Non trovate lavoro? Ci pensa il vescovo - Cronache Laiche
di Virginia Romano [24 giu 2011]
La crisi economica mondiale e la situazione specifica del nostro Paese rendono davvero dura la ricerca di un lavoro per le giovani generazioni. A tal proposito il vescovo di Vigevano, mons. Vincenzo di Mauro ha pensato, lungimirantemente, di convocare i maturandi della città per tre ore di aperitivo e musica all’aperto. Scopo di questa festa era, a detta dei togati promoter, di «esorcizzare» l’evento maturità (termine che riportiamo fedelmente, per quanto inquietante possa suonare), e procedere poi con una sorta di spot pro-carriera ecclesiastica.
Solo qualche mese fa, questo giornale ha pubblicato una notizia simile riguardo ad un altro caso in cui la Chiesa dimostra di cominciare a maneggiare, con una certa sapienza, strumenti un tempo considerati del tutto inappropriati alla religione. L’uso smaliziato dell’advertising e del marketing allo scopo di reperire, quanto più possibile, donazioni alla Chiesa cattolica dell’8 per mille relativa alla campagna iFeelCUD ci conferma, se ce ne fosse bisogno, la svolta imprenditoriale del Vaticano negli ultimi anni.
Già perché la crisi, una crisi spirituale s’intende, la sta attraversando anche questa potente istituzione, costretta – oltre alle varie “raccolte fondi”- ad importare prelati a causa della diminuzione delle vocazioni registrata negli ultimi quarant’anni.
E se nelle scuole di tutta Europa sono le università a visitare i maturandi, a proporre seminari di orientamento per illustrare i loro corsi di laurea e per prospettare alternative rosee per la vita lavorativa che verrà, da noi – che non ci facciamo di certo sfuggire delle ghiotte alternative – ormai sono i preti a tentare di soffiare le nuove risorse agli studi superiori.
Le università statali italiane attualmente riescono ad ottenere risorse – sulla base dei criteri stabiliti dal Miur – proporzionalmente (tra le altre cose) al numero di iscritti virtuosi nonché alla loro capacità di contenere il tasso di abbandono degli studenti. Ciò significa che le matricole costituiscono un bene sempre più prezioso e sempre più difficile da attirare e da mantenere nel corso di studi. Di certo il vescovo deve aver elaborato la nostra stessa analisi e deciso di “giocare sporco” tirando fuori dal cilindro dei traguardi che nessuna università oramai può permettersi di garantire: la sicurezza di un posto fisso.
Mons. di Mauro, infatti, in riferimento alla funzione di accompagnamento al lavoro che l’iniziativa-festa intende promuovere, ha dichiarato : «e speriamo di accompagnare anche qualcuno in seminario o in qualche monastero, perchè lì c’è posto, posto per tutti, casa, stipendio assicurato e lavoro super-assicurato, per sempre».
Casa, stipendio e lavoro a tempo indeterminato? Un vero e proprio miracolo.




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