Insulti un giudice? In galera un anno
Vi avevamo parlato della storia di Riccardo. Scrive un commento su facebook sul giudice Mesiano e va a processo. Ieri la sentenza: condannato a 18 mesi di galera. Questa è la magistratura italiana. Lui colpevole. Chi sfascia vetrine, mena le forze dell’ordine, tira statutte a Berlusconi no, sempre assolti. Questo non è un Paese normale.
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A dicembre vi abbiamo raccontato la storia di Riccardo: per aver scritto sulla propria pagina facebook un commento sul giudice Mesiano rischiava 8 mesi di galera. Un commento, lo sottolineiamo, indubbiamente fuori luogo, tanto è vero che lo stesso Riccardo provvedeva a cancellarlo dopo solo tre ore.
Ieri c’è stata la sentenza con il rito abbreviato. Quel commento, rimasto tre ore in bacheca, costerà a Riccardo una condanna ad un anno con la condizionale (la pena è 18 mesi poi decurtata di un terzo).
Un anno e mezzo, quindi, di carcere per una frase, di sei parole, contro un giudice. Una frase rimossa dopo tre ore. Colpisce, e sorprende, questa sentenza.
Diciotto mesi di galera per aver toccato un giudice. Per averlo offeso. A parole. E pensare che chi tira una statuetta in faccia Berlusconi viene assolto. O chi sfascia vetrine. Chi incendia le macchine. Chi mena le forze dell’ordine. O la figlia di un giudice che va a tirare petardi ad un sindacalista. A loro non succede niente. Nessuna condanna. Sempre assolti. Loro sono degli eroi.
Questa è la magistratura italiana. Questo non è un Paese normale.
Insulti un giudice? In galera un anno
E questo è il racconto dell'antefatto:
20 12 2010
Insulti un giudice? Vai in galera
Questa è la storia di Riccardo, un ragazzo che rischia di essere condannato a 8 mesi di galera. Tante volte lo abbiamo scritto: non viviamo in un Paese normale. Avete presente tutti quei gruppi su facebook che invocano l’omicidio di Silvio Berlusconi? I gruppi, ad esempio, con nome “Uccidiamo Berlusconi” e “Facciamo fuori Berlusconi”? O quelle pagine di imbecilli che inneggiano a Tartaglia? Non c’è solo Berlusconi, certo. C’è chi vuole la morte di Emilio Fede, di Feltri, di tutti i ministri del governo, dei giornalisti ritenuti “di regime”, e via di questo passo. Ecco, agli autori di queste porcherie non è mai stato contestato niente. Al limite veniva chiuso il gruppo (quando andava bene).
Se l’obiettivo diventa un altro, però, la musica cambia. E diventa molto rock: un ragazzo, ed è il nostro Riccardo, ha scritto sulla propria pagina facebook un commento sul giudice Mesiano (quello che ha condannato Fininvest a pagare un mega risarcimento a De Benedetti). Un commento, bisogna dirlo, duro e fuori luogo. Talmente duro che è lo stesso Riccardo a cancellare il commento dopo tre ore. Ripetiamo: tre ore. Ma non sono sufficienti, perché qualcuno è arrivato prima. Un anonimo utente aveva già spedito quelle parole ad un giornale di Varese, che le ha pubblicate il giorno dopo. Da lì all’avviso di garanzia il passo è breve. La velocità è disarmante. Il rischio è una pena di 8 mesi di reclusione.
Ora, questo vi sembra un Paese normale? Riccardo rischia la galera per aver “toccato” un giudice, mentre quelli che sfasciano vetrine, che distruggono automobili, che devastano una città, che pestano le forze dell’ordine, loro no, loro sono degli eroi. Loro sono dalla parte della ragione. Questo non è un Paese normale.
Insulti un giudice? Vai in galera
Però hanno fatto in modo che la condanna di Travaglio andasse in prescrizione...invece per questo ragazzo...come si sono sbrigati...col rito abbreviato!!
E' una VERGOGNA!!!




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