
Originariamente Scritto da
mustang2
...scaricato Berlusconi!
di V. Sgarbi pg.7 de ilgiornale.it oggi 19 04 2011
«Silvio Berlusconi deve passare la mano».
A sostenerlo - sul numero di «A» in edicola domani - Stefania Craxi, deputata Pdl e sottosegretario agli Esteri.
«È ora di aprire una stagione nuova, con idee e uomini nuovi.
Perché, direbbe mio padre, “non era questa l’Italia che sognavo; derisa all’esterno e miserabile al suo interno”».
La figlia dell’ex premier socialista non boccia il Cavaliere solo sul piano politico, ma anche personale:
«Silvio deve uscire di scena nel modo giusto, non può essere travolto dal ridicolo.
Deve smetterla di raccontare queste barzellette oscene: non gli fanno onore e non fanno ridere».
Infine, l’affondo sulle feste ad Arcore: «La magistratura deve perseguire il reato e non moralizzare la società. Ma quello che è successo non è stato un spettacolo bello».
Risulta che il presidente della Repubblica si sia mai in*dignato per gli insulti (le offe*se) pubbliche, gli sputi, le scritte sui muri, le contume*lie in Parlamento, le aggres*sioni anche fisiche nei con*fronti di una istituzione co*me la presidenza del Consi*glio, nella persona del presi*dente, e di esponenti del suo governo e della sua maggio*ranza, con un pubblico mes*saggio diramato a tutti i gior*nali, le televisioni e le agen*zie di stampa?
Risulta? No, non risulta.
E risulta che ab*bia stigmatizzato, redargui*to, richiamato alla loro re*sponsabilità e ai loro doveri i magistrati della procura di Milano che hanno consenti*to la diffusione di intercetta*zioni, di conversazioni di un parlamentare che è anche presidente del Consiglio, vio*lando l’articolo 68 della Costi*tuzione?
E quindi non rispet*tando i più elementari doveri della loro funzione?
No, non risulta.
Risulta che abbia tute*lato un potere dello Stato da una aggressione che, ben ol*tre i confini della responsabi*lità penale, i magistrati han*no portato all’estremo della più violenta diffamazione violando la privacy di perso*ne non indagate con un insi*nuante e negativo giudizio morale?
È lecito che la magi*stratura determini un clima palesemente denigratorio compiacendosi di mostrare e rivelare comportamenti pri*vati all’opinione pubblica? Non è apparsa esagerata e pretestuosa la trasformazio*ne di una telefonata in «con*cussione » e di cene in orge?
Lo sputtanamento di Berlu*sconi è arrivato a limiti pre*meditati.
E invece solenne è stata la deplorazione, enor*me lo sdegno e irrinunciabile l’indignazione per un manife*sto da tutti giudicato orribile, in cui si accostavano le Briga*te rosse ai magistrati di Mila*no.
Immediato messaggio del capo dello Stato, solida*rietà incondizionata ai magi*strati.
Peccato che Napolita*no abbia trascurato di ricor*dare che il responsabile del*l’ignobile documento era un uomo politico, il sindaco di Turbigo, già arrestato ingiu*stamente, tenuto in carcere per quasi cinquanta giorni e poi riconosciuto innocente.
Chiunque abbia stabilito quell’iniqua detenzione ha di fatto esercitato un’azione indebita, nella sostanza equi*valente a un sequestro di per*sona, tipico del tribunale del popolo istituito dalle Brigate rosse.
Roberto Lassini, presi*dente della associazione che ha diffuso il manifesto, è sta*to vittima di una grave ingiu*stizia che non ha determina*to nessuna indignazione e nessuna reazione di Napoli*tano.
Mi pare che un arresto sbagliato sia più grave di un manifesto e mi pare che l’in*sensatezza di accuse di con*cussione e prostituzione mi*norile nei confronti del presi*dente del Consiglio sia così evidente da apparire prete*stuosa e mossa da altre an*che eversive finalità.
Ne ab*biamo una prova nelle paro*le di Alberto Asor Rosa che in*neggiano a un colpo di Stato militare di fronte alla gravissi*ma emergenza dei reati di te*lefonate e di cene.
E, ancor più incredibile, la presa di po*sizione di Stefania Craxi, sot*tosegretario agli Esteri che, ri*muovendo la memoria del*l’accanimento (non privo di fondamento) giudiziario nei confronti del padre, mostra di dar credito alle accuse del*la procura a Berlusconi, non apprezzandone la maliziosa natura diffamatoria.
Così do*po aver mostrato la sua indi*gnazione per le barzellette del premier dichiara, credu*la, e senza porsi domande sul*la natura dell’inchiesta: «La magistratura deve persegui*re il reato e non moralizzare la società. Ma tutto quello che è successo non è stato uno spettacolo bello».
Stefa*nia Craxi dimentica che lo spettacolo non è stato voluto da Berlusconi ma realizzato, a suo danno, senza alcuna uti*lità se non di contrapposizio*ne politica, dalla Boccassini e dai magistrati tutelati da Na*politano.
Di quello spettaco*lo Berlusconi avrebbe fatto volentieri a meno.
L’esalta*zione di Veronica Lario inna*m*orata prescinde dalla consi*derazione che fu proprio la moglie a scrivere la sceneg*giatura di quello che i magi*strati avrebbero oscenamen*te rivelato.
Nessuna indigna*zione di Napolitano e, ora, la sorprendente censura di Ste*fania Craxi che applica alla in*significante storia dei piace*re privati del presidente del Consiglio quel giudizio mora**listico che rimprovera ai ma*gistrati.
Questa inutile vicen*da di Ruby, Minetti, Mora e Fede è completamente priva di senso ma costituisce la più clamorosa e cinica manifesta*zione della macchina del fan*go che Roberto Saviano, abil*mente denuncia in funzione contro di lui.
In realtà come dimostrano le incredibili rea*zioni di Stefania Craxi la «macchina del fango» ha otte*nuto grandi risultati crimina*lizzando, per i suoi comporta*menti privati, il presidente del Consiglio.
Nell’assoluto silenzio di Napolitano preoc*cupatissimo per il pericolo contro la Costituzione, con*tro la democrazia, contro la magistratura costituito da Ro*berto Lassini e il suo provoca*torio manifesto.
Nessun pro*blema per i processi inutili, sbagliati, infamanti.
Grande preoccupazione per lo sfogo di una vittima su rossi manife*sti.
saluti