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  1. #1
    FIAT EUROPA - PEREAT UE
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    Predefinito LE DISCUSSIONI DI PATRIA ITALIANA

    Apro un nuovo spazio su questo sottoforum destinato alla discussione di alcune problematiche del paese, sperando di creare un ambiente tranquillo e libero da inutili polemiche, in cui esponenti delle varie correnti di pensiero politico presente su PIR possano dare un serio contributo alla discussione generale.

    Iniziamo da una delle questioni inerenti alla riforma della Giustizia, ovvero l'obbligatorieta' dell'azione penale.
    Su questo pilastro fondante dell'amministrazione della giustizia in Italia si sono dette molte cose, spesso urlando e senza mai arrivare ad un punto fermo, sebbene tutti o quasi concordassero che nella sua concreta attuazione in questo paese poco funzionasse in realta'.
    Nella ultima proposta di riforma della giustizia in ordine di tempo, varata nelle scorse settimane dal nostro governo si tratteggia la sostanziale attenuazione del principio di obbligatorietà dell'azione penale, associandola peraltro alla responsabilità civile dei magistrati, altro annoso
    problema che si ripropone ciclicamente in questo paese.

    [Occidentale Gestioni Commerciali] Il Caffe' di POL
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    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


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  2. #2
    FIAT EUROPA - PEREAT UE
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    Predefinito Rif: LE DISCUSSIONI DI PATRIA ITALIANA

    Sulla responsabilità civile, per quanto mi riguarda una soluzione per quanto incompletae gia' presente:
    E' previsto che il magistrato risponda per dolo o per colpa grave.
    Non concordo sulla proposta che prevede l'equiparazione dei magistrati agli altri dipendenti dello Stato, che rispondono anche per colpa semplice.
    Ciò porterebbe ad una inaccettabile pressione su chi è chiamato a giudicare.
    Visto che il giudizio è una attivita' difficilissima, chi lo esercita deve essere messo in condizioni di farlo in piena autonomia e nella massima serenita'.
    I giudici sono in fin dei conti degli esseri umani, in quanto tali sono soggetti a distrazioni, fraintendimenti e anche alla semplice stanchezza.
    Non a caso il sistema giudiziario prevede che vi siano più gradi di giudizio proprio al fine di porre rimedio agli errori commessi nel pronunziare una sentenza.
    Semmai io punterei tutto sulla velocizzazione delle sentenze riguardanti le questioni di responsabilita' civile e sull'aumento esponenziale degli indennizzi di chi viene colpito da una sentenza ingiusta, rendendo magari obbligatoria la creazione e la stipula di una assicurazione professionale per i magistrati sul modello di quanto esiste per medici e altri professionisti.
    In fin dei conti un magistrato spesso maneggia la vita di altre persone.

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  3. #3
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    Predefinito Rif: LE DISCUSSIONI DI PATRIA ITALIANA

    io invece la responsabilità dei giudici lo metterei, molto spesso loro sbagliano ma non èaghano mai i loro errori
    io proporrei comunque sempre in tema della riforma della giustizia una unione della proposta del Ministro Alfano più quella del PD ( appena avrò tempo mettero tutte e due)
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  4. #4
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    Predefinito Rif: LE DISCUSSIONI DI PATRIA ITALIANA

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio
    Sulla responsabilità civile, per quanto mi riguarda una soluzione per quanto incompletae gia' presente:
    E' previsto che il magistrato risponda per dolo o per colpa grave.
    Non concordo sulla proposta che prevede l'equiparazione dei magistrati agli altri dipendenti dello Stato, che rispondono anche per colpa semplice.
    Ciò porterebbe ad una inaccettabile pressione su chi è chiamato a giudicare.
    Visto che il giudizio è una attivita' difficilissima, chi lo esercita deve essere messo in condizioni di farlo in piena autonomia e nella massima serenita'.
    I giudici sono in fin dei conti degli esseri umani, in quanto tali sono soggetti a distrazioni, fraintendimenti e anche alla semplice stanchezza.
    Non a caso il sistema giudiziario prevede che vi siano più gradi di giudizio proprio al fine di porre rimedio agli errori commessi nel pronunziare una sentenza.
    Semmai io punterei tutto sulla velocizzazione delle sentenze riguardanti le questioni di responsabilita' civile e sull'aumento esponenziale degli indennizzi di chi viene colpito da una sentenza ingiusta, rendendo magari obbligatoria la creazione e la stipula di una assicurazione professionale per i magistrati sul modello di quanto esiste per medici e altri professionisti.
    In fin dei conti un magistrato spesso maneggia la vita di altre persone.
    Entro per un attimo a causa della mancanza di tempo, ma tornerò un modo appropriato sul tema della responsabilità civile del magistrato.

    Sono convinto che questo argomento debba essere trattato in maniera esaustiva. Completa e senza sbavature.
    I magistrati sono pubblici funzionari. Fatto.
    I magistrati sono professionisti del diritto. Fatto.
    I magistrati sono cittadini esattamente come gli altri. Fatto.

    In quanto pubblici funzionari debbono rispondere degli errori compiuti nell'esercizio delle funzioni proprie che fanno capo ad essi.
    In quanto professionisti del diritto, debbono rispondere degli errori compiuti nella interpretazione delle norme che hanno l'obbligo di applicare.
    In quanto cittadini debbono rispondere del loro operato come tutti i cittadini della nazione in virtù del principio di eguaglianza sancito all'art. 3 della Costituzione.

    Debbono rispondere per dolo (ci mancherebbe!).
    Debbono rispondere per colpa (anche lieve!).

    Sono intervenuto in molti 3d illustrando i motivi che formano il sostegno di questi principi.
    Lo farò ancora una volta quì questo pomeriggio, lavoro permettendo.:giagia:
    iaociao:iaociao:
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  5. #5
    Apologia cattolica
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    Predefinito Rif: LE DISCUSSIONI DI PATRIA ITALIANA

    questa è all'incirca la proposta di Alfano

    Separazione delle carriere
    Scuole di formazione, concorsi e iter carrieristici completamente separati tra magistratura giudicante e requirente, con il dichiarato intento di stabilire finalmente la completa parità tra accusa e difesa. Questo è uno dei punti più controversi della riforma, perchè le toghe esprimono il timore che i pubblici ministeri finiscano direttamente sotto il controllo dell’esecutivo e vengano estromessi dall’ordine giudiziario.

    Doppio Csm
    Con la separazione della carriere, dovrebbe venire introdotto un secondo Csm, in maniera che i due rami della magistratura abbiano organi di autogoverno separati. Entrambi saranno presieduti dal Capo dello Stato e saranno composti per una metà da togati eletti dai magistrati e per l’altra metà da laici nominati dal Parlamento. Nel Csm dei giudici entrerà di diritto il primo presidente della Cassazione, mentre in quello dei pm il Procuratore generale della Cassazione. L’ingresso dei membri di diritto (entrambi magistrati) rende quindi la componente togata dei due Csm comunque maggioranza assoluta.

    Obbligo dell'azione penale
    Resta l’obbligo per i magistrati di promuovere l’azione penale, ma secondo «criteri indicati dalla legge». Sarà quindi il Parlamento, con legge ordinaria, a stabilire la gerarchia dei reati da perseguire.

    Rapporto tra pm e polizia giudiziaria
    Cambia radicalmente il rapporto tra il pubblico ministero e la polizia giudiziaria. Se oggi gli investigatori sono infatti alle dirette dipendenze dei magistrati, con la riforma Alfano sarà il Parlamento, con legge ordinaria, a stabilire quali dovranno essere i rapporti tra magistrati e polizia giudiziaria. Verrà inoltre riassegnato a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza il potere di indirizzare le indagini, oggi affidato al magistrato.

    Trasferimenti dei magistrati
    Con la riforma viene assegnato a entrambi i Csm il potere, qualora le circostanze o le necessità di copertura dei posti vacanti lo richiedano, di procedere al trasferimento d’ufficio dei magistrati.

    Inappellabilità delle sentenze
    La riforma varata dal Cdm prevede il ritorno all’inappellabilità delle sentenze di assoluzione in primo grado.

    Responsabilità civile dei magistrati
    Le toghe verranno parificate agli altri dipendenti pubblici e saranno responsabili civilmente degli atti compiuti in violazione dei diritti. Inoltre, i magistrati saranno chiamati a rispondere di tasca propria di macroscopici errori giudiziari o di evidenti disservizi a loro imputabili.

    Intercettazioni
    Pur non facendo parte del pacchetto di interventi sulla Costituzione, la riforma prevede anche una modifica della normativa sulle intercettazioni: massimo 75 giorni di tempo per gli ascolti e via libera alle orecchie elettroniche solo nel caso in cui siano presenti «gravi indizi di reato»

    questo quello che cambierei io

    invece della metà ai menbri eletti dal parlamento avrei messo solo un quarto, in più forse non va bene nemmeno che dopo 4 anni non siano più rieletti, perchè temo che ci sarà un problema di cambio generazionale( io avrei messo un limite di età, o al massimo avrei aumentato gli anni, 9 come quelli della corte)
    bisogna poi stare attenti sulle appellabilità dei reati, però è vero che su alcuni andare in appello è insignificante( anche se io avrei messo che è inutile andare in Cassazione per certi reati)

    e questa è invece la proposta del PD

    Il programma fondamentale del Pd per la giustizia si chiama Costituzione | Partito Democratico

    e qui invece altre cose che vorrei mettere( alcune già ci sono)

    accorpamento delle giustizie ( esempio giustizia contabile più giustizia tributaria) velocizzare le pratiche giudiziarie, responsabilizzazione di giudici, revoca e allontanamento dei giudici per sentenze gravi sbagliate dovuta a errata tutela delle parti o dovuta a prove dubbiose o errate e punizioni e premi per i giudici a seconda dei tempi di giudizio ( invogliare i giudici a ridurre i tempi per emettere la sentenza),maggiori investimenti per la giustizia, ricerca di nuovo personale giudiziario introduzione di una durata predefinita dalla legge ( tempi certi) con l'eliminazione di atti burocratici che la rallentano, e riforma dei codici di procedura Si alla riforma oraria dei tribunali( in modo da coprire una maggiore fascia oraria sui lavori giudiziari

    e altro che ho trovato da Frankpolitik

    Tutti gli iscritti all’ordine degli avvocati devono avere la posta elettronica certificata per rendere istantanee le notifiche degli avvisi di garanzia
    Digitalizzare notifiche di avvisi di garanzia e di custodia cautelare
    Non rinnovazione degli atti ogni volta che cambia un componente del collegio
    Chiudere tra i 20 e i 30 tribunali presenti sul territorio nazionale
    Far tornare in attività i magistrati impiegati in uffici differenti dalla Magistratura

    che ne dici?
    Ultima modifica di Haxel; 25-03-11 alle 12:38
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  6. #6
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    Predefinito Rif: LE DISCUSSIONI DI PATRIA ITALIANA

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    questa è all'incirca la proposta di Alfano

    Separazione delle carriere
    Scuole di formazione, concorsi e iter carrieristici completamente separati tra magistratura giudicante e requirente, con il dichiarato intento di stabilire finalmente la completa parità tra accusa e difesa. Questo è uno dei punti più controversi della riforma, perchè le toghe esprimono il timore che i pubblici ministeri finiscano direttamente sotto il controllo dell’esecutivo e vengano estromessi dall’ordine giudiziario.

    Doppio Csm
    Con la separazione della carriere, dovrebbe venire introdotto un secondo Csm, in maniera che i due rami della magistratura abbiano organi di autogoverno separati. Entrambi saranno presieduti dal Capo dello Stato e saranno composti per una metà da togati eletti dai magistrati e per l’altra metà da laici nominati dal Parlamento. Nel Csm dei giudici entrerà di diritto il primo presidente della Cassazione, mentre in quello dei pm il Procuratore generale della Cassazione. L’ingresso dei membri di diritto (entrambi magistrati) rende quindi la componente togata dei due Csm comunque maggioranza assoluta.

    Obbligo dell'azione penale
    Resta l’obbligo per i magistrati di promuovere l’azione penale, ma secondo «criteri indicati dalla legge». Sarà quindi il Parlamento, con legge ordinaria, a stabilire la gerarchia dei reati da perseguire.

    Rapporto tra pm e polizia giudiziaria
    Cambia radicalmente il rapporto tra il pubblico ministero e la polizia giudiziaria. Se oggi gli investigatori sono infatti alle dirette dipendenze dei magistrati, con la riforma Alfano sarà il Parlamento, con legge ordinaria, a stabilire quali dovranno essere i rapporti tra magistrati e polizia giudiziaria. Verrà inoltre riassegnato a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza il potere di indirizzare le indagini, oggi affidato al magistrato.

    Trasferimenti dei magistrati
    Con la riforma viene assegnato a entrambi i Csm il potere, qualora le circostanze o le necessità di copertura dei posti vacanti lo richiedano, di procedere al trasferimento d’ufficio dei magistrati.

    Inappellabilità delle sentenze
    La riforma varata dal Cdm prevede il ritorno all’inappellabilità delle sentenze di assoluzione in primo grado.

    Responsabilità civile dei magistrati
    Le toghe verranno parificate agli altri dipendenti pubblici e saranno responsabili civilmente degli atti compiuti in violazione dei diritti. Inoltre, i magistrati saranno chiamati a rispondere di tasca propria di macroscopici errori giudiziari o di evidenti disservizi a loro imputabili.

    Intercettazioni
    Pur non facendo parte del pacchetto di interventi sulla Costituzione, la riforma prevede anche una modifica della normativa sulle intercettazioni: massimo 75 giorni di tempo per gli ascolti e via libera alle orecchie elettroniche solo nel caso in cui siano presenti «gravi indizi di reato»

    questo quello che cambierei io

    invece della metà ai menbri eletti dal parlamento avrei messo solo un quarto, in più forse non va bene nemmeno che dopo 4 anni non siano più rieletti, perchè temo che ci sarà un problema di cambio generazionale( io avrei messo un limite di età, o al massimo avrei aumentato gli anni, 9 come quelli della corte)
    bisogna poi stare attenti sulle appellabilità dei reati, però è vero che su alcuni andare in appello è insignificante( anche se io avrei messo che è inutile andare in Cassazione per certi reati)

    e questa è invece la proposta del PD

    Il programma fondamentale del Pd per la giustizia si chiama Costituzione | Partito Democratico

    e qui invece altre cose che vorrei mettere( alcune già ci sono)

    accorpamento delle giustizie ( esempio giustizia contabile più giustizia tributaria) velocizzare le pratiche giudiziarie, responsabilizzazione di giudici, revoca e allontanamento dei giudici per sentenze gravi sbagliate dovuta a errata tutela delle parti o dovuta a prove dubbiose o errate e punizioni e premi per i giudici a seconda dei tempi di giudizio ( invogliare i giudici a ridurre i tempi per emettere la sentenza),maggiori investimenti per la giustizia, ricerca di nuovo personale giudiziario introduzione di una durata predefinita dalla legge ( tempi certi) con l'eliminazione di atti burocratici che la rallentano, e riforma dei codici di procedura Si alla riforma oraria dei tribunali( in modo da coprire una maggiore fascia oraria sui lavori giudiziari

    e altro che ho trovato da Frankpolitik

    Tutti gli iscritti all’ordine degli avvocati devono avere la posta elettronica certificata per rendere istantanee le notifiche degli avvisi di garanzia
    Digitalizzare notifiche di avvisi di garanzia e di custodia cautelare
    Non rinnovazione degli atti ogni volta che cambia un componente del collegio
    Chiudere tra i 20 e i 30 tribunali presenti sul territorio nazionale
    Far tornare in attività i magistrati impiegati in uffici differenti dalla Magistratura

    che ne dici?
    Che hai messo al fuoco molte cose....un momento per processarle, prego.

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  7. #7
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    Predefinito Rif: LE DISCUSSIONI DI PATRIA ITALIANA

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio
    Che hai messo al fuoco molte cose....un momento per processarle, prego.
    Mettiamo a fuoco l'argomento del giorno: la responsabilità dei magistrati relativa all'errore giudiziale.

    Ho affrontato le linee generali di questo argomento altrove insieme ad una caro amico.
    Non volendo ripetermi, questa volta approfondisco un aspetto più tecnico relativo all’elemento soggettivo della colpa nell’errore giudiziale.
    Eviterò, come sempre, di esprimere, al riguardo, concetti usando il lessico giuridico per quanto possibile.

    In questa meditazione parto dalla analisi del concetto di errore.
    La legge 117/88 (Vassalli) stabilisce la risarcibilità del danno provocato, nell’errore giudiziale, dal dolo e dalla colpa grave.
    Escludendo quindi l’analisi delle due tipologie relative alle corrispondenti figure relative all’elemento soggettivo in quanto già previste, soffermerò lo sguardo solamente sulla colpa e sulla necessità che essa venga individuata quale causa della risarcibilità del danno da errore.
    In questo ragionamento consiste il nocciolo della riflessione che induce alla punibilità del magistrato che sbaglia.

    L’errore, in ogni attività umana, è senza alcun dubbio cagione della risarcibilità dei danni sopravvenuti alla esistenza dello stesso.
    Si conviene che l’errore possa essere determinato da una condotta negligente o da una condotta in cui protagonista sia l’imperizia oppure, infine, da un comportamento imprudente.

    L’errore, in via generale è quello sbaglio, quell’allontanamento da ciò che è il perfezionato apprezzamento di valutazioni ritenute normalmente accertabili qualora sia stato seguito un processo cognitivo corretto.

    Secondo me, questa definizione esclude l’intenzionalità dell’azione sbagliata.
    Il dolo, a differenza della colpa, assume caratteristiche che implicano, in questa analisi, la presenza della volontà nell’evento dannoso.
    Questo elemento esclude il fatto che ci si possa riferire ad un errore laddove sussista la presenza del dolo. Questa mia opinione vale anche nella ipotesi del dolo eventuale.

    Stabilito quindi cos’è l’errore ed il nesso tra lo stesso e l’elemento psicologico della colpa si debbono passare in rassegna alcune ipotesi riferibili agli sbagli commessi dai magistrati in ragione dei danni provocati da provvedimenti in cui, per imprudenza, imperizia o negligenza, anche lievi, siano proprio queste diverse forme di elemento soggettivo, protagoniste indiscusse delle improprie ed inadeguate valutazioni delle deliberazioni poste in essere dall’ultracasta.

    Un provvedimento estremo, ad es. restrittivo della libertà personale del cittadino, che non risponda alla scrupolosa valutazione dei criteri che disciplinano la sua emissione si trasforma nel più classico degli esempi riconducibili all’abuso, e “l’abuso”, nella specie, come sappiamo, è l’uso malevolo di un potere (funzione) che viene affidato dall’ordinamento ad un soggetto a cui è destinato per sovrastanti ragioni che attengono direttamente l’accertamento della verità nel corso di un procedimento penale.
    L’insindacabilità di quel provvedimento, nel corso della sua elaborazione, è determinato da elementi che possono subire l’influenza di un percorso interiore nella valutazione del giudice, sulla scorta del suo libero convincimento.

    Il principio del libero convincimento del giudice, presente anch’esso nel nostro ordinamento, svolge un ruolo assoluto come vedremo.
    Il fondamento di una sentenza sbagliata, di una ordinanza intessuta di errori, di un decreto inficiato dalla illogicità, quasi sempre è sostenuto dal mantello protettivo del libero convincimento mediante il quale l’errore commesso dal magistrato (sia esso requirente o sia giudicante) funge da ombrello nei confronti del suo autore.

    Nell’ambito della negligenza, il giudice, esprime un atteggiamento di trascuratezza, di deficienza inerente alla dovuta attenzione. Ad esempio non ha letto diligentemente i resoconti testimoniali oppure ha trascurato particolari emersi dal confronto documentale nella valutazione delle prove.

    Nella ipotesi di imprudenza, egli (il giudice) incorre nella insufficiente ponderazione o nella scarsa considerazione degli altrui interessi che producono successivamente una decisione avventata.

    Nella imperizia, il discorso è più complesso poiché non si richiede, ai fini della sua valutazione, la semplice deficienza nella abilità intellettuale, occorre anche una insufficiente preparazione sul piano professionale. Una “irrettitudine”nel pensiero di cui il magistrato non abbia voluto tenere conto, pur nella consapevolezza, e ciò perché nella dottrina attuale, si considera la colpa un vizio della volontà e non dell’intelligenza, motivo per il quale l’imperizia finisce quasi sempre con il risolversi in una imprudenza.

    Queste forme di elemento psicologico nella valutazione dell’errore giudiziale (negligenza-imprudenza ed imperizia) sino ad ora, sono sempre state giustificate dalla “esimente” libero convincimento del giudice.
    Risulta così scontato che, qualsiasi errore commesso dal magistrato in ragione del percorso sbagliato del suo pensiero, sebbene produttivo di ingenti danni esistenziali, patrimoniali, familiari, sociali ed altro, sia sempre immune dal rischio di essere sottoposto al giudizio sia sotto il profilo penale che sotto quello civile.

    Molte volte ho illustrato come secondo questa visione “salvifica” sia violato l’articolo 3 della costituzione che sancisce l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
    Non penso doverci tornare sopra.

    Ritengo assolutamente scorretta, illogica oltreché fuori luogo ogni ragione che militi contro la modifica della Legge Vassalli nel senso sopra indicato.

    Berlusconi, nel discorso pronunciato alla Camera il 29 settembre, ha affermato che "occorrerà rafforzare la normativa sulla responsabilità dei magistrati che sbagliano".

    Penso che questa sia la direzione che debba essere impressa alla riforma più globale dell’ordinamento giudiziario.

    La commissione Giustizia della Camera ha approvato il parere favorevole all'emendamento presentato dal relatore leghista Gianluca Pini alla legge comunitaria 2010. Nell'emendamento, che fa riferimento a una procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea contro l'Italia, si sostituisce nella legge sulla responsabilità civile dei giudici che risale al 1988 il criterio del "dolo o colpa grave" con quello della "violazione manifesta del diritto".

    Secondo la presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno (Fli) si tratta di una norma "punitiva e illogica che ha un carattere evidentemente intimidatorio". In particolare l'esponente finiana contesta il fatto che per l'individuazione della responsabilità civile "devono esserci criteri ben precisi", mentre in questa formulazione "ci si limita a dilatare al massimo la formula in modo talmente ampio che i magistrati non sapranno in quali casi potranno essere chiamati alla responsabilità".

    Secondo il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia Enrico Costa "oggi abbiamo assistito a una difesa corporativa mai vista, un ostruzionismo dell'opposizione che ha forse un precedente nella scorsa legislatura sull'ordinamento giudiziario".

    Per Carolina Lussana della Lega la normativa attuale sulla responsabilità civile dei magistrati "rende pressoché impossibile il risarcimento. Sfruttiamo il canale accelerato della legge comunitaria - ha spiegato - anche perché incombe una procedura europea di infrazione. La norma non ha nessun carattere punitivo e non è affatto indeterminata". L'esponente del Carroccio ha spiegato che in ogni caso, nel parere, è stata inserita una osservazione che fa riferimento ai criteri per l'individuazione della responsabilità civile indicati nella sentenza della Corte europea dalla quale nasce la procedura di infrazione.

    Io penso che la "violazione manifesta del diritto" risolva definitivamente il problema del limite imposto dalla vigente normativa (Legge Vassalli) sulla natura “grave” dell’elemento psicologico colpa.

    Viene accolta quindi l’estensione, conformemente a quanto abbiamo sempre sostenuto, a colpa anche lieve, laddove la conseguenza dell’errore sia connotata dalla violazione di un diritto del cittadino.
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 25-03-11 alle 15:40
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

 

 

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