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    Beato Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla) Papa

    .

    Wadowice, Cracovia, 18 maggio 1920 - Vaticano, 2 aprile 2005


    (Papa dal 22/10/1978 al 02/04/2005 ).
    Nato a Wadovice, in Polonia, è il primo papa slavo e il primo Papa non italiano dai tempi di Adriano VI. Nel suo discorso di apertura del pontificato ha ribadito di voler portare avanti l'eredità del Concilio Vaticano II. Il 13 maggio 1981, in Piazza San Pietro, anniversario della prima apparizione della Madonna di Fatima, fu ferito gravemente con un colpo di pistola dal turco Alì Agca. Al centro del suo annuncio il Vangelo, senza sconti. Molto importanti sono le sue encicliche, tra le quali sono da ricordare la "Redemptor hominis", la "Dives in misericordia", la "Laborem exercens", la "Veritatis splendor" e l'"Evangelium vitae". Dialogo interreligioso ed ecumenico, difesa della pace, e della dignità dell'uomo sono impegni quotidiani del suo ministero apostolico e pastorale. Dai suoi numerosi viaggi nei cinque continenti emerge la sua passione per il Vangelo e per la libertà dei popoli. Ovunque messaggi, liturgie imponenti, gesti indimenticabili: dall'incontro di Assisi con i leader religiosi di tutto il mondo alla preghire al Muro del pianto di Gerusalemme. Così Carol Wojtyla traghetta l'umanità nel terzo millennio. La sua beatificazione ha luogo a Roma il 1° maggio 2011.



    Karol Józef Wojtyła, eletto Papa il 16 ottobre 1978, nacque a Wadowice, città a 50 km da Cracovia, il 18 maggio 1920.

    Era il secondo dei due figli di Karol Wojtyła e di Emilia Kaczorowska, che morì nel 1929. Suo fratello maggiore Edmund, medico, morì nel 1932 e suo padre, sottufficiale dell’esercito, nel 1941.

    A nove anni ricevette la Prima Comunione e a diciotto anni il sacramento della Cresima. Terminati gli studi nella scuola superiore Marcin Wadowita di Wadowice, nel 1938 si iscrisse all’Università Jagellónica di Cracovia.

    Quando le forze di occupazione naziste chiusero l’Università nel 1939, il giovane Karol lavorò (1940-1944) in una cava ed, in seguito, nella fabbrica chimica Solvay per potersi guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania.

    A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequentò i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto dall’Arcivescovo di Cracovia, il Cardinale Adam Stefan Sapieha. Nel contempo, fu uno dei promotori del "Teatro Rapsodico", anch’esso clandestino.

    Dopo la guerra, continuò i suoi studi nel seminario maggiore di Cracovia, nuovamente aperto, e nella Facoltà di Teologia dell’Università Jagellónica, fino alla sua ordinazione sacerdotale a Cracovia il 1 novembre 1946. Successivamente, fu inviato dal Cardinale Sapieha a Roma, dove conseguì il dottorato in teologia (1948), con una tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce. In quel periodo, durante le sue vacanze, esercitò il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda.

    Nel 1948 ritornò in Polonia e fu coadiutore dapprima nella parrocchia di Niegowić, vicino a Cracovia, e poi in quella di San Floriano, in città. Fu cappellano degli universitari fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici. Nel 1953 presentò all’Università cattolica di Lublino una tesi sulla possibilità di fondare un’etica cristiana a partire dal sistema etico di Max Scheler. Più tardi, divenne professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino.

    Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nominò Vescovo titolare di Ombi e Ausiliare di Cracovia. Ricevette l’ordinazione episcopale il 28 settembre 1958 nella cattedrale del Wawel (Cracovia), dalle mani dell’Arcivescovo Eugeniusz Baziak.

    Il 13 gennaio 1964 fu nominato Arcivescovo di Cracovia da Paolo VI che lo creò Cardinale il 26 giugno 1967.

    Partecipò al Concilio Vaticano II (1962-65) con un contributo importante nell’elaborazione della costituzione Gaudium et spes. Il Cardinale Wojtyła prese parte anche alle 5 assemblee del Sinodo dei Vescovi anteriori al suo Pontificato.

    Viene eletto Papa il 16 ottobre 1978 e il 22 ottobre segue l'inizio solenne del Suo ministero di Pastore Universaledella Chiesa.

    Dall’inizio del suo Pontificato, Papa Giovanni Paolo II ha compiuto 146 visite pastorali in Italia e, come Vescovo di Roma, ha visitato 317 delle attuali 332 parrocchie romane. I viaggi apostolici nel mondo - espressione della costante sollecitudine pastorale del Successore di Pietro per tutte le Chiese - sono stati 104.

    Tra i suoi documenti principali si annoverano 14 Encicliche, 15 Esorta-zioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere apostoliche. A Papa Giovanni Paolo II si ascrivono anche 5 libri: "Varcare la soglia della speranza" (ottobre 1994); "Dono e mistero: nel cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio" (novembre 1996); "Trittico romano", meditazioni in forma di poesia (marzo 2003); "Alzatevi, andiamo!" (maggio 2004) e "Memoria e Identità" (febbraio 2005).

    Papa Giovanni Paolo II ha celebrato 147 cerimonie di beatificazione - nelle quali ha proclamato 1338 beati - e 51 canonizzazioni, per un totale di 482 santi. Ha tenuto 9 concistori, in cui ha creato 231 (+ 1 in pectore) Cardinali. Ha presieduto anche 6 riunioni plenarie del Collegio Cardinalizio.

    Dal 1978 ha convocato 15 assemblee del Sinodo dei Vescovi: 6 generali ordinarie (1980, 1983, 1987, 1990; 1994 e 2001), 1 assemblea generale straordinaria (1985) e 8 assemblee speciali (1980, 1991, 1994, 1995, 1997, 1998 [2] e 1999).

    Nessun Papa ha incontrato tante persone come Giovanni Paolo II: alle Udienze Generali del mercoledì (oltre 1160) hanno partecipato più di 17 milioni e 600mila pellegrini, senza contare tutte le altre udienze speciali e le cerimonie religiose (più di 8 milioni di pellegrini solo nel corso del Grande Giubileo dell’anno 2000), nonché i milioni di fedeli incontrati nel corso delle visite pastorali in Italia e nel mondo; numerose anche le personalità governative ricevute in udienza: basti ricordare le 38 visite ufficiali e le altre 738 udienze o incontri con Capi di Stato, come pure le 246 udienze e incontri con Primi Ministri.

    Muore a Roma, nel suo alloggio nella Città del Vaticano, alle ore 21.37 di sabato 2 aprile 2005. I solenni funerali in Piazza San Pietro e la sepoltura nelle Grotte Vaticane seguono l'8 aprile.




    Fonte:
    Giovanni Paolo II - Beatificazione e Canonizzazione - Sito Ufficiale

    Note: Cristina Siccardi – Giovanni Paolo II. L’uomo e il Papa - Paoline Editoriale Libri, Milano, 2011
    Luigi Accattoli - Giovanni Paolo. La prima biografia completa - Cinisello Balsamo, San Paolo Edizioni, 2006
    Luigi Accattoli - Io ho avuto paura a ricevere questa nomina. Ritratto di Papa Wojtyła in parole e immagini - Torino, Edizioni Sei, 1993
    Luigi Accattoli - Quando il Papa chiede perdono - Milano, Mondadori, 1997
    Luigi Accattoli - Karol Wojtyła. L'uomo di fine millennio - Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 1998
    Luigi Accattoli - Chiamatemi Karol - Milano, Mondadori, 1999
    Papa Benedetto XVI - Giovanni Paolo II - Il mio amato predecessore - Libreria Editrice Vaticana, 2007
    Domenico Del Rio - I fioretti di Papa Wojtyła - Bologna, Edizioni Dehoniane Bologna, 1999
    Stanislaw Dziwisz; Czeslaw Drazek; Renato Buzzonetti; Angelo Comastri - Lasciatemi andare. La forza nella debolezza di Giovanni Paolo II - Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 2006
    Stanislao Dziwisz; Gian Franco Svidercoschi - Una vita con Karol - Rcs Libri e Libreria Editrice Vaticana, 2007
    Jonathan Kwitny - L'uomo del secolo - Casale Monferrato, Edizioni Piemme, 2002
    Giovanni Reale - Karol Wojtyła. Un pellegrino dell'assoluto - Milano, Bompiani, 2005
    Andrea Riccardi - Giovanni Paolo II. La biografia. Cinisello Balsamo, San Paolo Edizioni, 2011
    Antonio Socci - I segreti di Karol Wojtyla - Rizzoli, 2009
    Andrea Tornielli - I miracoli di Papa Wojtyła - Casale Monferrato, Edizioni Piemme, 2005
    Paweł Zuchniewicz - Giovanni Paolo II - Paoline Editoriale Libri, Milano, 2005



    Spunti bibliografici su Giovanni Paolo II - Papa Wojtyla a cura di LibreriadelSanto.it

    Cazzago Aldino, Giovanni Paolo II. Con Cristo nel mondo, Edizioni Messaggero, 2010 - 96 pagine
    Maffezzoni Tiziana, Giovanni Paolo II tra i mondi d'Abruzzo... e il suo incontro con gli Scouts, Edizioni Messaggero, 2010 - 128 pagine
    Oder Slawomir, Gaeta Saverio, Perché è santo. Il vero Giovanni Paolo II raccontato dal postulatore della causa di beatificazione, Rizzoli, 2010 - 194 pagine
    Lo Iacono Elisabetta, Caro signor Papa. Cosa scrivono i fedeli a Giovanni Paolo II, Edizioni Messaggero, 2010 - 240 pagine
    Póltawska Wanda, Diario di un'amicizia. La famiglia Poltawski e Karol Wojtyla, San Paolo Edizioni, 2010 - 640 pagine
    Borghese Annalisa, Le donne di Wojtyla. Da mamma Emilia a madre Teresa, Ancora, 2010 - 128 pagine
    Caligiani Sabina, Giovanni Paolo II. Il papa che parlava alla gente, Paoline Edizioni, 2010 - 136 pagine
    Jonathan Kwitny, L'uomo del secolo, Piemme, 2009 - 512 pagine
    Svidercoschi G. Franco, Un Papa che non muore, San Paolo Edizioni, 2009 - 160 pagine
    Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, La nobile forma, San Paolo Edizioni, 2009 - pagine
    Pierre d'Ornellas, Giovanni Paolo II, Edizioni Messaggero, 2009 - 192 pagine
    Barca Alessandro, La persona al centro, Vivere In, 2009 - pagine
    Andreas Resch, I Santi di Giovanni Paolo II 1982 - 2004, Resch Verlag Innsbruck, 2009 - 484 pagine
    Socci Antonio, I segreti di Karol Wojtyla, Rizzoli, 2009 - 233 pagine
    Mokrzycki Mieczyslaw, I martedì di Karol. La vita quotidiana di Giovanni Paolo II, San Paolo Edizioni, 2009 - 248 pagine
    Altri suggerimenti...

    Beato Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla)
    Ultima modifica di UgoDePayens; 30-04-11 alle 11:09
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

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    Predefinito Rif: In onore di Giovanni Paolo II, beato

    OMAGGIO A GIOVANNI PAOLO II

    Sito in flash ufficiale della beatificazione.
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

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    Predefinito Rif: In onore di Giovanni Paolo II, beato

    Inaugurata in Vaticano la mostra omaggio di Benedetto XVI a Giovanni Paolo II

    Come un grande fiume
    La mostra «Giovanni Paolo II — Omaggio di Benedetto XVI in occasione della beatificazione» è stata inaugurata nel pomeriggio di giovedì 28 aprile, al Braccio di Carlo Magno, in Vaticano, alla presenza del cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, di autorità del governo polacco e dell’ambasciatore di Polonia presso la Santa Sede, Hanna Suchocka. La mostra è infatti organizzata in collaborazione con il ministero della cultura polacco. Nella circostanza è stata anche resa nota l’emissione congiunta tra la Santa Sede e la Polonia di un francobollo commemorativo che consta di sei valori ed è comprensivo dell’annullo speciale del 1° maggio. Di seguito ampi stralci dell’intervento del cardinale presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano alla cerimonia inaugurale.


    Giovanni Paolo II si disse «un Papa venuto da lontano». Intendeva così indicare proprio la Polonia, la sua Patria; Paese lontano, assai più che per la sua posizione geografica — la Polonia è in realtà al centro dell’Europa — per la lontananza del regime politico che allora lo caratterizzava, allontanandolo dall’Europa Occidentale, o, forse, e ancor più, per le lontane radici della plurisecolare storia di lotte e di fede della nazione polacca, di cui egli era, per così dire, un frutto inatteso, e anzi imprevedibile agli occhi degli uomini, ma non a quelli di Dio.
    Quel Papa, dunque, «venuto da lontano», non nascondeva affatto il suo essere polacco e il suo vivo amore per la sua Nazione, quasi potesse essere inteso come limite all’universalità del suo ufficio; anzi, del suo essere polacco fece proprio una leva, un punto di forza per far scomparire le barriere politiche, che allontanavano i popoli tra di loro, e aprirli all’universalità.
    Per questo la mostra, organizzata insieme al Governo di Varsavia, inizia con due sezioni dedicate alla sua origine polacca: gli anni di Wadowice e gli anni di Cracovia. Queste due sezioni sono allestite da parte polacca.
    È come un grande fiume che di là parte per raggiungere, attraverso Roma, tutte le parti del mondo.
    Le sue onde hanno come un drammatico arresto, dopo i primi anni del Pontificato, con l’attentato del 13 maggio 1981. Esso è simboleggiato da un passaggio tenebroso, in cui si rivive quel momento terribile ed indimenticabile. Il grande, luminoso corso della sua attività prosegue però subito, più vasto, diversificato, multiforme, arricchito da affluenti di diversa ricchezza.
    Questa parte della mostra — dal conclave del 22 ottobre 1978 fino alla sua santa morte del 2 aprile 2005 — è stata allestita dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
    Vi si passano in rassegna alcuni aspetti più visibili della sua vita: l’attività pastorale, i viaggi, i giubilei, le giornate della gioventù, la produzione letteraria, le encicliche, il dialogo interreligioso ed ecumenico, le beatificazioni e canonizzazioni, i Sinodi dei vescovi, i concistori e le ordinazioni episcopali, la devozione mariana, la sofferenza. Quest’ultima ne trasfigurò l’immagine da «John Paul, Superstar» (così lo qualificava la copertina della rivista americana «Time» del 15 ottobre 1979), nel «servo di Dio», obbediente e sofferente, palpitante icona del Crocifisso, vicino alla più profonda umanità di ciascuno di noi.
    È stata, la sua, un’attività multiforme e vastissima, ma essa ha sempre avuto un centro unificante, chiaro e determinato: Cristo e l’uomo: «Cristo via dell’uomo», e per questo «l’uomo via della Chiesa».
    La sua è stata una vita così unicamente ricca di esperienze e di doni umani ricevuti e generosamente dati, ed egli è stato testimone ed attore, in prima persona, di epoche diverse, caratterizzate da dittature disumane, da violenze fanatiche e crudeli; è stato compagno, amico di altre splendide figure — illustri e famose o umili e nascoste che fossero — che il Signore ha posto sulla sua stessa strada.
    Non può stupire che molto più di ciò che in questa mostra viene ricordato, sia quanto, a causa dello spazio a disposizione e soprattutto del brevissimo tempo concesso per la sua preparazione, non viene fatto vedere. In particolare non è possibile far vedere dove egli attingeva la forza e la ricchezza del suo spirito. Lo si può però in qualche modo intuire da due immagini collocate simbolicamente prima dell’inizio e dopo la conclusione della mostra: la prima, il grande libro del Vangelo, libro di luce per la sua vita, posto sulla sua bara, tra il tempio e la folla, che il vento — o lo Spirito di Dio? — sfogliava in quella mattina delle sue esequie, l’8 aprile 2005; la seconda immagine, la sua cappella privata nell’appartamento papale, la sua forza era la preghiera, l’incontro con Dio in Cristo, l’affidarsi fiducioso all’intercessione ed alla protezione di Maria, espressa dal suo motto: «Totus tuus». Da questa fonte segreta scaturiva anche la visione e la speranza che trasmetteva.



    Giovanni Lajolo
    29 aprile 2011
    [parola chiave: Arte figurativa | Pontefici]
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

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    Predefinito Rif: In onore di Giovanni Paolo II, beato

    Gloria.tv: TV2000 - Papa Giovanni Paolo II 2000

    ricordo del beato Giovanni Paolo II, testo di Accattoli, durata 27'
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

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    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

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    Predefinito Rif: In onore di Giovanni Paolo II, beato

    Domani, 1 Maggio 2011, in San Pietro verrà proclamato beato Karol Wojtyla.
    Penso che ognuno di noi abbia un ricordo caro legato a colui che ha guidato la Chiesa di Roma durante il periodo buio della guerra fredda e del crollo dell'impero sovietico.

    Uniamoci, almeno spiritualmente, alla celebrazione che più di un milione di pellegrini vivranno domani, in unione con il Santo Padre Benedetto XVI.
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

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    Predefinito Rif: In onore di Giovanni Paolo II, beato

    MESSAGGIO DELLA PRESIDENZA DELLA CEI


    Sulla riva alcuni pescatori gettavano le reti in mare: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”. Da quel giorno i cristiani - sostenuti dalla promessa che Lui è con loro tutti i giorni, fino alla fine del mondo - sono in viaggio su tutte le strade, cittadini e stranieri di ogni terra. Non sono mancate le nostalgie per le barche lasciate, con il loro carico di sogni accarezzati e mai realizzati; non sono mancati i momenti di stanchezza, di delusione, perfino di tradimento. Ma, su tutto questo, più grande ancora soffia il richiamo ad essere Suoi, a dimorare in Lui, fino ad essere Sua presenza tra gli uomini di ogni tempo.

    A nome dei Pastori delle Chiese che sono in Italia ringraziamo il Signore per la limpida testimonianza con cui Giovanni Paolo II ci ha confermati nella fede. Essa contiene il segreto dell’esistenza: Cristo, il Figlio del Dio vivente, la chiave che apre il mistero sigillato della storia umana e personale.
    È impossibile delineare in poche righe una figura così imponente: il suo insegnamento parla in tanti incontri, interventi e documenti con cui ha interpretato la Chiesa e la sua missione nella storia. Parla, soprattutto, attraverso una vita che è stata il suo messaggio più efficace, fatto di sguardi, gesti e segni che hanno toccato i cuori. In un mondo spesso smarrito, egli ha costituito un riferimento sicuro, un profeta che non ha mai smesso di additare la via di una speranza affidabile, di un amore alla portata di ogni uomo.
    L’imperativo con il quale il 22 ottobre 1978 ha iniziato il suo servizio – “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!” – ha segnato il suo lungo pontificato.
    “Non abbiate paura” della fede, anzitutto. Giovanni Paolo II non si è stancato di ricordare quanto sterile e fuorviante si riveli il tentativo di voler escludere Cristo dalla storia: Lui solo, infatti, “sa cosa c’è dentro l’uomo”, Lui solo “rivela pienamente l’uomo all’uomo stesso”. Con veemenza, il Papa ha scosso le coscienze per renderle consapevoli di quanto sia disumana la pretesa di costruire la città senza Dio: è la torre di Babele dell’ideologia marxista, che ha imbrigliato interi popoli nelle maglie di un sistema dittatoriale; è la deriva del capitalismo, che spinge a un individualismo alieno dall’orizzonte del bene comune.
    “Non abbiate paura” dell’altro. Karol Wojtyla è stato il primo Pontefice a coprirsi il capo per entrare in una sinagoga e pregare con i nostri “fratelli maggiori”, gli ebrei; è stato anche il primo a togliersi le scarpe per varcare la soglia di una moschea e incontrare i “fratelli” musulmani, nella memoria della comune radice in Abramo. È colui che, senza confusioni, ha invitato i rappresentanti di tutte le religioni a pregare per la pace, nella certezza che essa è dono di Dio e che la guerra “offende Dio, chi la soffre e chi la pratica”. Negli innumerevoli viaggi in Italia e in ogni parte del mondo ci ha resi attenti ai popoli condannati al sottosviluppo dalla “brama esclusiva di profitto” e dalla “sete di potere”, da situazioni che invocano la giustizia, la remissione del debito e quella solidarietà che per i cristiani arriva al dono della vita.
    “Non abbiate paura” nel riconoscere ritardi e responsabilità. Il suo amore per la Chiesa è stato tale da indurlo a chiedere perdono per le mancanze commesse dai credenti. A sua volta, ha assicurato il perdono dei cattolici per quello che essi hanno patito nella storia, impegnandosi, a nome dei credenti, a tendere con ogni forza alla fraternità universale.
    “Non abbiate paura” – mai – della vita: da quella nascente, fin dal concepimento, a quella segnata dalla vecchiaia, ugualmente sacra e inviolabile. Da anziano e sofferente, il Papa ha testimoniato in prima persona un totale rispetto per essa.
    Benedetto XVI ce lo affida oggi come testimone: è un’eredità che con gratitudine ci impegniamo a raccogliere e a fare sempre più nostra. Se Giovanni Paolo II ha saputo incrociare i drammi del nostro tempo e aprirli alla luce pasquale è stato grazie alla sua fedeltà al Vangelo e all’uomo, “prima e fondamentale via della Chiesa”. Per questo, a nostra volta, non ci stanchiamo di chiedere che ne sia sempre rispettata la vita e promossi la dignità e il diritto alla famiglia, al lavoro, alla libertà religiosa. Sono le linee sulle quali, particolarmente in questo decennio dedicato all’educazione, rilanciamo il nostro impegno missionario, convinti di svolgere così un servizio indispensabile all’unità e al bene del Paese.
    Il nuovo Beato interceda perché ci sia data la forza di sottrarci alle schiavitù che ancora appesantiscono il passo, il coraggio di annunciare la Parola che apre alla vita, la libertà che nasce dalla verità e fiorisce nella carità. Egli ci indica l’Eucaristia, pane di vita eterna, che ha celebrato su tutte le piazze del mondo: essa è il cuore pulsante della Chiesa, che ha amato e servito sino all’ultimo; è la forza certa e fedele per il nostro pellegrinaggio nel tempo verso l’eternità.


    Roma, 29 aprile 2011

    LA PRESIDENZA DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

    "Un'eredità di fede che raccogliamo grati"
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

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    Predefinito Rif: In onore di Giovanni Paolo II, beato

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Domani, 1 Maggio 2011, in San Pietro verrà proclamato beato Karol Wojtyla.
    Penso che ognuno di noi abbia un ricordo caro legato a colui che ha guidato la Chiesa di Roma durante il periodo buio della guerra fredda e del crollo dell'impero sovietico.

    Uniamoci, almeno spiritualmente, alla celebrazione che più di un milione di pellegrini vivranno domani, in unione con il Santo Padre Benedetto XVI.
    Senza nessuno spirito polemico, esprimo tutta la mia tristezza ed amarezza per questa proclamazione. Mi dà quasi un senso di vertigine vedere che Wojtyla sia proposto a tutti come esempio. Ovviamente non cado dalle nuvole (è una vita che cristiani e anticristiani osannano questo personaggio). Quello che spaventa è vedere quanta strada ha fatto il regno del male in questo mondo. La Chiesa, unica arca di salvezza, sembra morta.

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    Predefinito Rif: In onore di Giovanni Paolo II, beato

    Citazione Originariamente Scritto da Timoteo Visualizza Messaggio
    Senza nessuno spirito polemico, esprimo tutta la mia tristezza ed amarezza per questa proclamazione. Mi dà quasi un senso di vertigine vedere che Wojtyla sia proposto a tutti come esempio. Ovviamente non cado dalle nuvole (è una vita che cristiani e anticristiani osannano questo personaggio). Quello che spaventa è vedere quanta strada ha fatto il regno del male in questo mondo. La Chiesa, unica arca di salvezza, sembra morta.
    Intendi dire che Giovanni Paolo II non è degno di diventare beato? Come osi tu metterti contro la Chiesa?
    --
    “Don Giussani è stato ‘profeta’ dell’insopprimibile anelito dell’incontro con Dio per l’uomo del nostro tempo"Card. Angelo Bagnasco

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    Predefinito Rif: In onore di Giovanni Paolo II, beato

    Onore e gloria a Dio per averci donato l'esempio di questo suo Figlio!

 

 
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    Di pfjodor nel forum Tradizionalismo
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