l'immigrazione regolata, che consiste nell'ingresso annuale di basse quote di immigrati, non provoca danni sociali.
Per un paese come l'Italia una bassa quota di immigrati può essere diciamo sotto i 1000-2000 all'anno, ovviamente ben sparpagliati nel territorio nazionale.
Invece massicci flussi di immigrati provocano vari danni sociali. Ad esempio:
1) gli immigrati sono solitamente disposti a lavorare per una retribuzione più bassa, perché arrivati in una nuova nazione sono disperati e hanno bisogno di sistemarsi. Questo contribuisce ad abbassare il livello dei salari per tutti, anche per gli italiani, perché gli imprenditori appurano che socialmente possono dare retribuzioni più basse.
2) aumentano i problemi per trovare lavoro per i cittadini italiani: infatti aumenta la competizione dei disoccupati per accapparrarsi i pochi posti di lavoro disponibili
3) aumentano i problemi sociali dovuti all'integrazione culturale, nel caso di immigrati provenienti da paese non-cristiani, con tradizioni e regole sociali diverse dalle nostre
4) parte degli immigrati inevitabilmente fa fatica ad integrarsi e trova più facile delinquere piuttosto che integrarsi nel sistema. Questo avviene di regola ogni qualvolta ci sono grandi flussi di immigrati.
questo avviene soprattutto nelle periferie delle città, peggiorando le condizioni di vita di chi ci vive.
questi sono dati di fatto accertati, diventati ormai cosa assodata in altri paesi e viene considerato folle chi sostiene l'immigrazione selvaggia, chi non vede i danni dell'immigrazione selvaggia. Solo in Italia, per colpa di una sinistra culturalmente ideologizzata, arretrata, che può contare su gran parte dei media, ci ritroviamo a dibattere sul fatto che l'immigrazione selvaggia è un danno.




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iango:
