Qualche articolo di giornale e servizio televisivo ha rilevato negli ultimi giorni, a proposito dell'atteggiamento dei giapponesi davanti al cataclisma di proporzioni bibliche che li ha colpiti, che essi dimostrano una calma "quasi disumana" (cit. corriere della sera).
Questo tipo di commento mi ha profondamente indignata, come se la compostezza e la dignità, e l'astenersi da sceneggiate e incontinenza emotiva fossero un difetto.
In un servizio televisivo ieri si mostravano i cittadini di Tokio che addirittura facevano la fila per l'acqua(che peraltro era finita), rispondendo con cortesia e un sorriso ai giornalisti. Il commento del cronista è stato qualcosa del tenore di: "meraviglia l'indifferenza davanti alle sofferenze....blablabla".
Ho dovuto spegnere la tv. Ma come si permette questo idiota, mi sono chiesta, come si permette di giudicare le reazioni, i comportamenti di persone che hanno visto polverizzata la loro intera vita, la metà della loro patria, che non hanno la corrente e l'acqua?
Non piangono e non danno in smanie, non si lagnano e non frignano? Grandi, grandissimi, i giapponesi, a loro va la mia più profonda stima e ammirazione. Un'esempio per tutti.
Ce la faranno, come ce l'hanno fatta dopo Hiroshima e Nagasaki.
Per me la loro compostezza dimostra solo che hanno una marcia in più.




(che peraltro era finita), rispondendo con cortesia e un sorriso ai giornalisti. Il commento del cronista è stato qualcosa del tenore di: "meraviglia l'indifferenza davanti alle sofferenze....blablabla".
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