di V. A. Sakharov

Candidato di Scienze Storiche

Pubblichiamo di seguito un'analisi di alcuni documenti attribuiti a Lenin prima della sua morte, notoriamente critici nei confronti di Stalin.

Lo studio che presentiamo è stato dapprima pubblicato sul giornale "Molniya", organo del movimento di massa Trudovaya Rossiya, tradotto da Michael Lucas e pubblicato nella raccolta di articoli <The lie of the "Lenin Testament"> (Toronto, 1997).

Successivamente è apparso in "Revolutionary Democracy", Vol. VII, No. 1, Aprile 2001; tale testo è stato utilizzato per la nostra traduzione, riscontrata nelle due versioni in lingua inglese e francese.

L'articolo è introdotto da estratti della "Lettera al Congresso", che fu esposta ai delegati del XIII Congresso tenuto nel maggio 1924, il quale riconfermò all'unanimità Stalin - che aveva presentato le sue dimissioni da Segretario generale - alla testa del partito.

V. A. Sakharov solleva la questione della paternità di tale lettera e dei relativi documenti. Data l'importanza, non solo storica ma anche politica della questione - da sempre utilizzata dai trozkisti per i loro attacchi velenosi e denigratori - abbiamo ritenuto utile sottoporre questa indagine ai nostri lettori, come contributo per la ricerca della verità storica e la prosecuzione della lotta contro i nemici del leninismo.


Dalla "Lettera al Congresso":
I.
"Il Compagno Stalin, divenuto Segretario Generale,
ha concentrato nelle sue mani un'autorità illimitata, e
io non sono sicuro che egli sappia servirsene sempre
con sufficiente prudenza. D'altro canto, il compagno
Trotsky, come ha già dimostrato la sua lotta contro il
CC nella questione del Commissariato del Popolo per
le Comunicazioni, si distingue non solo per le sue
eminenti capacità. Personalmente egli è forse il più
capace tra gli uomini nell'attuale CC, ma ha
un'eccessiva sicurezza di sé e una tendenza eccessiva
a considerare il lato puramente amministrativo del
lavoro".
25 dicembre 1922
Registrato da M. V.
(V. I. Lenin, Opere, Vol. 36, Mosca, 1971, pp. 594-
595).
II.
"Stalin è troppo rude, e questo difetto, del tutto
tollerabile nell'ambiente e nei rapporti tra noi
comunisti, diventa intollerabile in un Segretario
generale. Perciò io suggerisco ai compagni di pensare
alla maniera di rimuovere Stalin da questo incarico e
di nominare al suo posto un altro uomo che a parte
tutti gli altri aspetti, si distingua dal compagno Stalin
nel presentare solo vantaggio, quello cioè di essere
più tollerante, più leale, più cortese e più riguardoso
verso i compagni, meno capriccioso, ecc. Questa
circostanza può apparire come un dettaglio
trascurabile. Ma io penso che dal punto di vista delle
misure di sicurezza contro una scissione e dal punto
di vista di quanto ho scritto sopra sui rapporti tra
Stalin e Trotsky non è un dettaglio, ovvero è un
dettaglio che può avere un'importanza decisiva".
Registrato da L. F.
4 gennaio 1923
(op. cit. p. 596).
L'attualità politica e scientifica di una lotta di
principio contro qualsiasi pseudo-creazione
riguardante V. I. Lenin, sta di fronte ai movimenti
comunisti contemporanei. Questa lotta non è
solamente difensiva. Il fine non è quello di dare agli
operai un'immagine di V. I. Lenin nella sua
grandezza, ma quello di salvaguardare e promuovere
la vittoria della rivoluzione comunista.
Queste lettere del cosiddetto testamento
non appartengono a Lenin
Tra i miti che sono legati alla vita e all'opera di V. I.
Lenin, il più subdolo, raffinato e al tempo stesso il più
distruttivo nelle sue conseguenze politiche ed
ideologiche è il mito del cosiddetto "Testamento
Politico" di V. I. Lenin, che raccoglie un certo numero
di documenti, conosciuti anche come "Ultimi articoli
e lettere". Il problema scientifico che ci troviamo di
fronte consiste nell'accertare che ciascuno di questi
documenti sia effettivamente opera di V. I. Lenin.
Quindi l'esame di tutti questi documenti è una
questione di verifica.
Queste lettere sono dattilografate. V. I. Lenin non ha
firmato nessuno di questi documenti o lettere, ed essi
non possono essere verificati come tali. La firma
sotto il testo battuto a macchina è "AM. V." o "L.F."
Queste iniziali non possono sostituire un documento
autografo o una copia firmata da Lenin. E' un fatto
che la paternità di Lenin riguardo questi documenti,
resa pubblica fin dall'inizio, malauguratamente non è
mai stata messa in dubbio. Vi è stato il
riconoscimento del fatto che essi sono stati scritti da
V. I. Lenin. Ciò è stato accettato persino dallo stesso
Stalin. Questa situazione, ovviamente, ha dato un
considerevole aiuto ai revisionisti che erano ancora
nella direzione del PCUS dopo la morte di Lenin. La
storia dimostra che questi "documenti" sono diventati
parte di un "intrigo".
Tuttavia, un'analisi scientifica esige che tali
documenti siano esaminati dal punto di vista storico.
Le analisi storiche non devono essere concepite per
mostrare o provare che questo o quel documento non
appartengono a V. I. Lenin. Piuttosto l'onere della
prova deve pesare nell'altro senso: l'analisi deve
provare che queste lettere appartengono
effettivamente all'insieme delle opere che ricadono
sotto la paternità di V. I. Lenin.
L'autore ha studiato i documenti ed ogni possibile
archivio disponibile di tutti i materiali, ed è giunto
alla seguente conclusione. Parlando concretamente,
nell'analisi del cosiddetto "Testamento" si applica la
seguente logica: voi potete dividere i documenti in
due parti:
(1) quelli in cui la paternità di Lenin è dimostrata
completamente e senza alcun problema attraverso
metodi differenti,
(2) quelli in cui la paternità di Lenin non può essere
provata tramite alcun mezzo scientifico.
A questo proposito dobbiamo dichiarare con forza
che in nessuno dei testi di Lenin inconfutabilmente
riconosciuti, e nella loro forma originale, è presente
alcun pensiero o un'espressione contro Stalin.
Tuttavia, in questa parte del controverso
"Testamento" di V. I. Lenin (vale a dire ciò che noi
riteniamo non appartenere alla mano di Lenin)
avviene esattamente l'opposto: essa è piena di
antistalinismo ed è politicamente motivata a questo
fine.
Il testamento
In realtà, la parte del "Testamento" di Lenin è basata
sui seguenti articoli:
* Le "Pagine degli appuntamenti dal suo diario
quotidiano ",
* "Come dobbiamo riorganizzare Rabkrin?",
* "Meglio meno, ma meglio",
* "Sulla nostra Rivoluzione".
Questi articoli sono stati resi pubblici e pubblicati
dall'inizio di gennaio fino ai primi di marzo del 1923.
Inoltre la sua dettatura della "Lettera al Congresso" è
stata effettuata tra il 26 e il 29 dicembre del 1922, e
tratta della riorganizzazione del Comitato Centrale e
del livello delle ispezioni degli operai e dei contadini
e dei compiti del Gosplan.
Infine, un articolo: "Sulla Cooperazione", è datato 4-
6 gennaio 1923.
Non tutti questi documenti sono firmati da Lenin. Ma
il testo, il lavoro compiuto su di essi (o sulle loro
singole fasi) sono fissati in differenti documenti dalla
segreteria di Lenin, durante l’attività svolta su di essi.
Le date sono anche fissate nei documenti del
Politburo. Tutto ciò conferma la loro autenticità. In
altre parole, e questa è un'affermazione facile da
verificare, ciò significa che quando V. I. Lenin
lavorava su questi documenti, o dopo che essi sono
stati terminati, egli era sempre in grado di sorvegliare
il loro completamento. In definitiva, questi
documenti concordano in parecchi punti, e sono
confermati dai documenti che V. I. Lenin ha ricevuto
dopo il loro perfezionamento da parte della
segreteria. Lenin li ha ricevuti per dare la sua
approvazione finale, oppure li ha usati come
riferimento, quando la discussione era ancora in corso
all'interno del Comitato Centrale del partito. Questi
documenti interni non sono contraddittori tra loro, né
mostrano degli atteggiamenti antagonistici all'interno
della direzione. In questi documenti ci sono delle idee
sviluppate, ma nessuna distinzione principale dagli
scopi di altri documenti. Infine, essi non sono in
contrasto con altre raccomandazioni fatte da V. I.
Lenin. Si può dire che c'è coerenza in seno e tra questi
documenti.
Attacco contro Stalin
Il secondo gruppo di documenti - in cui "le parti che
non sono di Lenin" possono essere rintracciate nel
"Testamento di Lenin", presenta assolutamente un
altro tipo di problemi. Questi problemi possono
essere riassunti come segue:
(1) Noi vediamo una nota caratteristica, che si legge
come "dettata da V. I. Lenin". Questo accade il 24-25
dicembre 1922 e il 4 gennaio 1923. E' qui che noi
troviamo la base per un attacco contro G. V. Stalin.
Stalin era sicuramente, in effetti, il luogotenente di V.
I. Lenin ed un leader del partito.
(2) Appare qui un cosiddetto "articolo" <sulla
questione delle nazionalità o della
"autonomizzazione">.
(3) Si sostiene la presunzione che esiste una lettera
politica, "dettata" il 5-6 marzo 1923 (a Trotsky,
Mdivani, Makharadze) con una dichiarazione di
solidarietà con loro.
(4) Si suppone la lettera-articolo indirizzata a Stalin
con una "minaccia di interrompere i rapporti
personali" tra Lenin e Stalin.
Tutto ciò ci mostra che Lenin stesso non era l'autore,
e che non vi è alcun testimone esterno del fatto che
Lenin scrisse questa lettera! Nondimeno il lettore può
chiedere: da dove otteniamo questa informazione su
questo documento?
La nostra analisi è confermata:
(1) dal cosiddetto "Diario quotidiano delle segretarie"
di V. I. Lenin;
(2) dalle persone che hanno consegnato questi
documenti al Plenum del Comitato Centrale del
PCUS.
Esaminiamo questi due punti in dettaglio.
"Il Diario" della Segreteria è il più rilevante e, finora,
questo documento non è mai stato messo in
discussione. Tuttavia esso non è mai stato esaminato
in dettaglio dal punto di vista scientifico e storico. In
realtà era inutile fare ciò, poiché oggi è noto ed
accettato che questo "Diario" dopo il 18 dicembre
1922 non è più considerato come un documento del
lavoro quotidiano della Segreteria di Lenin. Ciò
perché esso è il lavoro di nuovi autori, allo scopo di
assicurare dei cambiamenti da effettuare, laddove
possibile, su dati
temi teorici e
politici, da parte di
artefici che a quel
tempo erano ben
n a s c o s t i .
Re a l i s t i c ame nt e
parlando esso è un
d o c u m e n t o
inventato, falso.
Giudicate voi stessi.
L'inizio della
malattia di Lenin, il
18-19 dicembre
1922, ha visto Lenin
dover di fatto
smettere di occuparsi della fase centrale del suo
lavoro. Sfortunatamente, durante questo periodo la
sua Segreteria ha praticamente cessato di funzionare,
ed i diari quotidiani non sono registrati. I progetti
sono rimandati. Ma quando questi "Diari" vengono di
nuovo redatti, noi troviamo delle "versioni"
completamente nuove rispetto a ciò che si è supposto
Lenin abbia dettato. Nei "Diari" ci sono intere pagine
vuote, le annotazioni vi sono collocate solo
irregolarmente. Tra le pagine dove c'è qualche
annotazione, durante questo periodo ci sono delle
pagine vuote. Ciò ha in effetti dato ai promotori del
"Testamento" l'opportunità di riempire le pagine che
erano vuote.
Miracoli cronologici
Questo è confermato dai successivi periodi di tempo
o dall'analisi cronologica, che proverà a dimostrare
che L. A. Fotieva (una delle segretarie che redigevano
i "Diari") avrebbe dovuto fare un'annotazione per il
28 dicembre 1922 e per i giorni 4-9-19-24 gennaio
1923. M. V. Volodicheva da parte sua promise di
riempire queste date per il 26 dicembre ed il 17
marzo.
Ma questo non è tutto, qualcos'altro "appare" nel
calendario del “Diario”, o nella Segreteria, ad opera
di Fotieva e Volodicheva. Ne risulta una buffa
sequenza di date. Dopo il 30 gennaio c'è
un'annotazione, segnata il 26 gennaio, quindi di
nuovo un'annotazione il 30 gennaio. Sembra che
l'annotazione del 24 non sia peggiore
dell'annotazione del 30 (non del 31, come per errore
materiale è riportato nel documento, N.d.T.).
L'annotazione finale, in terza battuta, è anch'essa del
30 gennaio 1922.
Le annotazioni di febbraio sono difettose come quelle
di gennaio: il 10 febbraio, le segretarie scrivono nel
"Diario" un'annotazione sulla mattina del 7; dopo ciò
sulla mattina del 9;
segue un'annotazione
per la sera del 7, poi
un'annotazione per la
mattina del 9 e quindi
per la serata del 7. Ma
nella mattina del 9 esse
spariscono per
riapparire di nuovo per
la seconda volta in
febbraio. La fine di
questo balletto nelle
annotazioni del
“Diario” sopraggiunge
il 9 febbraio.
Ciò dimostra dunque in
breve che tutte queste date sono state manipolate, e
che davanti a noi non c'è il documento che questi
nemici tentano di presentarci come l'originale. Delle
analisi scientifiche sugli scritti del “Diario”
quotidiano ci mostrano che, da dopo il 18 dicembre,
la moglie di Stalin, N. S. Allieueva, non scriveva su
questo “Diario”, in quanto facente parte della
segreteria di V. I. Lenin, sebbene essa abbia
continuato a lavorare nella Segreteria con altre
funzioni.
Nel "Diario", appaiono dunque degli inserimenti, alle
pagine del 23-24 dicembre e del 17 e 30 gennaio.
Questo mostra che ci sono delle aggiunte inserite
dopo che il “Diario” è stato compilato. Tutti questi
"stili ineguali" inseriti nel "Diario" si spiegano sulla
base del fatto che il lavoro su di esso non era stato
completato. Qualcosa sembra aver impedito
l'ulteriore falsificazione di questo "Diario" così come
era stato deliberatamente deciso.
A parte il "Diario" delle segretarie, esistono note
scritte quotidianamente dei dottori che si occupavano
di V. I. Lenin. Tra i "diari" delle segretarie ed i
documenti scritti dai dottori, troviamo molte
differenze riguardo ai dettagli, alle date e ad altre
annotazioni.
Ad esempio, le segretarie nel "Diario" mantengono il
silenzio circa il lavoro di V. I. Lenin, mentre i medici
ne hanno scritto: il 25, 29, 31 dicembre, il 1-4, 10, 13,
16-27 gennaio, quindi il 18-20, il 25-27 febbraio, ed
infine il 2 e 3 marzo. Ciò ammonta a 20 giorni di
differenza tra le annotazioni dei dottori e la totale
mancanza d'annotazioni da parte delle segretarie.
Vi è anche un esempio nella direzione opposta,
allorché V.I. Lenin non ha lavorato con le segretarie,
mentre invece le segretarie ci dicono che avevano
ricevuto delle dettature da parte di V. I. Lenin il 24-26
gennaio, e il 3,9,10,12,14 febbraio. Si tratta di una
discordanza di ulteriori otto giorni con le altre
annotazioni dei dottori. Immaginate un “diario", che
è una documentazione quotidiana degli eventi, in cui
28 giorni su 72 non coincidono o sono
completamente l'opposto (rispetto ad altre fonti,
N.d.T.)!
E' molto interessante notare cosa accadeva durante
queste "date discutibili", in cui il lavoro è stato
presumibilmente svolto dalle segretarie. E' in questo
periodo che compare l'informazione sul testamento di
Lenin e la sua critica contro G. V. Stalin, rispetto alla
questione della costruzione di uno stato nazionale;
evento che ha tutti gli elementi essenziali di una
"bomba" messa lì apposta per Stalin.
Ne segue, che è proprio questa informazione,
"inserita" nel “Diario”, a diventare la base presunta
della tesi della paternità di Lenin di tale "articolo", di
<sulla questione delle nazionalità" o della
"autonomizzazione"> e delle lettere del 5-6 marzo
1923.
Il lavoro di Trotsky
La situazione non può essere sanata dalle diverse
memorie di Trotsky o delle segretarie di V. I. Lenin,
Fotieva, Volodicheva, Glyasser. Tutte queste
memorie cercano di dare autorità e credito al fatto che
questi documenti sono stati effettivamente scritti da
V. I. Lenin. Tutti costoro cercano di dimostrare "le
basi storiche ed attuali" di questi documenti.
Ma il confronto tra questi stessi documenti secondari
mostra chiaramente così tante serie contraddizioni
con i documenti e gli scritti dei dottori, e discrepanze
tra loro stessi, che quanto da loro riportato non può
essere accettato come veritiero; e non può dunque
aiutare a stabilire la paternità di V. I. Lenin nei
confronti di questi documenti e testi. Se la semplice
logica non basta a convincerci non ci resta che
credere alle loro parole. Ma questo può far piacere
solo a chi vuol essere imbrogliato.
La storia della pubblicazione di questi documenti e la
loro utilizzazione nelle lotte politiche non ha niente a
che vedere con quanto scritto nell'ultimo testamento,
consegnato da V. I. Lenin al partito tramite il vertice
del CC del partito, il Politburo ed i suoi compagni di
lotta più vicini.
In primo luogo, un tale appello segreto non era nello
spirito di V. I. Lenin, esso non appartiene al suo
metodo politico di lavoro.
In secondo luogo, questi documenti scritti non sono
stati dettati in circostanze normali, poiché V. I. Lenin
ha avuto ampia opportunità di fare apertamente
appello al partito con qualunque suggerimento egli ha
considerato opportuno e necessario. Non vi era alcun
"regime carcerario" ipoteticamente instaurato da
Stalin mentre V. I. Lenin era vivo. La presenza nel CC
del PCUS e nel Politburo di differenti gruppi politici,
e la lotta tra di loro, assicura la sconfitta di qualsiasi
tentativo di nascondere i documenti di Lenin.
In terzo luogo, sarebbe stato illogico rimandare
qualsiasi decisione su non importa quali questioni,
dalle quali dipendeva la vita del partito o il futuro
della rivoluzione, a qualche decisione futura, ad un
Congresso del partito. Non era certo quando, dopo la
presumibile scomparsa di V. I. Lenin, si sarebbe
tenuta una riunione posposta, poiché non era tra
l'altro certo quando Lenin, ammalato in modo critico,
sarebbe morto.
Tutti questi esempi dimostrano che i documenti non
erano autentici. Ma vogliamo riflettere su chi erano
gli autori del "Testamento"? Chi poteva trarre profitto
da esso? Gli autori di questa leggenda del
"Testamento di Lenin" sono Trotsky, Fotieva,
Zinoviev, Bukharin. Essi "hanno inserito" questi testi
nell'arena politica assai prima della morte reale di V.
I. Lenin. Essi hanno atteso finché Lenin non fosse più
capace di scrivere, dettare o leggere i materiali, hanno
redatto questi documenti come un metodo politico di
lotta contro G. V. Stalin. Trotsky, con l'aiuto di una
delle segretarie, la Fotieva, ha composto il cosiddetto
"articolo", <sulla questione delle nazionalità o
della"autonomizzazione">. Mentre hanno fatto
questo, essi hanno apertamente dichiarato di non aver
ricevuto alcuna direttiva, ma di essersi basati sulla
richiesta di V. I. Lenin e di non aver saputo quando
questa è stata fatta.
Ma la manovra da parte di questi elementi non ebbe
successo, perchè lo stato dell'URSS fu proclamato al
XII Congresso del partito. In questo Congresso essi
tentarono, basandosi sul "testo di Lenin", di
smembrare l'URSS che era stata appena adottata dal
Congresso.
Malgrado i loro sforzi, questi elementi non sono stati
capaci di dissolvere l'URSS appena formata. La
battaglia contro di essi è stata condotta da G. V. Stalin.
E' proprio durante questo periodo del dibattito
sull'URSS che "l'articolo" apparentemente scritto da
V. I. Lenin è stato distribuito da Trotsky ed è stato
consegnato alla Segreteria di V. I. Lenin per essere
registrato nel "Diario"!
Dopo il Congresso, l'intensa lotta di Trotsky contro G.
V. Stalin entrò in una nuova fase. Alla fine del maggio
1923, Krupskaya (la moglie di Lenin, N.d.T.) dà a
Zinoviev il testo di un "materiale dettato" del 24-25
dicembre 1922 - che costituisce una parte delle
"caratteristiche delle persone nel CC". Essa non lo
consegna alla Segreteria del CC, come avrebbe
dovuto fare, non nelle mani del Politburo, ma
solamente ad uno dei suoi membri, che aspirava a
guidare il paese.
Inoltre, Zinoviev era molto amareggiato ed invidioso
per la crescita di autorità e prestigio di G. V. Stalin.
Zinoviev quindi informa i membri ed i candidati
membri del Politburo ed il Presidium della
Commissione Centrale di Controllo. Circa il
desiderio apparentemente espresso di V. I. Lenin
riguardante questo materiale dettato, ossia che tale
lettera era per il Congresso, Krupskaya non ne fece
neppure cenno, né la consegnò in tempo utile per il
Congresso. Eppure ella disse che "questo documento
dovrebbe essere consegnato solo al Comitato
Centrale". La leggenda su questa lettera riappare
frequentemente ed ha avuto serie ripercussioni.
Questa lettera nacque durante le lotte interne in seno
al partito. Due mesi più tardi Zinoviev e Bukharin
informarono G. V. Stalin, Segretario Generale del
PCUS, eletto dall'ultimo Congresso, sull'esistenza di
questa "lettera" (ossia la "lettera dettata" il 4 gennaio
1923). Questo avveniva durante le manovre di
Zinoviev e Bukharin finalizzate a mettere il lavoro di
G. V. Stalin sotto la direzione di un partito che era
sotto il loro controllo, assieme a Trotsky.
Essi hanno cercato di utilizzare l'autorità di V. I.
Lenin. Queste cosiddette "lettere dettate" sono
diventate il mezzo per spogliare Stalin della sua
autorità, poiché essi stessi non avevano sufficiente
autorità personale per sostituire G. V. Stalin. I nemici
interni avevano riunito le loro forze per sfidare Stalin,
basandosi solamente sulle presunte "lettere dettate" di
V. I. Lenin.
Il meccanismo della falsificazione
La storia di questi documenti e della loro
pubblicazione, non fornisce alcun esempio concreto
circa la paternità di V. I. Lenin di questi documenti.
Anche lo stile con il quale essi sono composti, ed
altre particolarità, costituiscono argomentazioni
contro questa paternità. Il contenuto e le
"caratteristiche", come per premeditazione, si sono
"offuscati" col tempo. Offuscati, a tal punto, che gli
argomenti sul loro contenuto, costituiscono ancora
oggi oggetto di discussione.
Ad esempio, la prima risposta, da parte di Tomsky, fu
questa: "Nessuno qui, tra le grandi masse, ne capirà il
significato".
Nel testo noi non possiamo trovare alcuna evidenza
che dimostra che esso sia stato composto e dettato da
V. I. Lenin. Eppure c'è qualche luce nelle torbide
acque di questo testo. Tra tutte le falsità e gli
incomprensibili pensieri che l'autore di questo testo
ha cercato di comunicare, non si può dubitare su
quanto egli ha voluto dire: sbarazzatevi di G.V. Stalin
come Segretario Generale del Comitato Centrale.
La medesima cosa si può dire per le lettere del 5-6
marzo. Non c'è alcuna firma di V. I. Lenin, né c'è
alcuna registrazione di questa lettera negli schedari
della Segreteria. Ciò può essere spiegato. Dobbiamo
capire per quale motivo queste "lettere" non sono
state utilizzate da Trotsky, Mdivani ed altri, al XII
Congresso del partito, nella lotta contro G. V. Stalin
sulla questione della costruzione dello stato
nazionale.
La lotta era feroce ed i nemici hanno cercato di
utilizzare per intero l'autorità di V. I. Lenin e i
documenti. Ma questi documenti sono stati "dati al
mondo" in modo completo molto più tardi. Trotsky
cominciò ad utilizzare questi documenti solamente
nell'autunno del 1923. Queste lettere sono state rese
pubbliche solamente dopo il fallito tentativo di
sbarazzarsi di Stalin come Segretario Generale.
Trotsky cercò di promuovere l'idea che vi era un
blocco di comprensione e cooperazione tra lui e V. I.
Lenin contro G. V. Stalin. L'abuso, sia politico che
psicologico, andava avanti a piena velocità. Ma Stalin
resistette a questo attacco.
Nemici dell'URSS contro Lenin e Stalin
La questione della presunta lettera di Lenin a Stalin in
cui egli si dice pronto a interrompere i rapporti
personali con lui richiede uno studio maggiore.
Dobbiamo precisare qui che tutta la storia delle lettere
dettate e della loro presunta consegna a G. V. Stalin è
molto oscura e contraddittoria. Lasciamo che il
lettore faccia le sue considerazioni. Per questo noi ci
riferiremo al testo seguente: M. I. Ulyanova e M. V.
Volodicheva (in V. I. Lenin, Opere Complete, vol. 45,
p. 486; Izvestia CC PCUS, 1989, N. 12, p.198-9).
Volodicheva ha dichiarato che essa stessa ha scritto la
lettera dettata. Ma, in qualche modo, questo
documento è in due copie differenti, presenta due
versioni diverse; una è stata scritta e firmata da V. I.
Lenin (e non da G. V. Stalin, come per svista è
riportato nel documento, N.d.T), (o è stata firmata da
qualcun altro?); l'altra (come fosse della
Volodicheva), dall'inizio alla fine porta dei
cambiamenti che la rendono irriconoscibile. Com'è
possibile che anche questa seconda versione sia
firmata? Perché vi sono due risposte da parte di
Stalin? Perché G. V. Stalin scriverebbe due versioni di
una lettera a V. I. Lenin sulla questione della presunta
critica di Lenin contro Stalin? E perché neppure una
di queste risposte di G. V. Stalin arrivò mai nelle mani
di V. I. Lenin? Il periodo di tempo tra la risposta di
Stalin (il 7 marzo) e l'inabilità fisica alle normali
funzioni di V. I. Lenin (il 10 marzo), avrebbe
permesso tempo sufficiente
per consegnare una risposta
da un ufficio ad un altro.
L'articolo sulla questione
della nazionalità è
incredibile, su parecchi punti.
Non solo la situazione
politica a quel tempo era
completamente inattesa da V.
I. Lenin; non è possibile
attribuire la russofobia a V. I.
Lenin; ma è impossibile
riconoscere Lenin anche
dalla stessa formulazione di
questo articolo.
Un esempio: "Ho già scritto
nei miei lavori circa la
questione nazionale". Ed
ancora: l'autore suggerisce di
attendere, fino a quando non ci saremo impadroniti
dell'apparato di governo. Lenin non ha proposto tali
problemi nel dicembre 1922.
Se dobbiamo seguire questo "ragionamento" non solo
l'URSS non sarebbe esistita, ma anche la Repubblica
Sovietica Caucasica non avrebbe dovuto essere
formata. Ma V. I. Lenin ha combattuto per ottenere la
formazione di questa Repubblica, contro Mdivani ed
i suoi sostenitori. Oltre a ciò, quindi ne consegue che
persino la Repubblica Federativa Sovietica Russa non
avrebbe dovuto essere stata formata, poiché
l'apparato non era ancora "il nostro"!
L'autore mischia la realizzazione del diritto delle
repubbliche-nazioni di separarsi dall'URSS, come
garantito dalla Costituzione, insieme con la questione
della qualità dell'apparato governativo dello Stato!
Ma, "l'apparato di governo" non fu, o non è, l'entità
legale per conferire questo diritto. Questa è costituita
dai Deputati dei Popoli che siedono nel Soviet
Supremo dell'URSS - l'apparato di governo è proprio
il servitore e il mittente delle decisioni. Lenin sapeva
perfettamente, da chi, e dove e come questo problema
veniva deciso. Esso sarebbe deciso solo nel sistema
della dittatura del proletariato, che egli ha formato e
rafforzato.
L'argomentazione offerta nelle "lettere" non è tratta
dall'arsenale di V. I. Lenin. Questa sorta di argomenti
noi la troviamo solamente nelle dispute interne dei
nazional-separatisti. In conclusione, sollevare il
problema dell'"autonomia", dopo che la questione
dell'URSS era stata decisa, non era la proposta di V. I.
Lenin, né ciò era consono ai suoi principi. Ciò
avrebbe significato ritornare ad una questione, che
già era stata respinta da tempo.
Alla fine del 1922, nessuno ha nemmeno parlato di
tale questione della formazione
dell'URSS sulla base
dell'autonomia. Questo perché
tutti si espressero contro la
questione dell'autonomia, che
avrebbe significato in effetti la
liquidazione della Repubblica
Socialista Federativa Sovietica
della Russia. Dov'è qui
l'approccio di Lenin in tale
materia? L'autore di questo
"articolo di Lenin", deve essere
ricercato, fra i nemici dell'unità
delle repubbliche Sovietiche e
della federazione.
Lenin non fa parte di questi
elementi, di questi nemici
dell'unità delle Repubbliche
Sovietiche. In questo campo c'erano
tre blocchi distinti influenzati da Mdivani, Svanidze e
Rakovski. L'identità dell'autore di questo articolo
deve essere cercata in questi ambienti, ma vi sono dei
fatti che suggeriscono che il suo autore non era altri
che Trotsky. V. I. Lenin non poteva essere stato
questo autore. Sfortunatamente, non c'è ancora
nessuna solida prova riguardo chi sia il suo autore,
ma i fatti puntano tutti verso Trotsky.
Lenin per Stalin, Trotsky contro
L'analisi dei pensieri politici di questo falso
"testamento" dimostra che esso non rappresenta
realisticamente la lotta politica che covava allora
all'interno del Comitato Centrale del partito, nel quale
Lenin ha giocato il ruolo teorico principale. La realtà
politica è che G. V. Stalin non ha nominato se stesso
Segretario Generale. Ma era V. I. Lenin che, cercando
qualcuno che lo rimpiazzasse, all'XI Congresso del
partito fece ogni sforzo per assicurarsi che G. V. Stalin
divenisse il Segretario Generale.
V. I. Lenin allora non inviò documenti, lettere o
proposte, per dire che Stalin non era in grado di
diventare il Segretario Generale. Lenin non ha mai
usato tale linguaggio in nessuno dei suoi discorsi, dei
suoi consigli o dei suoi commenti. Il "Testamento" di
Lenin non rispecchia affatto ciò. Giudicate voi stessi.
Lenin vide nella nostra rivoluzione una buona
prospettiva, mentre Trotsky si limitò a continuare a
ripetere la necessità di una rivoluzione permanente
(gennaio e novembre 1922). Lenin promosse la
fusione finale del partito e del governo, mentre
Trotsky fu contrario a ciò, proponendo il suo
rabberciamento. Lenin fu per la riorganizzazione
dell'Ispezione Operaia e Contadina, mentre Trotsky
fu per la sua liquidazione. Lenin fu per lo sviluppo
del Gosplan come commissione di esperti, Trotsky
perché esso diventasse un piano operativo, ecc. ecc.
In questa situazione è possibile che Lenin abbia
scritto un attacco personale contro Stalin, il suo più
stretto alleato politico, ed abbia proposto che la carica
più alta dovesse andare al suo rabbioso avversario
Trotsky? Noi non possiamo affatto adottare questo
punto di vista. Una comprensione realistica del
"Testamento" di Lenin è differente. Essa dà nelle
mani degli alleati di Lenin, delle munizioni per
ulteriori lotte contro Trotsky nelle serie questioni
della rivoluzione socialista.
Giungiamo ad una conclusione.
Noi abbiamo una base per dichiarare che Lenin non
fu l'autore di questi articoli, lettere o altri documenti.
Questo fatto necessita di correzioni storiche in modo
che gli insegnamenti di Lenin vengano depurati da
queste falsificazioni. Noi dobbiamo comprendere il
Testamento di Lenin nel contesto della vita politica di
quel tempo, delle lotte politiche condotte da V. I.
Lenin nel 1921-1922 contro Trotsky. Questa lotta è
stata intrapresa da Lenin con Stalin come suo alleato
leale, il quale ha promosso e seguito la linea di lotta
di Lenin, e dopo la morte di Lenin si è fatto carico del
pesante fardello di continuare la lotta contro Trotsky.
La parte inventata del "Testamento" può essere
compresa soltanto in un contesto storico molto più
ampio, nel contesto della lotta all'interno del CC del
partito contro Trotsky e il suo gruppo. All'interno di
questa lotta è stata combinata una lotta contro Stalin
che fu consolidata e promossa da Zinoviev, che era
anti-leninista. Oggettivamente, l'intero piano di
entrambi questi raggruppamenti era di allontanare
Stalin dalla direzione con l'aiuto dell'autorità di V. I.
Lenin e cambiare così il corso politico del Partito
Comunista Russo (B).
Dobbiamo essere veramente coscienti che la base
della lotta per la direzione fu una lotta storica per la
questione principale della rivoluzione socialista.
Ragioni di spazio non ci consentono di andare oltre
nel ragionamento. Possiamo soltanto dichiarare che
negli "archivi di Trotsky", dopo la "lettera" di Lenin
sulle caratteristiche di Stalin, la copia include un
emendamento redatto nella scrittura propria di
Trotsky che dichiara: "Ho pubblicato la mia copia. L.
Trotsky".
La contraffazione continua
I miti che sono alimentati sulla base degli ultimi
articoli e delle lettere di V. I. Lenin non sono cessati
neppure più tardi, anni dopo la morte di V. I. Lenin.
In questo contesto Krusciov e Gorbaciov hanno fatto
loro proprie aggiunte ed interpretazioni. Parti delle
lettere di Lenin sono state adoperate per soddisfare un
bisogno dei nemici dei tempi attuali. Esse sono state
impiegate principalmente con un carattere
antistalinista. Ad esempio, nella lettera del 23
dicembre, c'è una frase: "Vorrei condividere questo
con Voi...". Nella pubblicazione da parte di questi
nemici contemporanei, è scritto come "con voi"
attribuendo così un significato totalmente nuovo a ciò
che Lenin ha affermato. Lenin lo ha dichiarato al
Congresso del Partito, rivolgendosi ad esso con il
titolo "Voi", che merita. Questo modo di rivolgersi
era in contrasto con il "voi" che si rivolge a chiunque,
in opposizione ad una entità eletta dal popolo. Questa
lettera è anche registrata nella segreteria di Lenin
come una lettera a G. V. Stalin per il Congresso. Ciò
conferma ancora di più la sua essenza, avendola
indirizzata con il "Voi". Ma Nikita Krusciov ha deciso
che per lui, sarebbe più vantaggioso lanciare la critica
a Stalin. Nella frase: <egli ha una influenza tremenda
per tutte le "corti" del partito> - la parola "corti" è
stata cambiata nelle parole "codice di legge". Questo
non solo falsifica le parole di V. I. Lenin, ma lascia la
frase senza alcun significato. Quante corti possono
esserci nel partito e che tipo di corti sono?
Nel lessico politico di V. I. Lenin negli ultimi anni, le
cose sono chiare. Con la parola "corti", egli ha inteso
i differenti oppositori, sempre pronti a criticare il
partito ed a cercare di cambiare il suo corso. Tra
questi "giudici di corte", c'era in primo luogo Trotsky
ed il suo gruppo. E' contro questi "giudici" che Lenin
ha combattuto una lotta aspra, così come ha fatto
anche G. V. Stalin, l'amico e l'aiutante principale di V.
I. Lenin, al quale è stata scritta questa lettera. Sono
questi i "giudici", che sono stati chiamati a tal
riguardo "critici" e "nostri Suhanoviti", a cui Lenin si
riferisce nella sua dettatura del 26 dicembre ed anche
nell'articolo "Sulla nostra Rivoluzione" (Lenin, vol.
45, p. 347, 383, 385.). La frase: "50-100 membri del
CC il nostro partito deve esigerli dalla classe
operaia", è stata cambiata con: "...il nostro partito ha
il diritto". Lenin ha dichiarato che il CC esige 50-100
nuovi membri per il Comitato Centrale allargato,
mentre i falsificatori dicono "il partito chiede". Una
tale falsificazione era necessaria, affinché la lettera a
G.V. Stalin fosse considerata come una lettera al
Congresso del partito, anziché uno scambio di idee
tra Lenin e Stalin.
Nell'articolo di V. I. Lenin "Come dobbiamo
riorganizzare Rabkrin?", che è stato falsificato dai
nemici, l'articolo afferma: "che nessuna autorità, ne
del Segretario Generale, ne di nessun altro membro
del CC può immischiarsi nel lavoro della
Commissione Centrale di Controllo, o ha il diritto di
affidare alla Commissione di Controllo qualsiasi
questione quanto al suo lavoro..." (Lenin, Opere
complete, (in Russo), Volume 4, (sic) pag. 387). La
nomina del Segretario Generale è inserita per essere
ritenuta ed usata contro G. V. Stalin. Secondo gli
archivi (come scritto sulla Pravda, 25 gennaio 1923)
parole come Segretario Generale non sono state
trovate da nessuna parte. La frase che è stata
impiegata era: "nessuna autorità potrà essere
impiegata...". Questa è una falsificazione aperta, che
serve a provare e dimostrare che questo è "un
documento" di critica di Lenin nei confronti di Stalin,
falsificando così l'intera comprensione del
testamento.
Provocazione ideologica
E' ora noto quale significato fu attribuito all'articolo
"Sulla Cooperazione" durante il periodo della
perestroika. Con questo articolo scritto da Lenin, i
revisionisti hanno cercato di eliminare qualsiasi altro
scritto di V. I. Lenin. Sotto questo slogan, essi hanno
dichiarato che era necessario rivalutare tutti gli
aspetti del socialismo. Anche non c'è assolutamente
nessuna parola di questo genere in V. I. Lenin, essi
hanno cercato tuttavia di utilizzarlo, nell'ideologia
della "perestroika". Questa è una faccenda di
spudorata falsificazione. Negli scritti di Lenin non c'è
una parola od un'articolo "Sulla Cooperazione", ma
c'è una prima e una seconda "edizione" di questo
articolo. Lenin, mentre lavorava su questo articolo
non era ancora soddisfatto del suo scritto, qualcosa
nella sua mente lo persuase che avrebbe potuto
esporre il suo pensiero molto più chiaramente. Ciò è
confermato dalle proprie note scritte a margine del
testo, che era ben conosciuto da quei nemici,
informati del fatto che Lenin stava lavorando su
questioni importanti. Lenin scrisse nelle sue note a
margine:
"Nessuna variazione mi piace, perché alcune di esse
contengono forme che hanno bisogno di un'ulteriore
elaborazione da un punto di vista ideologico, ed
entrambe hanno bisogno in una certa misura di
qualche correzione".
Questa nota a margine è stata datata 7 gennaio 1923.
Naturalmente questa annotazione non esprime l'intero
testo. Noi dobbiamo cercare di rappresentare che cosa
rendeva Lenin insoddisfatto nella sua elaborazione di
questo importante documento.
Da Bukharin a Krusciov,
fino a Gorbaciov
L'articolo "Sulla Cooperazione" è il pensiero
supremo ed è finito nelle mani di Bukharin. Da
Krusciov questo "documento" è passato a Gorbaciov,
e qui davanti ai nostri occhi, c'è questa bomba
ideologica, mascherata come se V. I. Lenin ne fosse
l'autore finale. Questo articolo è stato espanso ed
utilizzato come una deformazione dall'interno da
parte di Krusciov, quando egli cominciò a smembrare
lo stato socialista. Ciò è stato reso possibile in quanto
questo menzognero sotterfugio ha avuto un
importante effetto politico dietro le quinte. Al tempo
di Bukharin è stato utilizzato a favore dei kulaki, per
salvarli come classe. Al tempo di Krusciov è stato
usato come veicolo per criticare la tesi di Stalin, ossia
che nel periodo di accerchiamento capitalistico i
successi del socialismo saranno sempre più
considerevoli, mentre i resti delle classi sfruttatrici
disperse "proveranno in tutti i modi a loro
disposizione di rovesciare lo stato socialista, essi
saboteranno sempre più lo Stato Sovietico, come
ultimi mezzi per conservare la loro posizione di
classe privilegiata".
La critica di questo testo ha aiutato Krusciov ad aprire
una campagna contro Stalin. Durante la gestione di
Gorbaciov esso è stato usato per incitare la gente a
non credere più alla via ideologica della costruzione
del socialismo in URSS, per giustificare il percorso
non socialista e “l’accomodamento” con il
capitalismo in URSS, per evidenziare la necessità di
sbarazzarsi dell'eredità socialista del paese, per
sostenere che in un modo o nell'altro avremmo perso
e che era inutile tentare di ristabilire il socialismo, che
non c'è niente da guadagnare da esso, che non era più
necessario che la nostra storia....
Ad ogni modo, i lettori stessi sanno molto bene cosa
c'era e come era, e quello che è seguito.

Teoria & Prassi n. 16