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    Predefinito Bestialità in nome di satana

    BESTIALITÀ IN NOME DI SATANA



    di Nicola Martella



    1. I fatti di cronaca

    2. Analisi del fenomeno





    1. I FATTI DI CRONACA: Quando divennero note le cosiddette «Bestie di Satana», seguirono accese discussioni sui fatti che furono loro addebitati. Alcuni giornalisti ed «esperti» paventarono subito un fenomeno satanico molto diffuso, ossia di una rete italiana del satanismo suddivisa in cellule autonome, magari controllate da uno o più capi nascosti. Altri parlarono di loro solo come dei «poveri diavoli».



    1.1. LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI: Dalle notizie raccolte dai vari mass-media risultò il seguente quadro. Fabio Tollis (16 anni, di Cologno Monzese) e Chiara Marino (19 anni, di Corsico), due giovani appartenenti a questo gruppo con passione satanistica, scomparvero il 17 gennaio 1998, senza lasciare alcuna traccia. Ora, due super-testimoni aiutano gli inquirenti a ricostruire i fatti. Si tratta di due giovani, un ragazzo e una ragazza, ex affiliati alle cosiddette «Bestie di Satana», che per sfuggire alla setta e alle minacce di morte, si confidarono con i propri genitori, che li protessero, e si allontanarono da Milano. Già il 17 marzo 1999 un testimone aveva descritto ai carabinieri di Cologno Monzese la composizione della setta.

    Dopo il ritrovamento dei resti dei due ragazzi nei boschi di Somma Lombardo, si viene a sapere che furono barbaramente massacrati dagli altri membri delle «Bestie di Satana». Chiara era considerata da tutti loro la «vestale» di Satana. Ella aveva subito abusi sessuali rituali da parte di tutti i componenti della setta. In camera sua si era costruito un piccolo «altare». Fabio e Chiara erano due ragazzi che si erano consacrati al rock satanico; essi stessi praticavano rituali esoterici con candele, drappi neri, simboli diabolici eccetera. E proprio il loro bestiale assassinio è avvenuto durante un rituale satanico. ● Chi ebbe modo di vedere la camera di Paolo Leoni, detto «Ozzy» (dal nome del cantante Ozzy Osbourne), uno dei ragazzi del gruppo, afferma che era completamente nera, comprese le lenzuola e i quadri; la sua grande passione era l’esoterismo e la musica metallica. I resti di Fabio e Chiara sono stati identificati, oltre che dai documenti, anche dagli abiti; cappotti, maglioni e scarpe erano tutti rigorosamente neri. In casa di uno degli indagati è stato trovato, oltre ad altri oggetti, un teschio umano.

    Tutto iniziò 10 anni fa. Volpe, Sapone e Mario M. cantavano insieme. Chiara Marino cantava in un altro complesso, ma conosceva tutti e aveva sperimentato le loro violenze. C’erano anche Marco Zampollo, Eros Monterosso, e Leoni. Mario M. era amico d’infanzia di Fabio Tollis e suo «co-autore» nel complesso di musica. Prima è solo musica rock «hard metal», poi si aggiunse hashish, cocaina ed LSD e, infine si passò al satanismo. Infatti, questo tipo di musica era per loro tutti l’incubatrice delle suggestioni sataniche. Ciò che avevano esaltato nelle canzoni e nei discorsi, vendendo in ciò un mezzo di iniziazione e di elevazione gerarchica, divenne così atroce realtà. Essi, i «forti», per finanziarsi, si servivano dei «deboli», a cui si somministrava pastiglie di LSD nella birra, poi gli si faceva fare quello che si voleva, ad esempio dare un cospicuo obolo per il gruppo, e lo si minacciava di morte. Andrea Volpe ha raccontato agli inquirenti che, per sottomettere gli altri membri, per controllarli e per plasmare la loro volontà, li costringevano a imbottirsi di sostanze psichedeliche e di psicofarmaci. Ciò impediva pure di essere traditi.

    Sono finiti in carcere, tra altri, Andrea Volpe, Nicola Sapone e Pietro Guerrieri. I primi due erano già in carcere, insieme a Elisabetta Ballarin, la fidanzata del primo, perché accusati dell’omicidio della ventisettenne Mariangela Pezzotta, la quale il 24 gennaio 2004 era stata assassinata, in uno chalet di Golasecca, con un colpo al volto e finita a badilate. Quest’ultima sarebbe stata uccisa, perché aveva scoperto qualcosa di troppo compromettente per l’ex fidanzato, Andrea Volpe. Volpe sarebbe stato anche fra gli assassini di Fabio Tollis e Chiara Marino. Furono proprio le sue prime, parziali ammissioni, durante l’indagine scaturita dopo l’omicidio di Mariangela Pezzotta, che hanno portato gli inquirenti nel bosco del massacro di Fabio e Chiara.

    Come se ciò non bastasse, la procura di Busto Arsizio ha affermato di stare indagando anche su altre morti sospette, avvenute negli ultimi anni proprio nella zona compresa tra Somma Lombardo, Golasecca e Malpensa. Gli inquirenti sospettano che le «Bestie di Satana» potrebbero aver istigato al suicidio due altri giovani in provincia di Varese; essi parlano di «strani suicidi»: il primo si è impiccato davanti ad una scuola e l’altro giovane si è impiccato ad un palo della luce. A ciò si aggiunga anche l’ipotesi che la scomparsa di due ragazzi della zona potrebbe essere anch’essa addebitata a questo folle gruppo satanico.

    Man mano che sono passati i giorni si sono aggiunte altre accuse. Si è parlato di nuovi indagati, se non addirittura nuovi arresti. Si parla di decessi molto strani e di suicidi che destano perplessità. Il loro inquietante denominatore comune è che tali persone erano tutti giovani che conoscevano e frequentavano Volpe. Venne a galla l’omicidio della cantante Maddalena Russo di 46 anni, uccisa nel 1985 con brutale ferocia dal suo ex convivente a Trezzano sul Naviglio; questi era il padre di uno dei ragazzi indagati con l’accusa di essere un istigatore delle «Bestie di Satana». Gli inquirenti hanno parlato anche dell’incidente che costò la vita ad Andrea Bontade, un altro membro del gruppo, che nel 1999 si era schiantato a 180 chilometri orari contro un muro a Gallarate (Va); tutto ciò avvenne dopo una discussione con Volpe e Sapone, i quali gli aveva ripetuto come sempre: «Sei un traditore, devi morire». Gli inquirenti hanno posto la loro attenzione anche su tre suicidi avvenuti nell’Alto milanese e che hanno coinvolto altrettanti giovani che, in modo diversi, gravitavano attorno alle cosiddette «Bestie di Satana». Si afferma che un ragazzo si era suicidato tempo fa proprio nel bosco maledetto, non lontano dalla fossa di Fabio e Chiara. Si presume che il giovane non abbia retto al rimorso, alla paura e alle minacce. Nel 2000, un altro ragazzo, che frequentava tale gruppo, morì la prima volta che si «bucò»; quel decesso da overdose viene visto oggi in un’ottica diversa.

    Il gruppo detto le «Bestie di Satana» era composto al momento dei fatti di sette-otto persone. La sera del delitto tra il 17 e il 18 gennaio del 1998 erano in cinque intorno alla buca. ▪ 1) Nicola Sapone, allora di 20 anni, era il leader formale e il contatto con un presunto gruppo superiore di adulti istruttori. Egli è finito in carcere per l’omicidio Pezzotta; «O.» e Sapone erano indicati da molti come le guide del gruppo. ▪ 2) Andrea Volpe, allora di 21 anni, un giovane eroinomane e carismatico, era appena entrato nel gruppo. Egli, ora di 27 anni, quando ne aveva 18 appariva come un ragazzo dalla faccia pulita, poi si convertì al satanismo e si trasformò; Volpe divenne il punto di riferimento delle cosiddette «Bestie di Satana». ▪ 3) Mario Maccione, all’epoca minorenne (di 17 anni e 10 mesi), aveva già allora l’indole da piccolo capo. Secondo gli investigatori suo cugino Paolo, di Torino, sarebbe uno degli adulti del «livello superiore» della setta. ▪ 4) Fabio Tollis, di 16 anni, era amico d’infanzia di Maccione. ▪ 5) Chiara Marino, di 19 anni, era da un anno e mezzo amica di Fabio, poi divenne la sua partner. Ella era considerata e usata come un «altare» nei riti orgiastici celebrati dalle «Bestie di Satana». — Oltre a loro, facevano parte del gruppo anche i seguenti personaggi, che non furono presenti quella sera. ▪ 6) Un certo «O» era ritenuto il capo indiscusso della setta; era un vero trascinatore esaltato e si definiva «figlio di Belzebù». Una volta venne sorpreso dalla polizia a camminare nelle gallerie della metropolitana milanese; spesso, camminando per strada, decideva improvvisamente di picchiare qualcuno. ▪ 7) Pietro Guerrieri, un giovane con problemi psichici e consumatore abituale di cocaina, ha affermato di aver scavato la fossa, dove furono sepolti vivi Tollis e Marino. Ma pare che a scavarla siano stati tutti coloro che erano al corrente. In ogni modo, egli era poco sicuro del suo ruolo nella setta e aveva temuto più volte per la sua stessa incolumità. ▪ 8) Un altro «debole» del gruppo era Andrea Bontade, sebbene fosse uno degli anziani del gruppo. Egli si rifiutò di partecipare al rito. Come abbiamo già detto, morì un anno dopo, schiantandosi a 180 km all’ora, dopo aver incontrato Nicola Sapone e aver assunto LSD. Egli era stato vessato per settimane dai capi della setta con una terrificante richiesta, che se non avesse adempito gli sarebbe costata la vita.



    1.2. I RITI D’INIZIAZIONE: Secondo i due testimoni, si entrava a far parte della setta dopo un rito d’iniziazione si consumava nei boschi. L’aspirante satanista veniva incappucciato e lui e il suo presentatore venivano tagliuzzati sulle braccia. Il loro sangue veniva mischiato e lasciato gocciolare in una singola coppa e, infine, bevuto. I capi si facevano marchiare a fuoco la croce rovesciata sul corpo.



    1.3. IL RITO MORTALE: Due giorni prima di quel tragico 17 gennaio del 1998, Andrea Volpe si rivolse a Pietro Guerrieri detto «Wedra», ora ventinovenne di Brugherio, un giovane il cui cervello era già cotto dalla cocaina. Gli diede l’ordine di andare nei boschi di Somma Lombardo a scavare una fossa profonda due metri. Egli gli intimò di andare senza fare domande; poi aggiunse che la fossa sarebbe servita per raccogliere il sangue durante il sacrificio rituale che avrebbero fatto la notte di plenilunio. Il Guerrieri andò, eseguendo quanto gli fu comandato, senza approfondire l’argomento. Si deve sapere che le sette sataniche compiono i loro sacrifici al plenilunio e specialmente nel mese del segno zodiacale di chi compie il rito. La fossa doveva fungere da «altare» per il sacrificio. ● Quella sera erano tutti pieni di droga e l’alcool; droga, allucinogeni e cocaina erano una costante del gruppo. ● Erano partiti dal pub «Midnight» di Milano. Questo pub è un luogo di ritrovo per amanti del metal, ma anche per satanisti; in esso si può vedere un affresco di sapore diabolico-mostruoso. Non è quindi un caso che fosse uno dei luoghi di ritrovo dei membri delle «Bestie di Satana»; «Ozzy», uno di loro, l’anno scorso lavorava proprio al bancone di quello stesso Midnight Pub. ● Quella sera di una notte d’inverno, quando partirono da lì, le vittime pensavano che stavano recandosi in un luogo dove partecipare a una messa nera. Infine, si ritrovarono in quel bosco di castagni ai margini di un cimitero di campagna e arrivarono là dove c’era la fossa. Il piccolo gruppo, composto di cinque persone, era lì riunito silenziosamente in cerchio, nel freddo, attorno a quella fossa. Tutti, tranne Chiara, sapevano che quella notte sarebbe stato compiuto un sacrificio umano. Erano mesi che i capi del gruppo discutevano della sua morte. Sembra che avessero ricevuto ordini in tal senso da chi stava in alto. I capi avevano deciso che anche Tollis dovesse morire perché, essendo considerato un debole, non era adatto al loro gruppo. Si è venuto a sapere le «Bestie di Satana» avevano già tentato precedentemente di uccidere Fabio e Chiara, dando fuoco alla loro auto. Essi, pensando a un incidente e fidandosi degli amici, seguirono nel bosco i loro aguzzini. ● Come per ogni rito satanico, anche quella notte venne formato un cerchio, ma al loro centro c’era quella sinistra fossa già pronta. A mezzanotte esatta, gli sguardi dei capi puntarono Chiara, e all’improvviso i suoi amici diventarono i suoi carnefici. Il silenzio meditativo venne interrotto, quando scattarono due coltelli, quindi un martello e la furia omicida si consumò. Fabio si ribellò; egli era alto più di un metro e ottanta e pesava novanta chili, e per sopraffarlo, gli saltano addosso in tre. Chiara cercò di difendersi con un coltello. Gli altri finirono tutti e due con coltellate e martellate. Specialmente Andrea Volpe teneva Fabio per la gola e lo accoltellava; poi riempì di coltellate anche Chiara. Li buttarono nella fossa ancora vivi, poi Volpe scese nella fossa e li finì col badile. ● A sei anni e quattro mesi di distanza da quei fatti, quando i carabinieri trovarono gli scheletri delle due vittime, verificarono che i polsi delle vittime presentavano lesioni ossee, segno che i due avevano tentato di ripararsi, e i loro cappotti avevano decine di tagli.

    Per le «Bestie di Satana» si trattò di un «sacrificio». Secondo quanto hanno ricostruito gli inquirenti, il «sacrificio» di Chiara si sarebbe reso necessario per tali satanisti, perché qualcuno aveva identificato la ragazza come l’immagine della Madonna. ● Tutti si tolsero i guanti e li bruciarono insieme alle foglie macchiate di sangue. La scena del massacro aveva scosso alcuni di loro. I capi minacciarono gli altri, mettendoli in guardia dal denunciare l’accaduto. Due giorni dopo Volpe tornò sul luogo del delitto e vi versò sopra litri di ammoniaca, per impedire ai cani di sentire l’odore.

    Alcuni giorni dopo quella notte di plenilunio, Pietro Guerrieri venne a sapere che nel gruppo delle «Bestie di Satana» mancavano Fabio e Chiara. Allora cominciò a capire che cosa fosse successo e a trovare le conferme. Volpe e Sapone fecero sentire le loro minacce, sapendo della paura folle che Pietro Guerrieri. Questi sapeva che non si sarebbe mai più liberato di loro. Quando fu arrestato, si sentì alleggerito, poiché era consapevole che la prossima vittima sarebbe stato proprio lui.



    1.4. LA CUPOLA FATTA DI CELLULE: Sapone fu accusato da Volpe di essere il capo della setta. Egli avrebbe preso ordini, a sua volta, da un misterioso personaggio di Torino. Guerrieri parlò di un «anticristo», un personaggio adulto che avrebbe fatto da eminenza grigia per il gruppo. Saranno le indagini a mostrare la veracità di tutto ciò, se mai c’è stato un «terzo livello», gente più ricca e adulta che ispiravano le «Bestie di Satana» dall’esterno, magari rifornendoli pure di denaro. Oppure se è pura strategia difensiva, ossia un tentativo di scaricabarile. Sta di fatto che, come hanno accertato gli inquirenti, uno dei giovani arrestati ha un parente in un’altra regione del Nord, che è a sua volta implicato in riti satanici perpetuate da sette del genere. La cellula-setta delle «Bestie di Satana», sarebbe stata composta di 8-10 persone; qui c’era chi comandava e chi eseguiva. Sola uno di loro avrebbe avuto contatti con il livello esterno; quest’ultimo avrebbe commissionato i riti e garantito l’approvvigionamento di soldi, di cocaina e di LSD. Si è ipotizzato anche l’esistenza di varie cellule del genere, e tutte insieme avrebbero formato una rete.

    L’obiettivo interno di cellule del genere è sempre quello della gerarchia finalizzata al potere. C’è il potere sessuale: le affiliate donne sono, consensualmente o no, a disposizione di tutti. C’è il potere di ordinare il dolore e finanche la morte. Il capo ha il potere di avere contatti con le realtà superiori. Tutto ciò fa sentire gli affiliati così onnipotenti. Fabio e Chiara sarebbero stati uccisi perché il gruppo doveva dimostrare il proprio valore nei confronti del capo dell’organizzazione, che aveva chiesto una prova. L’omicidio rituale doveva anche dimostrare la fedeltà assoluta della cellula satanica all’organizzazione.

    Da quanto emerge dall’inchiesta, le cosiddette «Bestie di Satana» sarebbero solo una cellula all’interno di un’organizzazione a rete e a struttura piramidale, radicata nel Nord Italia. Le cellule sarebbero a compartimenti stagni, di cui solo il vertice conoscerebbe tutti i membri e tirerebbe le fila. Nicola Sapone o Andrea Volpe, le guide della delle «Bestie di Satana», sarebbero andati a riferire a un capo supremo, che avrebbe abitato in una città non lontana da Milano. Costui è definito «il figlio primogenito del diavolo».





    2. ANALISI DEL FENOMENO



    2.1. IL FENOMENO SATANISTA: Esiste il satanismo organizzato, ad esempio quello di Anton Szandor LaVey, il fondatore della «Church of Satan». Esso afferma di essere di stampo illuminista e di collocarsi come razionale e ateista opposizione alle religioni di massa, specialmente al cristianesimo. È fuor di dubbio però che i siti Internet di queste organizzazioni «tradizionali» siano la fonte di ispirazione per molti giovani e molte cellule sataniste irregolari. È preoccupante prendere atto che in Internet, usando un motore di ricerca, alla voce «Satana» ci sono 157 mila elementi. ● Secondo le stime degli esperti, i satanisti organizzati sarebbero in Italia al massimo 250, ma nessuno lo sa con precisione. Essi sono organizzati e le loro attività sono regolari. I satanisti irregolari, i cosiddetti «cani sciolti», sarebbero dai 2.000 ai 5.000. Alcuni esperti parlano di un numero di simpatizzanti col fenomeno satanista, influenzati dal rock metallico e da Internet, che arriverebbe addirittura a 500.000. In effetti, nessuno sa dire nulla di preciso, e vi è un balletto delle cifre. Le pratiche del «satanismo acido» — detto così perché unisce l’ideologia al consumo di droghe — sono decisamente più pericolose dei gruppi organizzati. Tali adepti del «satanismo fai da te» si nutrono di contatti con la subcultura satanica e sono incontrollabili. Poiché essi non hanno sedi ufficiali e non pubblicano nulla, restano nella clandestinità finché non vengono alla ribalta per qualche fatto grave che li coinvolge.



    2.2. ISPIRATI DAL NICHILISMO DIABOLICO: Fabio Tollis, una delle vittime, nel suo diario scriveva: «Insieme risorgeranno gli antichi con a capo il signore delle tenebre». Descriveva la sua ex amica così: «Tu sinuosa e bella come una pantera / famelica e sinistra come un branco di lupi affamati / alla luce della luna piena sei avvolta da oscurità e luce mia dolce strega / in un bosco, circondata sei, da candele, e in mano ancora stringi il cuore palpitante del bambino sacrificato alla tenebre /…Tu sei il mio sogno il mio incubo il mio destino/ tu sarai la mia morte, il mio suicidio. Entra nel cerchio di fuoco o Satania / Entra nel nero giardino del mio castello / Bevi il mio sangue perché così io faccia parte di te/ il mio abbraccio mortale sarà sempre con te». Il resto del diario è su questa falsariga.



    2.3. NON C’È SCAMPO: Una volta entrati in un gruppo satanista del genere, in genere è difficile fuggire. Chi ci prova, paga talvolta con la vita, sia che viene ucciso, sia che, per così dire, viene suicidato. Chi si rifiuta di eseguire gli ordini tassativi dei capi, mette in pericolo la sua stessa vita. I traditori sono destinati a morire, così chi scappa.



    2.4. ASPETTI CONCLUSIVI

    ■ La logica conseguenza: In nome della letteratura, dell’arte, dei film e di altre espressioni «culturali», si è tollerato che varie ideologie abbiano propagandato l’arbitrio morale, l’esibizione della trasgressione e la prevaricazione deviante dei più forti sui più deboli. Non meraviglia, quindi, che anche i satanisti lo abbiano fatto e che abbiano considerato le loro vittime solo oggetti della loro sete di onnipotenza e di sadico piacere. Ciò che varie ideologie hanno propagandato in nome di una certa «modernità», usando una «maschera culturale», i satanisti lo hanno fatto in modo esplicito.

    ■ L’abdicazione delle guide: Quando accade un altro delitto efferato, perpetuato da giovani che aderiscono al culto satanico, i giornalisti ed esperti fanno a gara per analizzare le cause e spiegare le motivazioni. Si parla, ad esempio, di caduta dei valori, di passione per l’estremo o semplicemente di noia. Dal punto di vista cristiano prendiamo atto che le persone si dispongono a credere a tutto, quando smettono di avere punti chiari di riferimento nel campo della fede e dell’etica. Qui le guide hanno abdicato nel loro ruolo e hanno fallito. Quando un giovane perde la bussola, il disorientamento può spingerlo a credere a qualsiasi cosa, anche alle cose peggiori e più devastanti.

    ■ Il dovere degli adulti: Qui si tratta dell’investimento nel fattore umano da parte di coloro che sono preposti come guide dei ragazzi e dei giovani. Un gran ruolo lo hanno al riguardo la famiglia (genitori, parenti), i pedagoghi (insegnanti) e le compagnie (gruppi di aggregazione). Gli adulti devono smetterla di abdicare al loro ruolo di guida, ma devono costruire in sé stessi una struttura virtuosa interiore, orientata a sani principi, a forze positive, e all’amore per ciò che è vero, buono e bello. Partendo da tale base, gli adulti devono investire nel contatto personale verso gli adolescenti e i giovani, creando con loro un’intimità psicologica tale da permettere una condivisione profonda della vita.

    ■ Come i cristiani possono aiutare nella pratica: I conduttori di chiese, per essere efficaci curatori d’anime, devono sviluppare la capacità di porre attenzione alla gente, di ascoltarla e di dialogare con essa. Guai a chiudersi in una «torre d’avorio» fatta solo di dottrine e di una comoda comunione. ● Le persone implicate nei fenomeni del satanismo hanno bisogno dell’aiuto pastorale e dell’aiuto psicologico. È necessario esaminare la situazione personale della persona in questione, non tralasciando di porre attenzione alla dinamica del gruppo d’appartenenza e al ruolo dell’eventuale personalità emergente che in esso trascina gli altri. ● I nostri contemporanei sono attraversati da molte inquietudini. Per aiutarli a superarle e a non gettarsi nelle braccia di fenomeni inquietanti e di esponenti spregiudicati, bisogna avere il coraggio di rendersi disponibili a coloro che stanno intorno a loro, d’entrare nella loro vita e di mettersi dalla loro parte per aiutarli a superare tali disagi interiori, prima che essi scatenino fissazioni o disturbi mentali. Dove la cura pastorale da sola non basta, essa si deve avvalere dell’aiuto competente di psicologi dichiaratamente cristiani.



    Il 15 maggio 2007 la seconda corte d'Assise d'Appello di Milano ha confermato i due ergastoli a Nicola Sapone e l'ergastolo con isolamento diurno per nove mesi a Paolo Leoni. Pene inasprite per Marco Zampollo, condannato a 29 anni e tre mesi e per Eros Monterosso, condannato a 27 anni e tre mesi (in primo grado ai due erano stati inflitti rispettivamente a 24 e 26 anni di reclusione).

    Il sostituto procuratore generale aveva chiesto la condanna all'ergastolo per tutti, ad eccezione della Elisabetta Ballarin, per la quale l'accusa ha ottenuto uno sconto di pena dai 24 anni e 3 mesi inflitti in primo grado a 23 anni. Il verdetto della Corte d'Appello di Milano per gli altri due membri della setta era arrivato il 16 giugno dello scorso anno: vent'anni per Andrea Volpe e 12 anni e 8 mesi per Pietro Guerrieri. Anche loro erano accusati dell'omicidio di Chiara Marino e di Fabio Tollis.

    I cinque, per i quali si è pronunciato il tribunale, sono stati accusati dell'omicidio e dell'occultamento di cadavere di Mariangela Pezzotta, Fabio Tollis e Chiara Marino, nel gennaio del 1998, poi sepolti nel bosco di Somma Lombarda, e dell'induzione al suicidio di Andrea Bontade: il giovane anche lui del gruppo che il 21 settembre del 1998 andò a schiantarsi contro un muro con la sua macchina lanciata ad alta velocità a Gallarate.




    Una versione ridotta di questo articolo è stata pubblicata su «Oltre» di giugno 2007.



    ► URL di origine: Bestialità in nome  di Satana
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    Predefinito Rif: Bestialità in nome di satana

    LIBERO DAL SATANISMO
    Testimonianza personale di Jeff Harshbarger



    ( Si veda anche: Testimonianza di Vilma Laudelino De Souza, ex strega nera )


    Dopo quattro anni nel satanismo, ero in uno stato miserabile. Avevo visto tutto ciò che Satana poteva offrire, ed ero ancora miserabile. Decisi che l'unica cosa che mi restava da fare, come "rispettabile satanista", era suicidarmi. Ma prima ancora di entrare nel motel, temevo che qualcosa o qualcuno avrebbe potuto farmi deviare da quel proposito, così portai con me una bottiglia di whiskey e della marijuana.

    Mi puntai la pistola alla testa, ma per qualche motivo non riuscivo a premere il grilletto. Sapevo che la pistola funzionava, ma proprio non riuscivo a premere il grilletto.

    Disgustato di me stesso, ci riprovai la notte seguente. Una notte di Settembre del 1981, cercai di impiccarmi. Legai una corda alla trave del tetto del garage, e diedi un calcio alla sedia sulla quale ero salito. Caddi al suolo con la corda ancora legata alla trave.

    "Che fallimento", pensai. "Non sono neppure in grado di uccidermi".

    La storia del mio coinvolgimento nel satanismo è talmente comune che la si potrebbe quasi considerare un cliché. Ero un giovane solitario proveniente da una famiglia rovinata. Mio padre era un alcolista. Le cose a casa peggiorarono finché, alla fine, i miei genitori divorziarono. Io cercavo un posto a cui appartenere. Cercavo della gente che avesse attenzione per me e che mi accettasse. Cercavo amore, ma ero nel mezzo di una famiglia violenta che mi aveva lasciato disperato e spaventato. In risposta a questo, iniziai a cercare forza nel soprannaturale e nei poteri occulti.

    Ero maturo per una tale esperienza, e per lungo tempo avevo nutrito interesse per la magia e per altri aspetti del paranormale. Sebbene fossi un giovane ragazzo, sapevo che esisteva una dimensione spirituale, e che ci doveva essere un modo per entrare in contatto con essa.

    Il mio primo contatto con il satanismo avvenne nel 1978; una tempesta di neve colse di sorpresa la mia città. Ero uno studente di 17 anni, e durante la tempesta stavo lavorando in un negozio del posto. Stavo iniziando a chiedermi come poter tornare a casa quella notte, quando il responsabile del personale del negozio, un giovane di soli 18 anni, mi invitò a stare a casa sua, a pochi passi da lì.

    Questo giovane sembrava avere tutto quello che io avevo mai desiderato. Prestigio, potere, dava tutta l'impressione di avere il controllo della propria vita e di essere molto più vecchio dei suoi 18 anni.

    Quella notte, lui mi rivelò la fonte della sua forza. Ero affascinato. Mi mostrò le nozioni magiche e oggetti relativi all'occulto, che lui accumulava. Mi convinsi. Più tardi, quella notte stessa eseguimmo una cerimonia, e io diedi la mia vita a Satana.

    Dopo essermi diplomato, questo mio "insegnante" e io ci trasferimmo per andare al college. Noi due cercammo di avviare un nostro gruppo satanista. Il gruppo [coven] sarebbe dovuto essere composto da 13 discepoli, ma noi riuscimmo a reclutarne solo 6, tutti maschi. Andammo ad abitare tutti in una stessa casa, dove eseguivamo rituali satanici che creavamo e improvvisavamo liberamente. Le attività del gruppo comprendevano lanciare sortilegi e sconsacrare Bibbie e ogni altra cosa Cristiana su cui riuscivamo a mettere le mani.

    Durante questo periodo fui continuamente in contatto con i demoni, sebbene non con Satana stesso. I demoni erano dei servi potenti, ed erano sempre ai miei comandi, o almeno così credevo. Alla fine le parti spaventose e disgustose del satanismo oscurarono quelle che mi entusiasmavano. Cominciai a preoccuparmi della direzione che il gruppo aveva intrapreso. Sapevo di non poter partecipare al prossimo passo, il sacrificio di sangue. Sapevo che c'erano delle linee che neppure io avrei oltrepassato. Volevo uscirne.

    Pensai, all'epoca, che l'unica cosa che mi restava da fare era suicidarmi. Con mio rammarico, fallii. Oggi so che solo l'intervento Divino ha potuto salvarmi dalla pistola e dal cappio.

    Dopo essere tornato a casa, cercai di obliare i miei pensieri ubriacandomi, ma notai che il sapore della birra mi disgustava lo stomaco. Così, accesi una sigaretta per calmarmi i nervi, ma mi bruciò le labbra! Alla fine io, l'aspirante sacerdote satanista, andai in camera mia, mi stesi sul mio letto e cominciai a piangere.

    Non dimenticherò mai in vita mia quello che accadde in seguito. Era notte fonda. Il resto del gruppo era fuori a festeggiare, così la casa era vuota. Nel silenzio udii una voce provenire da dietro il mio letto: "Esci da qui!" Smisi di piangere e guardai in giro per la stanza aspettandomi di vedere qualche demone. Eppure non ce n'era nessuno. La voce riprese, da un altro punto del letto, e disse di nuovo: "Esci da qui!"

    Ricordo che fui talmente scosso da quel comando che obbedii immediatamente. Strisciai fuori dalla finestra più vicina passando dalla camera da letto alla strada, e sentii la presenza di Dio.

    Le mie ginocchia divennero deboli e caddi sulla mia faccia; non avevo alcun dubbio su chi fosse. Alzando lo sguardo al cielo implorai: "Gesù, metti a posto la mia vita".

    È passato tanto tempo dai giorni in cui ero coinvolto nel satanismo, ma credo ancora in un regno spirituale. Credo che vi siano demoni e angeli, male e bene. Ma ho scelto la luce invece delle tenebre. Il Signore mi ha aiutato ristabilendomi completamente. Ora sono sposato da 15 anni. Mia moglie Liz e io viviamo a Bonita Springs, in Florida. Con l'aiuto di Dio ho fondato il Refuge Ministries (Ministerio Rifugio).

    Insieme, avvertiamo gli altri dei pericoli dell'occulto e di come aiutare le persone ad esserne liberate. Non lavoriamo solo con ex satanisti; so cosa significa essere soli e confusi, portati alla disperazione. Siamo qui per chiunque il Signore voglia mandarci.

    (Se vuoi conoscere meglio il Refuge Ministries o parlare con Jeff, in inglese, contattalo qui: www.refugeministries.cc)



    Testimonianza dell'ex satanista Jeff Harshbarger
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    Predefinito Rif: Bestialità in nome di satana

    ciao ti consiglio se non li conosci i libri del Prof Introvigne che ha speso tutta una vita documentando le sette sataniche o comunque anticristiane.

  4. #4
    waglione
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    Predefinito Rif: Bestialità in nome di satana

    o la gatto trocchi, l'antropologa, quella che invitavano sempre in tv

  5. #5
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    Predefinito Rif: Bestialità in nome di satana

    Citazione Originariamente Scritto da waglione Visualizza Messaggio
    o la gatto trocchi, l'antropologa, quella che invitavano sempre in tv
    anche,mi ricordo quella trasmissione su rai 3 con vianello presentatore (quello con gli occhiali) dove la gatto trocchi si era comportata benissimo e difesa da tutti glia ttacchi laicisti.

 

 

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