Meglio che prendersi una tranvata ??repapelle:
RIPRESI i LAVORI A MONTECITORIO. L'APPELLO DI BAGNASCO AI PARTITI: «Serve più serenità»
Primo sì alla prescrizione breve
Sit-in del popolo viola: «Vergogna»
Approvato l'articolo 3, «cuore» del provvedimento. Giachetti (Pd) attacca Fini: «È il peggiore dei presidenti»
Il deputato del Pd Roberto Giachetti mentre discute con Gianfranco Fini (Ansa)
MILANO - La lunga maratona alla Camera sul processo breve si avvia alla conclusione. E a Montecitorio arriva il primo sì, con 18 voti di scarto, all'articolo 3, la norma cioè sulla prescrizione breve per gli incensurati «cuore» di tutto il provvedimento. Il voto finale si terrà probabilmente intorno alle 20.30. La presenza in Aula della maggioranza e dei rappresentati del governo è massiccia mentre l'opposizione «abbraccia» la piazza. Davanti a Montecitorio c'è infatti il sit-in del popolo viola: fischi, urla e boati hanno accolto l'esito del voto sulla prescrizione breve per gli incensurati. «Vergogna» e «mafiosi» gli slogan urlati alla notizia del voto. I manifestanti innalzano i cartelli di protesta e con loro in piazza ci sono i parenti delle vittime delle stragi di Viareggio e del terremoto de L'Aquila, oltre ad alcuni rappresentanti di Pd, Idv e Fli.
GLI ARTICOLI 3 E 4 - L'articolo 3, modificato da un emendamento del relatore Maurizio Paniz, riduce i tempi della prescrizione per gli incensurati passando da un quarto a un sesto della pena edittale. Si applica ai processi che non sono ancora giunti a sentenza di primo grado. Non riguarda i reati di grave allarme sociale: terrorismo e mafia, ad esempio. Contro questa norma hanno tuonato le opposizioni, sostenendo che è l'ennesima legge ad personam applicabile al processo Mills, in cui è imputato il premier Silvio Berlusconi. In Aula passa anche l'articolo l'articolo 4, quello sulla «durata ragionevole del processo» e sull'«obbligo di segnalazione» L'articolo, anche questo riformulato dal relatore Paniz, prevede che il capo dell'ufficio giudiziario segnalerà al ministro della Giustizia e al Csm le toghe che "sforano" i tempi del processo stabiliti dalla legge: tre anni in primo grado, due anni in appello, e un anno e 6 mesi in Cassazione, per quanto riguarda i reati con la pena massima di 10 anni.
SCRUTINIO SEGRETO - In Aula la maggioranza ha superato anche la prova del voto segreto chiesto e concesso su un emendamento dell'Idv, ottenendo 316 preferenze, e dunque sei voti in più rispetto alla quota massima di 310 ottenuta durante le votazioni a scrutinio palese. Il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto ha parlato di «opposizione ridicolizzata». «Sui miei deputati metto non una mano sul fuoco, ma tutte e due» ha replicato Dario Franceschini, capogruppo del Pd. «Sono in sei - ha aggiunto - ad aver votato con la maggioranza. Sui deputati del Pd non ho dubbi. Chi sia stato lo si capisce, ma io non sono sleale da attribuire ad altri questo voto».
LA PROTESTA - «Perché, per salvare un uomo solo, lasciate impuniti assassini, stragisti e violentatori?» è uno dei messaggi che il popolo viola porta in piazza a Montecitorio. Fuori dall'edificio che ospita la Camera, Daniela Santanchè è stata oggetto di aggressioni verbali «Venduta, vergogna, fai il bunga bunga». E poi insulti pesanti con l'offerta di dieci euro corredata dalla frase «prenditi pure queste».
ATTACCHI A FINI - Dopo la seduta notturna di martedì, polemiche e ostruzionismo hanno tenuto banco anche durante la seduta di mercoledì mattina. Il Pd, con Roberto Giachetti, ha duramente attaccato il presidente della Camera Gianfranco Fini definendolo «il peggiore presidente per l'opposizione» per via delle sue decisioni sui tempi a disposizione della minoranza. Subito dopo l'attacco di Giachetti, è intervenuto Pier Ferdinando Casini a difesa del leader di Montecitorio: «Inaccettabile». «Giachetti ha esagerato ma il suo giudizio era rivolto su un punto specifico dei lavori dell'aula. Non si è trattato di un giudizio complessivo sulla persona e sul modo con il quale il presidente Fini sta conducendo i lavori» ha detto poi il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani.
APPELLO CEI - In queste ultime ore di schermaglie alla Camera, dai vescovi italiani è arrivato intanto l'appello una «maggiore serenità». «Al di sopra di tutto ci deve essere il desiderio e la meta concreta del bene comune - ha spiegato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei - che è fatto di tanti aspetti che devono essere affrontati in un clima di maggiore serenità. Altrimenti - ha concluso il cardinale - non si va da nessuna parte».
Redazione online
13 aprile 2011
Processo breve , via libera alla Camera Berlusconi: «Noi compatti, gli altri no» - Corriere della Sera




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