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Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    gentiluomo di campagna
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    Predefinito Marche finanza, impresa e lavoro.

    postiamo qua ciò che riguarda l'impresa ed il lavoro nelle Marche.

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  2. #2
    gentiluomo di campagna
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    Predefinito Rif: Marche finanza, impresa e lavoro.

    Noi, tra i migliori d’Italia”

    I conti della Bdm. Il presidente Ambrosini non esclude aggregazioni. Utile netto a 93 milioni


    Jesi Conti in ordine, aggregazioni in vista, scandali in ritirata. Banca delle Marche si presenta a testa alta all’appuntamento con i dati di bilancio 2010: utile netto a 93 milioni di euro, come nel 2009. Presidente e direttore generale, Michele Ambrosini e Massimo Bianconi, siedono uno affianco all’altro, al terzo piano del quartier generale jesino, per smontare l’ipotesi di attriti alimentata da un recente articolo dell’Espresso: ritirava in ballo un’ispezione di Bankitalia per presunte irregolarità sull’applicazione delle norme antiriciclaggio. Una sfumatura locale dell’inchiesta “Grandi eventi”, quella legata al G8 con l’imprenditore Diego Anemone anello di collegamento in veste di cliente storico dell’istituto di credito marchigiano. I riflettori abbagliano ma, secondo i vertici della banca, non dovrebbero distrarre dalla sostanza: “La nostra performance è una delle migliori in assoluto nel sistema bancario italiano e l’abbiamo raggiunta tenendo sotto controllo i costi”.

    Tocca a Bianconi far valere la logica delle cifre: cresce del 2,8% la raccolta complessiva, pari a 20.036 milioni, con 15.669 milioni di raccolta diretta (+4,6%) e 4.367 milioni di indiretta (-1,7%); crescono del 5,6% gli impieghi verso la clientela, che raggiungono quota 17.593 milioni. “Risultati centrati - si fa vanto il direttore - continuando a fare il nostro mestiere: quello della banca vicina alle famiglie e alle piccole imprese”. È il pilastro della territorialità che Ambrosini spiega così: “Non è un vestito da indossare, è scritto nel Dna”. Un procedere senza strappi che ha convinto il Cda a proporre il pagamento di un dividendo di 3,7 centesimi per azione. La nota a margine ribadisce i segni più elencati fin qui: “Siamo l’unica banca che continua a distribuire dividendi”. Numeri che vorrebbero mettere il silenziatore alle polemiche.

    Altro indicatore che avanza, il margine di interesse che è di 414,5 milioni (+1,7%): si tratta del rapporto tra somme prestate e fondi raccolti per fare quei prestiti. Brava nell’investire risorse. Col margine di intermediazione lordo, 612,8 milioni (+3,4%), la questione si complica: raccoglie più voci, anche quella, per esempio, dei ricavi ottenuti con le attività di servizio. Ancora un su e via con un altro dettaglio tecnico: il Cost Income Ratio che è del 54,8% (nel 2009 era al 55,9%) contro il 63% della media del sistema. Si tratta del rapporto, felice, tra costi e ricavi.

    La morale di Ambrosini: “Il gruppo ha raggiunto gli obiettivi e si conferma a livelli di eccellenza sotto il profilo della redditività, circostanza che continua a generare mezzi utili al rafforzamento patrimoniale, come dimostrato dai 135 milioni di nuovi accantonamenti”. Una cifra che il presidente invita a sommare ai 93 milioni di utili: è il peso della solidità. Le prospettive si prendono la rivincita sui veleni: “Guardiamo con interesse ai territori limitrofi - annuncia - per valutare possibili sinergie. Non vogliamo colonizzare ma condividere il nostro know how. Al momento non c’è alcun contatto o scadenza”. Apre il capito delle aggregazione e vorrebbe chiudere quello delle ispezioni di Bankitalia: “In merito alle norme antiriciclaggio avevamo già subito controlli nel 2007: da allora ci siamo adeguati e pagato le dovute sanzioni. E, ora, ci risiamo?”. Ambrosini fa notare che i fatti legati al caso Anemone risalgono al 2000. Come dire: dovrebbe valere l’ispezione di quattro anni fa. Sfronda: se la questione fosse compromessa “presidente e direttore sarebbero già stati allontanati”. Vale il contrario: la banca nel 2010 ha “continuato a sostenere l’economia regionale”. Per Ambrosini “qualche segnale di ripresa c'è, ma restano tanti i ricorsi alle procedure concorsuali di fallimento”. Il Dna inchioda: “C’è un coro di sindaci che ci prega di soccorrere le imprese del loro territorio, speriamo di poter dividere il rischio con altre banche”. Vale sempre il principio dell’aggregazione.
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  3. #3
    gentiluomo di campagna
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    Predefinito Rif: Marche finanza, impresa e lavoro.

    ottima scelta quella della Lega delle Cooperative marchigiana!
    Angelini è un manager preparato, competente, moderno, attento al mercato ed alle sue regole.

    http://sfoglia.corriereadriatico.it/...lo?aId=1131889
    Legacoop, Angelini eletto presidente


    I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori

    Ancona Mauro Angelini, 43 anni, è il nuovo presidente di Legacoop Marche. E’ stato eletto, al Klass hotel di Castelfidardo durante la quarta assemblea congressuale della Centrale cooperativa, che associa 328 imprese, con 232 mila soci, 11.430 addetti e un fatturato di 1.643 milioni di euro. Il nuovo presidente di Legacoop Marche è di Fabriano. E’ stato, nel 1997, uno dei soci fondatori della cooperativa fabrianese Spes, specializzata in servizi innovativi alle imprese e trasferimento tecnologico, di cui è direttore commerciale dal 2005. Dal 2010, è presidente della dotCom srl, la commerciale di servizi del Gruppo Spes, e vicepresidente di Meccano spa. Dal 2002, è vicepresidente di Legacoop Marche. “Il nostro obiettivo – ha detto Angelini - è quello di rivendicare un ruolo da protagonisti nel nostro sistema economico e sociale”.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Marche finanza, impresa e lavoro.

    ancora una perla del Corriere Adriatico. Nel titolo scrivono: la nuova banca parte alla grande, nel corpo dell'articolo invece "la banca ancora non esiste".
    :gluglu:

    Il Corriere Adriatico
    Fabriano

    La nuova banca parte alla grande

    Taglio del nastro per il Credito cooperativo che ha già raccolto decine di quote

    Fabriano E’ partita la sottoscrizione delle quote della nuova banca di credito cooperativo Fabriano e Vallesina. Già raccolte alcune decine di quote. Al taglio del nastro dell’impresa che durerà un anno, i soci promotori del nuovo istituto di credito locale, spiegano la natura dell’iniziativa e le motivazioni che l’ hanno fatta nascere.

    “Ci teniamo a chiarire due cose - spiega Sergio Latini, immobiliarista fabrianese e padre intellettuale della banca - la prima è che la banca ancora non esiste, ma esiste solo il comitato promotore. Il 18 giugno alle 18 inaugureremo la sede di questo comitato, che rimarrà a disposizione dei sottoscrittori. Il secondo punto è che questa è una banca del territorio, è un’iniziativa che ha bisogno del consenso e del sostegno dei cittadini dei 13 comuni a cui ci rivolgiamo. Oltretutto, chi sottoscrive una quota oggi, non fa alcun versamento, ma firma un impegno a farlo nel caso in cui raggiungessimo il tetto minimo dei 4 milioni di euro raccolti”. L’idea c’è, ed è quella di un credito cooperativo che si interessi al territorio. Il comitato promotore è già delineato con 19 soci capitanati da Sergio Latini. Ora si va a caccia di soci sottoscrittori. La mission dell’istituto di credito è ben chiara per chi volesse firmare. “Questa banca – spiega Giuseppe Mingarelli, componente del comitato promotore e presidente del consiglio del Comune di Fabriano – chiude spazi che altre banche non coprivano. E’ una realtà locale, che si occupa del territorio”. La legge impone al credito cooperativo di accantonare almeno il 70% del credito a riserva legale e in più, la normativa impone di mantenere il 95% delle attività della banca, nel territorio di competenza. Il nulla osta della Consob è già arrivata e quindi la sottoscrizione è già iniziata. “In una settimana abbiamo raccolto più di sessanta sottoscrizioni e abbiamo a disposizione 12 più altri sei mesi per raggiungere i 4 milioni – prosegue Sergio Latini -. Speriamo di chiudere però in tempi più brevi. Ci appelliamo alla cittadinanza, perché non riuscire a portare a termine questa operazione sarebbe un vero disastro per il territorio”. La sottoscrizione parte da un minimo di dieci quote per una valore di 2000 euro, fino a un massimo di 50.000 euro sottoscritti ovviamente differenziati a secondo che ad acquistare siano persone fisiche, professionisti o società. “Noi ci rivolgiamo ai pensionati e ai piccoli imprenditori e non alle grandi industrie – osserva Sergio Latini -. Oggi è sempre più difficile ottenere dei mutui o dei crediti. Agli sportelli i funzionari non sono mai i diretti responsabili e le garanzie da dare sono sempre maggiori. Noi invece vogliamo una banca che si occupi direttamente dei nostri clienti”. Vengono riconosciute delle agevolazioni ai soci come tariffe più basse nelle operazioni bancarie e altri bonus di questo tipo “Se dovessimo avviare le operazioni – spiega Latini –nel giro di poco i sottoscrittori potrebbero assorbire la spesa del capitale inizialmente versato”. Dal 18 giugno, apre lo sportello in corso della Repubblica 29, per chiunque volesse avere maggiori informazioni, ed è già attivo il sito bancadifabrianoevallesina.it .
    rosita fattore,
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Marche finanza, impresa e lavoro.

    Le Marche investono 1 280 000(fondi europei) euro per l'installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti delle scuole
    Il silenzio fa sì che le immagini del passato non suscitino desideri ma tristezza, una enorme sconsolata malinconia.

 

 

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