Le rivolte in Medio Oriente sono frutto di una manipolazione di massa tramite i Social network? Qualcuno l’aveva supposto, come il vice primo ministro russo Sechin, ma i più hanno preferito continuare a credere alla favola delle rivoluzioni via Twitter.
Ora però l’ipotesi è più che un sospetto e ce lo confermano un report del Guardian e un’indagine Anonymous, che ci raccontano come l’esercito americano starebbe mettendo a punto – ma sembra probabile che siano già operativi – dei software per manipolare i social media attraverso veri e propri “eserciti di cloni” che diffondano propaganda pro-americana e che identifichino i dissidenti che operano in rete.
Secondo il Guardian, una compagnia californiana è stata incaricata dal Comando Centrale degli Stati Uniti (il CentCom), che sovrintende alle operazioni nel Medio Oriente e nell’Asia Centrale, di sviluppare un “sistema di gestione delle personalità in rete” che permetta a un singolo operatore di controllare fino a 10 identità diverse dislocate in tutto il mondo.
In pratica, questo sistema intende orientare il consenso tramite dei falsi profili (i cosiddetti “sockpuppet”) che si inseriscano nelle conversazioni. Ovviamente ciò avviene già regolarmente ogni giorno sui social media, che pullulano di falsi profili creati per manipolazioni. Ma il progetto del CentCom mira a rendere la credibilità di questi ‘pupazzi’ a prova di bomba: “ogni falso profilo deve avere un background convincente, una storia e dettagli di supporto, e fino a 50 controllori americani dovrebbero essere in grado di gestire le false identità “senza paura di essere scoperti da avversari sofisticati”.”
CentCom ha richiesto espressamente alcuni accorgimenti tecnici per confondere le acque, rendendo pressoché impossibile smascherare i falsi profili: ogni operatore dovrà avere un server virtuale privato negli Stati Uniti e altri che appariranno all’estero, in modo da dare l’impressione che “i falsi personaggi siano realmente persone che si trovano in diverse parti del mondo”.
A quanto pare, l’attività dovrebbe svolgersi solo in lingua araba, farsi, pashto e urdu. Secondo il CentCom, infatti, nessuno degli interventi dovrà essere in inglese, in quanto sarebbe illegale “orientare il pubblico statunitense”.
Ma le indagini che sta conducendo Anonymous confermerebbero il sospetto che queste operazioni possano essere dirette anche verso il pubblico americano e occidentale in genere. Secondo un comunicato del gruppo, infatti, dalle email sottratte a HBGary emerge che l’aeronautica statunitense avrebbe commissionato un software del tutto simile, denominato “MetalGear”, che permetterebbe a un singolo utente di controllare un esercito di false personalità in rete. Solo che in questo caso l’obiettivo non sarebbero necessariamente soltanto “i nemici” islamici: secondo Anonymous, lo scopo sarebbe di manipolare le masse attraverso Facebook e similia e di identificare gli attivisti in rete correlando le informazioni immagazzinate.
“Il software è abbastanza sofisticato da sviluppare un profilo per ogni ‘clone’ per aggiungere un livello di realismo in ognuno” afferma Anonymous “In breve, non sarebbe più possibile distinguere tra 100 persone che commentano un argomento e 100 di questi cloni che fanno la stessa cosa. Non è nulla di nuovo per chi di noi è familiare con il modo di funzionare della rete. Comunque, visti gli eventi recenti nel mondo, l’idea dietro a Metal Gear sembra quella di ‘militarizzare i cloni’ per influenzare la faccia delle rivoluzioni che sono basate sui social network”.
Gli USA lanciano la guerra dei cloni sui social network | Fabio Ghioni




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