…il mio vecchio collega (Alberto Ronchey, ndr) arriva a ipotizzare una riforma del sistema elettorale con l’abbandono della proporzionale, la scelta dichiarata del bipartitismo. E’ la stessa tendenza che sta conoscendo una democrazia per tanti aspetti simile alla nostra, Israele. Ma è una tentazione fallace.
L’eventuale introduzione del collegio uninominale non annullerebbe i difetti del sistema “governo-non governo”, che caratterizza l’attuale fase della politica italiana. Anzi rischierebbe di accentuarli. I danni del duopolio (…) si aggraverebbero. E lo sbocco nell’Italia del “particulare” guicciardiano – un secondo Cinquecento, con la stessa crisi economica e stagnazione sociale – non potrebbe essere scongiurato.
Fra comunisti e cattolici non c’è solo un fantasma in Italia, cioè il mondo laico (…). C’è ancora spazio per un’Italia critica, moderna, europea (…). C’è ancora spazio per chi non ha dimenticato le osservazioni di Gramsci nelle “Note su Machiavelli”: essere impossibile evitare gli epiloghi del cesarismo, “quando due forze in lotta si equilibrano in modo catastrofico”.
Giovanni Spadolini (Firenze, 1925 - Roma, 1994), da L'Italia dei laici. Da Giovanni Amendola a Ugo La Malfa (1925-1980), Le Monnier, Firenze, 1980




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