosse un Dio onnipotente a crearlo: se il tempo non ha mai avuto inizio allora è contraddittorio ritenere che sia lineare, perchè altrimenti non si arriverebbe mai al punto in cui ci si trova. Si tratta di tirare le somme una volta poste certe premesse (piuttosto che altre). Il cristianesimo è una sapienza post-ontologica, non va mai dimenticato questo punto, perchè è solo a partire dal cristianesimo che si può parlare di creatio ex nihilo mentre nella teogonia o nei libri del vecchio testamento termini come "creazione" e distruzione" non possono evocare lo stesso significato che acquisiranno solo in seguito. Senza l'ontologia non è possibile scongiurare il politeismo, ci sono passi del vecchio testamento (passi precedenti all'ontologia evidentemente) che rimangono nell'ambiguità in tal senso, proprio perchè è con l'ontologia che lo sguardo dell'uomo si volge alla totalità delle cose (intesa come totalità dell'ente, di ciò che si oppone al nihil absolutum), prima che si cominci a pensare qualcosa come la "totalità" non è possibile dire che Dio sia il creatore di tutte le cose, cioè che in confini della sua potenza e creatività non abbiano limite.
    Il cristianesimo è certamente una grande forma culturale, ma la sua grandezza, decontestualizzata dalla filosofia greca, non dice più nulla. Non perchè non sia originale la storia della salvezza, l'incarnazione, l'agape, ma perchè tutti questi concetti perdono senso a prescindere dal senso che il logo attribuisce loro e questo è visibilmente percepibile nei testi della letteratura greca ed ebraica, in cui timbro e tono delle espressioni non può essere lo stesso. E l'ontologia è prettamente greca, parliamo cioè di due grandi mondi (mondo greco e mondo ebraico-cristiano, dolore tragico e redenzione ) il cui senso ultimo, i cui significati di fondo sono elaborati e decisi dal primo.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

 

 
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