E’ incredibile il modo in cui è stata distorta l’informazione riguardo al terremoto dell’Aquila.
L’allora Presidente della Provincia Pezzopane, oggi assessore per la ricostruzione, ma soprattutto il sindaco Cialente, sono riusciti a portare a termine un’operazione sconcertante, che ha quasi dell’incredibile. Con l’aiuto di una certa stampa e con una stupefacente faccia tosta, sono infatti riusciti a fare passare le loro inadempienze come inadempienze del Governo. Lo stratagemma, in pratica, è consistito nel protestare contro loro stessi, trasformandosi da colpevoli in vittime. Un comportamento talmente irrazionale da suscitare perplessità e confusione anche in chi conosce la verità. Chi è aquilano e segue le vicende locali ha un quadro abbastanza chiaro della situazione, ma l’immagine che appare al resto d’Italia, e forse del mondo, è totalmente falsata.
Ma vediamo punto per punto in cosa è consistita la mistificazione della realtà per quanto concerne L’Aquila:
1. “Il Sindaco Cialente guida la rivolta della carriole per protestare contro i ritardi nella rimozione delle macerie”
Ma non toccava al comune la rimozione delle macerie?
“Per quanto riguarda i ritardi nella rimozione delle macerie del terremoto, Berlusconi ha affermato quanto segue: “Si e’ accusato Protezione civile e governo di non aver pensato alla rimozione delle macerie, ma come abbiamo poi dimostrato e’ stato proprio lo stesso consiglio comunale della città dell’Aquila che ha visto nel business della rimozione delle macerie una possibilità di intervento di aziende locali e quindi ha detto ‘non rimuovetele che ci pensano le nostre aziende locali’”.
Fonte: Macerie. Continua la polemica tra Cialente e Berlusconi / Attualità / News - Il Capoluogo.it, Quotidiano on-line con news della citta di L'Aquila
Infatti il comune dell’Aquila, con delibera 154 del 12 giugno 2009, aveva affidato alla T&P le operazioni di deposito e selezione macerie per l’importo di 50 milioni di euro senza gara d’appalto.
YouTube - L'AQUILA:appalto smaltimento macerie
YouTube - Cialente e lo smaltimento macerie
http://www.leditoriale.com/uploads/n...-del-10-02.pdf
Lettera aperta al Procuratore di Peppe Vespa:
“Abbiamo portato avanti in questi giorni alcune nostre inchieste giornalistiche, che hanno messo in luce evidenti reati amministrativi commessi con l'evidente fine, di arrecare facili arricchimenti a società di comodo, come nell'ormai famoso affaire macerie, nel quale la Giunta Comunale deliberò, in data 12 giugno 2009, con il sistema dell'affidamento diretto, senza comparazione dei prezzi e senza che fosse stato espresso il benché minimo parere tecnico e di congruità economico -finanziaria. Delibera che successivamente fu revocata (ma sol perché questo giornale attivò una campagna scandalistica, che evidenziò un imbroglio di macroscopiche proporzioni) dalla stessa Giunta in autotutela, proprio perché “si accorse” di aver commesso (un errore?).
Un affaire di circa 100 milioni di euro, affidato peraltro ad una società (la T&P srl ex Teges), che alla data dell'affidamento dell'appalto, non era in possesso dei requisiti soggettivi ed oggettivi, nonché della documentazione probatoria a garanzia della corretta esecuzione dell'appalto, prescritti tassativamente dalla legge e dal codice degli appalti. Un affidamento che puzzava e puzza di imbroglio lontano un miglio, e che Codesta Procura della Repubblica non ha ancora inteso “sentire”, evidentemente perché “presa” da inchieste ben più importanti di quelle da noi proposte.
Una vicenda, quella dell'affaire macerie, che fu evidenziata alla Procura anche dal Comitato “Immota Manet”, con un circostanziato esposto, presentato in data 20 luglio 2009, ma che evidentemente, nessuno ha avuto ancora il tempo di leggere, visto che non sono stati presi ancora provvedimenti del caso.
Uno scandalo amministrativo che in una qualsiasi altra Procura, avrebbe portato presto a ben altre conclusioni, non ultimo un provvedimento restrittivo, al fine di evitare la possibilità dell'inquinamento delle prove.”
2. “Il Sindaco Cialente protesta contro i ritardi nella ricostruzione della città” e guida la manifestazione a Roma contro il Governo.
Ma la ricostruzione non spetta all’amministrazione locale? L’emergenza è finita!
“La ricostruzione spetta agli enti locali, quindi al comune e al sindaco Cialente, e sono proprio loro, ad aver chiesto di potersene occupare” ricordava il commissario Chiodi.
“L'Aquila unico Comune senza piano"
E così si scopre che L’Aquila è l’unico comune a non aver ancora presentato il Piano di Ricostruzione, obbligatorio per legge e che il Sindaco Cialente ha affidato a un tecnico, Daniele Iacovone, per 25 milioni di euro.
De Matteis:''Dove sono i piani di ricostruzione affidati a Daniele Iacovone?''
De Matteis:''Dove sono i piani di ricostruzione affidati a Daniele Iacovone?'' - La ricostruzione L'Aquila - Abruzzo24ore.tv
"Se il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente non fornira' chiarimenti su Daniele Iacovone, da lui nominato il 30 novembre scorso per redigere i piani di ricostruzione della città, chiederemo l'audizione dello stesso Iacovone nella Commissione Speciale per il Terremoto del Consiglio regionale"…”Per il bilancio, poi, sarà costretto a presentare al Ministero dell'Economia e per essa alla Ragioneria dello Stato, una relazione esaustiva per giustificare i 25 milioni di euro che chiede. Sarà importante capire cosa e quando scriverà… se la città sta diventando un far west, la colpa e' solo di Cialente. Ora dimostri di essere in grado di portare avanti la ricostruzione, altrimenti se ne vada, ma questa volta sul serio".
Tra i comuni che hanno deciso di avvalersi della collaborazione delle università non c'è L'Aquila, cui una recente ordinanza ha consentito la possibilità di dotarsi di una propria struttura speciale per la ricostruzione e la riqualificazione del centro storico, formata da esperti di chiara fama in discipline urbanistiche, tecniche, economiche e sociali e di un contingente di personale di cinque persone, per un importo complessivo di 620 mila euro.
Fonte: TERREMOTO: I COMUNI DICONO SI' AI PIANI DI RICOSTRUZIONE, L'AQUILA NO Abruzzo web il portale d'Abruzzo
Fonte: L'infinito dibattere sui piani di ricostruzione - Cronaca L'Aquila - Abruzzo24ore.tv
Fonte: Piani di ricostruzione | Movimento per L'Aquila
3. "Il sindaco dell'Aquila ha celebrato a modo suo il 150esimo dell'Unita' d'Italia, barricandosi a palazzo Margherita, in segno di protesta per una ricostruzione della città ancora ferma.
Chiodi fa notare come poco felice sia stata la scelta del luogo ove attuare la protesta: "Palazzo Margherita che e' uno degli edifici pubblici della città dell'Aquila, sede del Comune, il cui recupero e' già stato finanziato (6 milioni e 700 mila euro a valere sul decreto commissariale n. 24 e 5 milioni di euro dal Credito cooperativo), oggetto di un'intesa siglata il 23 febbraio scorso tra Cialente, Donato Carlea del Provveditorato alle Opere pubbliche interregionale, Fabrizio Mangani della Direzione Beni culturali e paesaggistici per l'Abruzzo, Luciano Marchetti, vicecommissario per la Tutela dei Beni culturali, ed il Commissario, appunto".
Ricostruzione, Chiodi bacchetta Cialente: "Faccia autocritica, L'Aquila unico Comune senza piano"
Fonte: Ricostruzione, Chiodi bacchetta Cialente: "Faccia autocritica, L'Aquila unico Comune senza piano" - La ricostruzione L'Aquila - Abruzzo24ore.tv
"Il Chissa' se Cialente ha avuto modo di riflettere, nel silenzio delle stanze municipali, e fare un po' di autocritica su chi e' effettivamente responsabile della situazione". Cosi' il Commissario delegato per la Ricostruzione, e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, sulle ultime esternazioni del Sindaco dell'Aquila.
Anche De Matteis esprime sconcerto:
150° Italia, De Matteis a Cialente: "Contro chi protesta?" - Cronaca L'Aquila - Abruzzo24ore.tv
mercoledì 16 marzo 2011, 17:25
"Apprendiamo con sconcerto dell'ennesima esternazione del sindaco dell'Aquila che, dopo aver dichiarato di aver rimesso il proprio mandato a causa dell'inesistenza del proprio partito e della propria maggioranza, dopo aver lanciato strali contro il governo che quotidianamente contatta e dopo aver contestato a giorni alterni la struttura commissariale guidata da Chiodi, contro tutti e contro tutto, domani non parteciperà alle manifestazioni per il 150esimo anniversario dell'Unita' d'Italia. E questo per protesta. Ma contro chi e contro che cosa?". A chiederselo e' il Vice Presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis. "E' ormai giunto il momento di dire basta - puntualizza De Matteis - la citta' non merita di apparire in tutta Italia attraverso l'immagine confusa e distorta del suo sindaco dimissionario che, ricordiamolo affinche' sia nella mente di tutti, si e' dimesso (e sono sue parole) perche' non aveva piu' una maggioranza, ne' un partito. La cieca mancanza di autocritica, il continuo scaricare responsabilita' proprie sugli altri e la manifesta incapacita' della sua amministrazione, sono il peggior viatico per la ricostruzione della citta'. La misura e' ormai colma - continua il Vice Presidente - se Cialente non ha alle spalle piu' niente, ne' un partito, ne' una maggioranza, ne' una citta', ne' un governo, chiuda definitivamente questa partita. E' infatti ormai chiaro che, avendo sbagliato tempi e modi delle sue dimissioni, Cialente sta cercando disperatamente una soluzione per rientrare, senza apparire per quello che e', cioe' solo e neanche piu' sostenuto dal suo partito. Non e' piu' possibile che le quotidiane esternazioni e i quotidiani sbalzi di umore del sindaco, possano ancora continuare a tenere bloccata la citta', perche' ormai e' chiaro che se c'e' qualcuno che da mesi tiene ferma L'Aquila, e le sue dimissioni lo confermano, e' lui con la sua ex maggioranza".
4. Lo scandalo dei puntellamenti. Durante la fase della emergenza il Governo ha provveduto ai primi puntellamenti che sono stati effettuati dai vigili del fuoco.
Sono stati molto costosi?
Per la messa in sicurezza della gran parte dei monumenti e delle chiese dell’aquilano da parte dei Vigili del Fuoco sono stati “spesi” in ferramenta e materiale edile circa 329mila e 700 euro. Questa cifra stride in modo evidente con i miliardi liquidati ad imprese e consorzi, per i puntellamenti del centro storico e non solo. Basta infatti confrontare i dati riportati, con l’operazione trasparenza della Prefettura dell’Aquila, che ai primi di febbraio documenta liquidazioni ad imprenditori pari a 32milioni di euro, cifra destinata a lievitare enormemente, considerato che alla gran parte delle imprese sono stati pagati solo i primi Sal (Stato avanzamento lavori).
E’ stato il Governo ad affidare i lavori?
No. La scelta e la distribuzione dei lavori è tutta nelle mani dell'assessorato ai lavori pubblici dell'Aquila, settore emergenza sisma. Spetta all'assessore Ermanno Lisi e al dirigente tecnico, l'ingegner Mario Di Gregorio, decidere, per esempio, a chi assegnare il puntellamento di Palazzo Margherita, che vale sui 400-500 mila euro, e a chi invece quello da 5 mila euro di un edificio qualsiasi o di una piccola frazione. Non solo: il pagamento delle imprese per il lavoro svolto avviene a consuntivo e non a preventivo.
A sollevare per primo il problema dei puntellamenti in consiglio comunale è stato il capogruppo di Rifondazione comunista, Enrico Perilli: «Nelle frazioni stiamo assistendo ad una sorta di accanimento terapeutico sui ruderi - spiega - : si puntella tutto con grande spesa (circa il triplo, e con tempi enormemente più lunghi, ndr), inutilmente, e in più bloccando l'accesso a intere zone, abbandonate così dagli abitanti che via via si stabiliranno sempre più definitivamente altrove».
«Secondo il settore finanze del comune - ribatte Enrico Perilli - il costo dei puntellamenti di qui a dicembre sarà di 50 milioni di euro, di cui solo 15 in cassa». Di questo passo, L'Aquila non starà più nemmeno in piedi, figuriamoci volare.
Fonte: Il grande e poco chiaro business dei puntellamenti - Cronaca L'Aquila - Abruzzo24ore.tv
Business puntellamenti: truffa aggravata per una ditta umbra
Altre inquietanti ombre sugli appalti aquilani del post-terremoto. Nel mirino della magistratura questa volta il ricco business dei puntellamenti. L'inchiesta in corso e che promette sviluppi forse clamorosi è partita dal sequestro di due immobili di Calascio e Santo Stefano, sui quali sono eseguiti lavori di puntellamento da una ditta umbra. Il sostituto procuratore Simonetta Ciccarelli , titolare dell'inchiesta, ipotizza per il responsabile della ditta il reato di truffa aggravata perché, si legge nelle carte dell'accusa, sarebbero stati messi in atto: ''artifici e raggiri consistiti nell'eseguire le opere di messa in sicurezza, posizionandovi un numero di giunti eccessivo rispetto a quello necessario'' e sarebbero state '' presentate poi fatture con somme di importo assai più elevato di quello stanziato dalle rispettive amministrazioni comunali per l'intervento commissionato''.
La ditta ombra ha ottenuto altri appalti nel capoluogo L'Aquila, su cui ora si concentrano altri filoni d'indagine della Procura. Per i puntellamenti a L'Aquila sono stati affidati quasi sempre con affidamento diretto decine di milioni di euro di appalti. E i comitati cittadini da mesi sollecitano maggiori controlli e maggiore trasparenza, in quanto spiega ad esempio Eugenio Carlomagno, direttore dell'Accademia delle belle arti: ''Ci sono interventi di puntellamento e messa in sicurezza con tutta evidenza sovra-dimensionati e superflui, senza un piano d'intervento razionale''. Una preoccupazione non di poco conto: basti pensare che per puntellare una casa privata di media grandezza si spendono 60 mila euro, per un palazzo importante si arriva a 500mila euro.
Tra le ditte che hanno ottenuto appalti per i puntellamenti anche il consorzio Federico II, nato tra imprese aquilane e la Btp dei Fusi e Di Nardo, gli ultimi due indagati nell'ambito dell'inchiesta fiorentina su appalti e corruzione. In particolare, il «Federico II» ha operato nell'edificio che comprende il Convitto nazionale, la Camera di commercio, la Biblioteca provinciale e la sede della direzione generale della Cassa di risparmio della provincia dell'Aquila (corso Vittorio Emanuele, Via Sallustio, via Patini, via Tre Marie, corso Principe Umberto); l'immobile situato tra corso Vittorio Emanuele, via Tre Marie, via Patini e Piazza Duomo; il palazzo Farinosi-Branconi di piazza San Silvestro; gli edifici ricompresi nell'isolato circoscritto da piazza San Silvestro, via Garibaldi, via del Guasto, via di Gignano; l'edificio di via Garibaldi 89.
PUNTELLAMENTI, I NUMERI: COSTO TOTALE 136 MLN – Gli interventi di sicurezza attuati sino ad oggi nella città dell'Aquila hanno determinato una spesa complessiva di 136 milioni di euro, oltre 112 milioni sono già stati erogati. “Tutti i materiali utilizzati per i puntellamenti e le opere di messa in sicurezza sono di proprietà del comune o sono comunque in corso di pagamento e i dati sui lavori sono stati resi pubblici sul sito del Comune dell'Aquila”.
Puntellamenti, battaglia legale | Il Centro
Nel centro del capoluogo di regione, infatti, sono tantissimi i soldi spesi finora per il sostegno degli edifici pericolanti. Ma l'attenzione degli investigatori è ora rivolta a dimostrare che ci sono delle costruzioni, non solo in centro storico ma pure nelle periferie, certamente destinate alla demolizione in quanto non di pregio e cadute quasi a pezzi, eppure oggetto di puntellamenti che pure hanno portato a consistenti spese. In sostanza sarebbero state portate a termine opere di dubbia utilità. Inoltre all'interno di alcuni caseggiati sarebbero stati effettuati dei lavori fin troppo laboriosi per le reali esigenze. Va ricordato che per puntellare un'abitazione ci vogliono 50mila euro, per un palazzo storico la spesa si moltiplica. Si segnalano inoltre casi di abitazioni del centro storico, messe in sicurezza, nonostante non fossero state danneggiate dal terremoto: non è possibile abitarle solo perchè in zona rossa ovvero in una zona a rischi esterni. Tornando, infine, ai paesi del cratere ci sono delle valutazioni ancora tutte da completare sia a Santo Stefano di Sessanio come pure a Calascio.
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5. Ora tocca alla Pezzopane….e alla famigerata ditta in-house Abruzzo Engineering
In una sentenza del TAR dell'Aquila del 24 marzo, numero 162, sulla società Abruzzo Engineering, si ribadisce la natura in-house della società e si invita la Regione ad affidarle le commesse.
“Questa sentenza costituisce l’ennesima brutta figura del presidente Gianni Chiodi e del centro destra alla guida della Regione”. Questo il commento dell’assessore comunale Stefania Pezzopane. “Il Tar non solo ribadisce che la società è in-house - ha proseguito l’assessore - ma costringe la Regione ad affidarle i lavori. Abruzzo Engineering esce da questa brutta storia a testa alta e legittimata ulteriormente a proseguire il proprio cammino.”
Bene, ma chi dissiperà i dubbi su Abruzzo Engineering?
ABRUZZO, 2007: Forse oggi, dopo l’ennesimo scandalo che travolge il gioiello creato da Del Turco è chiaro a tutti che vi siano cose da chiarire, da spiegare, che non vi è stata alcuna trasparenza e che sono stati spesi milioni di euro per fare cose che nessuno conosce.
* AUDIO: ABRUZZO ENGINEERING SECONDO IL PRESIDENTE CHIODI
Oggi, dopo la notizia dei 12 indagati, tra cui il direttore di Abruzzo Engineering, Vittorio Ricciardi, accusati di truffa e abuso d’ufficio per aver sovrastimato le quote societarie da far comprare alla Provincia, appare come una vera e propria emergenza amministrativa chiarire le responsabilità e gli errori del passato.
Si è parlato del problema degli affidamenti diretti, una prassi che sarebbe durata anni: la Regione avrebbe girato direttamente, senza gare, milioni di euro ad Abruzzo Engineering che essendo “solo” un carrozzone di raccomandati per metà (e metà Lsu) non era in grado di svolgere i progetti assegnati. Per questo tutto veniva affidato, sempre direttamente, alla Selex, socio privato di Ae e controllata da Finmeccanica. Oggi Finmeccanica è al centro di diverse inchieste per maxiriciclaggio di milioni di euro per vicende connesse a quel caso Mokbel che pare nasconda ancora molte zone d’ombra che lambisce il vertice di Fimeccanica, Guarguaglini. Proprio lui fu l’interlocutore principale di Del Turco che volle creare questa società e al cui vertice mise Lamberto Quarta che ne divenne signore assoluto.
La legge dice che bisognava scegliere il socio privato di una società mista attraverso una gara europea ma questo Del Turco non lo fece; la legge dice che bisogna fare gare europee per affidare gli appalti, ma questo non è stato fatto preferendo affidamenti diretti. Non solo, secondo il presidente Chiodi proprio questo meccanismo di interscambio (Regione affida ad Ae ed Ae a Selex che poi restituisce il prodotto finito ad Ae) avrebbe creato il meccanismo giusto per sovrastimare anche i costi reali.
Il fatto è che ad oggi Selex rivendica oltre 20 milioni di euro dalla Regione Abruzzo per commesse non pagate. Commesse che potrebbero essere, come detto, pagate molto di più del dovuto e dunque si tratterebbe di un credito gonfiato. Proprio come è successo per la sanità. Chiodi lo ha detto chiaramente muovendosi con anticipo rispetto alle procure che pure stanno indagando su questo versante.
Ma la domanda è una: perché sovrastimare i costi di un progetto e far pagare di più la Regione? Chi ci ha guadagnato e perché? Che cosa è successo davvero mentre Quarta era presidente ed erano strettissimi i suoi rapporti con la Selex? Si sono interrotti poi quei rapporti dopo gli arresti di Sanitopoli oppure no?
Una inchiesta avviata quando Del Turco era ancora presidente non ebbe esito ma le carte di quella indagine su Abruzzo Engineering furono trovate nell’ufficio di Quarta il giorno del suo arresto.
Dubbi da dissipare che riguardano anche vecchie inchieste di cui non si sa più nulla, forse perché archiviate, e che indagavano proprio su quei fatti che oggi appaiono più chiari: il passaggio delle quote societarie e gli affidamenti diretti.
COSA SI DICEVA NEL 2007
Illuminanti a tal proposito alcuni commenti del 30 ottobre 2007, quando si sparse la notizia di due inchieste su Abruzzo Engineering.
Sulle quote azionarie l’allora presidente Stefania Pezzopane disse: «E’ stata la società Euroservizi (già Collabora), a cedere quote azionarie, che sono state acquisite da Regione e Selex (Finmeccanica), rispettivamente per il 60% ed il 30%. Successivamente vi è stato un aumento di capitale sottoscritto da tutti i soci, Regione, Selex ed Euroservizi. Poi, in applicazione del decreto Bersani e degli impegni assunti in sede di protocollo d’intesa per la costituzione dell’Abruzzo Engineering, la Provincia ha provveduto ad assumere direttamente la partecipazione del 10% posseduta dalla sua società Euroservizi». Sembrerebbe lo stesso passaggio di quote sanzionato con sequestri ieri dall’inchiesta della procura dell’Aquila.
«Tutto quanto è accaduto con procedure amministrative trasparenti», disse la presidente Pezzopane, «e con atti amministrativi collegiali e unanimi del Consiglio provinciale ed è servito a salvare circa 200 persone dal licenziamento, visto lo scadere delle convenzioni al 2006. E’ questo il vero “affare” per il territorio e l’altro “affare” è aver convinto un colosso come Finmeccanica a partecipare a questa straordinaria operazione di rinascita di due società ereditate da precedenti amministrazioni che non avevano più missione, ma che avevano in carico circa 200 lavoratori».
Sappiamo poi del clientelismo e della utilità dell’intera operazione. Era chiaro a tutti (tutta la politica) che Abruzzo Engineering serviva per sistemare protetti e lo denunciò anche Mario Amicone, nemico giurato di Del Turco e del suo fido Quarta, sempre in quei lontani giorni.
Sempre nel 2007 il Messaggero scriveva a proposito delle inchieste su Abruzzo Engineering: «una Fira bis, secondo altri, cioè un importante braccio economico a servizio delle scelte politiche della Regione, il senso del progetto è chiaro: trasferire a una società “in house” competenze e risorse da gestire secondo logiche di impresa. Con enormi ritorni politici e al riparo dal controllo dell’opposizione. Tecnicamente possibile, a patto di muoversi in equilibrio sul delicato confine tra monopolio e concorrenza. Il senso del progetto è ancora più chiaro, se si considera che a cumulare le cariche di presidente e ad è Lamberto Quarta. Il braccio destro del presidente Del Turco, sempre più un presidente-ombra».
Parole che oggi alla luce di quanto di più si sa acquistano una valenza incredibile ed aumentano i misteri sul perché di tanto silenzio.
a.b. 19/10/2010 9.31
Cialente ha trasformato la politica de L'Aquila in una scenetta alla Totò | l'Occidentale
Cialente ha trasformato la politica de L'Aquila in una scenetta alla Totò
Certo, la subdola manovra di fuorviare l’opinione pubblica non sarebbe stata possibile senza l’appoggio incondizionato di una fascia di popolazione talmente faziosa e incapace di obiettività da rasentare il patologico. A volte ci si chiede, per dirla alla romana, ma questi ci sono o ci fanno? Non vogliono vedere la verità neanche se gliela sbatti sul muso, troppo timorosi di perdere l’identità che si sono faticosamente costruiti e di venire estromessi dall’esclusivo cenacolo di radical-chic-intellettuali-di-sinistra-con-la-puzzzzza-sotto-il-naso-e-la-erre-moscia, il cui unico credo (e argomento di conversazione) è l’antiberlusconismo. Loro dissertano e filosofeggiano di politica con grande arroganza e presunzione ma non ci si sporcano le mani, quello va bene per i cafoni arricchiti come il Berlusca. Sono convinti di sapere già tutto e di essere nel giusto, per questo motivo rifiutano di informarsi, di analizzare,di indagare, o forse temono di scoprire che esistono altre verità e di veder vacillare le loro convinzioni.
Questo testo non è quindi per loro, dubito che riescano a leggerlo fino in fondo e anche se lo facessero non si convincerebbero di essere stati presi in giro dai vari Guzzanti, Santoro, Travaglia, & Co, perché sono talmente inebetiti da essere convinti che sono gli altri, quelli che non la pensano come loro, ad essere stati manipolati dai media. Loro non cercano la verità cercano solo delle conferme alle loro ossessioni, anzi alla loro ossessione: Berlusconi.
:sofico::sofico::sofico::sofico:


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