Originale
Interpretare un pensiero che si definisce "antagonista" è sempre più difficile perché sempre più difficile è capire rispetto a chi o a cosa è antagonista.
Ed è per questo che spesso, troppo spesso, una sana vocazione antisistema viene interpretata come nulla più di un ingenuo slancio ribelle giovanile mescolato a complottismo paranoico.
La dimostrazione di questo è nel fatto che cercando di spiegare con buone argomentazioni cosa significhi essere antagonisti e rispetto a cosa lo si è, si ottiene un effetto controproducente.
Rivedendo – per la terza volta – il capolavoro dei fratelli Watchowsky, V per Vendetta, ci si può fare un'idea chiara di questo. Il film mostra un eroe solitario, V, letteralmente in lotta contro il sistema in un quadro in cui tutto ciò che è noto è falso e tutto ciò che è ignorato è vero.
E' fin troppo facile per chi sia deluso dalla politica innamorarsi del film ma il pericolo è che nove persone su dieci ne ricavino un'impressione limitata, cosa che viene fatta da molti anche a livello di movimento come il Popolo Viola.
In questo caso la dittatura riprodotta dal film viene paragonata a Silvio Berlusconi e la lotta di V, che infine mobilita il popolo, al movimento contro il premier.
Analogamente la mistificazione mediatica della dittatura di V per Vendetta viene ingenuamente paragonata al discutibile palinsensto della tv berlusconiana.
Nulla di tutto questo potrebbe essere più sbagliato.
Quando si da una spiegazione di cosa significhi essere antagonisti e rispetto a cosa lo si è occorre imporre a chi ci ascolta un'interpretazione alta del discorso.
Silvio Berlusconi, o George W. Bush, o Tony Blair, non sono affatto tiranni o aspiranti tiranni che possono controllare tutto come la dittatura del film. Essi sono semmai, a un livello più basso, gli strumenti della dittatura, loro non propongono una disinformazione mediatica per sviare le coscienze, ma loro stessi sono la disinformazione mediatica voluta da un potere che sta sopra di loro.
E infatti V non è affatto interessato a colpire gli uomini in quanto tali, ma le idee, i simboli del potere che sopravvivono agli uomini.
Ma allora, per evitare di scadere di nuovo nel complottismo paranoico di cui sopra, per non continuare a girare a vuoto e fare la figura degli ingenui ribelli davanti a chi vuol essere concreto, se il nemico non è il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, se il nemico non è George W. Bush, se non è Blair, Cameron, Sarkozy... allora chi è? Tutto questo discorso è solo un inutile blaterare?
No. Molto semplicemente l'agenda degli uomini di governo ufficiali viene dettata da istituzioni (le idee di V...) che sono sì amministrate contingentemente da altri uomini, ma allo stesso tempo sopravvivono a questi.
Il Fondo Monetario Internazionale, l'Organizzazione Mondiale del Commercio, la Banca Mondiale, e ancora la Nato, la Commissione Trilaterale, il Consiglio per le Relazioni Estere possono decidere la politica di qualsiasi governo democraticamente eletto o anche cancellare qualche stato sovrano dalla carta geografica. Tutte queste istituzioni, sulle quali i popoli non hanno alcun controllo, hanno, come dicevamo, uomini che le comandano e che portano avanti il testimone per il periodo che la sorte concede loro. Ma alla fine del loro mandato – o della loro vita, poiché per fortuna sono mortali – qualcuno subentra al loro posto e l'istituzione prosegue immutata nel suo percorso di tirannide e liberticidio.
E' per questo che personalmente non sono quasi mai preoccupato degli uomini che detengono il potere (e non dovreste esserlo nemmeno voi). Perché gli uomini, nella peggiore delle ipotesi, se li porta via la morte naturale, ma le istituzioni restano e contro di esse rivolgo il mio pensiero.
A rischio di apparire "vago".
Ecco cosa vuol dire essere antagonista e contro chi esserlo.






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hefico:
