Immaginiamo - così, giusto a titolo d'ipotesi - di essere nel marzo del 2012.
Negli ultimi dodici mesi (è uno scenario, state al gioco) Berlusconi è stato ocndannato in almeno uno dei 4 processi, il governo è caduto, siamo andati ad elezioni e il risultato delle urne è stato quello degli ultimi sondaggi, cioè:
Centrosinistra (candidato Bersani) 41,5%
Centrodestra (candidato Berlusconi)40,3%
FLI+UDC+Rutelli (candidato Casini) 15,2%
Altri sparsi 3,0%
Nel nuovo parlamento, il CSN - con il premio di maggioranza ha una discreta maggioranza sia alla Camera che al Senato. E' iniziato il dibattito, tra centrosinistra e l'area Fini+Casini+Rutelli, per affrontare i nodi del conflitto d'interessi, della legge elettorale e della giustizia, e già alcune leggi ad personam sono state abrogate tra gli strali (prevedibili) del centrodestra.
Tutti gli osservatori prevedono che entro Luglio Berlusconi verrà condannato in Cassazione, con il rischio che si becchi anche l'interdizione di pubblici uffici.
Lui sbraita che chiamerà il popolo alla rivoluzione, ma Bossi gli ha già dato l'alto là e anzi su un paio di leggi ad personam ha votato con il CSN e al senato si è astenuto.
Molti osservatori danno per scontato che sia prossimo il ritiro di B. dalla politica e la sua latitanza all'estero (si vocifera di una dacia sul Mar Nero perché la Tunisia non è ancora un posto sicuro dopo la rivoluzione del 2011).
Vi chiedo:
Se ciò si realizzasse, che ne sarebbe del PDL? Secondo voi, è più probabile che:
a) in poco tempo il partito esplode e i suoi transfughi confluiscono nell'UDC, in FLI o nella Lega (alcuni in galera). La Lega in conseguenza di tutto questo va nei sondaggi al 20%
b) entra in politica Marina Berlusconi e rileva il posto del padre nel PDL
c) il PDL, con la benedizione del latitante, si fonde con la Lega e fa unb partito del 35%, con Bossi presidente e un prestanome di Berlusconi.
d) altro (specificate)




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