PL en italiano - Brasile: cancellato il discorso pubblico del presidente Usa
Brasilia, 18 mar (Prensa Latina) Senza aver spiegato le ragioni, il Consolato Generale Usa a Rio de Janeiro, ha annunciato oggi la cancellazione del discorso pubblico del presidente Barack Obama, di domenica prossima nella città brasiliana. Reso noto dai media locali, il testo dell'ambasciata Usa a Rio de Janeiro non indica il motivo della modifica né il nuovo luogo, ora in uno spazio chiuso, dove Obama si rivolgerà al popolo brasiliano al termine della sua visita di due giorni in questa nazione.
Il discorso cancellato dal mandatario Usa era previsto per questa domenica in Cinelandia, nel centro della cosiddetta Città Meravigliosa, scenario nel passato di importanti dimostrazioni popolari e proteste contro la dittatura militare che ha regnato in Brasile tra il 1964 ed il 1985.
Con grande pompa, gli organizzatori hanno persino parlato della possibilità che il discorso di Obama sia fatto da uno dei balconi del Teatro Municipale di Rio de Janeiro, e che fosse preceduto da un concerto di artisti brasiliani, ma fino al pomeriggio di giovedì nessuno aveva confermato la sua presenza.
Al contrario, dagli inizi di questa settimana, alcuni movimenti sociali e sindacati brasiliani hanno convocato una grande manifestazione di protesta per la visita di Obama, per domenica, nello stesso luogo dove pronuncerebbe il suo discorso.
I movimenti sociali e sindacali in questo paese vogliono esigere ad Obama l'adempimento delle sue promesse elettorali, tra cui il raggiungimento della pace nel mondo, migliorare le relazioni con l'America Latina, e in particolare l'eliminazione del bloqueo nei confronti di Cuba.
Inoltre, la chiusura della prigione della Base Navale di Guantanamo, territorio occupato contro la volontà del popolo cubano, la fine della guerra in Iraq e in Afghanistan, gli attacchi da parte di Israele contro la Palestina e facilitare il mantenimento nel territorio degli Stati Uniti degli immigrati latinoamericani illegali.
I movimenti sociali ed i sindacati affermano che il presidente degli Stati Uniti, ben lungi dal soddisfare le sue promesse elettorali, ha intensificato la politica imperiale di Washington nel mondo, dimostrando la sua concreta intenzione di intervenire militarmente in Libia.
Per molti latinoamericani il viaggio di Obama in Brasile, Cile e Salvador, mira soltanto a riprendere il dominio, l'influenza e l'interferenza degli Stati Uniti nella regione ed ostacolare i desideri di autodeterminazione, di sovranità e di indipendenza prevalenti nelle nazioni precedentemente erano sotto la loro egida.