
Originariamente Scritto da
mustang2
...una pace per ripartire!
di A. Sallusti dalla prima pg. di ilgiornale.it 01 05 2011
Gheddafi minaccia l’Italia: porteremo la guerra da voi, ha detto ieri.
In questa fra*se c’è tutto il paradosso della questione libi*ca.
Se c’è infatti un Paese che ha tenuto a freno francesi, americani e inglesi smanio*si di arrivare trionfanti a Tripoli, questo è proprio il nostro.
E se c’è un leader europeo che ha sofferto perso*nalmente per il destino del leader li*bico e che ancora oggi lavora per una soluzione politica del conflitto, questo è Silvio Berlusconi.
Cose che Umberto Bossi dovrebbe ben sape*re, visto lo stretto rapporto che ha con il premier.
Ma sotto elezioni ognuno gioca per sé, e la Lega ha im*boccato una sua strada. Opposta dal punto di vista mediatico, non così lontana come può apparire da quel*lo sostanziale.
Le condizioni che il Carroccio ha posto per rimanere nel governo, di fatto non sono inaccetta*bili dal Pdl.
Anzi, in fondo coincido*no: si tratta di limitare l’impiego mili*tare al minimo indispensabile, op*porsi all’escalation del conflitto (no a invasioni via terra), prendere tem*po per convincere gli alleati a uscire quanto prima da questo pantano, che, è bene ricordarlo, non è una guerra tra un dittatore e il suo popo*lo inerme, ma tra un dittatore e un suo spietato e sanguinario ex mini*stro che si è messo a capo di un paio di tribù per prendere il potere.
Per questo immagino che un ac*cordo (tempi e modi del disimpe*gno) tra Berlusconi e Bossi sia cosa già fatta.
Con buona pace di Napoli*tano che, secondo paradosso, se ne sta silente sul Colle ma in realtà è il vero artefice di questo pasticcio.
Su di lui infatti, capo supremo delle For*ze armate, hanno fatto sponda con successo americani e francesi per ot*tenere quelle concessioni (l’impie*g*o diretto dei caccia italiani nei bom*bardamenti) che il nostro governo era restio a varare.
Ma si sa, anche l’inquilino del Quirinale ormai è una pedina usata dai professionisti dell’antiberlusconismo: sacro e indi*scuti*bile quando i suoi moniti difen*dono i giudici o bloccano le leggi, un signor nessuno da ignorare e addirit*tura calpestare se fa comodo per mettere in difficoltà il governo, co*me nel caso in questione.
Il quale governo, comunque, ha la pelle più dura di quel che si crede.
E questa settimana rilancerà anche sul fronte dell’economia, alla faccia di chi lo definisce agonizzante.
Do*po le tensioni dei giorni scorsi, Berlu*sconi e Tremonti si sono chiariti, sia sul fronte politico sia su quello tecni*co.
Il risultato è che nei prossimi gior*ni il Consiglio dei ministri varerà il decreto per lo sviluppo, una serie di norme (molte delle quali già annun*ciate nei mesi scorsi) per ridare fiato alle nostre imprese.
Il clima di violenza che si respira in queste ore nel Paese contro i candi*dati del centrodestra alle imminenti elezioni (aggressioni e bombe carta a Napoli, intimidazioni a Milano), spiega meglio di tante parole lo stato in cui invece si trova l’opposizione.
Bersani, invece che fare lo spiritoso sul dramma libico, dovrebbe guar*dare in casa sua.
Veltroni ne ha chie*sto ufficialmente la testa, le votazio*ni sulla legge del testamento biologi*co manderanno in frantumi il suo partito, la sinistra tutta e pure il Ter*zo polo (Fini e Casini la pensano al*l’opposto).
Per salvarsi, tifano Bossi e sono costretti ad allearsi pure a Gheddafi, sperando che metta in pratica le sue bellicose minacce con*tro l’Italia e poter dire: tutta colpa di Berlusconi.
Fortuna che non ne az*zeccano mai una.
saluti