Elezioni amministrative, la carica degli aspiranti sindaci - LE LISTE | La Nuova Sardegna
Elezioni amministrative, la carica degli aspiranti sindaci - LE LISTE
Sono trentasei solo nei sette Comuni maggiori dell'isola, un record di liste. Tra Olbia e Cagliari ci sono duemila aspiranti alla carica di consigliere
CAGLIARI. Trentasei aspiranti sindaci nei sette Comuni maggiori, più di duecento negli altri, un numero record di candidati consiglieri: solo Cagliari e Olbia ne contano insieme quasi duemila. Con la presentazione delle liste, è partita la corsa verso le elezioni amministrative del 15 e 16 maggio. Alle urne saranno però chiamati tutti gli elettori sardi perché si voterà anche per il referendum regionale sul nucleare, il primo al mondo dopo il disastro giapponese di Fukushima.
Il voto nei Comuni maggiori ha una forte valenza politica anche nell’isola. I test principali sono quelli di Cagliari e di Olbia. Nel capoluogo sardo, sinora sempre governato dal centrodestra, si confrontano, con l’aggiunta di diverse liste civiche e quella indipendentista di Claudia Zunchedda, le stesse coalizioni che si contrappongono a livello regionale. Il centrodestra si è questa volta affidato al leader dei Rifomatori, Massimo Fantola, mentre il centrosinistra ha candidato il giovane Massimo Zedda, il consigliere regionale di Sel che alle primarie ha battuto il big del Pd Antonello Cabras e che sta scatenando l’entusiasmo giovanile.
E’ la prima volta che l’opposizione avverte il clima di vittoria. Potrà avere un ruolo decisivo il fatto che Fli, con il consigliere regionale Ignazio Artizzu, si presenti in solitudine. Se dovesse vincere Fantola, che viene dato per favorito anche per il peso delle liste, la situazione politica non subirebbe contraccolpi, anzi si consoliderebbe il rapporto tra Pdl e centristi. Ma se a prevalere fosse Zedda, sarebbe un terremoto che potrebbe travolgere la giunta Cappellacci.
Se Cagliari è un test per la Regione, Olbia lo è per il livello nazionale, per l’alleanza del centrosinistra con i finiani. Se dovesse vincere il sindaco uscente Gianni Giovannelli, licenziato dal Pdl e ricandidato dalle opposizioni, Fli compreso, l’ipotesi di alleanza «tutti contro Berlusconi» di cui si discute anche in Parlamento prenderebbe sempre più corpo. Viceversa, se a vincere fosse l’ex sindaco e attuale deputato Settimo Nizzi, berlusconiano doc, riuscito a tenersi ufficialmente Udc e Psd’Az (ma con molti dissensi), il centrodestra si rafforzerebbe a Cagliari e a Roma (che però segue con più attenzione le votazioni di Milano, Napoli e Torino) e anche nel Pd, oltre che in Sel, potrebbe tramontare l’i dea dell’alleanza con i finiani.
Di rilievo politico anche il voto a Carbonia e Iglesias. A Carbonia parte sempre favorito il centrosinistra, che qui ha sempre vinto, a Iglesias c’è una sfida più aperta: una giovane di Sel, Marta Testa, dopo aver vinto le primarie sul Pd affronta il candidato del centrodestra Ginetto Perseu, dell’Udc del potentissimo Giorgio Oppi. Con l’incognita del terzo incomodo Roberto Frongia, ex assessore regionale dei Riformatori, che si presenta con una lista civica sostenuta anche dal deputato del Pdl Mauro Pili. In caso di sconfitta, Oppi potrebbe decidere di rovesciare il tavolo regionale.
A Capoterra e Monserrato è un test per il Pd: sono gli unici centri in cui ha vinto le primarie, rispettivamente con Francesco Dessì e Giovanni Argiolas. A Capoterra verifica anche per l’ex assessore Lucia Bayre, candidata del centrodestra. A, infine, lo scontro vero è tra due anime del Pd, che si sono divise spartendosi gli alleati, tra cui Fli.
17 aprile 2011




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