viviamo nel miglior paese possibile ma, come al solito, non sappiamo apprezzare le nostre qualità…
è opinione diffusa e pressoché generalizzata che nel nostro bel paese non vada nulla bene, che gli altri siano sempre meglio di noi, che arriviamo sempre secondi, che assecondiamo le peggiori mode, manie e tendenze, che sia tutto sbagliato, tutto da rifare…
eppure, ogni tentativo di cambiamento, di innovazione, di modifica dello status quo è costantemente e violentemente contestato…
si dice che la scuola e l’università non funzioni, ma se qualcuno osa mettergli mano, si scatenano insegnanti e genitori che, ascoltando i propri figli, si fanno accompagnare in piazza da questi ultimi coi cartelloni al collo a spiegarci che nulla deve essere mutato…
si tocca con mano l’inefficienza e l’ingiustizia della giustizia (mi sia passato l’ossimoro) ma appena qualcuno immagina qualche modifica, anche costituzionale, si grida all’attentato alla costituzione (vorrei che qualcuno mi spiegasse anche quest’altro ossimoro) e ci si fa spiegare da un bimbo tredicenne istruito presso costose scuole private quel che è giusto e sbagliato e quali sono i valori di riferimento dell’umanità…
si dice che il nostro è il paese degli sprechi, ma appena qualcuno pensa di tagliare la spesa, si alzano gli strali di tutti, dimenticando come la spesa pubblica sia stata gestita per le clientele…
si prevedono discariche e termovalorizzatori, ma immediatamente le mamme previdenti scendono in piazza accompagnate dai loro figli dei quali si attenterebbe al fututro a difendere la più grande fonte di illeciti guadagni della criminalità organizzata…
si progetta di dar corso agli impegni di europeizzazione dei trasporti con l’alta velocità, ma i comitati contrari al progetto ci spiegano dei disastri ambientali che comporterebbero…
si immagina di riprendere un processo di nuclearizzazione dell’energia, ma immediatamente scendono in campo i profeti di sventure…
si pensa di colmare i vuoti legislativi sul fine vita e bioetica, ma subito insorgono gli illuminati liberisti che difendono lo status quo, preferendo che, invece che il parlamento, sia la magistratura a “legiferare” sostanzialmente sul punto…
potrei continuare all’infinito ma mi fermo qui perché sto finendo l’inchiostro (e la vostra pazienza)…
mi si contesterà, ovviamente, che i rimedi proposti sono peggiori dei mali, ma questa è una opinione, e la mia, come quella dei propositori delle contestate modifiche, può essere - e spesso è – diametralmente opposta…
è vero che la democrazia non può essere considerata la dittatura della maggioranza, ma essa impone delle scelte, e queste scelte necessariamente non potranno essere condivise da tutti…
ma è proprio per questo che in democrazia esistono le elezioni che, piaccia o no, delegano i rappresentanti del popolo a decidere per noi…
ora, se si prende atto di questo elementare principio (democratico), si DEVONO accettare anche decisioni che non si condividono, nella speranza che le decisioni prese dai rappresentanti della maggioranza, ancorché contrarie al proprio convincimento, siano effettivamente le migliori per la collettività; se ciò non dovesse rivelarsi giusto, in democrazia, si manda a casa chi ha sbagliato e si chiede di porre rimedio agli errori a chi gli succederà…
in democrazia è così, nonostante coloro che si riempiono la bocca di tale impegnativo vocabolo pensino che la democrazia sia il prevalere delle opinioni di quelli che essi stessi immaginano i giusti ed i buoni…
quello è un altro stato, un’altra epoca, un altro mondo; il tempo dei sovrani illuminati è finito da… tempo e la storia insegna che le oligarchie non sono mai state illuminate…
orbene, considerato tuttavia che quelli che si ritengono i giusti ed i buoni, quelli che si identificano con la parte pensante, la c.d. l’intellighenzia, si ritrovano sempre al fianco dei bimbi che protestano, dei magistrati che si indignano, delle mamme che urlano, mi vien da pensare che forse hanno ragione loro: è vero che la scuola non funziona, ma se a cambiarla deve essere la gelmini è meglio che non si modifichi nulla; è vero che la giustizia è ingiusta, ma se il parlamento vuole addirittura cambiare la costituzione per modificarla, è meglio che tutto resti com’è; è sotto gli occhi di tutti che il progresso porta alla costruzione di infrastrutture, ma se il progresso rappresenta la morte, meglio non cambiar nulla e tornare al calesse…
il paradosso dei nostri tempi e di queste mie considerazioni sono le “classiche” categorie che storicamente si identificano nei progressisti e nei conservatori (in alcuni casi il parallelismo si può estendere anche alle più nostrane destra e sinistra), termini che, alla luce dei quotidiani accadimenti, andrebbero totalmente ribaltati…
in conclusione, siamo nel miglior paese possibile e speriamo che nulla muti perché noi siamo… PROGRESSISTI e DEMOCRATICI…




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