



Haxel rispondi a questo: secondo te ci sono dei casi in cui la madre può uccidere suo figlio neonato?
tu devi elevarti dallo stupido condizionamento degli abortisti, per i quali la vita umana finché è nell'utero non conta come quando è fuori dall'utero. Se la vita umana va protetta allora va protetta in ugual modo sia quando la persona è nell'utero sia quando è fuori.
la dottrina cattolica ammette semplicemente che alla donna gravida spettano tutte le cure che gli servono ma nella cura non può rientrare l'uccisione diretta, intenzionale, di suo figlio. Può avvenire che la madre abbia bisogno di una applicazione terapeutica che indirettamente fa morire il figlio non ancora nato ma questo è un caso diverso dall'agire direttamente, intenzionalmente, per uccidere un figlio innocente.
Ultima modifica di TEBELARUS; 31-05-11 alle 15:32
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Credo che sia Haxel che chiunque altro qui ti rispondera' di no.
Intanto dopo il terzo mese e' gia proibito.tu devi elevarti dallo stupido condizionamento degli abortisti, per i quali la vita umana finché è nell'utero non conta come quando è fuori dall'utero. Se la vita umana va protetta allora va protetta in ugual modo sia quando la persona è nell'utero sia quando è fuori.
Il fatto che sia vita umana e' irrilevante, anche l'ovocita e' vivo ed e' umano.




"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.




[...] Quanto alla problematica di determinati trattamenti medici al fine di preservare la salute della madre occorre distinguere bene tra due fattispecie diverse: da una parte un intervento che direttamente provoca la morte del feto, chiamato talvolta in modo inappropriato aborto "terapeutico", che non può mai essere lecito in quanto è l'uccisione diretta di un essere umano innocente; dall'altra parte un intervento in sé non abortivo che può avere, come conseguenza collaterale, la morte del figlio: "Se, per esempio, la salvezza della vita della futura madre, indipendentemente dal suo stato di gravidanza, richiedesse urgentemente un atto chirurgico, o altra applicazione terapeutica, che avrebbe come conseguenza accessoria, in nessun modo voluta né intesa, ma inevitabile, la morte del feto, un tale atto non potrebbe più dirsi un diretto attentato alla vita innocente. In queste condizioni l'operazione può essere considerata lecita, come altri simili interventi medici, sempre che si tratti di un bene di alto valore, qual è la vita, e non sia possibile di rimandarla dopo la nascita del bambino, né di ricorrere ad altro efficace rimedio" (Pio XII, Discorso al "Fronte della Famiglia" e all'Associazione Famiglie numerose, 27 novembre 1951).[...]
FONTE: Chiarificazione sull'aborto procurato, 11 luglio 2009
(comunque è da leggere l'intero link)
Ultima modifica di TEBELARUS; 31-05-11 alle 15:45
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Segnalo questi due articoli che reputo interessanti:
- Antonio Gaspari, La confessione di un medico ex abortista. Il dottor Bernard Nathanson svela le tecniche per ingannare l’opinione pubblica sul tema dell’interruzione di gravidanza, gennaio 2006, articolo pubblicato sul sito “L'Ottimista”, http://segnideitempi.blogspot.com/20...medico-ex.html
- Luca Volontè, Tre milioni di aborti all'anno: il prezzo della febbre da femminismo libertario, data 10/03/2010, articolo pubblicato sul sito “Il Sussidiario.Net”, IL CASO/ Tre milioni di aborti all'anno: il prezzo della febbre da femminismo libertario
Ultima modifica di TEBELARUS; 31-05-11 alle 15:46
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Ma un bambino di due mesi non è un feto che non è un embrione che non è una blastula che non è uno zigote che non è un ovocita.(potremmo andare ancora più in dettaglio ma me e ve ne scampo)
I diritti convenzionali si possono applicare senza nessuna accusa di incoerenza in modo differenziale ai diversi stadi.