INTERVISTA A STORACE: IL SILENZIO OFFENSIVO DI BERLUSCONI
venerdì 25 marzo 2011
Di AMBROGIO CRESPI - "La delibera del Senato ha violato l'articolo 68 della Costituzione, ledendo le attribuzioni dell'autorita' giudiziaria" in quanto "non spettava" a palazzo Madama affermare che "le dichiarazioni rese da Francesco Storace, senatore all'epoca dei fatti, costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni".
Con queste motivazioni, la Corte Costituzionale ha annullato con una sentenza la delibera di insindacabilita' adottata dal Senato nel luglio 2009, relativa alle dichiarazioni di Storace che avevano causato una querela da parte del giudice Henry John Woodcock, allora sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza. In un'intervista concessa a 'Repubblica' nel giugno 2006, Storace aveva messo in dubbio "la correttezza, l'imparzialita' e la serenita' di giudizio" del magistrato, impegnato nell'indagine penale che aveva coinvolto Vittorio Emanuele di Savoia e che avrebbe visto poi i suoi atti trasmessi alla Procura di Roma per competenza, in relazione a indagini che riguardavano a vario titolo esponenti di Alleanza nazionale, partito in cui militavaStorace. Da quelle dichiarazioni era derivata la querela per il reato di diffamazione a mezzo stampa.
Secondo il Tribunale di Roma, che ha fatto ricorso alla Consulta dopo l'atto del Senato, "le opinioni espresse dall'allora senatore Storace attengono unicamente alla sua veste di uomo politico e non anche all'esercizio delle sue funzioni di senatore, inquadrandosi perfettamente nella linea di difesa del partito politico di appartenenza, ma senza che rispetto a tali opinioni esista la benche' minima correlazione con l'esercizio delle funzioni parlamentari".
Una notizia che è stata accolta nel Pdl, e in particolare dal premier Berlusconi, con il totale silenzio. Un silenzio che non va proprio giu' a Storace, che a Clandestinoweb ha rilasciato un'intervista esclusiva.
Onorevole Storace , dopo la notizia dell'annullamento della delibera il Pdl, e Berlusconi in particolare, si sono chiusi nel silenzio...
"Si', e questo mi dispiace molto. E' offensivo il fatto che tacciano su una vicenda che mi tocca sul piano personale. Mi sarei aspettato da Berlusconi e dal Pdl uno straccio di dichiarazione contro la giustizia del 'due pesi e due misure', ma ho la sensazione,sulla mia pelle, che se non riguarda loro, la questione non si pone. Ed è una cosa che mi ferisce: Berlusconi avra' anche tanto da fare, ma ci sono momenti in cui bisogna far cogliere non dico la solidarieta', ma la giustizia! Questa mi sembra tanto una vicenda incredibile. Con Fini il magistrato in questione si e' accontentato di uno scambio di lettere, io invece per le stesse identiche cose devo rischiare la galera. In pratica la Corte Costituzionale ha detto che io non ho diritto ad avere opinioni. Se a questo aggiungiamo l'assurdita' di un magistrato che sporge querela e affida le carte a un altro magistrato, capirete... questa non è tutela del cittadino".
A cos'è dovuto secondo lei il silenzio di premier e Pdl?
"Credo che si tratti di una vicenda politica. Anche il centrosinistra tace, ma del resto anche loro hanno problemi perche' sono alle prese col caso di Tedesco. Comunque giudico tutto questo molto grave: significa che in questo paese non c'è piu' possibilita' di esprimersi".