Macchioline
Ultima di una nidiata di sei persiani neri, Soffice era venuta fuori dalla pancia della mamma con una macchiolina bianca sulla gola e sulla punta del nasino rosa. Era una cucciolata un po’ speciale. La sua mamma si chiamava Diamond delle Sette Lune, campionessa a tutti i concorsi felini del paese, e suo padre si chiamava David oltre il Mare d’Inverno, anche lui un persiano nero con un pedigree lungo un palmo.
Lei invece aveva quelle due macchioline bianche. Un difetto. Olga veniva a guardare i cuccioli, li scrutava, ne misurava le orecchie, la coda, felice, e dava un’occhiata distratta a Soffice, scuotendo la testa. Sarebbe potuta valere un bel gruzzoletto, senza quelle due macchie bianche, invece ora era soltanto un problema. Non era vendibile, non avrebbe fatto cuccioli di raro lignaggio o portato all’allevamento coccarde di seta color oro e rosso con sopra scritto “Primo Classificato”. Che farne? Quando Olga l’aveva vista, le aveva assegnato un nome semplice, niente lune e niente mari, ma proprio un nomignolo da gattina domestica e banale. Soffice. E soffice lo era davvero, come un batuffolo di lana.
Un mattino la piccola Soffice andò verso la rete dell’allevamento a cercare un soffione. Le piaceva tanto infilare il nasino in quei cosi che col vento esplodevano in una messe di piccoli paracadute, e le piaceva saltellare dietro i semini portati dal vento, tra l’erba altra e le margherite. Alzò il musetto e vide una bimba con la sua mamma nella panchina vicina. La bimba la guardava indicandola alla sua mamma col dito. Le piaceva quella bimba, e si mise a fare ronron quando lei infilò le dita grassocce tra le maglie della rete. Rimasero lì un po’, Soffice ad appoggiare la gola sulla rete e la bimba a carezzarla col dito tra i filini d’acciaio. Poi a malincuore, sentendo che mamma Diamond la chiamava, diede un’ultima leccata al dito della bimba con la sua linguetta ruvida e rosa e tornò verso casa.
Si vedevano tutte le mattine, Alice, così la mamma chiamava quella bimba bionda, e Soffice, tutte le mattine da una settimana. Ogni tanto, quando Soffice rientrava a casa, trovava un fratellino o una sorellina in meno nella cesta di vimini. Lei era dispiaciuta di perdere i suoi fratelli, ma anche un po’ delusa. Tutti questi campioni, e per lei due macchioline che avrebbero condizionato per sempre il suo futuro. Si stendeva vicino a mamma Diamond, che la leccava un po’ sotto le orecchie e si addormentava, sognando di Alice, dei soffioni e delle coccarde immaginarie vinte nel mondo dei sogni.
Un mattino andò alla rete e aspettò che arrivasse Alice, ma la bambina non venne, né quel mattino, né quello dopo e neppure quello dopo ancora. La micetta se ne tornò a casa, pensando che forse quella bimba si era accorta delle macchioline bianche e per questo non volesse più giocare con lei.
La mattina del quarto giorno Soffice vide da sotto la credenza del salotto Alice e la sua mamma. Ecco, volevano portare a casa un micetto. “Quale micetto? Ne abbiamo ancora due, guardi che belli” disse Olga alla mamma di Alice. “No signora, non è tra questi, la vediamo sempre la mattina contro la rete dell’allevamento e mia figlia ci gioca….ha una macchia sul musetto e una sulla gola…Ma non so se posso permettermelo, sono cuccioli molto costosi, più che altro volevo sapere il prezzo, vede, la mia Alice piange e vuole la sua micetta..”.
“Lei sta parlando di Soffice, ecco, quella gattina lì sotto” disse Olga vedendo Soffice uscire da sotto la credenza “No, non è un gatto di valore, signora, non è adatta alle esposizioni, anche se è una persiana molto dolce. E’ sicura di volerla? Gliela darei per poco, giusto le spese dell’allevamento sostenute fino a qui”.
Così Soffice, in braccio ad Alice, andò verso la sua nuova casa e la sua nuova vita. Non avrebbe avuto sfilate ma tanto amore, non avrebbe avuto coccarde ma un posticino nella vita di Alice. Non erano certo povere cose. E così, da quel giorno, Soffice dimenticò per sempre di avere due macchioline bianche, una sulla gola e una sulla punta del naso.




Rispondi Citando
rego:
