Giustizia: prescrizione breve per Berlusconi in attesa della riforma Alfano
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In attesa che giovedì 10 marzo il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, illustri alla Camera il progetto di riforma, anche costituzionale, del sistema giudiziario italiano, tiene banco la proposta di una nuova norma giudicata "salva-premier". E' contenuta nella proposta di legge presentata dal deputato del Pdl Luigi Vitali, la quale obbligherebbe il giudice, in presenza di un imputato incensurato o che abbia superato i 65 anni di età, ad applicare sempre e comunque le attenuanti generiche, ritenendole più importanti delle aggravanti. Il che porterebbe alla riduzione dei tempi di prescrizione del reato. Secondo quanto previsto dal testo presentato da Vitali: "Per effetto della diminuzione della pena il reato risulti estinto per prescrizione". Al giudice, anche durante le indagini preliminari, dovrebbe pronunciare in camera di consiglio una "sentenza inappellabile a non doversi procedere". Il testo di Vitali si bara sulla modifica dell'articolo 62-bis del Codice penale.
Calderoli: "Immunità federalista" - Il ministro leghista Roberto Calderoli insiste sulla speciale protezione di cui deve godere il presidente del Consiglio, ma insiste sull'allargamento dell'immunità anche a sindaci e governatori. E' la proposta di Roberto Calderoli. "L'introduzione della vecchia immunità parlamentare non ci convince: certamente il premier deve godere di una speciale protezione - ha detto Calderoli - ma, insieme a lui, i governatori, i sindaci, e le persone che svolgono ruoli pubblici tendenzialmente sempre più rivestiti di responsabilità. Insomma, siamo disponibili a operare per questo nuovo tipo di immunità".
Più facile ricusare i giudici - La proposta di legge di Vitali rede più facile la ricusazione dei giudici e contiene norme stringenti sull'obbligo di astensione. Modificando l'articolo 36 del codice di procedura penale, l'articolo 3 della proposta di legge Vitali prevede tra l'altro che "il giudice ha l'obbligo di astenersi" quando esistono ragioni di convenienza "determinate da comportamenti o manifestazioni di pensiero o da adesione a movimenti o associazioni che determinano fondato sospetto di recare pregiudizio all'imparzialità del giudice". La proposta prevede fra l'altro un allargamento delle competenze della Corte d'assise "al fine di rinvigorire i princìpi stabiliti dagli articoli 101 ('la giustizia è amministrata in nome del popolo') e 102, terzo comma, della Costituzione ('la legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all'amministrazione della giustizia'). I giurati popolari, quindi, si troverebbero a giudicare anche dei reati sessuali, dei procedimenti in cui sono imputati o parti lese i magistrati, e dei reati contro la pubblica amministrazione.
Processi più brevi e abuso d'ufficio aggravato - Le norme che il deputato Pdl propone di introdurre rendono più rigida la durata dei procedimenti: "La prassi, invalsa in alcuni uffici giudiziari, di ritardare l'iscrizione della notizia di reato nell'apposito registro e, quindi, di allungare i termini di durata delle indagini, non può più essere tollerata", si legge nella relazione che accompagna la bozza di disegno di legge, ancora non ufficialmente pubblicato dalla Camera. Per questo motivo, si propone "la fissazione del dies a quo delle indagini al momento in cui il nome dell'indagato è pervenuto alla conoscenza del pubblico ministero o della polizia giudiziaria e non come avviene attualmente al momento in cui il predetto nome è iscritto nel registro delle notizie di reato". C'è un'eco, nel testo, anche di quello che era stato battezzato dalle opposizioni il 'processo lungo', con norme che intervengono per la precisazione e l'estensione dei termini a disposizione della difesa. Vitali propone inoltre "l'introduzione di una fattispecie aggravata di abuso d'ufficio in atti giudiziari nell'ipotesi in cui il reato sia stato commesso da magistrati. Infine, si rende obbligatoria - conclude la relazione che accompagna la proposta di legge - la concessione delle sospensione condizionale della pena in caso di imputati incensurati".
I punti chiave del ddl Alfano - Il Guardasigilli ha illustrato i punti principali del ddl che verrà presentato fra una settimana. L'impianto è, in sostanza, quello ampiamente anticipato dal ministro. Prevede la separazione delle carriere di giudici e Pm, la divisione del Csm (uno per i Pm l'altro per i giudici), l'Alta Corte di disciplina esterna a Palazzo dei Marescialli, il rafforzamento del principio di responsabilità dei magistrati in Costituzione e l'inappellabilità delle sentenze di assoluzione.
La modifica costituzionale - Tra i punti più dibattuti della riforma della Giustizia, c'è la composizione dei due Csm (un terzo togati e due terzi laici, oppure divisione equa tra le due "ali") e la maggiore partecipazione del popolo all'amministrazione dell'ordinamento giudiziario, concetto su cui insiste soprattutto la Lega. In questo senso si va verso la la modifica dell'art. 106 della Costituzione in modo da prevedere la nomina elettiva di magistrati onorari alle funzioni di pm, ma anche la probabile elezione dei capi degli uffici giudiziari.
Di Pietro: "Una vergogna" - Antonio Di Pietro va immediatamente all'attacco della proposta di legge sulla prescrizione breve. "In questi giorni in Parlamento - afferma in una nota il leader di Idv - si esaminano tutte quelle norme che servono a salvare Berlusconi dai processi e non a migliorare il sistema giustizia". Secondo l'ex magistrato: "Si discute su come limitare l`uso delle intercettazioni, della prescrizione ad hoc per il presidente del Consiglio, del finto processo breve, della riforma della Corte Costituzionale e della riforma dell'azione penale e non dei problemi reali dei cittadini. Insomma invece di dare al comparto sicurezza mezzi e procedure che permettano di snellire realmente i processi e a far funzionare la macchina, il governo, come al solito, pensa agli affari suoi: vergogna".
Ghedini: "Iniziativa personale" - L'avvocato di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, prende le distanze dalla proposta di legge del deputato del Pdl Luigi Vitali che, tra le altre cose, introduce la prescrizione breve: "La proposta depositata dall'onorevole Vitali - afferma l'avvocato del premier in una nota - è di sua esclusiva iniziativa e non concordata con la Consulta Giustizia del Pdl.
Chiederemo all'onorevole Vitali di ritirare immediatamente quella parte di ddl che potrebbe offrire strumentali polemiche in particolare per ciò che riguarda la prescrizione".





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