Fermato autista Aps aveva la patente dello Stato Veneto
«Sono cittadino veneto, non riconosco l'Italia». Portato in caserma
Fermato autista Aps aveva la patente dello Stato Veneto - Corriere del Veneto
CAMPODARSEGO (Padova) — Patente e libretto. Banale routine per i carabinieri di Campodarsego, ma solo fino a ieri pomeriggio, quando la pattuglia impegnata in un controllo stradale si è vista presentare una «normale» carta di circolazione, mentre licenza di guida e carta d’identità risultavano emesse rispettivamente «dalla motorizzazione e dall’autogoverno del popolo veneto». A esibirle, non a caso, il «presidente del governo nationale veneto» di Padova, che dopo tre ore in caserma è stato rilasciato con una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale. I carabinieri devono aver strabuzzato gli occhi alla vista di quei documenti, marchiati da «regolari timbri dell’Onu », ancorché scritti in dialetto. «In lingua veneta—precisa Gabriele De Pieri—e comunque quello sorpreso dovrei essere io, visto che mi sono trovato a essere tallonato da un’auto coi lampeggianti, che ad un certo punto mi ha perfino intimato l’alt, nonostante avessi correttamente sorpassato un mezzo che mi precedeva a 30 all’ora dove la linea di mezzeria è tratteggiata. So quello che dico perché sono un autista professionale, in quel momento ero al volante della mia auto, ma avevo appena finito il turno per conto dell’Aps di Padova».
Statale del Santo, ultimo lunedì di Carnevale. Forse i carabinieri pensavano a uno scherzo, invece il 43enne faceva sul serio, quando ha fatto verbalizzare: «Mi dichiaro cittadino del popolo veneto e titolare di sovranità originaria, per cui non riconosco le autorità dello Stato italiano». Un po’ come quando l’ex candidato alle Provinciali, nelle file del movimento «Venetie per l’autogoverno», nell’ottobre del 2009, aveva replicato all’avviso di chiusura indagini firmato dal sostituto procuratore Paolo Luca con una memoria difensiva in cui chiedeva di essere giudicato da un «giudice di nazionalità e cittadinanza veneta in sede alla propria istituzione di autogoverno». Pure in quel caso il venetista doveva rispondere della reazione a una contravvenzione stradale. «Ma non so che fine abbia fatto quell’inchiesta — afferma — perché non mi è stato notificato nulla». Di sicuro questa volta è De Pieri che vuole passare al contrattacco. «Sono stato ingiustamente trattenuto senza poter comunicare con l’esterno - accusa - e in ogni caso sono stati violati i miei diritti di veneto. Per questo mi rivolgerò al tribunale internazionale». Alla faccia della sanzione ricevuta. «Tanto non ho nemmeno idea di quanto sia - conclude - mi no son bon de leser l’italian».
Angela Pederiva
08 marzo 2011




Rispondi Citando



ncav:
