Lo sdegno dei genitori di Yara:
"Non invadete il nostro dolore"
BREMBATE SOPRA (BERGAMO)
Non è una richiesta di silenzio stampa, semplicemente perché quella del 15 gennaio non è mai stata revocata. Il comunicato diffuso questa mattina dai genitori di Yara Gambirasio è piuttosto lo sfogo di un papà e di una mamma che non sanno più come fare a difendere il ricordo di una figlia che non c’è più, uccisa da un assassino che ancora non ha nome.
Avevano chiesto, qualche giorno fa, attraverso il sindaco di Brembate Sopra, di non mandare in onda nessuna immagine che ritraesse Yara ancora in vita, ma quei filmati sono stati trasmessi lo stesso, in televisione e su internet. Immagini di una ragazzina sorridente, alle prese con una gara di ginnastica ritmica, che però non hanno fatto altro che aggiungere dolore a quello, enorme che stanno vivendo da oltre quattro mesi.
«Vorremmo esprimere pubblicamente il nostro sentimento di amarezza e di sdegno nei confronti di chi, in maniera spasmodica e pressante, continua ad invadere il nostro dolore di famiglia angosciata da un dramma indescrivibile»: comincia così la lettera affidata all’Ansa in cui Fulvio e Maura hanno voluto esprimere il loro disappunto per la messa in onda di quei video. «Non capiamo e non giustifichiamo questo continuo accanimento giornalistico nella ricerca di fotografie o di video raffiguranti Yara», scrivono. È una lettera, quella dei coniugi Gambirasio, nella quale si coglie un sentimento misto di rabbia e di tristezza: «Stiamo cercando di ricostruire un nuovo equilibrio familiare e il clima che state creando non ci sta aiutando - aggiungono -. Rimarchiamo la nostra volontà di non autorizzare l’emissione di queste immagini, che ai fini investigativi non sono di alcuna utilità. Vi preghiamo di non nascondervi dietro il paravento del diritto di cronaca, abbiate semplicemente rispetto ed umiltà per la nostra situazione».
Sulla vicenda è intervenuto anche il Garante della privacy che, richiamando il Codice di deontologia dei giornalisti e la Carta di Treviso, ha invitato «i mezzi di informazione e i media a prestare la massima attenzione all’accorata richiesta della famiglia Gambirasio, affinchè non si continui a diffondere fotografie o video di Yara», avallando così la richiesta dei genitori. «Tale diffusione infatti, mentre ha il sicuro effetto di rinnovare il dolore di una famiglia, ben difficilmente - spiega il Garante - può apparire oggi davvero nell’interesse oggettivo del minore». Nelle scorse ore si era parlato anche di una querela che i coniugi Gambirasio avrebbero voluto presentare nei confronti di chi ha divulgato quelle immagini. Un provvedimento che però, al momento, non è ancora stato formalizzato: «La famiglia Gambirasio sta dimostrando da mesi un comportamento sobrio», ha detto il sindaco di Brembate Sopra, Diego Locatelli . I genitori di Yara non capiscono perchè ci si accanisca tanto nel voler parlare della loro figlia «così come stanno facendo alcuni media». Ed è stato proprio il sindaco di Brembate Sopra a ricordare che «la richiesta di silenzio stampa formulata a metà gennaio non è mai stata revocata ed è quindi tuttora valida. Serve - ha aggiunto - un minimo di rispetto per questa famiglia che è dispiaciuta ma anche arrabbiata per la situazione che si è venuta a creare».