L VENETO E I PROFUGHI
Zaia: «E' giusto valutare l'uscita dall'Unione Europea»
Il governatore: «Bisogna dare un segnale importante. E torniamo a boicottare i prodotti francesi. Sono stato il primo a farlo»
Zaia: «E' giusto valutare l'uscita dall'Unione Europea» - Corriere del Veneto
VENEZIA - «Bisogna dare un segnale importante alla Francia e all’Europa, valutando seriamente la possibilità di uscire, da Stato fondatore, dall’Unione Europea». Lo ha dichiarato il presidente del Veneto, Luca Zaia, tornando sul tema degli sbarchi dei profughi dal nord Africa. «Non sono euro-scettico - ha proseguito - ma euro-arrabbiato, perché l’Europa ha perso in questa occasione la possibilità di dimostrare il suo valore come entità politica: se serve solo per proteggere gli ogm, è meglio chiamarsene fuori. Quella a cui stiamo assistendo oggi è un’autentica porcheria».
Secondo Zaia «l’Europa non riesce a muoversi davanti ai suoi Stati membri, non riuscendo ad essere cassa di compensazione né dando coordinamento e scaricando il fenomeno migratorio direttamente sull’Italia, non mostrando così coerenza e non rispettando gli accordi». «Il problema - ha osservato - va invece risolto chiedendo all’Europa la libera circolazione con il permesso temporaneo. Se si pensa all’Italia come a una sorta di prima accoglienza a cielo aperto si sbagliano di grosso». Zaia, riferendosi poi all’attrito tra Italia e Francia sempre sull’accoglienza degli immigrati, ha rilanciato l’idea del boicottaggio ai prodotti d’oltralpe.
«Sono stato il primo a lanciarlo - ha detto, abbozzando un sorriso - e il meno 66% nel consumo di Champagne lo considero un grande merito. Boicottare i prodotti francesi significa dire che non esiste un’oasi di pace al di là della frontiera di Ventimiglia, che tra parentesi non esiste più. E spero che tutti i clandestini si ritrovino sotto casa di Sarkozy, dandogli una lezione, visto che in molti arrivano in Italia solo per passare in Francia». Un’ultima critica il presidente veneto l’ha riservata a Masssimo D’Alema. «È stato mal consigliato: confondere questa vicenda col Kosovo è sbagliato, visto che si tratta di vicende non paragonabili, non essendoci stati allora barconi, ma essendo arrivati i kosovari a piedi dall’ex Jugoslavia».





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