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  1. #1
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    Predefinito Nostro catalogo di libri sui fascismi

    Ieri mentre passeggiavo in montagna raccogliendo asparagi, mi è venuta un idea: creare questa discussione per indicare testi di storia sui fascismi da consigliare a chi si avvicina al socialismo nazionale, al pensiero tradizionale o vuole approfondire le sue conoscenze storiche. Testi che offrano una prospettiva contraria a quella ufficiale presente sui testi scolastici e nella vulgata comune, o che se non sono della "nostra parte " siano un pò obiettivi nel trattare l' argomento in questione.
    Per ogni libro indicato, si deve fornire una personale recensione, non scoppiazzata da internet ma scritta con le nostre "palle". Un 10 righe, ne più ne meno, in cui si indica di cosa parla il libro, quali sono gli aspetti che più hanno colpito ed eventuali lezioni da trarre e perchè consigliarne la lettura.
    Spesso ci viene contestato che fascismo, nazionalsocialismo sono stati (soltanto) un fenomeno mostruoso, o che di sociale non hanno avuto niente. Chi si è formato tramite i documentari in televisione o sui testi scolastici è normale abbia perlessità e veda noi come ignoranti, non perchè quello sia necessariamente stupido o ignorante o inquadrato, ma perchè ha visto e sentito solo queste versioni parziali e faziose che sono però prevalenti e onnipresenti. I testi che indicheremo sono per la maggior parte di case editrici poco conosciute e presenti in librerie specializzate, talvolta un libraio "normale" ha difficoltà a rintracciare questi libri. Una minoranza di questi libri è edita da case editrici convenzionali, normali, quindi sono più facili da trovare.
    Quindi al perplesso che ci legge vanno indicati dei testi, così se vuole li legge o perlomeno non ha modo di dirci che siamo ignoranti volenterosi di inventarci le cose.
    Non è una cosa che dobbiamo fare in fretta e furia: quando ne abbiamo voglia indichiamo il testo, scrivendoci la nostra personale recensione, e via, quando si ha voglia. Consigliabile seguire l' ordine cronologico di lettura, io ad esempio indicherò per primo il primo testo storico alternativo su fascismi che lessi.
    Per la verità e la libertà, buon lavoro.
    Ultima modifica di Avanguardia; 15-04-11 alle 17:07

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Nostro catalogo di libri sui fascismi

    La rivoluzione in camicia nera. Dalle origini al 25 luglio 1943
    di Buchignani Paolo
    Editore: Mondadori
    Prezzo: € 12.00

    Il fascismo è stato descritto nella vulgata comune come un' ideologia caratterizzata dalla difesa dell' ordine costuito, dall' anticomunismo, etc. Al contrario, il fascismo era un' idea rivoluzionaria, che mirava ad un rivolgimento antropologico, a costruire un uomo e una società nuove. Il testo è un dettagliattissimo studio sul fascismo rivoluzionario, che era infatti il fascismo e basta. Ripercorre la formazione di questa idea dalle origini, studiandone i filoni culturali che lo originarono: futurismo, sindacalismo rivoluzionario, pensiero nazionale guardante al risorgimento, nazionalismo (l' unica corrente destrorsa). Dopo passa a studiare tutti i vari filoni rivoluzionari del fascismo, a cominciare dall' epoca dello squadrismo, percorrendo tutta la storia del ventennio fino al 1943. Ne analizza le caratteristiche, i loro rapporto con il duce, con il fascismo regime che un pò resta impantanato nei compromessi, nella cosiddetta italietta, nei timori di Mussolini di una rivoluzione violenta ed estrema. Ne emergono i sentimenti, con una nittidezza assai rara da mostrare in un saggio. Quindi i timori, le ansie, le speranze, le delusioni. Vengono anche messe in risalto alcune cose positive del fascismo, la polemica con una borghesia accusata di sabotaggio del regime, la fiducia in Mussolini che malgrado i timori e i compromessi restava agli occhi dei fascisti più autentici l' unico uomo capace di compiere una rivoluzione e di creare qualcosa di bello in Italia. il particolare che più mi ha colpito è la scoperta in seno al fascismo anche di correnti "comuniste" come quella di Ugo Spirito o anarco-libertarie come i ruralisti antimoderni di "Strapaese". Da leggere per capire cosa è il fascismo intesa come idea, come movimento, e per capire cosa durante il fascismo poteva essere fatto meglio.
    Ultima modifica di Avanguardia; 15-04-11 alle 17:32

  3. #3
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    Predefinito Rif: Nostro catalogo di libri sui fascismi

    L' India e il fascismo - Chandra Bose, Mussolini e il problema del Nazionalismo indiano
    Manfredi Martelli
    Edizioni Settimo Sigillo
    euro 38

    L' argomento è l' insieme delle relazioni che intercorsero ai tempi del fascismotra nazionalismo indiano, che ebbe come nemico gli inglesi occupanti il loro territorio, e le potenze del Tripartito: Germania, Italia, Giappone. Lo storico inizia con una buona rassegna della storia dell' India negli ultimi secoli, evidenziando le sue divisioni regionali quanto sociali e come l' Inghilterra sfruttava queste divisioni per facilitare il suo dominio col pugno di ferro. Si arriva all' avvento del fascismo, e quindi varie figure di spicco del nazionalismo indiano guardano alle potenze dell' Asse, specie l' Italia mussoliniana, come possibili alleati e modelli politici. Ecco la storia di Iqbal Sheday e poi di Chandra Bose, che subiranno la fascinazione dell' Italia di Mussolini. Chandra Bose elaborerà un suo modello di rivoluzione politico-sociale che univa socialismo classico, fascismo e cultura indiana. Dettagliatamente è raccontata la storia di una divisione di soldati indiani arruolata dall' esercito tedesco e che si distinse tutto sommato positivamente, la collaborazione dell' Esercito di Liberazione di Chandra Bose con l' esercito Giapponese. L' aspetto più bello è senz' altro l' emersione in tutta la loro freschezza, con un pizzico di divertimento, delle storie di amicizia tra camerati italiani e irridentisti indiani e pakistani, con i tedeschi sempre opportuni nel ruolo di risolutori. Certo, vengono descritti anche i problemi che talvolta paralizzavano le relazioni: la riluttanza dei tedeschi a promettere cose senza che prima si fosse sicuri di metterle in atto, la lontananza e la debolezza dell' Italia, l' imperialismo giapponese. La storia del patriota Chandra Bose, indomito, tenace, leale, pratico, sensibile, il cui esempio sarà la molla alla sua morte per il colpo finale degli indiani contro l' occupante britannico. Un esempio da seguire tutt' ora. Non manca una esauriente trattazione anche del noto Ghandi, che magari non si alleò all' Asse ma pur sempre un lottatore tenace e forte.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Nostro catalogo di libri sui fascismi

    I falsi fascismi
    Mariano Ambri
    Editore Jouvence
    euro 18

    Comunemente si pensa che i fascismi siano stati solo l' Italia mussoliniana e la Germania "nazista". Nulla di più sbagliato. Ci furono infatti altri movimenti fascisti di massa, che al potere magari durarono poco, ma come movimenti d' opposizione anti-borghesi, anti-oligarchici, qualcuno anche indipendentista, durarono molto segnando significativamente la storia del loro paese. Dopo un saggio introduttivo dello storico Renzo De Felice sul fascismo in generale in cui sbaraglia qualche luogo comune tra cui quello di un consistente appoggio finanziario ad Hitler da parte del grande capitale, l' autore analizza dettagliattamente 3 movimenti fascisti importanti: le Croci Frecciate ungheresi, gli Ustascià croati, i legionari romeni, mettendo in risalto come si trattasse di fenomeni assai rivoluzionari, coerentementi protesi verso l' antagonismo all' ordine costituito, scevri in massima parte da compromessi, che il lettore più nuovo allo studio del fascismo reputerà giustamente come nazional-comunismi. Movimenti poco conosciuti che quindi meritterebbero una migliore conoscenza non soltanto in ambiente nazional-rivoluzionario. La storia di questi movimenti, del loro antagonismo al sistema, la loro tendenza ad una certa autonomia dei confronti della Germania Nazionalsocialista rapisce e accattiva, avvince e comuove. L' argomento viene corredato con una esauriente spiegazione del contesto storico, sociale e geopolitico in cui tali fenomeno operarono, che potrà essere utilissima (assieme alla dettagliata descrizione delle prassi seguite dai grandiosi militanti di quei movimenti) a imparare come muoversi nel contesto attuale, che infatti presenta sorprendenti analogie con la Romania e l' Ungheria di quelli anni lì.
    N.B. L' autore con falsi fascismi intende che non si trattava di veri fascismi per via della filosofia da essi seguita, un pò diversa dalla filosofia del fascismo italiano. Mentre comunemente con tale definizione si intendono quei fascismi che proprio perchè riconosciuti coerentemente anti-borghesi, anti-capitalisti, socialisti, intransigenti etc. anche da persone antifasciste, sono stati quelli più veri, autentici. Un significato ironico che a maggior ragione è valido per i movimenti trattati nel testo.
    Ultima modifica di Avanguardia; 16-04-11 alle 10:34

  5. #5
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    Predefinito Rif: Nostro catalogo di libri sui fascismi

    Il Fascismo
    Stanley G. Payne
    Edizioni Newton & Compton
    euro 9.90

    Opera tutto sommato buona specie per chi si avvicina allo studio dei fascismi, per acquisire un' infarinatura generale. L' opera tratta la storia del fascismo in generale, collocandone le origini nella rivoluzione francese. Si parte dai primi movimenti che univano il sociale al nazione o idee di destra con idee di sinistra, sorti in Francia dalla seconda metà dell' 800. Nel trattare l' evoluzione dei fascismi, si mette in risalto come quasi sempre ogni movimento fascista fosse opposizione rivoluzionaria all' ordine costituito, non difesa di esso, come nella stragrande maggioranza dei casi fosse nemico delle destre, almeno di quelle di carattere liberale, liberista, oligarchico, insomma quelle comunemente intese, mentre invece ci furono collaborazioni e alleanze con la destra estrema ultra-nazionalista e anti-liberale moderatamente attenta al sociale, essendo anch' essa una forza politica nuova, pur non mancando attriti e scontri violenti anche con questa. Molti luoghi comuni sul fascismo vengono smontati, la descrizione del contesto sociale in cui si sviluppano, a iniziare dal fascismo italiano, è ottima, gli aspetti positivi dei fascismi, regimi o movimenti, sono elencati. L' autore si concentra bene, oltre che sui 2 maggiori, anche su tutti gli altri movimenti sia grandi che minori che hanno infiammato l' Europa e il resto del mondo. Troverete una rassegna di movimenti nazional-rivoluzionari sconosciuti eppure interessantissimi, che vi stimoleranno la voglia di approdondire. Scoprirete movimenti fascisti di "pace" come quelli francesi, svariati fascismi che nel loro percorso approdano all' anti-razzismo tra cui le Croci Frecciate ungheresi, qualcuno che rifiuta persino l' anti-giudaismo come i "nazisti cileni". L' autore mostra da un lato ammirazione per gli aspetti sociali, spirituali, anticapitalisti dei fascismi, critica verso quelli autoritari e anti-democratici. Tutto sommato la sua trattazione resta onesta. Lettura obbligatoria per quanti vedono nel fascismo (mi riferisco a molti sedicenti camerati destroidi) una bieca difesa dell' ordine capitalistico-borghese-burocratico o solamente anti-comunismo o in generale l' espressione delle cose più "antipatiche"
    Ultima modifica di Avanguardia; 16-04-11 alle 11:16

  6. #6
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    Predefinito Rif: Nostro catalogo di libri sui fascismi

    Il fascio, la svastica, la mezzaluna
    Stefano Fabei
    Editore Mursia
    euro 26

    L' autore descrive esaurientemente l' insieme dei rapporti che ci furono tra le potenze dell' Asse e i movimenti di liberazione anti-britannici, anti-francesi e anti-sovietici dei paesi arabi e musulmani in generale, più anche con svariati governi di paesi musulmani. Si scoprirà l' ammirazione presente nel Terzo Reich e nei vertici del partito nazionalsocialista, in primis nelle SS, verso gli arabi e la religione islamica, il fenomeno delle conversioni all' islam di centinaia di ufficiali dell' esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale, l' ammirazione viva tra molti musulmani e arabi per l' ideologia fascista e il nazionalsocialismo. Si leggerà di Gamal Nasser, il padre del panarabismo, che partecipò ad alcuni congressi del NSDAP durante il Terzo Reich. Il libro narra poi la storia di molte unità di arabi, di musulmani balcanici, di caucasici e "turkestani" (abitanti delle repubbliche sovietiche dell' Asia Centrale) che combatterono nell' esercito tedesco contro occidentale e sovietici, distinguendosi spesso per valore, coraggio, ardimento, impegno. I musulmani, le persone di etnia diversa da quella bianca caucasica di cui c'è ne erano anche non musulmani, che combatterono a fianco dell' Asse furono complessivamente dell' ordine di un oltre mezzo milione se alle unità regolari includiamo tutti gli altri che combatterono a fianco dell' Asse in altre modalità. In quest' alleanza non mancheranno anche problemi: l' intenzione di una pace con i britannici da parte di Hitler nei primi anni del conflitto, le ambiguità dell' Italia che non abbandonava le sue ambizioni egemoniche in Nordafrica, la tendenza a non destare sospetti nell' alleato della Franca di Vichy etc. Il messaggio che traspare dalla lettura di queste pagine è che il razzismo biologico è una buffala (diverso invece è il razzismo differenzialista, volto a preservare la biodiversità).
    Ultima modifica di Avanguardia; 17-04-11 alle 12:14

  7. #7
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    Predefinito Rif: Nostro catalogo di libri sui fascismi

    Hitler
    Zintelmann
    Edizioni Laterza
    euro 7,23

    E' una buona biografia, breve ma chiara quanto concisa, di Adolph Hitler, e ovviamente, del partito nazionalsocialista germanico e del Terzo Reich. E' un testo che confuta molto la versione ufficiale, quella dei vincitori. L' autore, che in Germania ha fatto molto discuttere per la sua pratica di rivisitare obiettivamente quella parte di storia, di Hitler, mette in evidenza l' importanza che Hitler e il nazionalsocialismo attribuivano all' aspetto sociale, e la maggiore stima riposta nel proletariato, perchè ad esempio è tendenzialmente più patriottico e disposto a combattere, a dispetto del borghese ricco, disprezzato dal Fuhurer in quanto vigliacco e senza radici. L' autore insiste di come la maggioranza del mondo imprenditoriale mal vedesse Hitler e lo temesse sia prima che dopo la sua ascesa, quando si arriverà al fragile compromesso tra un regime nazional-rivoluzionario che aveva bisogno della collaborazione del vecchio mondo industriale per risolvere il problema della disoccupazione e per riarmare velocemente la Germania, e la classe imprenditoriale che poi perderà progressivamente potere. Grande risalto nel libro è dato ai benefici della politica nazional-socialista verso i lavoratori, gli operai, alla nuova mentalità anti-borghese che portava mobilità e dava valore alle capacità e al merito, non più ai soldi e alle origini familiari come nella vecchia mentalità borghese. Parecchi luoghi comuni su altri aspetti vengono smontati. Davvero toccante la post-fazione del testo, che riporta come negli anni '50-60 del secolo scorso molti tedeschi che avevano conosciuto gli anni '30 e '40 non capissero quella descrizione di terrore che la propaganda dei vincitori iniziava a fare del Terzo Reich, ribadendo che invece avevano un buon ricordo di esso.
    Ultima modifica di Avanguardia; 19-04-11 alle 14:02

  8. #8
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    Predefinito Rif: Nostro catalogo di libri sui fascismi

    La repubblica delle camicie nere - i combattenti, gli amministratori, i socializzatori
    Luigi Ganappini
    Edizioni Garzanti
    euro 12,50

    Il testo descrive in modo vivo tutte le varie problematiche che la Repubblica Sociale Italiana dovette affrontare nei suoi 2 anni di vita: i contrasti con i tedeschi inviperiti per il tradimento dell' 8 settembre 1943, i razionamenti di viveri, garantire l' ordine pubblico, la guerra contro gli invasori anglo-americani e i partigiani sopratutto marxisti, mantenere i prezzi a livelli accetabili, le parziali concretizzazioni del fascismo di "sinistra". L' autore parte con un' ampia storia dei reparti militari di volontari o meno che costituirono l' esercito della RSI, andando a vedere quali furono i sentimenti che li mossero: l' odio contro sia il capitalismo che il comunismo visti come 2 facce della stessa medaglia, il sogno di un Europa socialista e aristocratica, l' avversione verso la massoneria e il giudaismo internazionale, il disprezzo per lo spirito borghese, il senso di dovere per la patria e la gente, il sentimento religioso che allora quasi sempre si esprimeva in un forte cattolicesimo; tutti sentimenti che oggi farebbero ridere dato il decadimento plebeo-borghese in cui siamo sprofondati. Poi si parla del rapporto con la Chiesa, che tendeva ad abbandonare il fascismo e a sabotarlo con tutte le sue sottigliezza da codardo. L' autore passa a raccontare la vicenda di onesti amministratori, magari non fascisti, ma che in quei mesi disperati fecero il loro dovere fino in fondo cercando di garantire stabilità, ordine, e una vita dignitosa agli abitanti. Si passa alla parte più interessante: gli esperimenti di socializzazione delle imprese e di democrazia diretta nell' ambito dell' amministrazione di vari municipi tra cui qualche città come Padova. Forme di democrazia diretta dove i lavoratori o i cittadini eleggevano le persone che dovevano governare senza il filtro dei partiti. Si doveva vedere la persona e basta. Cosa che fa quattro a zero contro i sedicenti vincitori democratici che hanno imposto il mafioso quanto fazioso sistema dei partiti.
    Infine i progetti di Mussolini di addivenire ad un dialogo con la resistenza antifascista di sinistra, in particolare quella di ispirazione socialista, progetto agognato da tanti fascisti rivoluzionari e confermato dal fatto che Mussolini in quegli anni si avalesse di collaboratori stretti di sinistra estrema che un tempo furono suoi avversari.
    L' opera charamente non fa sconti nel descrivere i problemi derivanti anche da fascisti in quei frangenti. Ma ciò rientra in una descrizione onesta che mette in luce alcuni aspetti tanto belli quanto trascurati di quel fascismo autentico che una volta noti ad vasto pubblico metterebbero in discussione la storiografia ufficiale.
    Ultima modifica di Avanguardia; 30-04-11 alle 10:28

 

 

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