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  1. #1
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    Predefinito L'elenco (e la geografia) dei comuni spendaccioni

    Sperperi: ecco chi spreca davvero... L'elenco dei Comuni spendaccioni

    Sono tutte del Sud le città con i bilanci in rosso: le entrate fiscali sono inferiori alla media nazionale mentre le uscite di gran lunga superiori. Napoli in vetta alla classifica: spende il doppio di quello che incamera. Nella top ten anche Palermo, Catania e Cosenza



    di Stefano Filippi

    L'Italia degli sperperi, ecco chi spreca davvero Comuni spendaccioni: l'elenco da Nord a Sud - Interni - ilGiornale.it del 27-04-2011

    Il Centro studi Sintesi, che li ha scovati, li ha battezzati «comuni anomali». Ma è stato troppo buono. Sono gli enti locali che spendono da ricchi ma incassano da poveri. In Italia non è un’anomalia, perché nel settore pubblico spesso le allegre gestioni sono la normalità. Bisognerebbe dunque chiamarli comuni vergognosi, disastrosi, pericolosi. È per colpa anche di questi sindaci, qualsiasi casacca di partito indossino, che il debito pubblico si è gonfiato a dismisura. Anno dopo anno, le amministrazioni spendaccione si consolidano ed è sempre più difficile smantellarle. Anche perché ci si rassegna all’inefficienza e allo spreco.

    L’analisi elaborata da Sintesi, emanazione della più famosa Confartigianato di Mestre, è impietosa. Grafici e tabelle mettono a confronto la capacità fiscale dei vari comuni, cioè l’imponibile Irpef medio per ogni cittadino, e la spesa corrente riportata nei bilanci comunali. Non è che i municipi debbano decidere quanto spendere in base alle tasse versate dai propri elettori, non esiste un legame diretto stabilito da leggi o regolamenti. Ma una quota delle imposte finisce comunque ai comuni: le addizionali, le tasse sui rifiuti, l’Ici, cui si aggiungono i trasferimenti dallo Stato. Ma il test funziona anche come assaggio per l’imminente arrivo del federalismo fiscale, quando una quota maggiore di gettito non prenderà più la via di Roma. Così, il confronto tra tasse prodotte e spese dei comuni rende l’idea se un sindaco o un consiglio comunale vuole vivere secondo le possibilità del territorio o al di sopra. Se cioè gli amministratori sono cicale o formiche.

    E la realtà è che in certe zone d’Italia, soprattutto al Sud, la sproporzione è paurosa. In alcuni comuni la capacità fiscale è nettamente inferiore alla media nazionale, cioè si produce meno e quindi si versano meno tasse, mentre la spesa è molto superiore alla media. Le regioni più virtuose (redditi alti, spesa bassa) sono Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna. Le più sprecone? Sardegna, Sicilia, Molise. Qui si concentra quel 6 per cento dei comuni italiani in cui il reddito medio pro capite è inferiore del 30 per cento rispetto alla media e contemporaneamente la spesa corrente supera la media del 30 per cento.

    La capitale dello squilibrio è Napoli. Non c’era bisogno di scomodare la contabilità nazionale, bastano i cumuli di immondizia per le strade a certificare la cattiva gestione delle amministrazioni locali. Comunque, la terza città d’Italia presenta un indice di spesa al 129 per cento contro una capacità fiscale del 64. L'elenco del disonore comprende anche Catania, Palermo, Cosenza, Oristano, Cagliari. Agli antipodi si collocano invece tre città «rosse»: Piacenza, Reggio Emilia e Ferrara. Qui l’indice di spesa viaggia tra il 75 e l’80 per cento (cioè si spende un quarto in meno) mentre la capacità fiscale supera la media italiana. Al quarto posto si piazza Roma, una sorpresa: evidentemente i tagli del sindaco Alemanno funzionano sull’equilibrio dei conti. Seguono le città del Nord con la migliore qualità della vita: Bergamo, Cremona, Sondrio, Varese in Lombardia, Cuneo, Biella, Novara, Vercelli in Piemonte e quasi tutti i capoluoghi veneti.

    La parte più rassicurante dello studio è che tre quarti dei comuni italiani si collocano in una situazione di sostanziale tranquillità, cioè spendono in proporzione a quanto il territorio può produrre. I casi più allarmanti si registrano in Sardegna, dove 43 comuni su 100 presentano un disequilibrio strutturale, in Sicilia (29,2 per cento), Molise (25 per cento). Umbria e Trentino Alto Adige hanno due soli comuni con problemi; Friuli, Toscana, Emilia e Veneto uno ciascuno, la Valle d’Aosta nessuno. Il paradiso delle montagne è anche l’eden dei conti pubblici.

    Mercoledì 27 aprile 2011
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

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  2. #2
    Blut und Boden
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    Predefinito Rif: L'elenco (e la geografia) dei comuni spendaccioni

    Nord ai Nordici, sud ai sudici.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #3
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    Predefinito Rif: L'elenco (e la geografia) dei comuni spendaccioni

    Cimitero dei Rotoli, non c'è più spazio per le bare: cento salme in attesa - Corriere del Mezzogiorno



    L'allargamento del CAMPOSANTO dei Cappuccini»
    Cimitero dei Rotoli, non c'è più spazio per le bare: cento salme in attesa
    Gli spazi sono tutti esauriti, impossibili gli allargamenti. Il disagio di chi vede il proprio caro «in fila» nel deposito

    NOTIZIE CORRELATE
    Rotoli, l'emergenza di novembre scorso: bare «in fila»
    Bara esplode nel cimitero dei Rotoli

    PALERMO - È emergenza sepolture a Palermo, al cimitero dei Rotoli, dove da giorni circa cento salme si trovano nei locali di deposito della struttura in attesa di trovare definitiva sistemazione. Un'emergenza che purtroppo sembra non avere una veloce e rapida soluzione all'orizzonte. Gli spazi sono tutti esauriti, impossibili gli allargamenti. L'unica possibilità, già messa in atto in queste giornate di sovraffollamento, resta l'uso delle sepolture gentilizie private che potrebbero fare riprendere fiato all'amministrazione, recuperando dai 700 agli 800 posti.

    FIORI APPASSITI - Il provvedimento di requisizione, già autorizzato dal sindaco Diego Cammarata lo scorso mese di novembre, ha causato non pochi malumori nei proprietari, molti dei quali hanno fatto ricorso al Tar, che fino ad oggi non ha emesso alcuna sospensiva dell'ordinanza del primo cittadino. Resta il fatto che le bare allineate nella sala Bonanno dei Rotoli, aumentano di giorno in giorno, appassiscono i fiori che le accompagnano e la situazione si aggrava a vista d'occhio così come cresce in modo esponenziale il disagio di amici e parenti, costretti a vedere il proprio caro «abbandonato» senza la giusta sistemazione.

    AUMENTANO LE CREMAZIONI - Il problema è vissuto in tutte le sue difficoltà dall'assessore con delega ai servizi cimiteriali Roberto Clemente che dice: «La situazione purtroppo è pesante. Per cercare di ovviare al problema c'è un progetto di allargamento del cimitero dei Cappuccini che potrebbe portare al superamento di quest'emergenza e che consentirebbe di recuperare circa 800 posti. Ne parlerò nei prossimi giorni al sovraintendedente, così da cercare di accelerare i tempi e riuscire ad inserire l'opera nel piano triennale delle opere pubbliche che entro maggio dovrebbe andare all'esame del Consiglio Comunale. Costi? Non mi sbilancio ma ho pensato anche alla possibilità di un project financing». Intanto per i defunti il riposo finale sembra lontano. Un dato da registrare è l'aumento delle cremazioni: «Sembra - conclude Clemente - che la cittadinanza stia superando la diffidenza, una cosa che non può che aiutarci in questa situazione».
    O si taglia o il caos

  4. #4
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    Predefinito Rif: L'elenco (e la geografia) dei comuni spendaccioni

    Il primo atto di civiltà dell'uomo che lo identificò di essere differente dagli altri mammiferi fu il ricordo e la venerazione dei morti.

    Ora la sepoltura dei morti fa parte della nostra civiltà
    Però a Palermo non riescono risolvere questo segnale di civiltà. Non vi sono gli spazi per le sepolture.

    Adesso è ora di finila. E' ora di abolire il razzismo.

    Non si può continuare ad essere razzisti e pretendere che tutti gli uomini siano uguali nella loro cultura e nel loro comportamento.

    Le etnie sono differenti. Non si può pretendere che l'etnia di carattere nord africano che alberga nel meridione italico sia uguale a quella della cultura delle popolazioni continentali.

    La gestione del potere e della politica in meridione deve essere adatta alle popolazioni residenti. Non si può gestire il Sud con le leggi e gli ordinamenti che vi sono al Nord.

    Considerare che il meridione deve subire comportamenti e gestione politica come quelli del Nord è un atto di razzismo. Il meridione è differente, e pertanto ha il diritto di gestirsi secondo parametri di governo differenti.

    Tutti i paesi del Nord Africa sono gestiti da governi adatti alla popolazione ossia governi non democratici.

    La democrazia non è il frutto del pensiero ma è il frutto del sistema mentale, culturale dei popoli.

    Due cittadini uno meridionale ed uno europeo presi singolarmente , morfologicamente sono quasi uguali. Ma le culture meridionale ed europea sono diversi e molte volte in antitesi.
    E il loro rapporto forzato in un medesimo contenitore gestionale statale diventa origine di attriti e alla fine di un disastro comportamentale ed economico.

    BASTA CON QUESTO RAZZISMO CHE SIAMO TUTTI UGUALI:
    Ultima modifica di jotsecondo; 27-04-11 alle 11:30
    O si taglia o il caos

  5. #5
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    Predefinito Rif: L'elenco (e la geografia) dei comuni spendaccioni

    Certo che il "sud" non finisce mai di stupire.



  6. #6
    tra Baltico e Adige
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    Predefinito Rif: L'elenco (e la geografia) dei comuni spendaccioni

    In questo paese storto quelli che più si danno da fare per smerdare e rovinare lo stato sono quelli più patriottici, e ti credo, cosa non si fa per denaro.



  7. #7
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    Predefinito Rif: L'elenco (e la geografia) dei comuni spendaccioni

    Niente di nuovo sotto il sole. Friuli Venezia-Giulia, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Val d'Aosta e Trentino Alto Adige sono le regioni più virtuose in Italia (la gestione di Lombardia e Piemonte in realtà presenta alcune ombre, come si evince dai dati). Mentre tutte le regioni del sud risultano gestite in maniera pessima, assitenziale, inefficiente, scandalosa e dissennata.

    Sorge a questo punto un'osservazione spontanea.

    Tra le regioni virtuose ci sono sia regioni amministrate dal centro-sinistra che dal centro destra. Stesso discorso per quelle amministrate male.

    Questo dato di fatto dimostra una cosa, una cosa che già sapevamo: la politica non può fare la differenza, ma la differenza la fa sempre e solamente il senso civico dei cittadini. La classe politica è sempre espressione e proiezione di questo senso civico.
    Ultima modifica di Heretic; 29-04-11 alle 11:29

  8. #8
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    Predefinito Rif: L'elenco (e la geografia) dei comuni spendaccioni

    Citazione Originariamente Scritto da Heretic Visualizza Messaggio
    Niente di nuovo sotto il sole. Friuli Venezia-Giulia, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Val d'Aosta e Trentino Alto Adige sono le regioni più virtuose in Italia (la gestione di Lombardia e Piemonte in realtà presenta alcune ombre, come si evince dai dati). Mentre tutte le regioni del sud risultano gestite in maniera pessima, assitenziale, inefficiente, scandalosa e dissennata.

    Sorge a questo punto un'osservazione spontanea.

    Tra le regioni virtuose ci sono sia regioni amministrate dal centro-sinistra che dal centro destra. Stesso discorso per quelle amministrate male.

    Questo dato di fatto dimostra una cosa, una cosa che già sapevamo: la politica non può fare la differenza, ma la differenza la fa sempre e solamente il senso civico dei cittadini. La classe politica è sempre espressione e proiezione di questo senso civico.
    La differenza la fa l'ETNIA.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  9. #9
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    Predefinito Rif: L'elenco (e la geografia) dei comuni spendaccioni

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    La differenza la fa l'ETNIA.
    L'etnia? ostridicolo:

    L'etnia è un concetto obsoleto, inconcludente, infantile. Peraltro, anche solo considerando le regioni più virtuose, sarebbe disonesto non ammettere che sono il risultato di un mix etnico.

    Etnia? No, la differenza la fa sempre l'ETHOS, da cui deriva il senso civico, una delle componenti pubbliche dell'etica di una popolazione.
    Ultima modifica di Heretic; 29-04-11 alle 11:58

  10. #10
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    Predefinito Rif: L'elenco (e la geografia) dei comuni spendaccioni

    Citazione Originariamente Scritto da jotsecondo Visualizza Messaggio
    Il primo atto di civiltà dell'uomo che lo identificò di essere differente dagli altri mammiferi fu il ricordo e la venerazione dei morti.

    Ora la sepoltura dei morti fa parte della nostra civiltà
    Però a Palermo non riescono risolvere questo segnale di civiltà. Non vi sono gli spazi per le sepolture.

    Adesso è ora di finila. E' ora di abolire il razzismo.

    Non si può continuare ad essere razzisti e pretendere che tutti gli uomini siano uguali nella loro cultura e nel loro comportamento.

    Le etnie sono differenti. Non si può pretendere che l'etnia di carattere nord africano che alberga nel meridione italico sia uguale a quella della cultura delle popolazioni continentali.

    La gestione del potere e della politica in meridione deve essere adatta alle popolazioni residenti. Non si può gestire il Sud con le leggi e gli ordinamenti che vi sono al Nord.

    Considerare che il meridione deve subire comportamenti e gestione politica come quelli del Nord è un atto di razzismo. Il meridione è differente, e pertanto ha il diritto di gestirsi secondo parametri di governo differenti.

    Tutti i paesi del Nord Africa sono gestiti da governi adatti alla popolazione ossia governi non democratici.

    La democrazia non è il frutto del pensiero ma è il frutto del sistema mentale, culturale dei popoli.

    Due cittadini uno meridionale ed uno europeo presi singolarmente , morfologicamente sono quasi uguali. Ma le culture meridionale ed europea sono diversi e molte volte in antitesi.
    E il loro rapporto forzato in un medesimo contenitore gestionale statale diventa origine di attriti e alla fine di un disastro comportamentale ed economico.

    BASTA CON QUESTO RAZZISMO CHE SIAMO TUTTI UGUALI:
    Jotsecondo, ma tu non eri di origine albanese?

 

 
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