Uno studio del Centro d'ascolto dell'informazione radiotelevisiva evidenzia un dato: durante i due anni del Governo Prodi (2006 e 2007) i tg hanno raddoppiato lo spazio dedicato alla cronaca nera.
Lo studio riporta i seguenti dati: i tg della Rai nel 2003 (governo Berlusconi) hanno dedicato alla cronaca nera il 10,7% degli spazi; nel 2004 (governo Berlusconi) il 13%; nel 2005 (governo Berlusconi) l'11,5%; nel 2006 (governi Berlusconi e Prodi) il 19,1%; nel 2007 (governo Prodi) il 22,3%. Ancora piu' evidenti i dati per i tg di Mediaset: nel 2003 gli spazi dedicati alla cronaca nera furono pari all'11,2%; nel 2004 12,5%; nel 2005 10,7%; nel 2006 18,9%; nel 2007 25,6%. I tg de La7: nel 2003 6,9%; nel 2004 9,8%; nel 2005 8,4%; nel 2006 17,7%; nel 2007 22%.
Se si analizzano i dati relativi alle notizie di cronaca nera, cronaca giudiziaria e criminalita' organizzata - afferma lo studio del Centro d'ascolto dell'informazione radiotelevisiva - e' evidente come, mediamente, il tempo dedicato alla esposizione di tali eventi sia raddoppiato (quando non addirittura triplicato) passando dal 10,4% dei tg del 2003 al 23,7% di quelli del 2007. Mentre nel periodo 2003-2005 la rappresentazione di eventi criminosi si e' mantenuta costante, a partire dal 2006 si e' rilevato un sensibile incremento del tempo dedicato a questa tipologia di notizie, con un ulteriore aumento nel corso del 2007. Infatti, nel 2003 il Tg1 ha esposto notizie riferite a questi argomenti per l'11% del suo tempo, il 19,4% nel 2006, il 23% nel 2007, raddoppiando cioe' il tempo dedicato a tali notizie. Il Tg2 e' passato dal 9,7% del 2003 al 21% del 2006, fino ad arrivare nel 2007, al 25,4%. Il Tg3 e' stata la testata che ha registrato il minore aumento, passando dall'11,5% del 2003 al 18,6% del 2007.
Sulle reti Mediaset l'aumento e' stato maggiore, registrando, in particolare su Studio Aperto, una percentuale pari al 30,2% della durata totale dei tg del 2007, contro il 12,6% rilevato nel 2003. Il Tg5 e' passato dal 10,8% al 25,7% con un incremento di piu' del doppio.
Sempre tra le reti Mediaset e' il Tg4, malgrado comunque il raddoppio negli ultimi 5 anni, la testata che ha avuto l'incremento minore, dal 10,2% del 2003 al 20,9% del 2007. Considerando l'insieme di tutte le testate, il maggior incremento medio si riscontra nel 2006. Mentre fino all'anno precedente la media generale del tempo dedicato alla cronaca nera o comunque alla rappresentazione di episodi violenti o criminali era del 10,7%, nel 2006 e' stata del 18,8%. Nel 2007, poi, e' passata al 23,7%. E' interessante notare - prosegue lo studio - come notizie di cronaca nera siano la notizia di apertura dei tg.
Nel 2007 questo e' avvenuto 36 volte per il Tg1; 62 volte per il Tg2; 32 volte per il Tg3; 70 volte per il Tg4; 64 volte per il Tg5; 197 volte per Studio aperto; 44 volte per i tg La7. Analizzando la classifica degli argomenti trattati dai diversi tg, nel 2006, in 3 delle 7 testate rilevate (Tg2, Tg5 e Studio Aperto), cronaca nera, cronaca giudiziaria e criminalita' sono stati gli argomenti maggiormente esposti, seguiti dalla politica.
Nel 2007, su 4 delle 7 testate (Tg2, Tg5, Studio aperto e tg La7) sono stati gli argomenti maggiormente esposti seguiti dalla politica. E' possibile affermare - sottolinea lo studio - che piu' e' efferato il delitto, maggiore e' il tempo dedicato alla sua esposizione, nel momento in cui avviene, nei giorni successivi, che coincidono con lo sviluppo delle indagini, protraendosi nel tempo, anche a distanza di mesi, spesso in assenza di novita' rilevanti. Sempre nei casi di delitti piu' gravi, le trasmissioni di approfondimento si soffermano per piu' puntate ricostruendo gli episodi e creando veri e propri dibattiti sul tema.
Cosi' spesso si perde la temporalita' dell'evento che quindi rende sempre attuali gli episodi criminosi, anche quelli commessi in mesi o anni precedenti. La tendenza alla drammatizzazione dell'informazione e alla spettacolarizzazione del quotidiano si evince non solo dalla frequenza con la quale vengono date notizie relative a crimini violenti, ma anche dalla terminologia utilizzata che trasmette costantemente un'immagine di morte e violenza, quindi una sensazione di insicurezza e pericolo.