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    Predefinito Scajola ha pagato, ora torni!

    di Paolo Del Debbio pg.1 e pg.8 de ilgiornale.it 7 3 2011

    Ha sbagliato, lo ha riconosciuto, ha pagato, la magistra*tura ha fatto quello che doveva fare, ora torna in pista.
    È Clau*dio Scajola che è stato un coordinatore di Forza Italia che ha lasciato il segno.
    E con il fondatore di Forza Italia, Silvio Ber*lusconi, non era facile, tutt'altro. Ora sembra che ritorni in campo e po*trebbe non essere una cattiva idea. Vediamo perché.

    Era il 4 maggio del 2010 e Scajola, in una conferenza stampa, annunciò che si sareb*be dimesso dichiarando che avrebbe pagato una certa cifra (600mila euro) per un apparta*mento a Roma, vista Colosseo, e che altri 900mila sarebbero poi stati versati ai proprietari della casa a sua insaputa.
    «Non posso avere il sospetto di abita*re una casa non pagata da me».

    La frase non fu delle migliori e lo stesso Scajola ha in seguito riconosciuto che fu «grottesca, infelice, stupida».
    Dunque si di*mise.
    Oggi ha deciso di vendere quella casa, di recuperare i 600mila euro versati e di desti*nare gli altri a opere di benefi*cenza.
    Dobbiamo riconoscere che questa decisione pur impor*tante di per sé, è arricchita nel suo valore da questo momento con Affittopoli in piena rinasci*ta. Dove tutti non sapevano che, tutti non credevano che, tutti non avrebbero mai affitta*to se avessero saputo che.
    Ci sa*rà a questo turno qualcuno che ha sbagliato o sono tutti stati tra*volti da una cascata di inconsa*pevolezza?
    Tra tante anime bel*le Scajola si distingue, non c'è dubbio.

    Detto questo c'è da chiedersi perché Scajola, al contrario di molti altri, riuscì ad affiancare Berlusconi, a dare un'organiz*zazione al partito e a conqui*starsi nel partito stesso una cer*ta autorevolezza propria.
    Mette*te uno carismatico, come Berlu*sconi, e un organizzatore politi*co, come Scajola, insieme.
    Nel*la stragrande maggioranza dei casi avrete una deflagrazione violenta. Questo non accadde, anzi.

    Non accadde per un fatto sem*plice: Berlusconi ha un grande carisma ma sa anche organizza*re.
    Scajola aveva compreso il ge*nio creativo del Cavaliere e sep*pe organizzare un partito che non opprimeva la creatività del fondatore, ma che tendeva ad esaltarla.
    Fu veloce, andò all' obiettivo. Tutto qua.
    Potrebbe sembrare poco, ma poco non fu.
    Tant'è vero che fu il primo a riuscirci. Non ci riuscirono quelli dell'inizio né quelli do*po.
    Sarà scelto ancora? Ce la fa*rà? Vedremo.

    Comunque vada oggi il Pdl - è evidente agli occhi di tutti - ha bisogno di qualcuno che ci met*ta dentro quello che per i cuo*chi è la colla di pesce, un adden*sante.
    Il Pdl ha bisogno di mag*giore densità.
    È un corpo diviso e un po' sfilacciato.
    Ne ha passa*te di tutti i colori. L'unione di due partiti e vari altri. La defe*zione di uno dei due cofondato*ri. La necessità di trovare nuovi parlamentari e senatori che so*stenessero il governo. Ce n'è a sufficienza per ammazzare un toro, figuriamoci un partito. Oc*corre addensare. E in fretta.

    Il Pdl, ora più di prima, deve pre*sentarsi forte al tavolo delle trat*tative, non solo forte di Berlu*sconi ma di un partito solido e organizzato. Anche perché quelli che hanno deciso di ap*poggiare il governo non saran*no- immaginiamo- tutti missio*nari.

    Se a Roma con la presenza di Berlusconi tutto è più facile, in giro per l'Italia il caos spesso la fa da padrone.
    E questo diso*rienta i militanti e gli elettori del Pdl.
    E la Lega va. E cresce.
    Vale lo slogan delle donne in piazza: se non ora quando.
    Scajola viene dal mare, è di Im*peria. Di colle di pesce se ne do*vrebbe intendere.

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Rif: Scajola ha pagato, ora torni!

    La Lega compie 25 anni. Il segreto del successo. Odiata e corteggiata.

    di M. Veneziani sulle pg.1 e pg.8 de ilgiornale.it 7 3 2011

    Ieri la Lega ha festeggiato le sue nozze d'argento, senza separazio*ne, con l'Italia.

    Trovo grottesca la manfrina sulla Lega innescata dalla sinistra, dal centro e dai non pervenuti (Fini, per intenderci).
    Il lunedì l'accusano di razzismo e di antitalianità e il martedì le pro*pongono di allearsi contro Berlu*sconi; il mercoledì accusano il fe*deralismo di essere un costo per il Paese e il giovedì si propongo*no di attuare loro un federalismo più tosto come piace a Bossi; il ve*nerdì accusano Berlusconi di es*sere prigioniero della Lega e il sa*bato propongono alla Lega di fa*re l'ago della bilancia e di marcia*re uniti «noi popolani contro il mi**liardario » (Bersani).
    E infine, la domenica accusano Bossi di esse*re il vero premier a latere mentre in falsetto gli propongono di fare la stessa cosa con loro.
    Un caso di sdoppiamento da manuale psi*chiatrico con variante furba e de*menziale.

    Sul federalismo ho un'idea irri*verente: mi sono convinto che nessuno tiene al federalismo o crede ai suoi benefici straordina*ri, eccetto la Lega.
    Ma tutti lo ab*bracciano perché serve ad avere dalla loro parte i voti della Lega.
    Non sarò io a difendere il federali*smo, preferivo l'Italia dei prefetti e senza le Regioni. Ma ora che la frittata è fatta, ba*sta con le chiacchiere, vedia*molo su strada. Se sia un co*sto, un beneficio o un so*prammobile superfluo lo sco*priremo solo vivendolo.

    Ora provate a farlo sul serio.
    Resta però da capire cos'è questa benedetta/maledetta Lega, vituperata i giorni di*spari e corteggiata i giorni pa*ri.
    La Lega bofonchia contro gli immigrati e i meridionali? Sì, però poi quando si passa ai fatti, sa essere più respon*sabile di altri.
    Vedete con che equilibrio sta gestendo i flus*si di immigrati il ministro dell'Interno Maroni, e dite*mi se ha giovato al sud più un ministro meridionale a vo*stra scelta tra i suoi predeces*sori o il leghista Maroni che con questo governo ha colpi*to la malavita organizzata in modo efficace.
    Perfino quel pupone di Calderoli esprime posizioni di buon senso e più fattive rispetto a tanti politici di lungo corso e larga incon*cludenza.

    E che dire di lui, che sembra quasi Marlon Brando nel ruolo del padri*no, don Umberto Bossi con il Trota immancabile alla de*stra del Padre?
    Era considera*to il più squilibrato e rustico della comitiva politica e oggi appare il più equilibrato e saggio e con un lessico che, al confronto odierno, appare addirittura raffinato... La ma*lattia gli ha donato un'aura profetica da Vate e da Saggio.
    A Bossi non perdòno le bruta*li sciocchezze sull'Italia e sull'uso volgare del Tricolo*re.
    Però devo dare atto che al*la fine i leghisti non hanno po*sto veti sulla festa nazionale, hanno difeso l'Italia terrona rispetto all'Europa nordista, hanno accettato le regole del saper vivere, al più inseguen*do una festa lombarda come risarcimento simbolico per il popolo padano.
    Cota in Pie*monte si mostra rispettoso degli impegni assunti in te*ma di unità nazionale.
    Zaia sta brillantemente svicolan*do, barricandosi nel Veneto ma lasciando agli altri di re*spirare l'Italia.
    Insomma, la Lega abbaia ma non morde e per restare nell'immagine ca*nina che ne dà Giannelli, non fa mai pipì in salotto né az*zanna gli ospiti. E si compor*ta nel complesso non male quando ha responsabilità di governo e di amministrazio*ne.

    Il suo personale di perife*ria è genuino e scadente, più motivato e meno corrotto ma troppo greve e improvvisato; nell'economia generale del*la rappresentanza politica dà voce a un pezzo verace d'Italia.
    Le guardie verdi e le ronde padane che furono de*scritte come una specie di Ge*stapo, si sono rivelate al più come la versione innocua del vecchio servizio d'ordine del Pci e della Cgil, e più spesso acqua fresca con folclore.
    Co*munque niente di minaccio*so per nessuno; neanche per i delinquenti, purtroppo.
    So che per loro è un'offesa, ma sono state ronde all'italiana.
    Quanto al razzismo, ci so*no nella Lega detestabili ve*nature anti-meridionali e an*ti- immigrati, ma non mi pare che si possa parlare di razzi*smo; forse è più giusto parla*re di rozzismo, ovvero di ri*sposte un po' rozze alle com*plessità di una società globa*le.
    Però quando escono dal gergo demagogico ed eletto*rale e parlano seriamente, i leghisti hanno sufficiente rea*lismo per capire che i flussi si possono gestire, l'immigra*zione clandestina si può argi*nare e a volte colpire, ma non si può pretendere di alzare muri in una società aperta e squilibrata, piena di profu*ghi e avara di figli.

    Credo an*ch'io che la Padania sia una patria immaginaria, il cui so*lo precedente storico è la Re*pubblica di Salò, però vi chie*do: è più razzista Umberto B. che distingue tra padani e ter*roni ma senza evocare supe*riorità etniche, o Umberto E. che distingue tra italiani peg*giori e italiani migliori e so*stiene la superiorità etica del popolo sinistro rispetto alle plebi destrorse e berlusconia*ne?
    Lo dice un meridionale non pentito, un italiano con*vinto e uno che preferisce i li*bri ai fazzoletti verdi, in uso in Libia e in Padania.
    Ma l'Eco del razzismo risuona al*trove.

    saluti

  3. #3
    ex unalei
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    Predefinito Rif: Scajola ha pagato, ora torni!

    Citazione Originariamente Scritto da mustang2 Visualizza Messaggio
    La Lega compie 25 anni. Il segreto del successo. Odiata e corteggiata.

    di M. Veneziani sulle pg.1 e pg.8 de ilgiornale.it 7 3 2011

    Ieri la Lega ha festeggiato le sue nozze d'argento, senza separazio*ne, con l'Italia.

    Trovo grottesca la manfrina sulla Lega innescata dalla sinistra, dal centro e dai non pervenuti (Fini, per intenderci).
    Il lunedì l'accusano di razzismo e di antitalianità e il martedì le pro*pongono di allearsi contro Berlu*sconi; il mercoledì accusano il fe*deralismo di essere un costo per il Paese e il giovedì si propongo*no di attuare loro un federalismo più tosto come piace a Bossi; il ve*nerdì accusano Berlusconi di es*sere prigioniero della Lega e il sa*bato propongono alla Lega di fa*re l'ago della bilancia e di marcia*re uniti «noi popolani contro il mi**liardario » (Bersani).
    E infine, la domenica accusano Bossi di esse*re il vero premier a latere mentre in falsetto gli propongono di fare la stessa cosa con loro.
    Un caso di sdoppiamento da manuale psi*chiatrico con variante furba e de*menziale.

    Sul federalismo ho un'idea irri*verente: mi sono convinto che nessuno tiene al federalismo o crede ai suoi benefici straordina*ri, eccetto la Lega.
    Ma tutti lo ab*bracciano perché serve ad avere dalla loro parte i voti della Lega.
    Non sarò io a difendere il federali*smo, preferivo l'Italia dei prefetti e senza le Regioni. Ma ora che la frittata è fatta, ba*sta con le chiacchiere, vedia*molo su strada. Se sia un co*sto, un beneficio o un so*prammobile superfluo lo sco*priremo solo vivendolo.

    Ora provate a farlo sul serio.
    Resta però da capire cos'è questa benedetta/maledetta Lega, vituperata i giorni di*spari e corteggiata i giorni pa*ri.
    La Lega bofonchia contro gli immigrati e i meridionali? Sì, però poi quando si passa ai fatti, sa essere più respon*sabile di altri.
    Vedete con che equilibrio sta gestendo i flus*si di immigrati il ministro dell'Interno Maroni, e dite*mi se ha giovato al sud più un ministro meridionale a vo*stra scelta tra i suoi predeces*sori o il leghista Maroni che con questo governo ha colpi*to la malavita organizzata in modo efficace.
    Perfino quel pupone di Calderoli esprime posizioni di buon senso e più fattive rispetto a tanti politici di lungo corso e larga incon*cludenza.

    E che dire di lui, che sembra quasi Marlon Brando nel ruolo del padri*no, don Umberto Bossi con il Trota immancabile alla de*stra del Padre?
    Era considera*to il più squilibrato e rustico della comitiva politica e oggi appare il più equilibrato e saggio e con un lessico che, al confronto odierno, appare addirittura raffinato... La ma*lattia gli ha donato un'aura profetica da Vate e da Saggio.
    A Bossi non perdòno le bruta*li sciocchezze sull'Italia e sull'uso volgare del Tricolo*re.
    Però devo dare atto che al*la fine i leghisti non hanno po*sto veti sulla festa nazionale, hanno difeso l'Italia terrona rispetto all'Europa nordista, hanno accettato le regole del saper vivere, al più inseguen*do una festa lombarda come risarcimento simbolico per il popolo padano.
    Cota in Pie*monte si mostra rispettoso degli impegni assunti in te*ma di unità nazionale.
    Zaia sta brillantemente svicolan*do, barricandosi nel Veneto ma lasciando agli altri di re*spirare l'Italia.
    Insomma, la Lega abbaia ma non morde e per restare nell'immagine ca*nina che ne dà Giannelli, non fa mai pipì in salotto né az*zanna gli ospiti. E si compor*ta nel complesso non male quando ha responsabilità di governo e di amministrazio*ne.

    Il suo personale di perife*ria è genuino e scadente, più motivato e meno corrotto ma troppo greve e improvvisato; nell'economia generale del*la rappresentanza politica dà voce a un pezzo verace d'Italia.
    Le guardie verdi e le ronde padane che furono de*scritte come una specie di Ge*stapo, si sono rivelate al più come la versione innocua del vecchio servizio d'ordine del Pci e della Cgil, e più spesso acqua fresca con folclore.
    Co*munque niente di minaccio*so per nessuno; neanche per i delinquenti, purtroppo.
    So che per loro è un'offesa, ma sono state ronde all'italiana.
    Quanto al razzismo, ci so*no nella Lega detestabili ve*nature anti-meridionali e an*ti- immigrati, ma non mi pare che si possa parlare di razzi*smo; forse è più giusto parla*re di rozzismo, ovvero di ri*sposte un po' rozze alle com*plessità di una società globa*le.
    Però quando escono dal gergo demagogico ed eletto*rale e parlano seriamente, i leghisti hanno sufficiente rea*lismo per capire che i flussi si possono gestire, l'immigra*zione clandestina si può argi*nare e a volte colpire, ma non si può pretendere di alzare muri in una società aperta e squilibrata, piena di profu*ghi e avara di figli.

    Credo an*ch'io che la Padania sia una patria immaginaria, il cui so*lo precedente storico è la Re*pubblica di Salò, però


    vi chiedo: è più razzista Umberto B. che distingue tra padani e terroni ma senza evocare superiorità etniche, o Umberto E. che distingue tra italiani peggiori e italiani migliori e sostiene la superiorità etica del popolo sinistro rispetto alle plebi destrorse e berlusconiane?


    Lo dice un meridionale non pentito, un italiano con*vinto e uno che preferisce i li*bri ai fazzoletti verdi, in uso in Libia e in Padania.
    Ma l'Eco del razzismo risuona al*trove.

    saluti
    Anche i bambini in quanto NON corrotti e NON faziosi conoscono la risposta a questa domanda del sempre ottimo Marcello Veneziani .


    P.S. Suggerirei di salvarla onde proporla ai moralmente superiori quando , malauguratamente per loro , li vedremo berciare dando del razzista a destra e a manca foss' anche ad un razzista vero repapelle:
    Sono l'unica persona al mondo che vorrei conoscere a fondo

 

 

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