Ieri alla Camera ne hanno salvati altri tre che rischiavano di finire sotto processo: Lunardi, Sgarbi e Pecoraro Scanio. Prevale questa regola: salvo Silvio (Berlusconi), salvi tutti.
Alfonso Pecoraro Scanio, 52 anni, verde, ministro all’Ambiente nel governo Prodi (2006-2008), nell’aprile di tre anni fa scopre di essere indagato per corruzione dalla Procura di Potenza. Il 3 aprile 2008 convoca i giornalisti e annuncia che rinuncerà all’immunità parlamentare. “Non voglio ombre”.
PER I PARTICOLARI DELL'ACCUSA: http://vecchio.blogautore.repubblica...o/?ref=HREC1-5
Trascorrono due anni. Nel frattempo il pm Woodcock ha trasmesso gli atti al tribunale dei ministri, e quest’ultimo il 14 aprile 2010 chiede alla Camera di poter utilizzare le intercettazioni telefoniche come indispensabile fonte di prova. La Camera ci rimugina su un anno intero – un anno! – e ieri finalmente il dossier Pecoraro Scanio è approdato a Montecitorio.
Il resoconto dei lavori è uno spaccato istruttivo di come la casta difende se stessa:
Giuseppe Consolo (Futuro e Libertà), relatore: “In giunta è prevalso il diniego in considerazione di come le intercettazioni siano pur sempre uno strumento investigativo molto invasivo nell’utilizzo del quale è alto il rischio dell’interferenza con il libero mandato parlamentare”.
Federico Palomba (Idv): “La vostra proposta è mossa sola da corporativismo di casta, il ministro si faceva portare con l’elicottero di Fella a trovare la madre a Salerno e si faceva pagare dallo stesso viaggi in America e soggiorni in alberghi a 7 stelle. Credo che ci sia da vergonarsi”.
Pierluigi Mantini (Udc): “Pur nell’intercettazione indiretta, da parte della magistratura occorre usare una certa prudenza”
Luca Rodolfo Paolini (Lega): “Dopo un attento esame delle carte riteniamo sia corretto esprimere un voto di astensione”.
Marilena Samperi (Pd): “La stessa difesa chiedeva che le intercettazioni venissero acquisite affinché potesse emergere l’assoluta infondatezza dell’ipotesi investigativa”
Maurizio Paniz (Pdl): E’ francamente il colmo che sia un parlamentare del Popolo delle libertà a dover intervenire in una situazione di questo genere, ma per noi il garantismo non è legato a un’etichetta politica (Applausi dei deputati del Pdl). Noi vogliamo difendere l’articolo 68 della Costituzione, dovete essere consapevoli che un qualsiasi magistrato può intercettarvi senza aver prima chiesto l’autorizzazione al Parlamento. (Applausi dal Pdl e dai Responsabili).
Si vota:
Dicono no alla richiesta della magistratura in 234 (Pdl e radicali)
Sì all’uso delle intercettazioni 185 (Pd, Idv).
Astenuti 114 (Udc, Lega e Fli)
Pecoraro è salvo.




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