Un relativista meno ingenuo affermerebbe sì tale inesistenza, ma ammetterebbe anche di non esserne certo, restando coerente. Il "potrei sbagliarmi" è l'onore e l'onere del relativista, il suo vanto e la sua croce, anche se tanto spesso si ricorda solo l'onore e ci si dimentica dell'onere, dando per assolute le proprie convinzioni/opinioni/ecc. Ma qui si rischia di divagare, o di tornare pienamente IT, a seconda di come si sviluppa la discussione.
Per questo ho preferito parlare del malicidio e accennare di sfuggita a roghi aut similia, in modo anche da "bruciare" l'argomento, fin troppo abusato in questo tipo di diatribe. Il malicidio dunque è dottrina, eppure esso stesso è stato utilizzato (concettualizzato ad hoc, se ricordo bene) per giustificare l'uccisione degli infedeli, uccisioni che, per inciso, potevano essere giustificate in molti altri modi.Veramente, la dottrina del "malicidio" non è considerata aberrante dalla morale cattolica, ma vi rientra tutt'ora. Così come i roghi o la Santa Inquisizione non sono mai stati condannati infallibilmente come immorali dai Pontefici. Insomma, questa obiezione potevi risparmiartela, fermo restando che il concetto di "malicidio" è dottrina, mentre invece roghi aut similia sono applicazioni pratiche che, in quanto tali, possono anche essere errate. Ma errare humanum est e chi crede nel peccato originale lo sa meglio di chiunque altro.
Concesso. La morale cattolica è immutabile (fatte salve, come sopra, le applicazioni pratiche, che sono passibili di errore o di moda del tempo) in quanto concetto, così come il mos maiorum, sempre in quanto concetto. Ho citato il mio argomento sull'insufficienza del passato per dimostrare la veridicità di tale morale perché mi sembrava fosse stato utilizzato a sua volta da te, Giò, per "smontare" il mos maiorum di fronte alla morale cattolica, e mi sembrava appunto insufficiente.Ma infatti io ora non sto usando quest'argomento per dimostrarvi la veridicità della morale cattolica. Userei ben altri argomenti, in tal caso.
Io sto solamente dicendo che i principi della morale cattolica sono immutabili, mentre invece i gusti del relativista no, essendo in balia delle contingenze del tempo. Indi per cui il relativista anticlericale che si scandalizza per i casi di pedofilia in seno al clero cattolico, un domani potrebbe benissimo esserne un assertore convinto.
Resurgens





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