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  1. #1
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    Predefinito 17 marzo giorno di lutto

    Domani 17 marzo è giorno di ricorrenza luttuosa per i popoli che abitano nella Padania

    Pertanto diventa consequenziale che sarebbe logico portare il lutto al braccio.

    Anche se pochi bisogna che in ogni regione vi sia qualcuno che evidenzi la disgrazia di quanto accaduto 150 anni or sono.
    O si taglia o il caos

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Iniziative indipendentiste contro il 150°

    17 marzo, a Verona corteo per l’indipendenza del Veneto

    Veneto Stato, partito politico per l’indipendenza del Veneto, annuncia che Giovedì 17 marzo scenderà in piazza a Verona con un corteo pacifico e un messaggio chiaro e inequivocabile: basta Italia, Veneto Stato indipendente.
    Dopo il successo dei cortei di Vicenza e Venezia, ai quali hanno partecipato centinaia di persone, nella giornata simbolo dei festeggiamenti per i 150° dell’unità d’Italia abbiamo deciso di affermare il nostro diritto all’indipendenza politica da uno stato, quello italiano, nel quale noi non ci riconosciamo.
    Non saranno bruciati tricolori o lanciate offese verso nessuno, non ne abbiamo bisogno, gli strumenti da noi rivendicati per l’indipendenza sono legali e riconosciuti dalle leggi internazionali oltre che dallo stato Italiano stesso.
    Tutti in piazza il 17, ritrovo alle 16.30 davanti al comune in piazza Brà, per assicurarci un futuro.

    A noi l’Italia piace, ma solo per andarci in vacanza.

    Patrizia Badii
    Coord. Prov. Veneto Stato Verona
    VENETO STATO
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Iniziative indipendentiste contro il 150°

    150, 145 o 93 ains di Italie? NO! 934 AINS DI PATRIE !!!!

    Le ricorrenze si celebrano per decreto perché lo hanno deciso a Roma oppure si festeggiano quando sono sentite nella comune coscienza di un popolo?
    Cosa c’entra il Friuli con la ricorrenza del 17 marzo 1861? NIENTE. Gran parte del Friuli è stata annessa all’ Italia solo dopo il 3 ottobre 1866 e la rimanente parte (Tarvisiano, Cervignanese, Goriziano) è stata occupata dopo il 4 novembre 1918.
    I Friulani sono italiani per scelta? Il plebiscito del 1866 fu viziato nella forma e votato solo da una minoranza della popolazione friulana e al referendum istituzionale del 1946 mancò all’ appello una buona parte del territorio del Friuli.

    Il 17 Marzo dobbiamo per forza festeggiare 150 anni di QUESTA Italia?:
    - 40% della ricchezza dello Stato di provenienza illegale
    - 27% del PIL è formato da sommerso e lavoro nero
    - 200 miliardi annui di evasione fiscale
    - 88,4% delle grandi aziende che evadono il fisco
    - 90 miliardi annui di esportazione illecita di capitali
    - 1.000 miliardi di capitali consolidati in mano alle mafie
    - 1.800.000 persone affiliate alle mafie
    - 67° posto nella classifica mondiale della corruzione nella pubblica amministrazione, persino dopo al Ruanda
    - 72° posto al mondo per libertà di stampa, allo stesso livello del Benin

    E’ questo sarebbe il nostro paese?
    Noi friulani preferiremmo invece ricordarci di uno stato che rispettasse la nostra storia, la nostra identità, la nostra lingua. Di uno stato che non avesse bisogno di morti e di partite di calcio per ricordarsi di esistere. Di uno stato che si basasse sulla concordia delle sue genti e non sulle divisioni di lingua, di fede politica e sulla retorica nazionalista. Di uno stato che si riconoscesse più europeo e moderno. Di uno stato che non ci derubasse e ci lasciasse liberi di lavorare e di pagare le giuste tasse.

    Il 17 Marzo ognuno faccia quello che meglio crede, noi festeggeremo solo il

    3 avrîl 2011 – Fieste de Patrie dal Friûl



    Invît

    Anche quest’ anno come ormai da tradizione, siamo ad invitarti assieme a parenti ed amici, alla quinta edizione della “Cene par il Friûl” che quest’ anno si presenta rivoluzionata come pranzo e si terrà Domenica 3 Aprile 2011 alle ore 12.00 presso il ristorante Costantini a Collalto di Tarcento.

    In occasione della nostra ricorrenza Nazionale passeremo una lieta giornata dove potremo conversare tra conoscenti, mangiare a sazietà ed allietarci con musica e nuovi intrattenimenti.

    Per consentirci una migliore organizzazione ti chiediamo di darci la conferma della Tua presenza chiamando i numeri sotto indicati

    Ristorante Costantini: Tel. 0432 792372 - 0432 792004
    Fronte Friulano: Tel. 338 4007969 - 337 531632

    E consigliato acquistare i biglietti in prevendita, presso gli stessi referenti.

    Fronte Friulano

  4. #4
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    Predefinito Rif: Iniziative indipendentiste contro il 150°

    ciao,
    vi segnalo un' iniziativa che si terrà domani in dissenso ai festeggiamenti per la cosidetta "unità d'italia".
    Dalle ore 10 in avanti a Padova davanti al negozio Ricordi (50 metri dal Pedrocchi), con un gazebo nel quale oltre a volantinare sulla vera storia di garibaldi e del plebiscito del 1866, faremo una inziativa goliardica per prendere in giro questa stato arrivato ormai alla frutta, distribuendo banane con il bollino tricolore, in onore a questa Repubbblica delle Banane.
    Per chi vuole noi siamo là dalle 9.00 perchè alle 9.30 in piazza dei signori c'è l'alzabandiera con l'inno italiota, che magari si merita qualche fischio.
    Sarà una iniziativa veloce, finita la quale andiamo tutti a bere una birra per festeggiare il vero 17 Marzo, San Patrizio. :-)

    I Veneti

  5. #5
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    Predefinito Rif: Iniziative indipendentiste contro il 150°

    16-03-11
    150* UNITA': LE TRE LUCI SACRE DEL GRANDE ORIENTE ACCESE NOTTE 17 MARZO

    (ASCA) - Roma, 16 mar - Per l'intera notte del 17 marzo, in tutte le logge del Grande Oriente d'Italia rimarranno accese le tre luci sacre della Bellezza, della Forza e della Sapienza. A dare l'annuncio e' Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia (Goi), che sottolinea come l'iniziativa rappresenti un ''preciso messaggio di un rinnovato impegno etico e sociale, in ogni campo d'azione, contro una dolorosa poverta' di idee e di scelte e una crisi morale che trasforma tutto in fiction o in dramma''.

    ''Insieme alle iniziative che il Grande Oriente ha messo in campo per le celebrazioni - rimarca l'avvocato ravennate alla guida del GOI - questo pensiero simbolico vuole essere un sicuro segno di speranza che invita i cittadini alla comunione e al progetto, vegliando sulla nostra amata Italia.

    Le Luci che portiamo nel cuore facciano strada a un nuovo Risorgimento della Ragione, per per superare l'incompiuto illuminando le coscienze degli italiani per le battaglie di liberta' che ci attendono. La massoneria - conclude Raffi - e' forza morale e lievito per la societa': dara' il proprio contributo di pensiero e di azione per un nuovo racconto identitario. Dopo 150 anni, per restare insieme''.

    Forse non è proprio "indipendentista", ma è un'iniziativa da segnalare...
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #6
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    Predefinito ATTENZIONE!!


  7. #7
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    Predefinito Rif: ATTENZIONE!!

    Citazione Originariamente Scritto da alberto90 Visualizza Messaggio
    Unione Konfederale Cisalpina

  8. #8
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    Predefinito 150 ?

    di Carlo Zucchi*

    Un secolo e mezzo fa il parlamento del Regno di Sardegna sanciva la nascita del Regno d’Italia. Quest’atto non sancì che un cambiamento di denominazione del Regno di Sardegna, al quale si erano aggiunti altri stati preunitari, alcuni volontariamente (Granducato di Toscana), altri in seguito a conquista militare (Regno delle Due Sicilie).

    Dal punto di vista storico, mancarono quelle battaglie campali su cui uno Stato “costruisce” la propria mitologia. Anzi. Dai rovesci militari già si evince uno dei difetti peculiari del futuro Stato unitario. Come riporta lo storico Piero Pieri nella sua Storia militare del Risorgimento, fu da subito scartata l’idea di una guerra rivoluzionaria, sul modello di quella che permise alla Spagna di sconfiggere l’esercito napoleonico nel 1808. Guerra rivoluzionaria che consisteva nel coinvolgere in operazioni di guerriglia i contadini, che a guerra conclusa (vittoriosamente) sarebbero stati compensati con diritti sulle terre. Naturalmente, quest’ultima condizione era del tutto inaccettabile per i maggiorenti risorgimentali e questo già dà l’idea del desiderio di venire incontro al popolo delle élites del futuro Regno d’Italia.

    Dopo ripetute sconfitte dell’esercito sabaudo, la Lombardia divenne italiana per merito dell’esercito francese di Napoleone III, mentre la conquista del Veneto fu decisa il 3 luglio 1866 a Sadowa (oggi Repubblica Ceca), con la vittoria dell’esercito prussiano sull’Austria. Così, il Veneto passò alla Francia che, non sapendo cosa farsene lo rifilò al Regno d’Italia, il cui contributo alla guerra si limitò ignominiosamente alla sconfitta di Custoza, presso Sommacampagna (Verona), e a quella consumatasi nelle acque di Lissa, in cui la flotta dell’ex-Regno delle Due Sicilie (il terzo d’Europa e quarto nel mondo), fu umiliato dalla flotta austriaca contro ogni previsione. Cose che capitano, soprattutto se i marinai napoletani, che parlavano dialetto napoletano e un perfetto inglese, erano comandati da ufficiali che davano gli ordini in dialetto piemontese.

    Da notare, invece, che la lingua della marina austriaca era il veneto. In ogni modo, quando le truppe del Regno d’Italia entrarono nel territorio dell’odierno Friuli (il Veneto allora si estendeva fino al Ledra Tagliamento) furono accolti dagli abitanti a suon di pietre e oggetti vari, mentre quanto accaduto a Lissa imprimerà per lungo tempo alla politica del Regno d’Italia un forte sentimento di inferiorità rispetto agli altri paesi.

    Dal punto di vista socio-economico, l’Italia unita fu subito gravata da un debito pubblico enorme, ereditato dagli stati pre-unitari. Del resto, i maggiori titolari delle cartelle del debito in questione erano i notabili dei rispettivi stati, il cui amore per la nuova patria era meno intenso di quello per le rispettive rendite. Ma quel che salta agli occhi è che subito dopo l’unità d’Italia, nel 1861, fatto 100 il reddito medio del suddito del nord, il reddito medio del suddito del sud era 80. Dopo 150 anni, sempre fatto 100 il reddito medio del cittadino del nord, il reddito medio del cittadino del sud è 55! Un secolo e mezzo di centralismo e statalismo, lungi dall’appianare le differenze, le ha in realtà acuite, con un sud via via più parassitario e un nord sempre più arrabbiato, perché ogni anno dal nord partono 50 miliardi € verso il sud che servono solo a ingrassare una classe politica locale corrotta e sprecona.

    Infine, l’ideologia che ha tenuto a battesimo l’Italia è stata portata dall’esercito napoleonico nel 1796. Un’ideologia intrisa di tutti i (dis)valori nazionalisti e giacobini che permearono la rivoluzione francese. Come ben ricordato dall’ex Cardinale di Bologna Giacomo Biffi nel suo ultimo pamphlet sull’unità d’Italia, negli zaini dei soldati di quell’esercito c’era “tutto ciò che in Francia si era compiuto a partire dal 1789 e soprattutto dal 1793: in campo religioso l’introduzione del culto (astratto e cerebrale) della Ragione prima e poi quello (senza alcuna risonanza nell’animo popolare) dell’Essere Supremo; nel campo della giustizia, la legislazione sui “sospetti”, che aveva consentito di arrestare e sopprimere senza procedure giuridiche migliaia e migliaia di persone innocenti e, tra le decisioni politiche, il regicidio e il genocidio vandeano”. E con esso c’era anche il principio secondo cui ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione.

    Peccato che il termine nazione sia vago e si presti a ogni significato. Se per il filosofo francese Ernest Renan “L’esistenza di una nazione è un plebiscito che si rinnova ogni giorno, come l’esistenza di un individuo è un’affermazione perpetua di vita”, per i nostri risorgimentali, sedicenti liberali, il concetto di nazione si risolve in un’organizzazione centralizzata in grado di superare le singole identità degli stati pre-unitari, magari distruggendo i rapporti commerciali che questi avevano con altri paesi (riuscendoci) per creare un mercato nazionale dal nulla (senza riuscirci). Persino la bandiera è una pessima imitazione di quella francese. Sì pessima, perché il nostro tricolore è simmetrico, mentre quello francese ha la parte blu più larga di quella rossa, per far sì che il blu, colore più buio, risalti come il rosso. Purtroppo, l’Italia unita è uno scherzo massonico e positivista di cattivo gusto, frutto di quelle idee costruttiviste secondo le quali tutto deve essere progettato dall’alto in base a un disegno prefissato.

    Nulla a riguardo è più emblematico della frase di Massimo D’Azeglio “Fatta l’Italia bisogna fare gli italiani”. In essa c’è tutto l’orrore di quell’ideologia secondo cui è lecito plasmare gli uomini secondo i desideri dei governanti. Quell’ideologia che nel Novecento scatenerà i suoi demoni e che in Italia, nonostante il fascismo, avrà effetti limitati proprio in virtù di quell’indole cattolica che accomuna gli italiani e che i fautori dell’unità avrebbero voluto sradicare dai loro cuori con ogni mezzo.

    Risultato: oggi l’unico partito autenticamente nazionale è in mano a un magnate della Tv (quella Tv che ha unito l’Italia), il nord è in mano alla Lega, il sud ai referenti della criminalità organizzata e il centro ai post-comunisti, che un tempo denigravano l’unità d’Italia definendola rivoluzione mancata e ora scendono in piazza a difesa di scuola pubblica (salvo mandare i propri figli a quella privata), costituzione e giustizia, ossia di tutto ciò che non funziona. Per questo, da liberale non sedicente non vedo alcun motivo per festeggiare. Né domani, né il 25 aprile che sta per arrivare.

    *Tratto da "La Voce di Romagna, 16/3/2011"

  9. #9
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    Predefinito Rif: 150 ?

    P.S
    25 aprile W San Marco!

  10. #10
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    Predefinito Rif: Iniziative indipendentiste contro il 150°

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    16-03-11
    150* UNITA': LE TRE LUCI SACRE DEL GRANDE ORIENTE ACCESE NOTTE 17 MARZO

    [/B]
    Fa piacere che l'unità di italia sia momento di gioia e di luce ( da Illuminati d Baviera) per la fratellanza massonica.

    Possono festeggiare perché i loro denari, 150 anni or sono, hanno dato i loro frutti.
    Una operazione che è terminata, secondo gli accordi di ferro tra Cavour e Hudson (che impegnava per sempre lo stato italiano), nei 600mila morti della grande guerra.

    L'ultima guerra in cui, servendo a completare il disegno massonico, ci hanno messo dalla parte dei vincitori.

    Per i popoli invece è un giorno di dolore.
    Piangere i morti inutili per i popoli, e solamente utili per chi vuole gestire il potere mondiale.

    Tuttavia si vedono in giro molte bandiere del tricolore massonico con la scritta “made in Cina””.

    La massoneria per festeggiare la sua opera palladiana deve farsi aiutare dalla Cina.

    A meno che questo sia un segnale che l'italia è già stata venduta in blocco al mondo giallo.
    Forse è per quella che si fa tanto per mantenere unito lo stato palladiano.
    Perché chi compera l'italia vuole tutto anche il Nord, e non solamente la parte di scarto economico del Sud.
    O si taglia o il caos

 

 
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