
Originariamente Scritto da
mustang2
La Lega compie 25 anni. Il segreto del successo. Odiata e corteggiata.
di M. Veneziani sulle pg.1 e pg.8 de ilgiornale.it 7 3 2011
Ieri la Lega ha festeggiato le sue nozze d'argento, senza separazio*ne, con l'Italia.
Trovo grottesca la manfrina sulla Lega innescata dalla sinistra, dal centro e dai non pervenuti (Fini, per intenderci).
Il lunedì l'accusano di razzismo e di antitalianità e il martedì le pro*pongono di allearsi contro Berlu*sconi; il mercoledì accusano il fe*deralismo di essere un costo per il Paese e il giovedì si propongo*no di attuare loro un federalismo più tosto come piace a Bossi; il ve*nerdì accusano Berlusconi di es*sere prigioniero della Lega e il sa*bato propongono alla Lega di fa*re l'ago della bilancia e di marcia*re uniti «noi popolani contro il mi**liardario » (Bersani).
E infine, la domenica accusano Bossi di esse*re il vero premier a latere mentre in falsetto gli propongono di fare la stessa cosa con loro.
Un caso di sdoppiamento da manuale psi*chiatrico con variante furba e de*menziale.
Sul federalismo ho un'idea irri*verente: mi sono convinto che nessuno tiene al federalismo o crede ai suoi benefici straordina*ri, eccetto la Lega.
Ma tutti lo ab*bracciano perché serve ad avere dalla loro parte i voti della Lega.
Non sarò io a difendere il federali*smo, preferivo l'Italia dei prefetti e senza le Regioni. Ma ora che la frittata è fatta, ba*sta con le chiacchiere, vedia*molo su strada. Se sia un co*sto, un beneficio o un so*prammobile superfluo lo sco*priremo solo vivendolo.
Ora provate a farlo sul serio.
Resta però da capire cos'è questa benedetta/maledetta Lega, vituperata i giorni di*spari e corteggiata i giorni pa*ri.
La Lega bofonchia contro gli immigrati e i meridionali? Sì, però poi quando si passa ai fatti, sa essere più respon*sabile di altri.
Vedete con che equilibrio sta gestendo i flus*si di immigrati il ministro dell'Interno Maroni, e dite*mi se ha giovato al sud più un ministro meridionale a vo*stra scelta tra i suoi predeces*sori o il leghista Maroni che con questo governo ha colpi*to la malavita organizzata in modo efficace.
Perfino quel pupone di Calderoli esprime posizioni di buon senso e più fattive rispetto a tanti politici di lungo corso e larga incon*cludenza.
E che dire di lui, che sembra quasi Marlon Brando nel ruolo del padri*no, don Umberto Bossi con il Trota immancabile alla de*stra del Padre?
Era considera*to il più squilibrato e rustico della comitiva politica e oggi appare il più equilibrato e saggio e con un lessico che, al confronto odierno, appare addirittura raffinato... La ma*lattia gli ha donato un'aura profetica da Vate e da Saggio.
A Bossi non perdòno le bruta*li sciocchezze sull'Italia e sull'uso volgare del Tricolo*re.
Però devo dare atto che al*la fine i leghisti non hanno po*sto veti sulla festa nazionale, hanno difeso l'Italia terrona rispetto all'Europa nordista, hanno accettato le regole del saper vivere, al più inseguen*do una festa lombarda come risarcimento simbolico per il popolo padano.
Cota in Pie*monte si mostra rispettoso degli impegni assunti in te*ma di unità nazionale.
Zaia sta brillantemente svicolan*do, barricandosi nel Veneto ma lasciando agli altri di re*spirare l'Italia.
Insomma, la Lega abbaia ma non morde e per restare nell'immagine ca*nina che ne dà Giannelli, non fa mai pipì in salotto né az*zanna gli ospiti. E si compor*ta nel complesso non male quando ha responsabilità di governo e di amministrazio*ne.
Il suo personale di perife*ria è genuino e scadente, più motivato e meno corrotto ma troppo greve e improvvisato; nell'economia generale del*la rappresentanza politica dà voce a un pezzo verace d'Italia.
Le guardie verdi e le ronde padane che furono de*scritte come una specie di Ge*stapo, si sono rivelate al più come la versione innocua del vecchio servizio d'ordine del Pci e della Cgil, e più spesso acqua fresca con folclore.
Co*munque niente di minaccio*so per nessuno; neanche per i delinquenti, purtroppo.
So che per loro è un'offesa, ma sono state ronde all'italiana.
Quanto al razzismo, ci so*no nella Lega detestabili ve*nature anti-meridionali e an*ti- immigrati, ma non mi pare che si possa parlare di razzi*smo; forse è più giusto parla*re di rozzismo, ovvero di ri*sposte un po' rozze alle com*plessità di una società globa*le.
Però quando escono dal gergo demagogico ed eletto*rale e parlano seriamente, i leghisti hanno sufficiente rea*lismo per capire che i flussi si possono gestire, l'immigra*zione clandestina si può argi*nare e a volte colpire, ma non si può pretendere di alzare muri in una società aperta e squilibrata, piena di profu*ghi e avara di figli.
Credo an*ch'io che la Padania sia una patria immaginaria, il cui so*lo precedente storico è la Re*pubblica di Salò, però
vi chiedo: è più razzista Umberto B. che distingue tra padani e terroni ma senza evocare superiorità etniche, o Umberto E. che distingue tra italiani peggiori e italiani migliori e sostiene la superiorità etica del popolo sinistro rispetto alle plebi destrorse e berlusconiane?
Lo dice un meridionale non pentito, un italiano con*vinto e uno che preferisce i li*bri ai fazzoletti verdi, in uso in Libia e in Padania.
Ma l'Eco del razzismo risuona al*trove.
saluti