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    Predefinito Anche loro nella R.S.I. - Personaggi famosi con Mussolini a Salò

    ALBERTAZZI Giorgio
    attore- Sottotenente della Legione Tagliamento – GNR , proveniente dalla Scuola A.U. Lucca

    AMERI Enrico
    giornalista sportivo-Militò nella GNR durante la R.S.I.

    AMICUCCI Ermanno
    Scrittore -Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Ermanno Amicucci

    ANGELINI Cinico
    Maestro musica-Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., il maestro Cinico Angelini

    BARTALI GINO
    Ciclista-Aderisce alla R.S.I. nella GNR motociclisti.

    BUZZATI Dino
    Scrittore -Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Dino Buzzati

    CAPORILLI Pietro
    Scrittore Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Pietro Caporilli

    CARBONI Oscar
    Cantante-Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Oscar Carboni

    CARRARO Tino
    Attore -Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Tino Carraro..

    CHIARI Walter
    Attore -militò nelle Decima Mas collaborò al suo settimanale con il titolo "L'Orizzonte", con una tiratura di cinquantamila copie, quale autore di vignette umoristiche….dopo la Liberazione fu prigioniero nel campo di Coltano, vicino a Pisa.

    CIVININI Guelfo
    Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Guelfo Civinini

    COPPOLA Goffredo
    Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Goffredo Coppola

    DANIELLI Giotto
    Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Giotto Dainelli che scrive su ”Italia e Civiltà” un giornale cattolico di ispirazione fascista uscito a Firenze nel gennaio ‘44

    DAPPORTO Carlo
    Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Carlo Dapporto

    DEL BOCA Angelo
    Il futuro storico antifascista Angelo Del Boca aderisce alla R.S.I. convinto sia "la repubblica ideale", inquadrato come ufficiale nella Monterosa partecipa allo sfondamento in Garfagnana e viene proposto per la "croce di ferro" germanica, ma negli ultimi mesi di guerra passa nelle file partigiane.

    DORDONI Pino
    Sportivo – Aderisce alla RSI ed alla fine della guerra viene rinchiuso a Coltano

    DUCATI Pericle
    Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Pericle Ducati,che collabora a La Settimana, suppl. del Resto del Carlino diretto da Giorgio Pini

    ERCOLE Francesco
    Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Franceso Ercole (direttore della "Nuova antologia", edita da Mondadori, cui collabora anche mons. Luigi Martini)

    FERRATI Sarah
    Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I.,Sarah Ferrati

    FO Dario
    attore-Militò nella R.S.I. tra i Paracadutisti e partecipò, assieme ad E.M.Salerno, alla riconquista del caposaldo di Cannobbio, nell’Ossola, nell’ottobre 1944.

    GAMBETTI Dario
    Pittore-Prigioniero degli americani, dopo l’8 settembre 1943 si rifiuta di “collaborare” e viene rinchiuso nel campo dei “fascisti”

    GELLI Licio
    Factotum del GUF di Pistoia pur non avendo fatto la scuola media… Volontario in Spagna con le CCNN… Factotum del federale di Pistoia….nel 1943 collabora con i tedeschi con il grado di sergente maggiore delle SS, giura fedeltà alla R.S.I ma fa il doppio gioco con i partigiani che gli daranno certificati di credito

    GIORGIERI Licio
    Ten Col. Aereonautica , cl. 1925, ucciso dalle BR- Era alla Scuola Allievi Ufficiali della GNR a Modena, poi sottotenente al Battaglione Granatieri della Guardia.. .Non rinnegò mai il suo passato.

    GIOVANNINI Alberto
    Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Alberto Giovannini

    GOTTA Salvatore
    Poeta, piemontese,autore delle parole di Giovinezza , durante la R.S.I. collabora a La Settimana, suppl. del Resto del Carlino diretto da Giorgio Pini

    GOVI Gilberto
    Durante la R.S.I.....Gilberto Govi, ritornato sulle scene dopo molti anni, nella sua Genova, ha devoluto l'intero incasso della prima serata a beneficio della sottoscrizione per un Mas alla Marina Repubblicana.

    GOVONI Corrado
    scrittore poeta-...Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Corrado Govoni

    GRANZOTTO Gianni
    giornalista- Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Gianni Granzotto

    INTERLANDI Teresio
    Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Teresio Interlandi..

    KRAMER Gorni
    Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Gorni Kramer ...La Decima Mas ha il suo settimanale con il titolo "L'Orizzonte", e con una tiratura di cinquantamila copie, questo giornale ospita molte delle migliori firme dei momento, fra queste vi è Gorni Kramer..

    MANACORDA Guido
    Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Guido Manacorda

    MANUNTA Ugo
    Frai giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo lo scrittore Ugo Manunta.....La Decima Mas ha il suo settimanale con il titolo "L'Orizzonte", e con una tiratura di cinquantamila copie, questo giornale ospita molte delle migliori firme dei momento, fra queste vi è Ugo Manunta.......Il 14 febbraio' 45, Mussolini autorizza la costituzione del l Raggruppamento Nazionale Repubblicano Socialista, che in breve si ritrova con due-tremila iscritti, Aderiscono, fra gli altri Ugo Manunta, l'antifascista socialista Gabriele Vigorelli, l'anarchico Puivio Zocchi, il comunista libertario Germinal Concordia

    MARCHESI Concetto
    Accademico d’Italia, confermato dal ministro Biggini, durante la R.S.I., rettore dell’Università di Padova

    MARINETTI Filippo Tommaso
    scrittore poeta- Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Filippo Tommaso Marinetti

    MASTROIANNI Marcello
    militare della R.S.I. in servizio a Dobbiaco, nei ranghi dell'Istituto geografico militare e poi della Todt.

    NAVARRINI Nuto
    Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Nuto Navarrini insignito del grado di capitano delle Brigate Nere

    NAZZARI Amedeo
    Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Amedeo Nazzari

    OJETTI UGO
    Scrittore. Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Ugo Ojetti

    OPPO Cipriano Efisio
    Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Cipriano Efisio Oppo

    OSIRIS Wanda
    Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Wanda Osiris

    PAVESE Cesare
    Pavese è autore di un paio di lettere di sottomissione al Duce e simpatizzò per la R.S.I

    POZZO Vittorio
    Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Vittorio Pozzo

    RADIUS Emilio
    Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Emilio Radius

    RAMPERTI Marco
    Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Marco Ramperti

    RANDONE Salvo
    Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Salvo Randone

    ROCCA Massimo
    ex anarchico, interventista, collabora all’Avanti, fascista, si staccò dal fascismo durante il Regime, aderì però poi alla R.S.I., ridivenne antifascista dopo il ‘45

    ROLL Vera
    Fra gli artisti ritroviamo al Nord, nella R.S.I., Vera Roll, compagna di Nuto Navarrini e stella della rivista,

    ROSSI KOBAU Lionello
    padre di Paolo Rossi, comico di sinistra, bersagliere volontario della R.S.I., autore di un libro

    ROSSO di San Secondo
    Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Rosso di S.Secondo

    RUINAS Stanis
    Fra i giornalisti e scrittori che vivono l'esperienza della R.S.I. troviamo Stanis Ruinas...(Salvatore Francia-L’altro Volto Della Repubblica Sociale Italiana , ed.Barbarossa, Saluzzo CN 1988)[1]

    SALCE Luciano
    regista di sinistra -A Coltano ..affluirono ben 35mila prigionieri di guerra delle unità della R.S.I., e di un numero imprecisato di civili, rei di essere fascisti e collaborazionisti. Fra cui il regista Luciano Salce

    SALERNO Enrico Maria
    attore- Allievo Ufficiale della Scuola GNR di Varese- partecipò, assieme a Dario Fo, alla riconquista del caposaldo di Cannobbio, nell’Ossola, nell’ottobre 1944.

    SALVO Aldo
    giornalista RAI-ex-ufficiale dellAviazione R.S.I., autore di “Mal di Roma”,romanzo autobiografico. (Carlo Mazzantini- I balilla andarono a Salò-ed.MaR.S.I.lio, Venezia, 1995, pag.39)

    SOFFICI Ardengo
    Scrittore- Aderiscono alla R.S.I. uomini del mondo della cultura come Ardengo Soffici che scrive su ”Italia e Civiltà” giornale cattolico di ispirazione fascista uscito a Firenze nel gennaio ‘44

    SPADOLINI Giovanni
    Segretario PSDI- Spadolini scrive nel,1944:"Tra Fascismo e antifascismo, sempre il Fascismo,tra il nemico e l'alleato tedesco, sempre l'alleato tedesco"(La Stampa 23/4/94)..... Giovanni Spadolini su Italia e Civiltà del 15 febbraio 1944 (cioè sei anni dopo le leggi razziali), si lamentava che il fascismo avesse perso "a poco a poco la sua agilità e il suo dinamismo rivoluzionario, proprio mentre riaffioravano i rimasugli della massoneria, i rottami del liberalismo, i detriti del giudaismo".

    TOGNAZZI Ugo
    attore-combattente della R.S.I., della Brigata Nera di Mantova .

    VIANELLO Raimondo
    attore- Militò nella R.S.I nei bersagliere ed a guerra finita fu imprigionato a Coltano il fratello era tenente di vascello della X Mas

    VOLONTE’ Mario
    padre di Gian Maria, … Il 16 setembre 1943, nella Casa della GIL, in piazza Bernini 2 , viene costituito ufficialmente il Partito Fascista Repubblicano di Torino, tra il gruppo di fondatori, il conte Gaschi, Pernice e Mario Volontè….. poi tenente della Brigata Nera Capelli ,di Torino, e Comandante il Presidio di Chivasso. Il 30 novembre del 1944 , Mario Volontè, , dopo esser stato fermato dai fascisti stessi, viene denunciato dalla Federazione al Consiglio Militare per malvessazioni e soprusi contro la popolazione. Arrestato e condotto alle Carceri Nuove, verrà trasferito nella Fortezza di Pinerolo, dove resterà recluso sino alla fine della guerra…



    Aderirono al Fascismo
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

  2. #2
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    Predefinito Rif: Anche loro nella R.S.I. - Personaggi famosi con Mussolini a Salò

    da Wanda Osiris non me lo sarei mai aspettato, sembrava una signora così a modo e invece era nazista pure lei.
    Ultima modifica di brunik; 02-04-11 alle 07:46

  3. #3
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    Predefinito Rif: Anche loro nella R.S.I. - Personaggi famosi con Mussolini a Salò

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    da Wanda Osiris non me lo sarei mai aspettato, sembrava una signora così a modo e invece era nazista pure lei.

    La vita riserva sempre un sacco di sorprese Brunik....
    "Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:


    "Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:

  4. #4
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Predefinito Rif: Anche loro nella R.S.I. - Personaggi famosi con Mussolini a Salò

    La lista non è completa.
    Evidentemente la censura governativa è autorevolmente intervenuta.
    Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
    preferisci chi striscia.
    E se ti serve un amico, trovati un cane.

  5. #5
    Abbi Dubbi
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    Predefinito Rif: Anche loro nella R.S.I. - Personaggi famosi con Mussolini a Salò

    Magari però...raccontiamola tutta :

    Il bando Graziani contro i renitenti alla leva della RSI
    Sono chiamate alle armi le classi dal 1922 al 1924. Per i disertori e i renitenti è promessa la pena di morte "mediante la fucilazione nel petto". Il bando Graziani, assieme a quello precedente del novembre 1943, costringe i giovani ad una scelta difficile. In Emilia solo 1656 su 9188 giovani rispondono alla chiamata, arruolandosi nel costituendo esercito della Repubblica Sociale Italiana, altri scelgono di nascondersi o di darsi alla macchia, raggiungendo le prime formazioni partigiane. Il 25 aprile la RSI lancia un proclama di amnistia per gli sbandati e i renitenti che si presentino entro un mese; minaccia invece la fucilazione anche per chi ospita i disertori oltre quella data. Il 28 ottobre, in occasione dell'anniversario della Marcia su Roma, il "bando del perdono" sarà reiterato da Mussolini.
    Fermate l'Italia, voglio scendere.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Anche loro nella R.S.I. - Personaggi famosi con Mussolini a Salò

    Citazione Originariamente Scritto da Crack! Visualizza Messaggio
    Magari però...raccontiamola tutta :

    Il bando Graziani contro i renitenti alla leva della RSI
    Sono chiamate alle armi le classi dal 1922 al 1924. Per i disertori e i renitenti è promessa la pena di morte "mediante la fucilazione nel petto". Il bando Graziani, assieme a quello precedente del novembre 1943, costringe i giovani ad una scelta difficile. In Emilia solo 1656 su 9188 giovani rispondono alla chiamata, arruolandosi nel costituendo esercito della Repubblica Sociale Italiana, altri scelgono di nascondersi o di darsi alla macchia, raggiungendo le prime formazioni partigiane. Il 25 aprile la RSI lancia un proclama di amnistia per gli sbandati e i renitenti che si presentino entro un mese; minaccia invece la fucilazione anche per chi ospita i disertori oltre quella data. Il 28 ottobre, in occasione dell'anniversario della Marcia su Roma, il "bando del perdono" sarà reiterato da Mussolini.


    Bravo...dici proprio bene te....diciamola tutta hefico:






    Ero giovane, fascista e felice. Intervista di Pietrangelo Buttafuoco a Eugenio Scalfari
    Il fondatore si racconta (con spirito e una punta d'orgoglio


    […] Un viaggio per raccontare come Eugenio Scalfari dal fascismo venne espulso: “Fu in un breve periodo – saranno state due settimane – che in assenza dei due capi il giornale si faceva lo stesso, senza filtro professionale. E fu proprio in quell’intervallo d’anarchia che io, in prima pagina, piazzai due o tre neretti non firmati e perciò riconducibili all’orientamento della testata. Era la stagione del nascente quartiere dell’Eur, quella. La nazione intera attendeva ai preparativi per l’Esposizione, gli interessi sull’edificazione dell’intera area erano alti (poi venne la guerra, tutto finì, è vero, ma l’atmosfera allora era quella d’attesa), tutti guardavano alla realizzazione del nuovo modello urbanistico. Ebbene: io nei miei pezzi attaccavo i profittatori, accusavo i gerarchi e i loro prestanomi di fare sui movimenti d’acquisto ‘affari non chiari’. Fu questo ciò che scrissi in quei neretti, senza però fare nome e cognomi. Una generica e accalorata denuncia, pronunciata in nome della purezza ideologica”.
    Il fascismo in mano ai giovanissimi. “Nessuno disse niente – prosegue Scalfari nel suo racconto – passò qualche giorno e dopo arrivò una telefonata a casa. Io abitavo a Roma a quel tempo, da mia nonna. Era una voce femminile che mi parlava alla cornetta: ‘E’ il fascista Eugenio Scalfari che ascolta?’. Emozionato mi qualificai, certo dissi, sono io. ‘Deve presentarsi domani a palazzo Littorio. Alle dieci’. Ero turbato dalla chiamata, ma ancor più della perentoria richiesta, da un preciso dettaglio che l’accompagnava. La voce femminile fu, infatti, categorica: ‘Il fascista Eugenio Scalfari deve presentarsi domani, alle dieci, a palazzo Littorio, in divisa’”. (continua sul Foglio quotidiano)




    Ero giovane, fascista e felice. Intervista di Pietrangelo Buttafuoco a Eugenio Scalfari - [ Il Foglio.it › La giornata ]




    Quando Scalfari era razzista
    di Andrea Carancini - 31/05/2008

    Fonte: Andrea Carancini Blog [scheda fonte]





    Come è noto, qualche giorno fa è scoppiato il caso riguardante la proposta, formulata dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, di intitolare una strada della capitale al defunto segretario del MSI Giorgio Almirante. Subito c'è stata la levata di scudi della comunità ebraica romana, che per bocca del deputato del PD Emanuele Fiano ha ricordato gli articoli scritti da Almirante sulla rivista La difesa della razza.

    Prontamente, al coro delle riprovazioni si è unita anche La Repubblica, di proprietà dell'ebreo e massone Carlo De Benedetti (sull'affiliazione massonica di De Benedetti si vedano le pagine 416 e seguenti del libro di Ferruccio Pinotti Fratelli d'Italia, Rizzoli, 2007). Sul numero di ieri, giovedì 29 Maggio, il lettore Marcello Cossu così si rivolge a Corrado Augias (p. 38):

    "Ciò che vorrei sottolineare è l'abissale differenza tra l'adesione al fascismo nel periodo pre bellico (l'Italia del consenso) [il lettore in questione dice questo evidentemente per prevenire l'obiezione che anche personaggi come Fanfani e Spadolini collaborarono alla Difesa della razza] e l'avere collaborato in modo attivo con la RSI: colpa imperdonabile".

    E' incredibile come almeno quattro decenni di attività politica filo-atlantica e filo-israeliana, da parte del caporione missino Almirante (http://liberaliperisraele.ilcannocch...logdoc=1922844 ), non siano riusciti a placare il rancore ebraico. Tuttavia, ai tartufi di Repubblica (giornalisti e lettori) va ricordato che, quanto a razzismo e a totalitarismo, neppure il passato del fondatore e pontefice massimo Eugenio Scalfari risulta irreprensibile.

    Vi sono infatti gli articoli scritti da Eugenio Scalfari nel suo periodo di militanza fascista, e questo non nel periodo pre-bellico ma ancora nel 1942.

    Ecco cosa scrive Giancarlo Perna nella sua "biografia non autorizzata": Scalfari - Una vita per il potere (Leonardo editore, 1990), accolta al suo apparire, come scrisse l'autore, da un "fragoroso silenzio stampa". Leggiamo da p. 13 e seguenti:

    "Come tutti, Eugenio ha aderito al GUF, la gioventù universitaria fascista. La sede è palazzo Braschi. Ecco perchè è lì, lontano dall'università, a due passi da piazza Navona, un giorno dell'inizio del '42".

    "Scalfari ha un'ispirazione: collaborare a "Roma fascista", il settimanale del movimento...In redazione c'è Ferruccio Troiani col quale Eugenio simpatizza. Negli anni Cinquanta, saranno insieme all'"Europeo". C'è Enzo Forcella, oggi editorialista di "Repubblica" e consigliere comunale di Roma eletto nelle liste comuniste nell'autunno del 1989. C'è Paolo Sylos Labini, futuro grande economista e collaboratore di "Repubblica". Ci sono Luciano Salce e Massino Franciosa, registi cinematografici di sinistra degli anni Sessanta"...

    "Su "Roma fascista" Eugenio si mette subito in luce. Per sei mesi la inonda di corsivi e articoli...Un paio di brani, tanto per capire. E' il 16 Luglio del 1942. Gli piace Mussolini. Ma la guerra va male. Ci sono critiche. Il ragazzo insorge: "Noi siamo pronti a marciare, a costo di qualsiasi sacrificio, contro tutti coloro che tentano di fare mercimonio della nostra passione e della nostra fede. E ancora oggi è la stessa voce del Capo che ci guida e ci addita le mete da attingere". Titolo: Aristocrazia".

    "Passa l'estate e gli viene il pallino dell'impero e della razza italiana. Il 24 Settembre esce l'articolo: Volontà di potenza. "Gli imperi quali noi li concepiamo" scrive Scalfari con un sussiego che sopravviverà al crollo del regime "sono basati sul cardine di razza escludendo perciò l'estensione della cittadinanza da parte dello Stato Nucleo alle altre genti".

    "In redazione si va due volte alla settimana. Una per concordare i contenuti dell'articolo. L'altra per consegnarlo. Ma per festeggiare il ventennale della marcia su Roma col numero del 28 Ottobre 1942, Pintus [il direttore] convoca una megariunione dei redattori. I giovani decidono di fare un giornale di fuoco. Si sentono tutti moschettieri del Duce attorniato, secondo loro, da imbelli, pancepiene e traditori".


    "Ne viene fuori un numero che è un inno al fascismo rivoluzionario delle origini, allo stato etico, allo stato sociale sul tipo della futura repubblica di Salò, e compagnia cantante. Titolo di copertina: Primo ventennio: avanti verso la rivoluzione sociale. Mussolini, che aveva altre gatte da pelare, prende i redattori per dei pericolosi imbecilli. Chiude il settimanale colpevole di eccesso di zelo e manda tutti a spasso".

    "Fascismo e GUF", continua Perna, "erano comunque agli sgoccioli. Comincia a tirare un'altra aria. Quattro mesi dopo le riflessioni sull'imperialrazza, Scalfari ha già infilato un piede e mezzo nell'antifascismo".

    E da questo momento in poi, emerge lo Scalfari che tutti conosciamo: liberaldemocratico e illuminista (ma anche spregiudicato e voltagabbana. In una parola: italiano).

    A quelli come Emanuele Fiano e Corrado Augias (e ai lettori di Repubblica) andrebbe poi ricordato che il virus razzista, nel periodo storico in questione, allignava anche presso gli ebrei. Margherita Sarfatti, ad esempio, amante del duce, era una convinta razzista: nel suo profilo politico il messianismo ebraico conviveva con l'idea della "netta separazione tra la razza mediterranea e la razza negra" (http://www.doncurzionitoglia.com/israelemsi.htm ).

    Una mentalità razzista che ancora oggi alberga in Israele; gli ebrei neri falascia ne sanno qualcosa: lo ammette, sia pur minimizzando, persino il sito di Informazione Corretta (http://www.informazionecorretta.com/...z=120&id=14435 ).

    Su una cosa sono d'accordo con Fiano e Augias: Almirante (ma non solo lui: anche i politici italiani in genere) non merita la titolazione di una strada, e questo non solo e non tanto per i suoi trascorsi razzisti (in cui era, come si è visto, in ottima compagnia) quanto per aver servito, come si è detto, per 40 anni la repubblica massonica americana e il suo alleato di ferro d'Israele (su questo si veda anche: .http://www.cmostia.org/Tel%20Aviv.htm ).



    http://www.ariannaeditrice.it/artico...articolo=19389
    Ultima modifica di Ottobre Nero; 02-04-11 alle 09:26
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  7. #7

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    Predefinito Rif: Anche loro nella R.S.I. - Personaggi famosi con Mussolini a Salò

    Ma non ho capito, è un tentativo di legittimazione?:sofico:
    brotip #1058 open your mind before you open your mouth

  8. #8
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    Ero giovane, fascista e felice. Intervista di Pietrangelo Buttafuoco a Eugenio Scalfari
    Il fondatore si racconta (con spirito e una punta d'orgoglio


    […] Un viaggio per raccontare come Eugenio Scalfari dal fascismo venne espulso: “Fu in un breve periodo – saranno state due settimane – che in assenza dei due capi il giornale si faceva lo stesso, senza filtro professionale. E fu proprio in quell’intervallo d’anarchia che io, in prima pagina, piazzai due o tre neretti non firmati e perciò riconducibili all’orientamento della testata. Era la stagione del nascente quartiere dell’Eur, quella. La nazione intera attendeva ai preparativi per l’Esposizione, gli interessi sull’edificazione dell’intera area erano alti (poi venne la guerra, tutto finì, è vero, ma l’atmosfera allora era quella d’attesa), tutti guardavano alla realizzazione del nuovo modello urbanistico. Ebbene: io nei miei pezzi attaccavo i profittatori, accusavo i gerarchi e i loro prestanomi di fare sui movimenti d’acquisto ‘affari non chiari’. Fu questo ciò che scrissi in quei neretti, senza però fare nome e cognomi. Una generica e accalorata denuncia, pronunciata in nome della purezza ideologica”.
    Il fascismo in mano ai giovanissimi. “Nessuno disse niente – prosegue Scalfari nel suo racconto – passò qualche giorno e dopo arrivò una telefonata a casa. Io abitavo a Roma a quel tempo, da mia nonna. Era una voce femminile che mi parlava alla cornetta: ‘E’ il fascista Eugenio Scalfari che ascolta?’. Emozionato mi qualificai, certo dissi, sono io. ‘Deve presentarsi domani a palazzo Littorio. Alle dieci’. Ero turbato dalla chiamata, ma ancor più della perentoria richiesta, da un preciso dettaglio che l’accompagnava. La voce femminile fu, infatti, categorica: ‘Il fascista Eugenio Scalfari deve presentarsi domani, alle dieci, a palazzo Littorio, in divisa’”. (continua sul Foglio quotidiano)




    Ero giovane, fascista e felice. Intervista di Pietrangelo Buttafuoco a Eugenio Scalfari - [ Il Foglio.it › La giornata ]




    Quando Scalfari era razzista
    di Andrea Carancini - 31/05/2008

    Fonte: Andrea Carancini Blog [scheda fonte]





    Come è noto, qualche giorno fa è scoppiato il caso riguardante la proposta, formulata dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, di intitolare una strada della capitale al defunto segretario del MSI Giorgio Almirante. Subito c'è stata la levata di scudi della comunità ebraica romana, che per bocca del deputato del PD Emanuele Fiano ha ricordato gli articoli scritti da Almirante sulla rivista La difesa della razza.

    Prontamente, al coro delle riprovazioni si è unita anche La Repubblica, di proprietà dell'ebreo e massone Carlo De Benedetti (sull'affiliazione massonica di De Benedetti si vedano le pagine 416 e seguenti del libro di Ferruccio Pinotti Fratelli d'Italia, Rizzoli, 2007). Sul numero di ieri, giovedì 29 Maggio, il lettore Marcello Cossu così si rivolge a Corrado Augias (p. 38):

    "Ciò che vorrei sottolineare è l'abissale differenza tra l'adesione al fascismo nel periodo pre bellico (l'Italia del consenso) [il lettore in questione dice questo evidentemente per prevenire l'obiezione che anche personaggi come Fanfani e Spadolini collaborarono alla Difesa della razza] e l'avere collaborato in modo attivo con la RSI: colpa imperdonabile".

    E' incredibile come almeno quattro decenni di attività politica filo-atlantica e filo-israeliana, da parte del caporione missino Almirante (Almirante, Israele e il sionismo che covava sotto la storia della destra | LiberaliPerIsraele | Il Cannocchiale blog ), non siano riusciti a placare il rancore ebraico. Tuttavia, ai tartufi di Repubblica (giornalisti e lettori) va ricordato che, quanto a razzismo e a totalitarismo, neppure il passato del fondatore e pontefice massimo Eugenio Scalfari risulta irreprensibile.

    Vi sono infatti gli articoli scritti da Eugenio Scalfari nel suo periodo di militanza fascista, e questo non nel periodo pre-bellico ma ancora nel 1942.

    Ecco cosa scrive Giancarlo Perna nella sua "biografia non autorizzata": Scalfari - Una vita per il potere (Leonardo editore, 1990), accolta al suo apparire, come scrisse l'autore, da un "fragoroso silenzio stampa". Leggiamo da p. 13 e seguenti:

    "Come tutti, Eugenio ha aderito al GUF, la gioventù universitaria fascista. La sede è palazzo Braschi. Ecco perchè è lì, lontano dall'università, a due passi da piazza Navona, un giorno dell'inizio del '42".

    "Scalfari ha un'ispirazione: collaborare a "Roma fascista", il settimanale del movimento...In redazione c'è Ferruccio Troiani col quale Eugenio simpatizza. Negli anni Cinquanta, saranno insieme all'"Europeo". C'è Enzo Forcella, oggi editorialista di "Repubblica" e consigliere comunale di Roma eletto nelle liste comuniste nell'autunno del 1989. C'è Paolo Sylos Labini, futuro grande economista e collaboratore di "Repubblica". Ci sono Luciano Salce e Massino Franciosa, registi cinematografici di sinistra degli anni Sessanta"...

    "Su "Roma fascista" Eugenio si mette subito in luce. Per sei mesi la inonda di corsivi e articoli...Un paio di brani, tanto per capire. E' il 16 Luglio del 1942. Gli piace Mussolini. Ma la guerra va male. Ci sono critiche. Il ragazzo insorge: "Noi siamo pronti a marciare, a costo di qualsiasi sacrificio, contro tutti coloro che tentano di fare mercimonio della nostra passione e della nostra fede. E ancora oggi è la stessa voce del Capo che ci guida e ci addita le mete da attingere". Titolo: Aristocrazia".

    "Passa l'estate e gli viene il pallino dell'impero e della razza italiana. Il 24 Settembre esce l'articolo: Volontà di potenza. "Gli imperi quali noi li concepiamo" scrive Scalfari con un sussiego che sopravviverà al crollo del regime "sono basati sul cardine di razza escludendo perciò l'estensione della cittadinanza da parte dello Stato Nucleo alle altre genti".

    "In redazione si va due volte alla settimana. Una per concordare i contenuti dell'articolo. L'altra per consegnarlo. Ma per festeggiare il ventennale della marcia su Roma col numero del 28 Ottobre 1942, Pintus [il direttore] convoca una megariunione dei redattori. I giovani decidono di fare un giornale di fuoco. Si sentono tutti moschettieri del Duce attorniato, secondo loro, da imbelli, pancepiene e traditori".


    "Ne viene fuori un numero che è un inno al fascismo rivoluzionario delle origini, allo stato etico, allo stato sociale sul tipo della futura repubblica di Salò, e compagnia cantante. Titolo di copertina: Primo ventennio: avanti verso la rivoluzione sociale. Mussolini, che aveva altre gatte da pelare, prende i redattori per dei pericolosi imbecilli. Chiude il settimanale colpevole di eccesso di zelo e manda tutti a spasso".

    "Fascismo e GUF", continua Perna, "erano comunque agli sgoccioli. Comincia a tirare un'altra aria. Quattro mesi dopo le riflessioni sull'imperialrazza, Scalfari ha già infilato un piede e mezzo nell'antifascismo".

    E da questo momento in poi, emerge lo Scalfari che tutti conosciamo: liberaldemocratico e illuminista (ma anche spregiudicato e voltagabbana. In una parola: italiano).

    A quelli come Emanuele Fiano e Corrado Augias (e ai lettori di Repubblica) andrebbe poi ricordato che il virus razzista, nel periodo storico in questione, allignava anche presso gli ebrei. Margherita Sarfatti, ad esempio, amante del duce, era una convinta razzista: nel suo profilo politico il messianismo ebraico conviveva con l'idea della "netta separazione tra la razza mediterranea e la razza negra" (ISRAELE e MSI ).

    Una mentalità razzista che ancora oggi alberga in Israele; gli ebrei neri falascia ne sanno qualcosa: lo ammette, sia pur minimizzando, persino il sito di Informazione Corretta (Informazione Corretta ).

    Su una cosa sono d'accordo con Fiano e Augias: Almirante (ma non solo lui: anche i politici italiani in genere) non merita la titolazione di una strada, e questo non solo e non tanto per i suoi trascorsi razzisti (in cui era, come si è visto, in ottima compagnia) quanto per aver servito, come si è detto, per 40 anni la repubblica massonica americana e il suo alleato di ferro d'Israele (su questo si veda anche: .Portail d'informations Ce site est en vente! ).



    Quando Scalfari era razzista, Andrea Carancini

    Guarda che il mio non voleva essere un attacco o una reprimenda contro quelli della tua lista. Ho grande rispetto e comprensione per chi avendo 20 anni o meno, s'arruolarono (volenti o nolenti) nella RSI.
    RSI, sia bene inteso, che considero però come il peggior frutto della dittatura fascista.

    Già che ci sono...mi viene in mente Piero Vivarelli, che a 16 anni aderì alla X Mas e dopo la guerra divenne un comunista che più comunista non si può...e nonostante questa stridente dicotomia, riusciva incredibilmente a far convivere nella sua persona tutte e due le istanze politiche.
    Ricordo una delle sue ultime interviste prima di morire.
    Una mente lucidissima e, sembrerà strano, coerente come poche.

    Ah...fu anche il regista di quel film cult che fu "Il dio serpente". Mica cotiche.
    Ultima modifica di Crack!; 02-04-11 alle 09:44
    Fermate l'Italia, voglio scendere.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Anche loro nella R.S.I. - Personaggi famosi con Mussolini a Salò

    Mi sembra giusta, dal punto di vista storico e umano, la pubblicazione della "lista", è una modo come un altro per cercare di analizzare meglio quel periodo storico e per cercare di far capire agli antifascisti in servizio permanente effettivo, che i fascisti della RSI non furono dei mostri sanguinari ma persone che hanno combaattuto per le loro idee. Persone che a guerra finita dimostrarono il loro valore anche in altri campi.
    Ultima modifica di Gianky; 02-04-11 alle 09:47
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  10. #10
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    Predefinito Rif: Anche loro nella R.S.I. - Personaggi famosi con Mussolini a Salò

    Cesare Pavese non è mai stato nella RSI. Quali sarebbero le prove del suo avvicinamento a Mussolini? Due lettere in un diario? C'è tutta la sua bibliografia a testimoniare il suo antifascismo.
    Ma questa lista poi che scopo ha? Immagino diffamatorio.
    Voi fascisti vi vergognate delle vostre idee e vivete nell'ansia di dimostrare che siamo tutti uguali. Sorry, non è così.

 

 
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