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  1. #1
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    Predefinito Bologna - Amministrative 2011

    Bologna: Lega candida Bernardini, ma il Pdl non molla
    'Pronti ad andare da soli';
    Berselli: 'decisivo vertice con Bossi
    '

    (ANSA) - BOLOGNA, 18 MAR - ''Bernardini e' il candidato sindaco''. Lo ha annunciato Rosi Mauro, reggente della Lega in Emilia, ma il Pdl non molla: ''Decideranno Bossi e Berlusconi''.
    Continua il braccio di ferro nel centrodestra in vista delle comunali di Bologna.
    La Mauro, di passaggio in citta', ha invitato i berlusconiani ad accodarsi, ma, ha spiegato, ''siamo pronti ad andare da soli''.
    Il candidato e' Manes Bernardini: 39 anni, avvocato, ex consigliere comunale oggi in Regione.
    Secca la replica di Filippo Berselli, altro papabile candidato: ''La Mauro non conta molto, sara' decisivo il vertice di lunedi'''.


    Bologna: Lega candida Bernardini, ma il Pdl non molla - Emilia Romagna - ANSA.it
    Ultima modifica di Alessandro; 18-03-11 alle 22:03

  2. #2
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    Predefinito Rif: Bologna - Amministrative 2011

    Oggi 22 marzo, a un mese e mezzo dalle elezioni amministrative, il centro destra (Pdl e Lega) non ha ancora un candidato ufficiale.
    O meglio, Bernardini (Lega) si è candidato ma non si sa se il Pdl lo appoggerà o se ne metterà uno suo.
    Roba da matti.
    Ultima modifica di Alessandro; 22-03-11 alle 12:51

  3. #3
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    Predefinito Rif: Bologna - Amministrative 2011

    L’ANNUNCIO STRAPPO DI GARAGNANI, MENTRE A ROMA CI SONO VOCI DI ROTTURA CON LA LEGA

    «Ora basta, il Pdl correrà con la sua lista»

    NIENTE DI NUOVO sul fronte Pdl. Per i berlusconiani bolognesi, ieri è stata l’ennesima giornata passata in (vana) attesa di notizie da Roma.
    Dove i vertici nazionali — in queste ore in tutt’altre faccende affaccendati — dovrebbero chiarire chi, fra Lega nord e Pdl, schiererà il candidato sindaco.
    E mentre, ieri sera in Parlamento, parlando del ‘caso Bologna’ un leghista di primo piano teorizzava un’imminente rottura fra Berlusconi e Bossi alle elezioni di metà maggio, il deputato Fabio Garagnani, leader cittadino del Pdl, rompeva gli indugi, convocando per domani il coordinamento.

    «Comunque vada, faremo la lista del Pdl», annuncia Garagnani. E aggiunge, quasi a darsi forza: «Sono stato autorizzato a procedere da Roma».
    Se ne discuterà domani, al coordinamento. Un’accelerazione che solleverà un vespaio.
    «Ma io non posso abdicare alle mie responsabilità di coordinatore di Bologna», sbotta Garagnani. Stanco di vedere il partito «attaccato da tutte le parti a causa delle indecisioni di qualcuno».
    Lo strappo di Garagnani creerà non pochi mal di pancia. Un’ala del Pdl — con in testa il senatore e numero uno regionale Filippo Berselli — non esclude un accordo dell’ultim’ora con il candidato sindaco Stefano Aldrovandi; con inserimento di una quota di berlusconiani nella sua lista civica per il consiglio comunale.
    La lista targata Pdl annunciata da Garagnani — in cui entrerebbero i consiglieri comunali uscenti — chiuderebbe invece ogni ipotesi di intesa con l’ex ad di Hera.
    Come finirà, se passerà la linea Garagnani? Il Pdl potrebbe appoggiare Manes Bernardini, già messo in campo da una Lega nord insofferente delle lungaggini alleate. Ma «noi rivendichiamo fino alla fine un candidato del Pdl», avverte Garagnani. A questo punto, visto che il Carroccio che ha già dichiarato di non voler fare alcun passo indietro, ognuno potrebbe correre per conto proprio.

    L’ULTIMA PAROLA spetta a Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Il premier pare voglia evitare, dove possibile, rotture con il Carroccio. Ma, spiega Giampaolo Bettamio, senatore e vicecoordinatore regionale Pdl, «la Lega chiede per sé molti Comuni nel Friuli e in Veneto».
    Bologna al Pdl potrebbe bilanciare questa situazione? «Non so — commenta Bettamio — di certo si sta discutendo per trovare un equilibrio».
    La base del Pdl, intanto, rumoreggia.
    E si sfoga su Facebook, con sms agli ex consiglieri, con email ai loro indirizzi di posta elettronica. «Ma anche per strada è una lamentela continua», afferma un ex di Palazzo d’Accursio. «I nostri non capiscono dove stiamo andando».
    Di certo, avverte, «la forte componente di immigrati meridionali che abbiamo a Bologna non ci voterà se ci alleiamo con la Lega». E molti, se il Pdl si schierasse con Aldrovandi «non andranno a votare piuttosto che sostenere un candidato appoggiato anche dai finiani di Fli».


    di: Luca Orsi

    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - pag. 11 - 24 marzo 2011






    Mah, non siamo mica messi bene...

  4. #4
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    Predefinito Rif: Bologna - Amministrative 2011

    Il giorno di Manes: è lui il candidato
    Bossi vince il braccio di ferro. I berlusconiani appoggeranno Bernardini

    di LUCA ORSI

    SEMBRA FATTA. Dopo settimane di incertezze, cambi di rotta e tensioni interne, la pallina del Pdl nella roulette per il candidato sindaco si ferma sulla casella di Manes Bernardini, in campo per la Lega nord.
    La scelta sarebbe stata presa ieri pomeriggio, a Roma, al termine di un vertice fra Pdl e Carroccio. Così, almeno, scrivono in una nota ufficiale Rosi Mauro, legato della Lega nord in Emilia e il segretario regionale, Angelo Alessandri.
    Pdl e Carroccio, precisano quindi, «sosterranno Bernardini ognuno con la propria lista di candidati».
    Dai vertici del Pdl, invece, nessuna comunicazione. «Non è ufficiale», si fa sapere da Roma. Sull’appoggio a Bernardini — avvocato, 38 anni — non ci dovrebbero essere più dubbi. Resta però in campo il tema delle due liste. Si potrebbe infatti ancora prospettare la soluzione di una lista unica Lega-Pdl — con doppio simbolo — a sostegno di Bernardini.
    Una tesi ritenuta «opportuna» anche ieri mattina dal vicecoordinatore regionale del Pdl, senatore Giampaolo Bettamio. «È una previsione che io non escludo», precisava nel tardo pomeriggio di ieri Filippo Berselli, senatore e numero uno regionale dei berlusconiani.
    Avvertendo: «La cosa non è ancora chiusa, perché ci sono alcuni dettagli da chiarire».

    BERNARDINI, dal canto suo, conferma l’accordo sulla doppia lista: «Mi rifaccio, parola per parola, al comunicato della Mauro e di Alessandri». D’altra parte, «noi la lista l’abbiamo già presentata». aveva fatto sapere subito a Bettamio. E «io credo che due liste sono meglio di una: meglio avere 72 candidati che 36».
    In ogni caso, il Pdl dovrebbe ufficializzare oggi la propria decisione, con il via libera del coordinamento nazionale. «E, ormai, la soluzione di una lista sola è molto, molto improbabile», commenta un parlamentare.

    «Ora, avanti tutta», sprona Bernardini. Ci crede: «La partita è aperta. E non solo per il ballottaggio, perché possiamo vincere». Lo slogan è chiaro: «Rinnovamento contro continuità».
    Dove la novità è lui, e la continuità è Virginio Merola, del Pd, «candidato nel solco della politica di Sergio Cofferati». I bolognesi, commenta il leghista, «al momento del voto sapranno giudicare, capire e quindi decidere cos’è meglio per Bologna».
    Al Pdl, che con tanta fatica è arrivato ad appoggiarlo, Bernardini chiede «quella lealtà che, negli anni, noi della Lega nord abbiamo sempre dimostrato nei loro confronti».

    BOLOGNA è una città «importante e strategica», affermano la Mauro e Alessandri. E si dicono «convinti che l’alleanza con il Pdl sia una garanzia ulteriore che consentirà al centrodestra di ottenere un ottimo risultato elettorale».
    Più scettico sul risultato finale è il deputato del Pdl Giuliano Cazzola, fautore fino all’ultimo di un appoggio al candidato civico Stefano Aldrovandi. Adesso, però, precisa, «Bernardini può contare su tutto il mio appoggio».
    Tira un sospiro di sollievo Galeazzo Bignami, consigliere regionale e vicecoordinatore cittadino del Pdl. Aveva avuto parole molto dure nei confronti delle lentezze dei vertici romani del partito: «Se vedessero la rabbia e la confusione dei nostri elettori, che non capiscono...». Se ci sarà l’ok a Bernardini, «sarà la risposta che aspettavamo da Roma. Non resterà che metterci al lavoro sul territorio e recuperare il tempo perduto».


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - pag. 2 - 31 marzo 2011





    Meglio tardi che mai...

  5. #5
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    Predefinito Rif: Bologna - Amministrative 2011

    Pedonalizzazioni e unioni gay: le suggestioni del candidato
    Merola in tour incontra il sindaco di Tolosa, città gemellata

    dall’inviato RITA BARTOLOMEI

    — TOLOSA —
    CHAMPAGNE sul modello Tolosa. Brindisi in Sala Rossa, il Salon Rouge del Capitole, il municipio, splendido.
    Colloquio «privato» di mezz’ora, ieri, tra il candidato del centrosinistra Virginio Merola e il sindaco socialista Pierre Cohen, che è anche deputato. Origine tunisina e sinistra ecumenica, che tiene insieme l’assessorato alla Sicurezza e i Pacs, insomma i matrimoni gay. Merola dice sì al primo e no ai secondi.
    Finisce qui, per ora, il tour europeo dell’ex assessore. Qui in terra occitana, con i nomi delle strade in doppia lingua. Ma per carità non evocategli la Lega e i cartelli stradali doppiati in dialetto, fa una smorfia.
    E’ stato in viaggio per cinque giorni e molti scali tra Norimberga, Gent e Tolosa. Benedetto Zacchiroli, che lo accompagna con il portavoce Cristiano Zecchi, è certo: «Alla fine spenderemo seimila euro, almeno 1500 in meno del preventivo d’agenzia. Sì, ho organizzato tutto io».
    Notte francese al Grand Hotel de l’Opera, albergo a quattro stelle che s’affaccia sulla piazza del Comune. Tariffario: una singola 190 euro, una doppia 220, la formula deluxe sale a 320, la suite a 490.

    Intanto: il compagno Cohen imposta la settimana della Cultura che la città vuol dedicare a Bologna, a giugno, per i trent’anni del gemellaggio. Poi i cugini francesi saranno ospiti da noi. Il sindaco s’informa sulla campagna elettorale e fa gli auguri a Merolà per la vittoria. Sì, l’ospite italiano è certo di passare subito. E se i cugini arrivano e trovano un sindaco leghista? Ghigno del candidato: «Impossibile».

    MEROLA incontra Cohen alla fine della mattinata. Prima un giro in città, tra palazzi e basiliche, catari e crociate, santi, papi e nudi di dame, alle pareti. E’ scortato da due donne: la guida e l’assessore ai Rapporti internazionali, Olga Gonzalez Tricheux, origine spagnola.
    Il candidato torna a casa con una bottiglia d’Armagnac, omaggio dei francesi, per ricambiare la cortesia dei tortellini al cioccolato di Majani, dispensati ovunque nel tour. Almeno una consolazione, dalla visita aTolosa.
    Un conforto: avanti tutta con le pedonalizzazioni. La guida srotola la piantina della città, indica un filo verde che recinta un’area vasta, vastissima del centro. Zecchi calcola pronto: «Saranno almeno 50 ettari».
    Merola, vuol importare anche questo a Bologna? Dovrà discuterne parecchio con il presidente dell’Ascom Postacchini... «Ne discuteremo — ha un sorriso un po’ maligno il candidato —. Li convinceremo».
    Ma qui i commercianti non hanno protestato? La guida ha un tono trionfale: «Hanno protestato sì, ma poi si sono convinti e oggi tutti vogliono le pedonalizzazioni. Perché gli affari aumentano. Sono contenti».

    A TOLOSA il sindaco Cohen, che è anche presidente del consiglio — «non ditelo a Cevenini», ironizza Merola — ha 69 consiglieri, 26 sono assessori. Quante donne? Gonzalez ci deve pensare. Sì, conclude, forse sono la metà. Comunque: è donna anche la collega della Cultura che incontra Merola più tardi. Due su due, stamane. Gonzalez si sorprende quando le fai notare che in Italia l’assessorato alla Sicurezza è considerato di destra.
    Parla come Sergio Cofferati, s’infervora: «Non è né di destra né di sinistra, cambiano le risposte. La sinistra deve occuparsi di sicurezza, che è la prima libertà del cittadino».
    Poi s’appassiona a spiegare l’identità della sua parte. Comizio davanti a San Saturnino, imponente, la più grande basilica romanica d’Europa, prima tappa del cammino per Santiago di Compostela. Solo che, nel discettare tra religione e laicità, bisogna tenere almeno gli occhi a terra, «oh, merde». Sì, anche qui a Tolosa c’è quel problema lì, cacche dei cani ovunque. Ma il candidato non si distrae e annuncia: «L’assessorato alla Sicurezza ci sarà. Non so se avrà solo quella delega».
    Se è per questo a Tolosa si sono inventati anche l’ufficio della Tranquillità, per tenere a bada l’irrequietezza di 115mila universitari, una bella fetta di città per mezzo milione di abitanti.
    «Una delega così — ragiona Merola — la vedo bene non da sola. Potrebbe rientrare nella Sicurezza».

    ALTRO capitolo spinoso: i Pacs. «Noi li facciamo in modo regolare», sorride sorpresa della sorpresa l’assessore Gonzalez. La visita approda al salone dei matrimoni. Domanda del cronista: ma le unioni gay si celebrano anche qui? Le voci s’accavallano. Alla fine si capisce che: le coppie omosessuali si sposano con una cerimonia semplice, una firma nel tribunale amministrativo. Poi si può chiedere di ripetere in Comune, atto simbolico e riconoscimento politico. Merola storce il naso: «Una roba simbolica? Dura un giorno — è freddino —. Farò il mio dovere se ci sarà una legge. La cosa giusta? Non equiparare le unioni gay ai matrimoni». E così — forse — i rapporti con la Curia sono salvi.


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - pag. 10 - 1 aprile 2011

  6. #6
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    Predefinito Rif: Bologna - Amministrative 2011

    Certo che con le difficoltà che ha il centro sinistra a Bologna il fatto che il centro destra non sappia ancora chi andrà a votare non depone molto a favore di quest' ultimo

  7. #7
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    Predefinito Rif: Bologna - Amministrative 2011

    Forza Merola!
    VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
    UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
    http://www.sinistraitaliana.si/ - http://www.noidiciamono.it/

  8. #8
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    Predefinito Rif: Bologna - Amministrative 2011

    Citazione Originariamente Scritto da SteDiessino Visualizza Messaggio
    Forza Merola!
    Meerola è il nuovo Goebbels della politica italiana.
    Un maestro della manipolazione delle giovani menti.
    Figliolo, lei è un asino...
    (D.Pastorelli, cit.)


  9. #9
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    Predefinito Rif: Bologna - Amministrative 2011

    Citazione Originariamente Scritto da benjamin_linus Visualizza Messaggio
    Virginio Merola è il nuovo Goebbels della politica italiana.
    Un maestro della manipolazione delle giovani menti.



    Stuprato il logo della Virgin.
    E' una vergogna.
    Figliolo, lei è un asino...
    (D.Pastorelli, cit.)


  10. #10
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    Predefinito Rif: Bologna - Amministrative 2011

    Citazione Originariamente Scritto da benjamin_linus Visualizza Messaggio



    Stuprato il logo della Virgin.
    E' una vergogna.

    Merola è ridicolo, in tutto e per tutto.
    Piz d'axé an s'pol brisa.

 

 
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