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Discussione: Arrivano i cinesi.

  1. #1
    gentiluomo di campagna
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    Predefinito Arrivano i cinesi.

    che sia la volta buona?

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    “Le intenzioni dei cinesi sono serie”

    Il sindaco aperto all’ottimismo anche se sottolinea che bisogna conoscere il loro piano industriale

    Fabriano Sono ancora in Italia i rappresentanti della Nanchang Zerowatt Electronic Group, la società cinese interessata all’acquisizione della Ardo, l’unico asset del gruppo Antonio Merloni spa tuttora invenduto. Dopo la visita ai due stabilimenti fabrianesi e a quello di Gaifana e il vertice di Nocera Umbra con i governatori di Marche e Umbria, la delegazione asiatica, guidata dal presidente della Nanchang Zerowatt Deng Zuolong, è tornata a Roma, dove resterà per un po’ di tempo, concentrata sulla predisposizione di un piano industriale.

    Nei prossimi giorni, forse già domani, avrà un incontro con il ministero dello Sviluppo economico e con i commissari. L’impressione forte è che il colosso cinese faccia davvero sul serio. Anzi, è più di un’impressione. “La Zerowatt è un’azienda di Stato – sottolinea il sindaco Roberto Sorci – pertanto, quando si muove, non lo fa a caso, bensì con l’autorizzazione dello Stato cinese. Questo è un dato oggettivo. Il semplice fatto, cioè, che si muova un’organizzazione statale dà l’idea della serietà dell’operazione in corso. Naturalmente, adesso è necessario andare oltre e vedere nel concreto se ci saranno le condizioni per concludere l’affare”.

    Il punto è proprio questo. E allora è chiaro che diventa fondamentale il confronto con i commissari straordinari che gestiscono l’azienda fabrianese da quasi due anni e mezzo. “Le strategie la Zerowatt le discuterà con i commissari – osserva ancora Sorci – ma già il fatto che ci siano società interessate alla Ardo è di per sé importante. Al sottoscritto preme in modo particolare che non venga cancellata una storia né i posti di lavoro”. Sui livelli occupazionali si concentrano molto pure i sindacati dei metalmeccanici, i quali sin dall’inizio avevano manifestato diverse perplessità sul piano del gruppo industriale cinese, soprattutto in relazione all’ipotesi di spostare tutta la produzione nel sito di Gaifana, trasformando i due stabilimenti fabrianesi, uno in centro ricerche, l’altro in un outlet. E comunque, nonostante certe assicurazioni, la situazione è in fieri ed è bene restare cauti. “Per noi – afferma il responsabile provinciale della Uilm Vincenzo Gentilucci – è fondamentale il piano industriale definitivo. Finchè non avremo quello, non sarà possibile formulare giudizi definitivi. Vogliamo capire quante persone verranno effettivamente impiegate e, naturalmente, riteniamo che determinate questioni debbano essere discusse proprio con il sindacato. Per il momento, è certamente un fatto rilevante che la Zerowatt sia intenzionata a rilevare l’intero perimetro della Ardo, ma bisognerà vedere nel concreto tutte le condizioni precise. E questo sarà possibile in presenza di un’offerta vincolante, mentre per ora c’è solo una manifestazione di interesse”.

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  2. #2
    gentiluomo di campagna
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    Predefinito Rif: Arrivano i cinesi.

    Si rischia il tracollo dell’indotto

    Vertenza Ardo, fermi i settori di edilizia e meccanica che occupano migliaia di addetti


    Fabriano “Siamo arrivati al capolinea. Se non ci sarà presto un’inversione di marcia, per tante piccole imprese sarà un dramma”. Resta difficile, molto difficile, la situazione delle aziende artigiane del Fabrianese. E l’allarme delle associazioni di categoria lo testimonia a chiare lettere, perché il 2011 non è certo cominciato nel modo migliore.

    L’allarme delle categorie

    La crisi continua a imperversare, rendendo vulnerabili soprattutto le piccole realtà. Come dire che se i grossi gruppi industriali riescono a tamponare discretamente questa fase economica estremamente delicata, le imprese di modeste dimensioni soffrono le pene dell’inferno. E lo si constata facilmente nei settori che hanno sempre avuto un numero di addetti piuttosto elevato, basti pensare alla meccanica e, negli ultimi anni, all’edilizia, tanto per citare due ambiti tartassati da questo periodo assolutamente sfavorevole. “L’edilizia è completamente ferma - sottolinea il segretario della Cgia, Simone Clementi - eccezion fatta per i piccoli lavori di ristrutturazione. Per altro, la precarietà della situazione è generale, visto che si sono trovatemele anche ditte che hanno trovato lavoro fuori. Alcune aziende, ad esempio, sono andate a L’Aquila, ma, dopo diversi mesi, devono ancora essere pagate. Non parliamo della meccanica, che ha sempre occupato circa il 50 % degli addetti delle imprese artigiane: molte piccole aziende le abbiamo perdute, altre sono state costrette a ridurre fortemente il personale. Ma l’aspetto peggiore è che non è più possibile fare una programmazione decente: si lavora giorno per giorno, tanto che possiamo considerare fortunata la ditta che può programmare il lavoro settimanalmente”.

    L’effetto domino

    Una situazione molto pesante, quella innescata dalla crisi della Ardo, che si ripercuote anche su ambiti come le imprese di servizio. “L’andamento delle aziende che operano nei servizi, con riferimento agli alimentari, alle pizzerie, ai centri estetici e così via, è correlato al benessere generale della città - aggiunge Clementi - per cui è chiaro che in un frangente come questo la gente spende meno pure in questi settori. Vediamo che nascono nuove aziende, ma spesso indirizzate a un bacino di utenza già saturo. In questi casi, le nuove ditte rischiano di chiudere dopo pochi mesi o di indebolire quelle già esistenti”. Al riguardo, pure il segretario della Cna Mirco Gaggiotti afferma che “c’è un certo movimento, una certa volontà di fare impresa, ma assistiamo, per lo più, a iniziative improvvisate, con idee spesso confuse, fino alla chiusura delle ditte. L’aspetto da rimarcare è che i principali nodi della crisi sono tuttora irrisolti, basti pensare alla vicenda della Ardo, per la quale speriamo in un intervento delle istituzioni, al settore delle cappe che sta continuando a delocalizzare, nonché alle difficoltà che tutte le piccole aziende incontrano nella riscossione dei crediti (fra queste anche quelle dell’indotto della Antonio Merloni). E’ necessaria una riconversione del distretto, bisogna mettere in piedi un nuovo modello di sviluppo del territorio, ma occorre
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Arrivano i cinesi.

    Derby asiatico per ciò che resta della Antonio Merlonio, ai cinesi si contrappongono gli iraniani.


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    Sfida tra Mmd e cinesi. Casoli: “Positivo l’interesse di cordate minori per singoli asset”

    Ardo, la vendita è a un passo


    Fabriano Diverse offerte per la Ardo, ma soltanto due prendono in considerazione l’intero perimetro dell’unico asset del gruppo Antonio Merloni spa ancora invenduto. Oggi l’apertura dei plichi anche se per conoscere il verdetto occorrerà attendere qualche altro giorno alla luce delle verifiche dei tre commissari straordinari. Ecco la sfida a due e tutta asiatica per decidere il futuro della Antonio Merloni. A fronteggiarsi la cinese Nanchang Zerowatt Electronic Group e la Mmd, società iraniana con sede a Dubai, già titolare della Tecnogas di Gualtieri di Reggio Emilia, acquistata lo scorso settembre.

    Oltre all’offerta di questo gruppo asiatico, ce ne sarebbero altre “parziali”, mirate cioè all’acquisizione di singole parti di ciò che resta della Antonio Merloni, come del resto ben noto già da diversi mesi. Ad esprimere cautela ci pensa il senatore Francesco Casoli che legge in maniera positiva l’interesse di cordate minori interessate all’acquisto dei rami d’azienda e non all’intero perimetro: “Considero positivo - dice il parlamentare - l’eventualità di offerte minori. E lo considero positivo conoscendo le capacità delle nostre imprese e guardando al futuro, ossia per reimpiantare sul territorio attività che nel tempo potranno portare al ripristino della produzione”. La verità in merito al numero preciso delle offerte vincolanti per l’intero perimetro industriali e per i singoli asset l’avremo soltanto nelle prossime ore, ma intanto ci sono comunque motivi per ostentare un seppur cauto ottimismo.

    “Sono momenti importanti - osserva il sindaco Roberto Sorci - perché di soggetti interessati alla Ardo ce ne sono. Adesso, aspettiamo con ansia di capire i contenuti dei progetti industriali delle società che vogliono acquisire il settore del bianco, ma certo è che, a differenza di quanto auspicato da alcuni gufi, di offerte ne sono arrivate. E ciò, naturalmente, è tutto merito di chi in questi anni si è impegnato per costruire contatti e rapporti con gruppi industriali di altre parti del mondo, come quelli asiatici”. I sindacati dei metalmeccanici vorranno essere parte in causa nel momento in cui verranno esaminati i piani industriali. Fim, Fiom e Uilm hanno già chiesto formalmente un incontro urgente al ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani per fare il punto della situazione.

 

 

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