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  1. #1
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    Predefinito Giuliano Ferrara e… Gesù (lettera aperta a un amico)

    Giuliano Ferrara e… Gesù (lettera aperta a un amico)
    13 marzo 2011 / In Articoli


    Caro Giuliano,

    cosa sta succedendo? Ieri sulla terza pagina del Foglio è uscito un lungo articolo firmato, per esteso, “Giuliano Ferrara”, fatto insolito, che evidentemente voleva sottolineare un tuo personale coinvolgimento.

    In effetti si trattava di una tua polemica – come sempre rispettosa e intelligente, ma pur sempre polemica – con la Chiesa per la “rimozione del vescovo di Orvieto” che veniva dopo una serie di altri articoli su quella vicenda, dolorosa per la Chiesa e anche tragica per alcuni suoi figli, che il tuo giornale ha pubblicato in bella evidenza in questi giorni.

    Nessun altro giornale ha ritenuto di dare tanto spazio a questo caso. E’ evidente dunque la tua volontà di tenere il punto e i riflettori accesi su Orvieto.

    Io credo che il motivo travalichi di molto il caso di Orvieto.

    A proposito del quale, con tutta la simpatia che ho per monsignor Scanavino e pur con tutta la comprensione per le sue ragioni e la sua buona fede, mi riesce difficile capire come un vescovo che professa obbedienza al Papa e che in nome di questa obbedienza rassegna le dimissioni, possa un minuto dopo convocare una conferenza stampa e dare il via alle polemiche pubbliche.

    Egualmente non capisco come tu, Giuliano, possa pensare di discutere pubblicamente su un giornale questioni così delicate e anche intime (nella parte relativa alle ordinazioni sacerdotali) che la Chiesa ha cura di valutare e giudicare con estrema discrezione e riservatezza, proprio per rispetto alle persone e consapevole che il bene delle anime è la sua legge suprema.

    Naturalmente errori di decisione sui casi particolari, da parte ecclesiastica, possono essere sempre possibili. Ma lasciami dire che ritengo la Chiesa più esperta sull’umano di te e di me. E anche molto più informata di noi sull’estrema complessità di queste vicende particolari.

    Da duemila anni fa il suo mestiere di madre e di maestra e una madre sa essere più materna – anche nella correzione di un vescovo – di quanto lo siamo noi (esterni) nell’accondiscendenza.

    D’altra parte mi pare curioso che – mentre il mondo sta letteralmente esplodendo, sia socialmente che fisicamente – il migliore dei nostri intellettuali, firmi un lungo articolo per discutere le dimissioni del vescovo di Orvieto o le regole di ammissione al sacerdozio della Chiesa cattolica.

    Le quali richiederebbero oltretutto una competenza approfondita del diritto canonico e un’esperienza pastorale consolidata, che – per quanto ne so – tu, come me, non hai.

    E’ vero però che le tue riflessioni, Giuliano, sono sempre molto belle e acute e anche stavolta il tuo affettuoso invito alla Chiesa a non subire la pressione e il ricatto psicologico del mondo fa seriamente riflettere.

    Non è un caso se il papa in persona, nella sede ufficiale del convegno ecclesiale della Chiesa italiana, ha avuto per te parole di così grande stima e considerazione.

    Evidentemente ti ritiene una voce preziosa – oltreché per il mondo – per la Chiesa e lo sei anche quando hai accenti critici che ci fanno giustamente riflettere autocriticamente.

    Lasciami dire però che non credo che il sistema di selezione degli ecclesiastici sia davvero in cima alle tue preoccupazioni.

    E se ne hai fatto un caso su cui scendere in campo è perché, da tempo, c’è qualche sofferenza nel tuo rapporto con la Chiesa Cattolica, c’è come una ferita da parte tua, che ti rende inquieto e – rispettosamente e intelligentemente – polemico.

    Lo dimostrano diverse altre cose che hai pubblicato sul Foglio.

    Per esempio una paginata di alcuni giovani intellettuali cattolici (antiprogressisti) che ritengono sbagliata la presenza del Papa ad Assisi, nell’anniversario della preghiera di Giovanni Paolo II per la pace (si appellavano al Pontefice perché ci ripensasse).

    E più ancora lo dimostra il tuo schierarti contro la cosiddetta legge sul fine vita. Proprio tu che hai fatto battaglie memorabili sul caso di Terry Schiavo e su altri che sono seguiti e che ponevano drammaticamente il problema.

    Non mi convince la tua posizione attuale sulla legge in discussione alla Camera, perché tu – che sei così contrario alla cultura eutanasica – sai benissimo che c’è oggi un vuoto normativo che va colmato da una legge, per non lasciare che siano i magistrati, con le sentenze, a fare giurisprudenza,

    Se dunque tu lo sai trovo irrazionale e contraddittoria la tua preferenza per il vuoto legislativo.

    Così come mi sembra sbagliata (lo dico con amicizia) la polemica dei firmatari dell’appello al Papa su Assisi perché non coglie il senso dei tempi che viviamo, né la grandezza di un Papa che – non va dimenticato – è il papa del discorso di Ratisbona.

    Insomma, tutti i casi sopra elencati di polemica – a mio parere – non hanno in sé ragioni convincenti. Si ha la sensazione che ci sia dell’altro.

    Il dissenso fra te e la Chiesa italiana cominciò forse con la tua scelta di presentare una lista tematica contro l’aborto, alle ultime elezioni.

    Tutti apprezzammo il coraggio della sfida, la tua generosità e la nobiltà dell’idea – condividendo in toto i tuoi contenuti – ma sull’opportunità concreta della lista disancorata da qualsiasi coalizione dissentimmo.

    E penso che ne avevamo i titoli venendo da una trentennale lotta alla cultura abortista.

    C’è chi ritiene che la tua “ruggine” con i vescovi inizi da lì e sia causata da quel fatto. Io ritengo che non sia affatto così. Non sei proprio tu il tipo che fa derivare uno scandalo e una rottura da una diversità di giudizio sia pur dolorosa.

    Piuttosto anche quella vicenda fu il segno di una questione ben più grande e decisiva con cui eri alle prese. Io provo a decifrarla.

    La tua ammirazione per la Chiesa, per la solidità della sua dottrina e della sua morale, mi ricorda un altro romano, come te, che duemila anni fa restò egualmente folgorato: Seneca.

    Per lui fu decisivo l’incontro e l’amicizia con Paolo. Ne restò affascinato. Tutto il suo pensiero morale ne fu profondamente segnato.

    Trovò in Paolo una filosofia che finalmente realizzava nella vita ciò che aveva sempre voluto. Ma non capì o non si aprì mai al “segreto” di Paolo, al cuore di quella filosofia, a ciò che rendeva Paolo un uomo straordinario: ovvero Gesù Cristo.

    Il nostro amato Gilbert K. Chesterton, un grande convertito, ha scritto:

    “Il cristianesimo è venuto nel mondo prima di tutto per affermare con violenza che l’uomo doveva guardare non solamente dentro di sé, ma anche fuori, doveva ammirare con stupore ed entusiasmo un divino drappello e un divino capitano.

    Il solo piacere che si prova a essere cristiani è quello di non sentirsi soli con la Luce interiore, è quello di riconoscere nettamente un’altra Luce, splendida come il sole, chiara come la luna”.

    Si può ammirare il cristianesimo come filosofia di vita e come dottrina morale, ma dire “tu” a quel “divino capitano” è il passo decisivo ed esaltante.

    Certo, è anche quello più drammatico perché ognuno di noi è “fugitivus cordis sui”.

    Infatti il faccia a faccia con Gesù ci fa scoprire noi stessi ed è un dolore finché non ci sentiamo abbracciati e perdonati.

    D’altra parte – te lo dico dal di dentro della mia battaglia drammatica accanto a Caterina – è solo lui il senso della nostra vita, è per lui che siamo fatti, lui è la nostra gioia.

    Come sapeva il grande Agostino: “ci hai fatti per Te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te”.

    Tu, Giuliano, credi di stare a polemizzare con la Chiesa e così credono anche gli altri. Ma in realtà, come Giacobbe che lottò con l’angelo tutta la notte, è con Dio, con l’Uomo-Dio che stai lottando.

    E come Giacobbe e come tutti noi che l’abbiamo visto in faccia, porterai il segno di questa lotta (la bellezza di quel volto) nella carne per tutta la vita.

    C’è un solo modo per vincere: assecondare quel fascino che avvertiamo, far vincere il nostro cuore, lasciarsi salvare.



    Antonio Socci



    Da “Libero”, 13 marzo 2011

    Giuliano Ferrara e… Gesù (lettera aperta a un amico) – lo Straniero
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  2. #2
    waglione
    Ospite

    Predefinito Rif: Giuliano Ferrara e… Gesù (lettera aperta a un amico)

    Non ho capito un paio di passaggi:

    Terry Schiavo. Cosa scriveva all'epoca Ferrara?


    Assisi: perchè alcuni non volevano che partecipasse BXVI?

  3. #3
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    Predefinito Rif: Giuliano Ferrara e… Gesù (lettera aperta a un amico)

    Citazione Originariamente Scritto da waglione Visualizza Messaggio
    Non ho capito un paio di passaggi:

    Terry Schiavo. Cosa scriveva all'epoca Ferrara?


    Assisi: perchè alcuni non volevano che partecipasse BXVI?
    Terry Schiavo è stata assassinata da suo marito contro il volere della sua famiglia di origine, e Ferrara lo diceva apertamente.

    Ad Assisi si riuniranno molti leader religiosi da tutto il pianeta, e pregheranno secondo i loro culti specifici per cercare una via religiosa alla pace. Tutto molto bello, per carità, ma quando ciò avvenne nell'84 ci furono non pochi cristiani cosiddetti progressisti (oggi diremmo "adulti"), che travisarono lo spirito col quale il Santo Padre tenne quell'incontro, deducendone una specie di via libera al sincretismo religioso... ed uno stop alla predicazione del Vangelo in nome del malinteso rispetto reciproco.
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  4. #4
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    Predefinito Rif: Giuliano Ferrara e… Gesù (lettera aperta a un amico)

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Terry Schiavo è stata assassinata da suo marito contro il volere della sua famiglia di origine, e Ferrara lo diceva apertamente.

    Ad Assisi si riuniranno molti leader religiosi da tutto il pianeta, e pregheranno secondo i loro culti specifici per cercare una via religiosa alla pace. Tutto molto bello, per carità, ma quando ciò avvenne nell'84 ci furono non pochi cristiani cosiddetti progressisti (oggi diremmo "adulti"), che travisarono lo spirito col quale il Santo Padre tenne quell'incontro, deducendone una specie di via libera al sincretismo religioso... ed uno stop alla predicazione del Vangelo in nome del malinteso rispetto reciproco.
    E anche alcuni frati si fecero prendere la mano e fecero fare un pò di tutto sugli altari della Basilica...
    --
    “Don Giussani è stato ‘profeta’ dell’insopprimibile anelito dell’incontro con Dio per l’uomo del nostro tempo"Card. Angelo Bagnasco

  5. #5
    waglione
    Ospite

    Predefinito Rif: Giuliano Ferrara e… Gesù (lettera aperta a un amico)

    ah ecco.


    Grazie

  6. #6
    email non funzionante
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    Predefinito Rif: Giuliano Ferrara e… Gesù (lettera aperta a un amico)

    Scusate l'OT, ma mi sorprende la sicumera con cui Socci parla dell'amicizia e dell'influenza di Paolo su Seneca, quando l'epistolario tra i due (unica fonte da cui si possa desumere un loro qualsivoglia rapporto) è pressochè universalmente considerato apocrifo, anche in ambienti cattolici.

  7. #7
    piu' pilu per tutti
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    Predefinito Rif: Giuliano Ferrara e… Gesù (lettera aperta a un amico)

    Sostiene che Giuliano Ferrara e quello che manda in onda sia ... un pò indigesto
    Ultima modifica di emma peel; 16-03-11 alle 11:22
    va a dar via il kù

  8. #8
    ...
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    Predefinito Rif: Giuliano Ferrara e… Gesù (lettera aperta a un amico)

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Terry Schiavo è stata assassinata da suo marito contro il volere della sua famiglia di origine, e Ferrara lo diceva apertamente.
    Infatti fu proprio Il Foglio che ospitò una intervista su questo argomento ad Oriana Fallaci.

    Perché l'intervista al Foglio?


    "Anzitutto, perché sono assolutamente d'accordo con voi, con Giuliano Ferrara ... Io non sono capace di guardare certe cose con distacco, indifferenza, freddezza… - dice Oriana - Ma poche volte ho sofferto quanto per questa donna innocente, uccisa dall'ottusità della Legge e dalla crudeltà di un Barbablù. Nonostante la mancanza di sangue, di manifesta brutalità, v'è qualcosa di particolarmente mostruoso nella morte di Terri Schindler".


    Continua
    Ultima modifica di Cuordy; 16-03-11 alle 12:45
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


    "Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.

  9. #9
    ...
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    Predefinito Rif: Giuliano Ferrara e… Gesù (lettera aperta a un amico)

    Citazione Originariamente Scritto da korgul Visualizza Messaggio
    Scusate l'OT, ma mi sorprende la sicumera con cui Socci parla dell'amicizia e dell'influenza di Paolo su Seneca, quando l'epistolario tra i due (unica fonte da cui si possa desumere un loro qualsivoglia rapporto) è pressochè universalmente considerato apocrifo, anche in ambienti cattolici.
    Effettivamente è un po' OT. Comunque è possibile che Socci (come ad esempio Marta Sordi) sia tra quelli che invece ritenga fondata l'attendibilità di quelle epistole, o alcune di esse. Bisognerebbe chiedere a lui.
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


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  10. #10
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    Predefinito Rif: Giuliano Ferrara e… Gesù (lettera aperta a un amico)

    Sinceramente, se capisco bene, la storia è quella di un diacono che doveva essere ordinato sacerdote, dopodichè l'ordinazione fu rimandata per decisione del "vaticano" ed il diacono si è suicidato. A questo punto il vescovo ha espresso la sua contrarietà alla decisione del vaticano.

    Mi pare di poter dire che - visto che si è poi suicidato - aveva ragionissima chi sosteneva che questa persona non fosse emotivamente e psicologicamente pronta (o "adatta") al sacerdozio! Mi pare evidente!

    Per cui non capisco la polemica di Ferrara...

 

 
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