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  1. #1
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    Predefinito Senza la nostra percezione cosa sarebbe la materia?

    Un preambolo. L'esempio più semplice che mi viene da fare è il seguente: il suono. Per quanto ne so il suono è una nostra percezione che si determina in seguito alla vibrazione della materia, non è una proprietà della materia stessa. In pratica è come se il nostro orecchio fungesse da "percettore e traduttore". Quindi, pensando e ripensando mi sono chiesto, ma quali sarebbero/sono le reali proprietà della materia se non esistessero i cinque sensi a fungere da "percettori e traduttori"?
    Ultima modifica di silence; 07-03-11 alle 02:35

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  2. #2
    Nichilismo Cristiano
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    Predefinito Rif: Senza la nostra percezione cosa sarebbe la materia?

    Il suono è una vibrazione che si propaga in un fluido, un'onda dotata di lunghezza e frequenza.
    Anche se non ci fosse nessuno a sentirlo continuerebbe ad avere quella frequenza-lunghezza-intensità e quelle sarebbero le sue caratteristiche. Il fatto che possano o non possano essere percepite è irrilevante per la loro esistenza.

    Se tu non avessi sensi non ti accorgeresti nemmeno di muoverti, non sapresti se sei fermo o hai una direzione. Questo però non impedirebbe alle condizioni materiali di dettare il tuo moto.
    Anche senza saperlo continueresti per esempio a rotolare in discesa e a fermarti se incontrassi una parete solida.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Senza la nostra percezione cosa sarebbe la materia?

    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    Il suono è una vibrazione che si propaga in un fluido, un'onda dotata di lunghezza e frequenza.
    Anche se non ci fosse nessuno a sentirlo continuerebbe ad avere quella frequenza-lunghezza-intensità e quelle sarebbero le sue caratteristiche. Il fatto che possano o non possano essere percepite è irrilevante per la loro esistenza.
    E io come faccio a essere sicuro che quelle (frequenza-intensità-lunghezza) siano le reali caratteristiche delle particelle che vibrano? E se questa interpretazione fosse un altra illusione (come il suono per i nostri orecchi e la luce per i nostri occhi) dei nostri sensi? :gratgrat:

    [QUOTE=Perseo;1946705
    Se tu non avessi sensi non ti accorgeresti nemmeno di muoverti, non sapresti se sei fermo o hai una direzione. Questo però non impedirebbe alle condizioni materiali di dettare il tuo moto.
    Anche senza saperlo continueresti per esempio a rotolare in discesa e a fermarti se incontrassi una parete solida.[/QUOTE]
    Presumibilmente sì, senza i sensi sarei come un automa...Ma senza i sensi potrei comunque ancora pensare...

  4. #4
    Nichilismo Cristiano
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    Predefinito Rif: Senza la nostra percezione cosa sarebbe la materia?

    Si, senza sensi avresti un flusso di pensieri fine a se stesso.
    Però se ti cadesse una incudine sulla testa quel flusso di pensieri si interromperebbe. Senza sensi non ti renderesti conto dell'urto, però ti terminerebbe comunque.

    Questo spiega anche come rendersi conto se un'onda sia illusoria o no. Tocca un cavo ad alta tensione scoperto, se dopo stai ancora pensando vuol dire che la corrente elettrica era solo una illusione dei tuoi sensi.

  5. #5
    .
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    Predefinito Rif: Senza la nostra percezione cosa sarebbe la materia?

    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    Si, senza sensi avresti un flusso di pensieri fine a se stesso.
    Però se ti cadesse una incudine sulla testa quel flusso di pensieri si interromperebbe. Senza sensi non ti renderesti conto dell'urto, però ti terminerebbe comunque.

    Questo spiega anche come rendersi conto se un'onda sia illusoria o no. Tocca un cavo ad alta tensione scoperto, se dopo stai ancora pensando vuol dire che la corrente elettrica era solo una illusione dei tuoi sensi.
    Sono percezioni anche quelle, che testimoniano di ciò che viene percepito (foss'anche attraverso la mediazione di strumenti) e non di "ciò che c'è davvero là fuori".
    Ultima modifica di Troll; 10-03-11 alle 13:48

  6. #6
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    Predefinito Rif: Senza la nostra percezione cosa sarebbe la materia?

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    Sono percezioni anche quelle, che testimoniano di ciò che viene percepito (foss'anche attraverso la mediazione di strumenti) e non di "ciò che c'è davvero là fuori".
    Su questo sono perfettamente d'accordo, non fa' una piega :giagia:

  7. #7
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    Predefinito Rif: Senza la nostra percezione cosa sarebbe la materia?

    Io sono sempre rimasta affascinata dalla percezione del tempo a livello sinaptico. Magari c'entra poco con la filosofia ma determina, indubbiamente, il pensiero. Com'è che il tempo che scorre è sempre uguale ma viene percepito individualmente?
    La percezione del tempo
    LA PERCEZIONE DEL TEMPO
    LA STIMA DEL TEMPO
    ORIENTAMENTO TEMPORALE
    PROSPETTIVA TEMPORALE




    Il tempo rappresenta una dimensione fondamentale, intrinsecamente dinamica, di ogni evento comportamentale: esso è infatti in stretto rapporto con ogni fenomeno legato allo sviluppo ed al cambiamento.
    Il tempo fisico può essere però misurato, nonostante la assenza di oggetti-stimolo da cui emanino energie che vadano a sollecitare qualche recettore del tempo. Devono esistere, pertanto, dei meccanismi, anche indiretti, che trasformano i passaggi fisici del tempo in segnali sensoriali.
    Postulare l'esistenza di un meccanismo è però ben diverso dall'averne individuato uno: in passato il ritmo cardiaco oppure il metabolismo corporeo furono suggeriti come "orologi biologici". Certamente la percezione del tempo è influenzata da sostanze chimiche che intervengono sui ritmi corporei. Il chinino e l'alcool, ad esempio, danno del tempo una percezione più lenta; la caffeina sembra farlo scorrere píù in fretta, così come la febbre alta. Mescalina e marijuana, d'altra parte, hanno un potente ma non omogeneo effetto sulla percezione temporale: esse possono indurre ad errori molto rilevanti sia nella valutazione dell'accorciamento che dell'allungamento.
    Generalmente gli eventi che accelerano i processi corporei tendono ad abbreviare la percezione della durata del tempo e corrispondentemente quelli ad azione ritardante a dilatarla.
    È convinzione di molti Autori che i meccanismi che mediano la percezione del tempo debbano essere posti fra i problemi psicofisiologici non risolti.
    Nella letteratura si possono individuare molti filoni di ricerca attinenti alla psicologia del tempo; tuttavia, nonostante la molteplicità dei contributi, persiste una certa disomogeneità di posizione in rapporto agli aspetti concettuali, che richiede qualche considerazione.

    TEMPO PSICOLOGICO

    La esperienza temporale
    La consapevolezza del processo temporale (cioè del trascorrere del tempo) genera a livello psicologico la esperienza temporale. Le nozioni che ci sembrano fondamentali ed essenziali nella ricerca psicologica relativa al più ampio concetto di tempo psicologico sono le seguenti: stima del tempo, orientamento temporale e prospettiva temporale (cfr.Vicario, 1973; Krech e Crutch field, 1974; Giovannelli e Mucciarelli, 1978).

    La stima del tempo o senso della durata del tempo:
    si riferisce alla capacità di valutare la durata di un lasso di tempo relativamente breve senza l'uso di strumenti;

    L'orientamento temporale (in senso stretto):
    indica la capacità di orientarsi nel tempo e di situare in esso gli eventi senza l'ausilio di strumenti particolari;

    La prospettiva temporale o orizzonte temporale: rappresenta l'arco di tempo psicologico in cui l'individuo vive; essa consiste dunque nel vissuto psicologico della persona che, vivendo nel presente, è in grado di avere rappresentazioni del passato e del futuro, le quali dirigono il suo comportamento nei senso che un'azione è determinata non solo dalla situazione presente, ma anche dalle aspettative per il futuro e dalle esperienze passate.
    Da quando ho imparato a camminare mi piace correre. F. Nietzsche

    Virtute duce, comite fortuna. M. T. Cicerone

    Frangar, non flectar.


  8. #8
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    Predefinito Rif: Senza la nostra percezione cosa sarebbe la materia?

    Citazione Originariamente Scritto da silence Visualizza Messaggio
    Un preambolo. L'esempio più semplice che mi viene da fare è il seguente: il suono. Per quanto ne so il suono è una nostra percezione che si determina in seguito alla vibrazione della materia, non è una proprietà della materia stessa. In pratica è come se il nostro orecchio fungesse da "percettore e traduttore". Quindi, pensando e ripensando mi sono chiesto, ma quali sarebbero/sono le reali proprietà della materia se non esistessero i cinque sensi a fungere da "percettori e traduttori"?
    Più che altro, che significato può avere parlare di "mondo" in assenza di un'esperienza del mondo? Si è mai visto un manifestato in assenza di un manifestante? Da sempre il mondo ci viene incontro attraverso immagini metaforiche e parole, quando ce ne dimentichiamo allora cominciamo a credere che se ne stia lì immobile e separato, a prescindere da noi. Ma appunto, quando diciamo che è indipendente dal nostro svelarlo e nominarlo, non lo stiamo forse svelando e nominando?
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Senza la nostra percezione cosa sarebbe la materia?

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Più che altro, che significato può avere parlare di "mondo" in assenza di un'esperienza del mondo? Si è mai visto un manifestato in assenza di un manifestante? Da sempre il mondo ci viene incontro attraverso immagini metaforiche e parole, quando ce ne dimentichiamo allora cominciamo a credere che se ne stia lì immobile e separato, a prescindere da noi. Ma appunto, quando diciamo che è indipendente dal nostro svelarlo e nominarlo, non lo stiamo forse svelando e nominando?
    Chi non muore si rivede

    Beh, è ovvio che il mondo si svela apparendo e scomparendo di volta in volta con forme diverse, talvolta qualitative talvolta quantitative. Ma ammetterai anche tu che quando queste apparizioni rientrano nell'insieme quantitativo esse sottostanno agli schemi della geometria e della matematica che sembrano funzionare egregiamente?

    O mi vorrai far credere che cio' che mi circonda esiste solo nel momento in cui si svela ed è quindi tutta una mia interpretazione ?
    Ultima modifica di silence; 13-03-11 alle 02:49

  10. #10
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    Predefinito Rif: Senza la nostra percezione cosa sarebbe la materia?

    Citazione Originariamente Scritto da silence Visualizza Messaggio
    Chi non muore si rivede

    Beh, è ovvio che il mondo si svela apparendo e scomparendo di volta in volta con forme diverse, talvolta qualitative talvolta quantitative. Ma ammetterai anche tu che quando queste apparizioni rientrano nell'insieme quantitativo esse sottostanno agli schemi della geometria e della matematica che sembrano funzionare egregiamente?

    O mi vorrai far credere che cio' che mi circonda esiste solo nel momento in cui si svela ed è quindi tutta una mia interpretazione ?
    Non voglio far credere nulla, mi limito a domandare: quale origine ha la persuasione, insita nell'uomo, di essere una cosa del mondo tra le altre? certamente non possono attestarlo i sensi, posto che non posso mai uscire dalla mia presenza. Sul piano strettamente fenomenologico non è possibile fare esperienza dell'esteriorità del mondo e della nostra appartenenza ad esso, perchè sarebbe sempre all'interno della nostra più ampia esperienza che ne faremmo esperienza. A rigore tutto è sempre immanente al pensiero che pensa, sicchè solo sul piano inferenziale è possibile guadagnare l'ulteriorità o trascendenza del mondo al nostro manifestarlo hic et nunc. Essendo, questo, pane per metafisici (speculativi!) e non certo per l'uomo comune, immerso nelle vicissitudini quotidiane, donde scaturisce la conclusione che pone disequati Io e mondo (propria del senso comune) se proprio ai 'sensi' (e non all'intelletto) dovrebbe risultare così problematica?
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

 

 
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