Il Pappice - blog di libera espressione: Poco onorevole, i Deputati in aula 3 ore al giorno
Dal Fatto quotidiano del 2 marzo 2011
I lavori dell'aula procedono a rilento e il calendario è bloccato dai decreti e le leggi delega varate dal governo (sui quali mette la fiducia). Ogni tanto, qualche ratifica di norme europee o accordi di cooperazione con voti all'unanimità.
Silvio Berlusconi non ha infatti i numeri per affrontare la battaglia in Parlamento e col discorso di lunedì a Milano ha fugato ogni dubbio sul valore che dà alle istituzioni legislative: "Ci sono soltanto 50-60 persone che lavorano - ha detto il premier - tutti gli altri stanno lì a fare pettegolezzi. Non si può stare dietro a 200 emendamenti al giorno è uno spreco di energia e professionalità incredibile".
Quindi le leggi del governo dovrebbero essere approvate così come sono, senza discussione. In effetti, in questo caso, deputati e senatori non servirebbero, ma non saremmo in presenza di una democrazia.
A Montecitorio l'aula è stata riunita per 123 ore e 40 minuti dal 1° gennaio al 28 febbraio. Ciò significa che dividendo le ore per i giorni lavorativi (dal lunedì al venerdì) dei primi due mesi dell'anno si ottiene una media di circa 3 ore lavorate al giorno.
A Palazzo Madama le cose vanno anche peggio. Il totale delle ore di seduta è di 69 e 57 minuti. Con una media di 1,7 ore al giorno. Certo, nel frattempo lavorano le Commissioni. Ma se le loro valutazioni non si riversano in aula c'è un problema istituzionale. Riscontrabile anche nell'uso dei decreti e nel ricordo alla fiducia.
In meno di 3 anni Berlusconi ha chiesto il voto di fiducia sui decreti già 18 volte, una in più di quelle in cui l'ha usato nei 5 anni in cui ha governato il paese tra il 2001 e il 2006. E proprio il numero dei decreti utilizzati in questa legislatura sta per doppiare quelli della scorsa: 62 contro 31. I disegni di legge approvati sono 208 contro i 686 del precedente governo Berlusconi e i 905 del primo esecutivo Prodi.
I voti di fiducia richiesti sui ddl d'iniziativa governativa sono 31 dal 2008 ad oggi, contro i 10 usati nel precedenti governo Berlusconi. Ma per capire come lavora questa maggioranza c'è un altro dato chiarificatore.
I giorni necessari per approvare una legge d'iniziativa governativa sono in media 76, per quelle d'iniziativa parlamentare sono 259. Nella scorsa legislatura i giorni necessari erano 120 nel primo caso e 183 nel secondo. Sono stati presentati anche 2 provvedimenti al Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, 15 dai cittadini e 34 dalle regioni, ma nessuno di questi è stato convertito in legge.
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