di Alessandro Sallusti
dalla prima pg. de il giornale.it di oggi 5 aprile 2011
Ci siamo. Ancora 24 ore e lo show può co*minciare.
Anche se sarà una partenza falsa, senza star e comparse e con una seconda puntata tra qualche mese.
Dopo tan*to parlarne, l’affare Ruby ap*proda domani in tribunale ma non ci saranno né l’im*putato Silvio Berlusconi né le ragazze già bollate, pro*cessate e condannate da una campagna stampa sen*za precedenti.
La procura di Milano ha chiesto e otte*nuto il rito immediato, so*stenendo che le prove era*no schiaccianti.
E qui c’è la prima bugia, altrimenti non si spiegherebbe la ne*cessità di convocare 132 te*stimoni, un numero che non trova pari neppure nei grandi processi di terrori*smo o mafia.
Per puntellare il farneticante teorema, i pm hanno smosso mari e monti, usato sofisticate tec*nologie, messo sottosopra le case e la vita privata di de*cine di ragazze, spiato tutti gli ospiti della residenza di Arcore.
Eppure il dibatti*mento si apre senza accusa*to, accusatore e vittime.
Non c’è una parte lesa, qual*cuno o qualcuna che accusi Berlusconi di violenza, mo*l*estia, abuso, né per il reato di prostituzione né per quel*lo di concussione.
In realtà di vittime questa farsa giudiziaria ne ha già fatte.
Sono le persone coin*volte in uno scenario costru*ito ad arte per infangare. Senza nessuno scrupolo, i pm milanesi hanno messo agli atti testimonianze di mi*tomani che sostengono di aver incontrato nelle cene gli attori George Clooney e Belen Rodriguez, la condut*trice Barbara D’Urso, le poli*tiche Mariastella Gelmini, Mara Carfagna e Daniela Santanchè.
Sarebbero do*vute bastare queste dichia*razioni, e due veloci verifi*che, per archiviare il caso co*me una grande bufala.
Alcu*ni di questi signori non han*no mai messo piede ad Ar*core, altri non lo mettono da anni, altri ancora ci sono ovviamente stati per incon*tri politici ben documenta*bili.
Ruby ha addirittura rac*contato di essersi prostitui*ta a Milano con il calciatore Cristiano Ronaldo quando questi stava giocando dal*l’altra parte del mondo.
Più che un processo, quel*lo che si sta aprendo è un ca*so di macelleria mediatica.
Foto private, sequestrate nei telefonini di alcune ra*gazze, spacciate come pro*va d*i festini ad Arcore quan*do si trattava invece di scatti fatti da tutt’altra parte.
Frasi rubate da decine di migliaia di intercettazioni telefoni*che che senza alcun riscon*tro sono state spacciate per verità giudiziarie.
La storia è assai più sem*plice.
Una ragazza scaltra e irrequieta, Ruby, minoren*ne per l’anagrafe ma non nel corpo e nella testa, soste*nendo di essere la nipote di Mubarak e mentendo sulla sua età, riesce ad avvicinare Berlusconi e frequenta alcu*ne cene ad Arcor*e in compa*gnia di altre ragazze maggio*renni.
Dal presidente riceve aiuto per mettere in piedi una attività imprenditoria*le (un centro estetico).
Quando una notte viene ar**restata per una lite con una coinquilina, Berlusconi chiama il funzionario per se*gnalare che c’è la possibili*tà, in assenza dei suoi geni*tori, di affidarla a una perso*na maggiorenne ( Nicole Mi*netti).
Una prassi consenti*ta dalla legge tanto che in quell’anno,2009,la Questu*ra di Milano l’aveva adotta*ta ben 57 volte.
Un’inchie*sta del ministero dell’Inte*r*no ha poi accertato che non fu compiuta alcuna irregola*rità.
Tutto il resto è semplice intrusione, per di più violen*ta, nella vita privata di perso*ne maggiorenni, libere e consenzienti, qualsiasi co*sa sia successa nelle cene e nei dopocena.
Si può discu*t*ere su questioni di opportu*nità e stile, non di reati.
La vera porcata non è quello che abbiamo letto fino ad ora, ma quella fatta da chi ha voluto tutto questo solo per fare cadere il governo.
saluti




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