Villa a Lampedusa, è sul demanio. Il web: Silvio compra e abbatti!
E’ abusiva. Berlusconi non compra la casa di Cala Francese. Su Facebook un gruppo propone da tempo al premier la soluzione più green.
Pubblicato il 07/04/11
«Sono lampedusano come voi, ho comprato la villa Due Palme a Cala Francese». Silvio Berlusconi aveva riscaldato così la platea provata degli abitanti quando era andato a rassicurarli sulla tempestiva liberazione dell’isola, stracolma di profughi nordafricani. Il primo a sollevare dubbi sul fatto che il premier avrebbe realmente acquistato l’immobile era stato il governatore della Sicilia.
«Partendo - aveva detto Raffaele Lombardo - si è accorto che è troppo vicina all’Aeroporto». E ad Anno Zero un servizio di Riccardo Formigli aveva risollevato il dubbio, rincarando la dose: «La bellissima cala è troppo vicina alle piste, quando partono gli aerei il rumore è assordante ed il puzzo di kerosene arriva fino al giardino della villa. Berlusconi non è fesso e non la comprerà...» aveva previsto in sostanza il giornalista. Redde rationem con l’ultima e recente testimonianza di Paolo Mieli a Ballarò: «Conosco il proprietario, Berlusconi ha detto una bugia, non ha comprato e probabilmente non comprerà». Dall’altra parte della barricata, smentite, conferme parziali, perfino il mitico avvocato Niccolò Ghedini che scende in campo e infine la tesi, semiufficiale, che il premier non comprerà la villa perché la costruzione è sul demanio, sostanzialmente abusiva.
Che si trattasse di un ecomostro o quasi, in effetti, non ci voleva molto a capirlo. E da alcuni giorni un gruppo su Facebook, promosso da GoGreen consiglia al premier di comprare la villa di Lampedusa per buttarla giù, ripristinando l’equilibrio naturale e l’armonia del paesaggio bruscamente orbati dal cemento. Una elaborazione fotografica prova a dimostrare quanto sarebbe più bella Cala Francese senza la dimora Due Palme. Ora che c’è la conferma che la villa è sul demanio non cambia nulla, anzi. Per il premier una ragione in più per comprarla e mettere in pratica il consiglio di GoGreen: «Fai qualcosa di green e buttala giù!»